-
All books
-
-
-
- Oggi è meglio di domani (17)
-
By Bruno Koeltz -
Reference
-
-
-
-
- L'eleganza del riccio (31710)
-
By Muriel Barbery -
Not Started
-
-
-
-
- Caos calmo (8121)
-
By Sandro Veronesi -
Finished on Feb 11, 2008 




-
-
-
-
- La grammatica di Dio (6093)
- Storie di solitudine e allegria
-
By Stefano Benni -
Not Started
-
-
-
-
- Poesie d'amore (3991)
-
By Nazim Hikmet -
Finished 




-
-
-
-
- La traversata dell'oasi (66)
-
By Maria Luisa Spaziani -
Finished 




-
-
-
-
- Mille splendidi soli (20782)
-
By Khaled Hosseini -
Not Started
-
-
-
-
- Il cacciatore di aquiloni (32401)
-
By Khaled Hosseini -
Finished on Feb 20, 2008 




-
-
-
-
- L'amore fatale (3085)
-
By Ian McEwan -
Finished on Feb 5, 2008 




-
-
-
-
- Twilight (17359)
-
By Stephenie Meyer -
Finished on Feb 14, 2008 




-
-
-
-
- Esercizi di stile (7128)
-
By Raymond Queneau -
Not Started
-
-
-
-
- L'Italiano (1891)
- Lezioni semiserie
-
By Beppe Severgnini -
Not Started
-
-
-
-
- Todo el amor (673)
- Antologia personale
-
By Pablo Neruda -
Finished 




-
-
-
-
- Edipo re - Edipo a Colono - Antigone (2486)
-
By Sofocle -
Finished 




-
-
-
-
- Sei personaggi in cerca d'autore (5513)
-
By Luigi Pirandello -
Finished 




