Il magnifico e prezioso seme della nostra Voglia di Leggere
'Come un romanzo' era solo soletto sul tavolo del bookcrossing assieme a Eva Luna, Marquez, Ken Follett e Calvino e tanti altri grandi autori. Aspettava, tranquillo e fiducioso, che qualche lettore o lettrice avrebbe esclamato: "Sì, eccolo! E' lui che prendo!". Non so quando tempo 'Come un romanzo'
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'Come un romanzo' era solo soletto sul tavolo del bookcrossing assieme a Eva Luna, Marquez, Ken Follett e Calvino e tanti altri grandi autori. Aspettava, tranquillo e fiducioso, che qualche lettore o lettrice avrebbe esclamato: "Sì, eccolo! E' lui che prendo!". Non so quando tempo 'Come un romanzo' sia rimasto sul tavolo, ma so che i miei occhi hanno brillato quando, rapidi, hanno letto il titolo di quel parallelepipedo azzurro e giallo. "Prendo questo!" ho esclamato tutta soddisfatta. Era da tempo che volevo leggere Pennac, stimato professore di francese a Parigi, e con quale romanzo iniziare se non con 'Come un romanzo', grandioso manifesto per gli Amanti (con la A maiuscola, non è un errore) per gli Amanti della lettura? E così in poche ore ho divorato ‘Come un romanzo’, con il cuore di una lettrice appassionata. Lo stile di Pennac è coinvolgente, è così bravo che viene naturale ritrovare vere le situazioni da lui descritte. Ed è ovvio che scateni in noi tutta una serie di ricordi, da quando eravamo piccoli lettori in erba ad oggi…
Ricordi di una timida lettrice. Ricordo le serate in cui, con le coperte tirate su fino al mento, attendevo con gioia che mia mamma si mettesse a sedere accanto al mio letto e con un librone grande e grosso iniziasse la lettura delle mie storie. Ricordo ancora la storia di una bambina (ero forse io? O avrei voluto esserlo?) che aveva una coperta magica cucitale dalla nonna, una coperta che le permetteva di volare e andare fino in Africa per vedere i cammelli. Oh, quando avevo ossessionato mia nonna per cucirmi una coperta magica! Ricordo un’aula di una scuola elementare. I bambini tra i banchi intenti a disegnare e colorare, mentre la maestra, seduta in mezzo a noi, leggeva un libro per bambini più grandicelli: ricordo ancora il titolo: ‘Ingo e Drago’, la storia di un bambino (ero forse io? O avrei voluto esserlo?) la storia di un bambino che trovava un uovo strano e dopo averlo tenuto al caldo ne era nato un drago. Oh, quando avevo ossessionato mia madre perché mi comprasse quel libro! Ricordo di averlo letto tutto da solo, tutto d’un fiato. E avevo sognato con Ingo che il suo uovo schiudesse, e avevo cercato disperatamente quell’uovo, e avevo letto e riletto quelle pagine fino a consumarle, e avevo chiesto ai miei genitori se potevano comprarmi ancora libri… Ricordo un Natale di tanti anni fa… sotto l’Albero, un pacco a forma di parallelepipedo: un libro? Sì, dai, ti prego, è un libro è un libro… Un libro! Proprio quello che volevo! E subito sul tappeto a leggerlo, anzi a divorarlo, la mattina stessa di quel Natale di tanti anni fa. E poi ricordo una professoressa del liceo che con i suoi dannati ‘libri-da-leggere-a-tutti-i-costi’ aveva tentato di scardinare in me (in noi) il magnifico e prezioso seme della nostra Voglia di Leggere. E così, ecco gli obblighi: per martedì, leggete i Promessi Sposi fino al capitolo 45. Voglio la scheda-capitolo, i commenti e rispondete a queste domande che sto facendo girare per la comprensione del testo. No! Tu professore non puoi obbligarmi! Sai che cosa ho fatto? Per la prima volta ho letto di malavoglia, e il mio piacere e la mia passione sono svaniti nell’Obbligo di Leggere. Sai che cosa ho fatto ai Promessi Sposi quando ho terminato l’ultima riga? Ha messo le ali e qualcuno l’ha ritrovato in giardino, tutto sporco di terra ed erba (poverello) mentre il mio cane curioso cercava di capire se si poteva mangiare: Zorro non mangiarlo, ti sarebbe indigesto come lo è stato