"Andar via di qui, solo andar via di qui! Non occorre che tu mi dica dove mi porti. Dov'è la tua mano? Ah, al buio non riesco a trovarla. Basterebbe che io stringessi già la tua mano, non credo che allora mi respingeresti. Mi senti? Sei almeno in camera? Forse non ci sei affatto. Del resto cosa mai
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"Andar via di qui, solo andar via di qui! Non occorre che tu mi dica dove mi porti. Dov'è la tua mano? Ah, al buio non riesco a trovarla. Basterebbe che io stringessi già la tua mano, non credo che allora mi respingeresti. Mi senti? Sei almeno in camera? Forse non ci sei affatto. Del resto cosa mai ti dovrebbe attirare nel ghiaccio e nelle nebbie del Nord, dove non c'è da aspettarsi che ci sia anima viva? Tu non sei qui. Hai evitato questi luoghi. Ma per me è questione di vita o di morte decidere se ci sei o no."
Il libro della Yourcenar che forse (gli altri li ho letti parecchi anni fa, e non li ricordo benissimo...) mi ha colpito di più. Scritto superbamente, delicato e malinconico.
Credo che il quantitativo (imbrazzante) di note che ho aggiunto (e ho altre decine di passaggi sottolineati sul libro) lasci ben intuire quanto abbia amato questa lettura. Per spaccare, come un'ascia, le acque gelate nell'anima.
Una delle cose che maggiormente amo del leggere Kafka è che i suoi racconti ed i suoi romanzi possono essere interpretati in infinite maniere, tutte più o meno valide: dell'allegoria ebraico religiosa, sublimazione di eventi biografici dell'autore, come pure forme espressionistiche, o ancora da un p
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Una delle cose che maggiormente amo del leggere Kafka è che i suoi racconti ed i suoi romanzi possono essere interpretati in infinite maniere, tutte più o meno valide: dell'allegoria ebraico religiosa, sublimazione di eventi biografici dell'autore, come pure forme espressionistiche, o ancora da un punto di vista filosofico e psicologico... Ma, come affermava anche Kundera ( e non posso che essere d'accordo) il maggior pregio del leggere Kafka sta nel riuscire a godere della meraviglia della sua scrittura. Lasciarsi rapire dalla parola, dal suo modo di narrare, dalla sua incredibile, spesso spaventosa, capacità immaginativa. E forse non serve analizzarlo, non serve sviscerarlo, per comprenderlo davvero. Così si rischia solo di sciuparlo. La bellezza di questi racconti, alcuni solo brevi prose e riflessioni (ho letto e riletto la mezza paginetta di "Ritorno" fin quasi ad impararla a memoria...), sta proprio nella loro capacità di catturarci nel loro mondo, raramente confortevole, portarci in oscuri cuniculi sotterranei dove fischiano misteriose creature, o coi bambini sulla via maestra, nella colonia penale, o ancora di notte, in una Praga magica e surreale. O più semplicemente al davanzale della finestra, sull'uscio di casa. Ci invitano a conoscere l'artista del digiuno, gli operai che lavorano alla muraglia cinese, una scimmia che è diventata un essere umano pur di sopravvivere. E, mentre ci incantano, aprono immancabilmente squarci terribili nel velo del nostro inconscio, ci comunicano qualcosa di noi, come fanno le immagini dei sogni.
i miei racconti preferiti (esclusa la Metamorfosi, ovviamente...): Preparativi di nozze campagna (quanto avrei voluto che continuasse!>_<) Richard e Samuel (idem come sopra...) La passeggiata improvvisa Ritorno La Condanna Nella Colonia Penale Una relazione per un'Accademia L'avvoltoio Primo dolore La Tana Un digiunatore Il Silenzio delle Sirene
Aforismi e frammenti
"Andar via di qui, solo andar via di qui! Non occorre che tu mi dica dove mi porti. Dov'è la tua mano? Ah, al buio non riesco a trovarla. Basterebbe che io stringessi già la tua mano, non credo che allora mi respingeresti. Mi senti? Sei almeno in camera? Forse non ci sei affatto. Del resto cosa mai ... (continue)
"Andar via di qui, solo andar via di qui! Non occorre che tu mi dica dove mi porti. Dov'è la tua mano? Ah, al buio non riesco a trovarla. Basterebbe che io stringessi già la tua mano, non credo che allora mi respingeresti. Mi senti? Sei almeno in camera? Forse non ci sei affatto. Del resto cosa mai ti dovrebbe attirare nel ghiaccio e nelle nebbie del Nord, dove non c'è da aspettarsi che ci sia anima viva? Tu non sei qui. Hai evitato questi luoghi. Ma per me è questione di vita o di morte decidere se ci sei o no."
La bambina filosofica: Pape Satan Aleppe
... è che io e la Bambina siamo troppo simili <3
Alexis
Il libro della Yourcenar che forse (gli altri li ho letti parecchi anni fa, e non li ricordo benissimo...) mi ha colpito di più. Scritto superbamente, delicato e malinconico.
Diari (1910-1923)
Credo che il quantitativo (imbrazzante) di note che ho aggiunto (e ho altre decine di passaggi sottolineati sul libro) lasci ben intuire quanto abbia amato questa lettura.
Per spaccare, come un'ascia, le acque gelate nell'anima.
Tutti i racconti
Una delle cose che maggiormente amo del leggere Kafka è che i suoi racconti ed i suoi romanzi possono essere interpretati in infinite maniere, tutte più o meno valide: dell'allegoria ebraico religiosa, sublimazione di eventi biografici dell'autore, come pure forme espressionistiche, o ancora da un p ... (continue)
Una delle cose che maggiormente amo del leggere Kafka è che i suoi racconti ed i suoi romanzi possono essere interpretati in infinite maniere, tutte più o meno valide: dell'allegoria ebraico religiosa, sublimazione di eventi biografici dell'autore, come pure forme espressionistiche, o ancora da un punto di vista filosofico e psicologico... Ma, come affermava anche Kundera ( e non posso che essere d'accordo) il maggior pregio del leggere Kafka sta nel riuscire a godere della meraviglia della sua scrittura. Lasciarsi rapire dalla parola, dal suo modo di narrare, dalla sua incredibile, spesso spaventosa, capacità immaginativa.
E forse non serve analizzarlo, non serve sviscerarlo, per comprenderlo davvero. Così si rischia solo di sciuparlo.
La bellezza di questi racconti, alcuni solo brevi prose e riflessioni (ho letto e riletto la mezza paginetta di "Ritorno" fin quasi ad impararla a memoria...), sta proprio nella loro capacità di catturarci nel loro mondo, raramente confortevole, portarci in oscuri cuniculi sotterranei dove fischiano misteriose creature, o coi bambini sulla via maestra, nella colonia penale, o ancora di notte, in una Praga magica e surreale. O più semplicemente al davanzale della finestra, sull'uscio di casa. Ci invitano a conoscere l'artista del digiuno, gli operai che lavorano alla muraglia cinese, una scimmia che è diventata un essere umano pur di sopravvivere. E, mentre ci incantano, aprono immancabilmente squarci terribili nel velo del nostro inconscio, ci comunicano qualcosa di noi, come fanno le immagini dei sogni.
i miei racconti preferiti (esclusa la Metamorfosi, ovviamente...):
Preparativi di nozze campagna (quanto avrei voluto che continuasse!>_<)
Richard e Samuel (idem come sopra...)
La passeggiata improvvisa
Ritorno
La Condanna
Nella Colonia Penale
Una relazione per un'Accademia
L'avvoltoio
Primo dolore
La Tana
Un digiunatore
Il Silenzio delle Sirene