-
Twilight
***This comment contains spoilers! ***
Commento scritto a suo tempo sul mio blog.
Un giorno, di punto in bianco, la rete è stata invasa da questa parola: Twilight. Gira che ti rigira, non sentivo più parlare d'altro, e quando in libreria ho visto il volume in carta e inchiostro, sono stata quanto meno curiosa di leggere l ... (continue)
Commento scritto a suo tempo sul mio blog.
Un giorno, di punto in bianco, la rete è stata invasa da questa parola: Twilight. Gira che ti rigira, non sentivo più parlare d'altro, e quando in libreria ho visto il volume in carta e inchiostro, sono stata quanto meno curiosa di leggere la sinossi in copertina. L'ho letta, ho avuto la nausea, e ho posato il libro dicendogli addio in silenzio. A pelle, per istinto. Ma c'è un problema: io sono incapace di ignorare ciò che ad istinto mi risulta indigesto. Prima o poi, prende il sopravvento la curiosità di capire perché. E soprattutto, di sapere se l'impressione era giusta o no. Quindi, la premessa doverosa è che sono sempre pronta a cambiare idea, e anche volentieri, perché è ovvio: sono molto più contenta di scoprire un bel libro che un brutto libro. Così, passato qualche mese, ho deciso di procurarmi Twilight (senza spenderci un soldo, mi sembra ovvio). Ora... esistono alcune opere il cui successo io guardo con stupore e incredulità, e soprattutto con una notevole dose di perplessità. Nell'ambito manga, per esempio, non capisco come sia possibile che Dragon Ball sia l'opera più famosa del mondo. D'accordo, magari sono un po' drastica io, perché a mio parere Dragon Ball semplicemente fa schifo; ma volendogli anche lasciare qualche qualità, continuo a non capire come riesca ad avere tanto successo, quando non fa che ripetere la stessa formula trita e ritrita fino allo sfinimento: io buono e forte - arriva cattivo - io pestare cattivo - cattivo crepare - io un po' più forte - arriva nuovo cattivo un po' più forte del vecchio, ma al punto giusto perché io possa pestare anche lui - nuovo cattivo crepare - io ancora un po' più forte - arriva altro nuovo cattivo e bla bla bla ad libitum. Senza contare che ormai a nessuno frega più un accidente se qualche personaggio muore, tanto prima o poi torna in vita. Anzi, se non sei morto almeno un paio di volte in Dragon Ball, significa che il tuo personaggio non vale una cicca. Ecco, il motivo per cui una roba come questa sia così osannata, per me è un mistero. Non lo capisco, non ci arrivo.
In ambito librario, una cosa analoga non mi era ancora mai accaduta. Oddio, sicuramente il successo dei libri di Moccia è folle, ma non è incomprensibile. Capisco perfettamente in base a quali tristissime ragioni ha il seguito che ha. Ma poi, un giorno, arriva Twilight, e il mistero esplode... Questo libro, anzi, questa saga, sembra essere il fenomeno dell'anno. Perché??? No, sul serio, spiegatemelo, può darsi che sia io a non arrivarci, è possibilissimo. Io so solo che Twilight è uno dei peggiori libri che abbia mai letto in vita mia.
Partiamo dal principio. Abbiamo la nostra protagonista, Isabella Swan, ma vi consiglio di non provare a chiamarla così, perché ringhia a chiunque non riesca a indovinare, per illuminazione divina, che lei vuole farsi chiamare solo Bella. Abbiamo Bella Swan, dunque. Bella è: perennemente immusonita, costantemente scontrosa (e quando non lo è, ci tiene a specificare che sta fingendo), insopportabilmente lagnosa per qualsiasi cosa o persona le stia intorno, e con una tendenza preoccupante a considerarti un rompiballe se le rivolgi la parola senza avere la decenza di essere fighissimo. Per di più: Bella, forse come risultato di un malsano tentativo di farla risultare "teneramente goffa", è un pericolo pubblico per sé e per gli altri: cade. Bella cade qualsiasi cosa stia facendo. Corre e cade. Cammina e cade. Sta ferma e cade. Inciampia su ogni superficie e in qualunque oggetto si trovi a un raggio di due metri da lei, e in mancanza di oggetti esterni, inciampia nei suoi stessi piedi. E oltre ad avere un evidente deficit motorio, ne ha uno peggiore in testa: è terrorizzata di andare a sbattere con la macchina sulla strada gelata, però mica ci pensa da sola a mettere le catene da neve! Furrrba!
Insomma, Bella si può descrivere in pochi aggettivi: insopportabile, inetta, inutile. Ho odiato Bella Swan dopo dieci righe del primo capitolo. E' un record.
Bella parla in prima persona, e questa si può considerare come una condanna, perché seguire costantemente i pensieri di Bella è divertente quasi quanto buttarsi giù da un ponte.
La nostra protagonista ha appena deciso di trasferirsi nella cittadina più piovosa d'America, Forks, a casa di suo padre, così che la madre possa vivere liberamente la sua nuova vita con il neo-compagno, professionista di baseball costretto a continui spostamenti. Da notare: Bella dichiara testualmente di adorare sua madre e di considerarla la propria migliore amica; però, ogni volta che questa povera donna le scrive un'e-mail giusto per sapere se la figlia è viva, Bella le risponde con lo stesso entusiasmo con cui andrebbe a farsi cavare un dente. Ah, ma ovviamente scrive tanti "ti voglio bene" e "bacini e bacetti", perché gli sfigati che devono sorbirsi le sue lagne mentali siamo solo noi. E pensare che mia mamma mi telefona tutti i giorni...!