per me. Ma nonostante gli obblighi di leggere cose che mai nella mia vita avrei letto di spontanea volontà (Due di Due, i Promessi Sposi, la Coscienza di Zeno…) qualche libro che tu professore mi hai consigliato ammetto che mi sia piaciuto, come il bellissimo ‘Il fu Mattia Pascal’ e ‘Il giovane Holden’. Ti sei salvato, professore, anzi mi sono salvata io e ho salvato la mia passione per la lettura. Ogni volta che entro in una libreria vorrei portare a casa tutti i volumi e vorrei avere il tempo per dedicare a tutti i personaggi il loro giusto momento di gloria. Vorrei viaggiare in America con Faulkner, vorrei andare a Parigi con Hemingway, vorrei vedere il Giappone sotto la guida di Murakami e vorrei aver conosciuto quella grandissima giornalista che è Oriana Fallaci. Per me i libri sono piccoli universi in formato tascabile, con loro non ti puoi annoiare e loro ti faranno sempre compagnia. Portali in montagna, portali al mare, portali a vedere Firenze, loro sono curiosi e contenti di vedere il mondo. Porta i tuoi libri preferiti mentre aspetti il dentista, ti faranno compagnia. Porta il libro mentre vai a prendere il sole al fiume. Portali agli eventi di bookcrossing,a loro piace viaggiare di borsa in borsa, di cuore in cuore, amano rallegrare il prossimo intrattenendolo con le proprie storie. Porta un libro in dono ad un amico, soprattutto se il libro ti è piaciuto tanto e tu vuoi davvero bene al tuo amico. Regala libri: è come regalare piccoli mondi di fantasia tascabili. Il magnifico e prezioso seme della lettura in me è sbocciato ed è diventato un fiore stupendo, grazie alle splendide persone che mi hanno aiutata a diventare quello che oggi sono, ovvero un’appassionata lettrice.
Terminato in una manciata di giorni, questo interessante documento sullo stato degli allevamenti intensivi americani (con qualche digressione sui metodi di pesca industriali) è stata davvero una lettura appassionata e utile. Non nascondo le difficoltà della lettura, sopratutto quando si parla di tor
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Terminato in una manciata di giorni, questo interessante documento sullo stato degli allevamenti intensivi americani (con qualche digressione sui metodi di pesca industriali) è stata davvero una lettura appassionata e utile. Non nascondo le difficoltà della lettura, sopratutto quando si parla di torture agli animali negli allevamenti industriali, ma nel complesso merita 5 stelle. Foer non mira assolutamente a convertire al vegetarianesimo o al veganesimo i suoi lettori, ma mira a informare i consumatori e a renderli più consapevoli. Foer non vuole che gli americani smettano di mangiare carne e uova o latte, ma che diventino più consapevoli di cosa (o chi) sta nel loro piatto. Poi, è ovvio, se le persone visitassero un allevamento industriale o un mattatoio, smetterebbero subito di mangiare animali, ma questa è un'altra storia. Foer ci ha impiegato 3 anni per documentarsi prima di scrivere questo libro; infatti, è un ottimo esempio di inchiesta giornalistica e saggio scientifico accessibile a tutti. Non posso che consigliarlo ad altri lettori, se vogliono diventare consumatori più consapevoli.
"Quando i coloni americani scatenarono la rivolta del tè a Boston, misero in moto delle forze così potenti da creare una nuova nazione. Decidere che cosa mangiare (e che cosa rifiutare) è l'atto fondante della produzione e del consumo che determina tutti gli altri. Scegliere vegetale o animale, agroindustria o fattoria a gestione famigliare, non cambia il mondo di per sé, ma insegnare a noi stessi, ai nostri figli, alla comunità in cui viviamo e alla nostra nazione a optare per la coscienza invece che per la comodità può farlo. Una delle maggiori opportunità di vivere i nostri valori - o di tradirli - sta ne cibo che mettiamo nei nostri piatti. E vivremo o tradiremo i nostri valori non solo come individui ma anche come nazioni."
