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Aristotele contro Aristotele? -
Questa raccolta di scritti aristotelici sul sogno, specialmente il testo sulla divinazione, presenta grosse difficoltà ermeneutiche. Gli argomenti sono trattati in maniera piuttosto semplice, ma, limitandosi semplicemente alla lettura di questi brevi scritti,il rischio è quello di andare fuori strad ... (
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Jan 31, 2012 |
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I versi della morte
Questo breve componimento poetico si colloca nel genere del contemptus mundi. Hélinant, monaco cistercense, descrive la morte in termini strettamente cristiani come ciò che consente quel passaggio dalla vita terrena ad una vita ultra-terrena. A questo proposito si sofferma sugli aspetti relativi all ... (continue)
Questo breve componimento poetico si colloca nel genere del contemptus mundi. Hélinant, monaco cistercense, descrive la morte in termini strettamente cristiani come ciò che consente quel passaggio dalla vita terrena ad una vita ultra-terrena. A questo proposito si sofferma sugli aspetti relativi alla fine dell’esistenza umana e su come l’uomo erroneamente si prepara a quel momento quando si lascia corrompere all’avaritia che si manifesta nell’accumulo di potere e ricchezza, conducendo, in tal modo, una vita priva di ricerca spirituale. La morte, spiega Hélinant, annulla ogni gerarchia e rovescia ogni potere di ordine mondano, è un guerriero a cavallo, muove guerre al mondo intero, è un cacciatore che insegue l’uomo con tremendo accanimento. Le argomentazioni che si ritrovano nel testo volte a promuovere la veridicità del messaggio biblico non sono accompagnante dall’utilizzo di espedienti logico-dialettici, con estrema semplicità allora si afferma che negare la vita oltre la morte significherebbe negare quanto affermano i santi, il che risulta sconveniente. La scelta di promuovere il messaggio cristiano nella sua assoluta semplicità non è da attribuirsi all’incapacità di autori come Hélinant di riuscire a combattere con mezzi retorici e dialettici le tesi dei nemici, ma affonda le sue radici in quel contesto storico-filosofico, in particolar modo tra XI e XII secolo, che vede emergere monaci e teologi quali Manegoldo di Lautenbach e Pier Damiani, i quali propongono il ritorno ad una sapientia christiana pura, priva di contaminazioni, sul piano teologico, di natura logico-filosofica. Quello di Hélinant allora è un ritorno alla semplicità, la semplicità dei poveri e dei pescatori, i quali, ricordando quanto affermava Attone di Vercelli, son più degni dei “filosofi” di commentare le scritture. Da questo punto di vista “I versi della morte” offrono un’importante testimonianza, sul piano letterario, del clima di un periodo storico che ha segnato i rapporti tra filosofia, teologia e sapienza divina.