A Forks, paese dove c'è tanta pioggia quanto penuria di ombrelli (io non ne ho visto usare nemmeno uno in tutto il libro!), Bella arriva nella nuova scuola con il suo consueto gioviale carattere amichevole (e benvenuti alla fiera del sarcasmo)... ma tra una caduta di qua e uno spigolo di là, pare che l'intera popolazione maschile del liceo d'improvviso non aspetti altro che provarci con lei. Tra di loro, c'è Lui: Lui è Edward, o anzi, per seguire la sinossi, Lui è "il misterioso e bellissimo Edward Cullen". Edward è perfetto in qualsiasi aspetto, è bellissimo, fighissimo, bravissimo, velocissimo, sensualissimo, aggraziatissimo, misteriosissimo, è Edwardissimo! Sa fare tutto, e lo sa fare meglio di tutti. Ed è un vampiro. O meglio, la Meyer sostiene che sia un vampiro, perché intendiamoci: questi NON sono vampiri, sono cugini degli X-Men con una dieta stramba. Già, perché i vampiri di Twilight conservano questo solo tratto: si nutrono di sangue (senza denti aguzzi, perché nessuno mai ne parla). Poi, della figura del vampiro fanno un malloppino di carta straccia e lo buttano dal ponte da cui vorrei buttarmi io di fronte a certi scempi. La cosa più bella di questi "vampiri", è che sono praticamente privi di qualsivoglia difetto/problema/fregatura. Alla luce del sole addirittura diventano psichedelici, brillano. Le croci fan loro un baffo, potrebbero farsi il bagno nell'acqua santa, e puoi piantagli non un paletto, ma un frassino intero nel cuore, saranno ancora lì. L'unico modo per ucciderli è, attenzione: farli a pezzi e bruciarli. Al che, mi domando: e se non li brucio che succede, si ricompongono?! Ma non sono certa di volerlo sapere...
Inoltre, questi "vampiri" possono anche resistere alla sete di sangue umano, volendo. Infatti, la famiglia Cullen si nutre solo di animali, il che li fa sentire allegramente innocenti (bella filosofia del cavolo, mi permetto di dire! -.-). E come ciliegina sulla torta, hanno una mega villa e mega macchine di lusso. Perciò, la conclusione è: essere vampiri in Twilight è la più grossa botta di chiurlo che ti possa capitare!
Per aggiungere ancora altre perle di perfezione al già perfettissimo Edward, egli legge anche nel pensiero. Di chiunque. Tranne in quello di Bella. Perché? Perché è così, punto. Perché serve alla trama, e quindi zitti e mosca tutti quanti, voi lettori pensanti.
Da qui in poi, si può fare un salto veloce fino quasi alla fine del libro, condensando le pagine in mezzo con descrizioni brevi: Bella sospira su quanto sia figo Edward; Edward la segue ovunque e inizia ad accompagnarla regolarmente a scuola e pranzare insieme a lei, e nel mentre non smette mai di ripeterle quanto farebbe meglio a stargli lontana ("Manuale dei giovani schizofrenici-che-vorrebbero-sembrare-tormentati", capitolo 1); di punto in bianco si dichiarano un grande amore che nessuno ha visto nascere e che non ha una sola base, ma che ora esiste, c'è, è così, punto, fatevelo andar bene. E il momento cruciale, è quello in cui Edward, dopo lunghe settimane di "tormenti" su come l'odore del sangue di Bella gli renda impossibile starle vicino senza succhiarsela, si accorge che bastano un paio d'ore di carezzine core a core per non avere più nessun problema ad annusarsela e baciarsela. Insomma, una di quelle situazioni in cui un lettore resta lì a domandarsi "Eh?!... Tutto sto casino, ed era tutto qua??".
In definitiva, per la maggior parte del libro non succede praticamente NIENTE. Non c'è nessuna vicenda, non c'è una storia, ci sono solo Bella che sospira e Edward che fa il figo, per finire con il loro "grande amore" sbucato dal nulla. Di contorno, ci sono gli amici e spasimanti di Bella, che hanno avuto la sfiga di trovarsi in un libro in cui il loro ruolo serve solo a far risaltare quanto siano ridicoli gli esseri umani in confronto al fighissimo vampiro Edward.
Ora che Bella e Edward sono finalmente innamoratissimi, lui la porta nella sua mega villa, dove le presenta il resto della famiglia Cullen, e le racconta la storia del "capofamiglia", Carlisle, e questo è stato il punto in cui ho iniziato a pensare che al mio libro mancassero dei pezzi. Seguitemi un momento: Edward dice a Carlisle di voler raccontare a Bella la sua storia; Carlisle gli chiede da dove vuole iniziare; Edward risponde "Dalla costellazione dell'Auriga". Al che, non capendo che razza di risposta sia, mi incuriosisco... Ma alla riga successiva, Edward inizia a parlare di tutt'altro. Ora, io ho finito il libro. E ancora non so cosa cacchio significhi questa costellazione dell'Auriga!
Il resto della famiglia Cullen è composto da Esme, la compagna di Carlisle; Alice, vampira sensitiva che all'inizio potrebbe risultare simpatica, ma dopo un po' che parla cinguettando e cammina danzando, inizia a far venire voglia di verificare la tecnica di "tagliuzza e brucia" per ammazzare i vampiri; Jasper, il compagno di Alice; Emmett, che mi è simpatico in virtù del suo genuino sguardo sorpreso a qualsiasi frase pseudo-intelligente di Bella; Rosalie, la compagna di Emmett, che è di sicuro la mia preferita: l'unica che tratti Bella per quello che è, un'inutile piattola rompiballe! Per di più, dato che in Twilight vige la regola del "dimmi quanto sei figo e ti dirò chi sei", va specificato che Rosalie è la più figa della famiglia. Vai Rosalie!