"Mille splendidi soli" è un romanzo molto scorrevole, scritto bene e semplice da assimilare. Narra la storia di Laila e Mariam molto diverse tra loro ma unite da un drammatico destino: essere donne a Kabul. Attraverso quasi trent'anni di storia dell'Afghanistan, Hosseini dipana la vicenda epica di d
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"Mille splendidi soli" è un romanzo molto scorrevole, scritto bene e semplice da assimilare. Narra la storia di Laila e Mariam molto diverse tra loro ma unite da un drammatico destino: essere donne a Kabul. Attraverso quasi trent'anni di storia dell'Afghanistan, Hosseini dipana la vicenda epica di due famiglie unite indossolubilmente dalla guerra e dagli eventi drammatici che fanno da sfondo. Un romanzo d'evasione molto bello. Consigliato.
Ho letto questo reportage di Oriana Fallaci soprattutto per curiosità, in quanto donna, e poi perché la scrittrice fiorentina so che scrive benissimo e non annoia mai. In questo reportage di circa 200 pagine ho viaggiato accanto a Oriana e Duilio, alla scoperta di culture molto lontane e molto diver
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Ho letto questo reportage di Oriana Fallaci soprattutto per curiosità, in quanto donna, e poi perché la scrittrice fiorentina so che scrive benissimo e non annoia mai. In questo reportage di circa 200 pagine ho viaggiato accanto a Oriana e Duilio, alla scoperta di culture molto lontane e molto diverse dalle nostre; il viaggio di Oriana tocca alcuni grandi paesi orientali: Pakistan, India, Malesia, Hong Kong, Giappone, per approdare infine sulle Isole Hawaii. La Fallaci vuole rispondere ad una domanda abbastanza semplice: esistono donne felici? E se sì, dove vivono? Come vivono? Così, la scrittrice incontra diverse donne, molto diverse tra loro per cultura, per lingua, razza, intelligenza o status sociale. In Pakistan assiste ad un terribile matrimonio di una sposa-bambina, costretta a sposare un uomo molto più vecchio di lei e che non conosce neppure; in India ecco lo stridente contrasto tra ricchi e poveri, ma questa è un’India dove le donne poco alla volta e pian piano iniziano ad emanciparsi; in Malesia Oriana scopre le società matriarcali delle foreste malesi, che i governi stanno cercando di annientare perché a detta loro molto pericolose. In Hong Kong, conosce le taxi-girls, ragazze che per arrotondare divertono uomini soli e su un treno Oriana incontra una donna cinese che le parla della barbara pratica della ‘fasciatura dei piedi’. In Giappone, Oriana resta perplesse dal fatto che quasi tutti i matrimoni nipponici sono combinati, o comunque privi d’amore. Sempre in Giappone, la Fallaci conosce le geishe di Kyoto, storiche figure di un Giappone oramai andato. Infine, cerca disperatamente – e senza trovarle – le ultime donne hawaiane, quelle descritte da Stevenson ne ‘I mari del Sud’, oggi definitivamente mescolate con tutti i colonizzatori delle isole stesse. Le donne possono essere felici? “Le donne sono tutte uguali nel mondo, qualsiasi razza o clima o religione appartengano, poiché è la natura umana che è uguale”, questo si risponde Oriana. Personalmente, a leggere alcune storie (tipo, spose-bambine o fasciatura dei piedi) mi sono indignata e ringraziavo di essere nata ‘dalla parte giusta del mondo’. Poi mi sono chiesta: ma qual è la parte giusta del mondo? Se sono cresciuta in occidente, con una certa cultura, lo devo al mio ambiente e non al mio cervello, perché se fossi nata in Giappone o in India sarei stata educata in un altro modo, e per me quello sarebbe la parte giusta del mondo. La lettura del reportage mi ha fatto capire che non esiste un qualcosa di giusto o sbagliato, ma dipende solo dal contesto. Per me può far orrore una bambina che si sposa a dieci anni oppure una moglie giapponese che lascia che il marito vada a divertirsi con la geisha, eppure fa parte del loro modo di essere, della loro educazione e della loro cultura. Posso essere o non essere d’accordo, ma non ho nessun diritto di voler cambiare il loro mondo per portarli nel mondo giusto, cioè il mio. Per esempio, io disapprovo i missionari che sono andati a distruggere la cultura dei popoli hawaiani, come descritto da Oriana. Non lo trovo giusto perché non vorrei che dall’oggi al domani arrivasse uno a dirmi che come vivo non è corretto, e quindi dovrei cambiare il mio modo di essere per conformarmi in un altro modello. Di Oriana Fallaci ho per ora letto tre libri, ma ne leggerò altri perché le sue parole aiutano a riflettere e le storie che racconta aprono la mente di chiunque le conceda qualche minuto del proprio tempo.
