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Adam Haslett
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Grazie del feed sull'amata Pivano
:-D continua pure. buona domenica.
mi obblighi ad aggiungere troppi libri! grazie.
Orsodimondo un caro saluto; non ci si sente da un po', spero tutto bene, fra letture e il resto. Buona domenica K.
molto bello...cercavo la recensione de "la banalità del male" che sulla pagina del libro non riusicvo ad aprire e non l'ho trovata...però ho trovato altr cose, molte molto interessanti!
LA GIUSTA DISTANZA
Qual è? Quella che adotta Adam Haslett. Come si misura? Né troppo vicino né troppo lontano: alla giusta distanza, appunto. Empatia senza indulgere al compiacimento.continue)
Sicuramente Haslett si muove a suo agio fra le storie, i personaggi, e le ambientazioni della sua raccolta, perfettamente inserito, per ... (
Qual è? Quella che adotta Adam Haslett. Come si misura? Né troppo vicino né troppo lontano: alla giusta distanza, appunto. Empatia senza indulgere al compiacimento.
Sicuramente Haslett si muove a suo agio fra le storie, i personaggi, e le ambientazioni della sua raccolta, perfettamente inserito, per nulla estraneo (il titolo originale è You are not a stranger here che fa a gara in bellezza con quello italiano). E anch’io mi sono sentito subito a casa, sin dalla prima pagina.
Non mi pare che si tenti di svelare il principio del dolore in questi racconti. Tanto meno la fine del dolore, a meno che non coincida con la fine della vita, che comunque si lascia dietro in vita una scia di altro dolore. In un racconto si accenna ai cinque gradi del dolore, uno in meno di quelli della separazione, ma direi che i gradi del dolore sono nove quanti sono i racconti, o uno solo, il dolore è dolore. Haslett non prova neppure a indagare se il dolore è utile alla vita, se fa bene in qualche modo a qualche cosa: il dolore è dolore, esiste, c’è.
Sono racconti bellissimi, uno più dell’altro: scritti come si faceva un tempo e in modo moderno, in modo semplice e sapiente, piano e ricco, intenso e leggero. Mai sentito nominare Haslett prima di queste pagine, che hanno già dieci anni, e che mi pare marchino chiaramente la nascita di un nuovo grande scrittore.
La gara è accesa fino all’ultima pagina: vincerà il dolore o la bellezza della scrittura? Ho come l’impressione che se ne vadano via insieme, allontanandosi a braccetto, la conferma di un grande sodalizio, che non è iniziato qui, e qui neppure si concluderà.