La famiglia Cullen vive mescolandosi alla gente umana, sfruttando il fatto che a Forks il cielo sia perennemente scuro, così che loro possano andare in giro senza sbrilluccicare. In questo modo, Carlisle vive facendo il medico, e i ragazzi (che sono centenari, ricordiamolo) frequentano il liceo di Forks come normali studenti. Ora... mettiamo la testolina in modalità "ragionamento base"... ma una cosa del genere, quanto può durare?! Un anno? Due? Possibile che questi stiano a Forks in pianta stabile e nessuno si sia accorto che non cambiano e non crescono?! E che frequentano il liceo in moto perpetuo, sempre a diciassette anni, sempre nella stessa classe?! Certo, possibile. Perché serve alla trama, perché è così, perché sì e basta.
Dunque, tra un patetismo qui e un "dettaglio" incomprensibile lì, abbiamo la coppia finalmente formata e presentata nelle rispettive famiglie. Piccolo inciso: il padre di Bella è una chicca unica! Non si fila la figlia manco di striscio per settimane, poi all'improvviso una sera decide che lei sta per scappare dalla finestra e le stacca il motore della macchina. E lei, che è un genio, ovviamente lo capisce. Da cosa? Ma ancora fate domande, lettori pensanti illusi?!
Tornando alla nostra non-storia, ad un tratto, la Meyer forse si accorge di aver scritto trecento pagine di noia insulsa, e decide che è tempo d'azione. Pessima decisione. C'è solo una cosa peggiore della Meyer che descrive melensaggini: la Meyer che descrive l'azione. Almeno, le melensaggini le scrive benino. Quando si lancia in scene d'azione, riesce a creare un curioso connubio di scrittura lineare e significato contorto. Frasi che prese da sole sono semplicissime, banali, una scrittura elementare. Messe insieme, magicamente, non hanno senso. Io sfido chiunque a capire con precisione la dinamica della scena dell'incidente col camioncino che sta per investire Bella. L'ho riletta quattro volte, e ancora non sono sicura di come si sia svolta.
Il momento d'azione finale, vede l'entrata in scena di un vampiro vagabondo. E qui le idee sulle connotazioni dei vampiri iniziano a farsi confuse. Fino a questo momento, si pensava che i vampiri di Twilight fossero tutti bellissimi e affascinantissimi. Ma poi arriva il vampiro vagabondo, e siccome lui è cattivo, diventa pure anonimo. Niente bellezza, niente fascino, niente fighezza. Ovviamente, lui decide che, con tutta la città a disposizione, vuole succhiare il sangue a Bella e solo a lei. Invece di fargli subito un mazzo così, Edward decide che prima bisogna organizzare la fuga più astrusa che si sia mai vista, e quando ovviamente tutto andrà male, perché con le idee cretine non si va lontano, il vampiraccio cattivo verrà messo fuori combattimento. E ci troviamo di fronte all'ultima e più bella situazione priva di senso: Bella, per scappare da Forks, aveva detto al padre di odiare quel posto e quella vita, e di non volerci più tornare. Conclusa la vicenda del vampiraccio cattivo, la madre di Bella le dà una buona notizia: lei e il suo nuovo compagno hanno finalmente potuto prendere una sistemazione stabile e lei potrà tornare a vivere con loro. Al che, Bella salta su terrorizzata (perché va detto che Bella diventa terrorizzata appena Edward si allontana di più di due metri da lei), e inizia a dire che lei vuole vivere a Forks, che suo padre ha bisogno di lei, che non vuole assolutamente andarsene. Al che, una madre normale, richiederebbe immediatamente la perizia psichiatrica per sua figlia. Ma lei no, lei guarda storto Edward, come tutte le mamme devono fare con i fidanzati delle figlie, e prende atto della cosa. Punto e fine della storia.
Anzi, no! Perché prima della vera fine, c'è il gran finale, nella migliore tradizione da teen movie americano: il ballo di fine anno. E nel retro della scuola, romanticissima cornice, Bella chiede a Edward, forse per la trentesima volta, di fare anche di lei un vampiro. Lui non vuole, perché "non vuole rovinare la sua vita". Ora... io questo lo potrei anche capire, se si trattasse di VERI vampiri, quelli che sono creature dannate e che vivono la loro dannazione... ma se parliamo degli X-Men di Twilight, cosa diamine ci sarebbe da perdere a diventarlo?! Anzi, converrebbe all'intera popolazione mondiale! Un pianeta fatto di gente immortale e fosforescente al sole, il pianeta più cool della Via Lattea, gente! Per di più, oltre a diventare bellissima e perfettissima, Bella smetterebbe di cadere ogni cinque secondi, in quanto diventerebbe aggraziatissima, e smetterebbe di essere sempre sull'orlo della morte, in quanto ammazzare un vampiro in Twilight è talmente lungo e palloso che nessuno lo farà mai. E poi, si ritroverebbe con una macchina strafiga al posto di quel rottame rantolante di pick-up, vuoi mettere?!
Però Edward non cede. E allora la cosa come si risolve? Ma è ovvio: con l'ennesima dichiarazione d'eterno amore, che non si sa cosa abbia risolto, ma perché domandarselo? Il libro è finito, e la gioia per tale evento prende il sopravvento sulla logica del cervello pensante.
Ora, continuo a non escludere che possa essere io a non arrivarci, ma il mistero per il successo di Twilight mi sembra oggettivamente fitto.
Tuttavia, quando mi sarò un po' ripresa, mi appresterò (ovviamente senza spenderci un soldo) a leggere gli altri libri della serie. Come "perché"? Ovvio: perché io prima o poi devo sapere che c'entrava quella cavolo di costellazione dell'Auriga!!