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Alessandro B…
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A quanto pare mi annovero anche io nella categoria di quelli che si sono entusiasmati dalla recensione di Città di Ossa! Quindi, mi sa che per una buona mezz'ora mi spulcerò la tua libreria e le tue recensioni! Ne ho già vista una che mi piace...:) La vicinizzazione è d'obbligo!
Ho letto il tuo commento riferito a City of Bones... Mi hai fatto morire dal ridere!! Anche io avevo notato quelle incongruenze! Ho dato comunque un voto alto al libro perché mi piace premiare la fantasia che sta dietro alla storia (alle parti non scopiazzate dalla Rowling ;D)... Mossa dalla curiosità ho cercato la tua libreria ed ho visto che abbiamo una compatibilità media... Cosa alquanto strana dati i miei gusti eterogenei! Ti ho aggiunta come vicino, spero non ti dispiaccia!! Buone feste!
Le tue recensioni sono in assoluto tra le migliori che abbia mai letto su questo sito. Complimenti, mi sono permesso di aggiungerti come vicina.
(:
Ciao bella! ^^
Magnifica libreria!
Ciao!sono rimasta colpita ed estasiata dalla tua recensione su città di ossa..ti ho aggiunto come vicino spero che non ti dispiaccia!
Se accetti di perderti
Si deve sapere a cosa si va incontro, quando si apre City. Si deve aver già conosciuto Baricco, averlo assaporato e aver accettato le regole del suo gioco. Ancor meglio sarebbe essere arrivati anche ad amarlo. Perché in City ci si perde, inevitabilmente, fin dall'inizio: si galleggia i ... (continue)
Si deve sapere a cosa si va incontro, quando si apre City. Si deve aver già conosciuto Baricco, averlo assaporato e aver accettato le regole del suo gioco. Ancor meglio sarebbe essere arrivati anche ad amarlo. Perché in City ci si perde, inevitabilmente, fin dall'inizio: si galleggia in una surrealtà a cui è inutile chiedere un indizio su dove sei o dove ti si stia conducendo, non lo saprai finché non sarai arrivato. Ma se conosci Baricco, se ami Baricco, fluttui senza sentirti spaesato, senza preoccuparti di niente, lui sa dove portarti, sa esattamente quale passo farti compiere pagina dopo pagina, gli dai la mano e ti lasci portare, semplicemente guardandoti intorno e ammirando tutto ciò che ti circonda. Sei in un ricamo di scatole cinesi, ogni personaggio è un luogo, ogni luogo nasconde un vicolo segreto, una porta celata, un passaggio verso un altro luogo ancora. Resti sorpreso nello scoprire che percepisci vero e vivo qualcuno che è stato inventato - da qualcuno che è stato inventato a propria volta. Senti il suo dolore, sorridi alla sua ironia, ami la sua malinconia. Di tanto in tanto, all'improvviso, da una riga all'altra, ti ritrovi in qualche meraviglioso giardino filosofico, ti siedi e ascolti una voce che ti racconta la tua infelicità di essere umano, chiedendoti come faccia a conoscerla così bene, come sappia raccontare te stesso meglio di come potresti mai fare tu... mentre sei lì seduto, trovi anche il tempo di pensare che per lanciarsi in certe odissee mentali non si deve avere una testa propriamente a posto, e per trovarle splendide si deve possedere una certa dose di autolesionismo.
Purtroppo, in quell'intricato ricamo di strade e vicoli nascosti, qualcosa si perde e il cerchio che si chiude non è completamente perfetto: avrei voluto sapere "cosa cavolo c'entrava il menu", avrei voluto conoscere la storia di Bill e Mary e dei Christianson, che doveva essere una storia d'amore e penso mi sarebbe piaciuta... avrei voluto sapere cos'ha urlato Larry a Poreda, e quali sono le due cose che Shatzy ha detto di Gould. Ma del resto, Ruth non le dirà mai a nessuno, e non le direbbe neanche a me.
Due delle cose che detesto al mondo sono la boxe e i western. Le due cose che ho amato di più in City, che ho amato proprio visceralmente, sono state la storia di Larry e il western. Non ne sono sorpresa, io lo so, io lo conosco, so che solo Baricco sa farmi certi incantesimi... solo lui.
Fluttuare in City è stato un malinconico e commovente piacere. Se si accetta di perdersi, sarà bello ritrovarsi.