Intensi dialoghi tra un profeta e un piccolo popolo che si interroga su alcuni temi della vita. Emozionante, lirico e unico, offre diversi spunti interessanti per la riflessione. Tra 'Il profeta' e 'Il giardino del profeta' ho preferito il secondo.
"La ragione e la passione sono il timone e la vela
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Intensi dialoghi tra un profeta e un piccolo popolo che si interroga su alcuni temi della vita. Emozionante, lirico e unico, offre diversi spunti interessanti per la riflessione. Tra 'Il profeta' e 'Il giardino del profeta' ho preferito il secondo.
"La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l'anima vostra. Se il timone o la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati, andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare. Poichè se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la passione è una fiamma che, incustodita, brucia sino alla sua distruzione. Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta, affinchè essa canti, e con la ragione diriga la passione, affinchè questa viva in quotidiana resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri."
Come un romanzo
'Come un romanzo' era solo soletto sul tavolo del bookcrossing assieme a Eva Luna, Marquez, Ken Follett e Calvino e tanti altri grandi autori. Aspettava, tranquillo e fiducioso, che qualche lettore o lettrice avrebbe esclamato: "Sì, eccolo! E' lui che prendo!". Non so quando tempo 'Come un romanzo' ... (continue)
'Come un romanzo' era solo soletto sul tavolo del bookcrossing assieme a Eva Luna, Marquez, Ken Follett e Calvino e tanti altri grandi autori. Aspettava, tranquillo e fiducioso, che qualche lettore o lettrice avrebbe esclamato: "Sì, eccolo! E' lui che prendo!". Non so quando tempo 'Come un romanzo' sia rimasto sul tavolo, ma so che i miei occhi hanno brillato quando, rapidi, hanno letto il titolo di quel parallelepipedo azzurro e giallo. "Prendo questo!" ho esclamato tutta soddisfatta. Era da tempo che volevo leggere Pennac, stimato professore di francese a Parigi, e con quale romanzo iniziare se non con 'Come un romanzo', grandioso manifesto per gli Amanti (con la A maiuscola, non è un errore) per gli Amanti della lettura?
E così in poche ore ho divorato ‘Come un romanzo’, con il cuore di una lettrice appassionata. Lo stile di Pennac è coinvolgente, è così bravo che viene naturale ritrovare vere le situazioni da lui descritte. Ed è ovvio che scateni in noi tutta una serie di ricordi, da quando eravamo piccoli lettori in erba ad oggi…
Ricordi di una timida lettrice.
Ricordo le serate in cui, con le coperte tirate su fino al mento, attendevo con gioia che mia mamma si mettesse a sedere accanto al mio letto e con un librone grande e grosso iniziasse la lettura delle mie storie. Ricordo ancora la storia di una bambina (ero forse io? O avrei voluto esserlo?) che aveva una coperta magica cucitale dalla nonna, una coperta che le permetteva di volare e andare fino in Africa per vedere i cammelli. Oh, quando avevo ossessionato mia nonna per cucirmi una coperta magica!
Ricordo un’aula di una scuola elementare. I bambini tra i banchi intenti a disegnare e colorare, mentre la maestra, seduta in mezzo a noi, leggeva un libro per bambini più grandicelli: ricordo ancora il titolo: ‘Ingo e Drago’, la storia di un bambino (ero forse io? O avrei voluto esserlo?) la storia di un bambino che trovava un uovo strano e dopo averlo tenuto al caldo ne era nato un drago. Oh, quando avevo ossessionato mia madre perché mi comprasse quel libro! Ricordo di averlo letto tutto da solo, tutto d’un fiato. E avevo sognato con Ingo che il suo uovo schiudesse, e avevo cercato disperatamente quell’uovo, e avevo letto e riletto quelle pagine fino a consumarle, e avevo chiesto ai miei genitori se potevano comprarmi ancora libri…
Ricordo un Natale di tanti anni fa… sotto l’Albero, un pacco a forma di parallelepipedo: un libro? Sì, dai, ti prego, è un libro è un libro… Un libro! Proprio quello che volevo! E subito sul tappeto a leggerlo, anzi a divorarlo, la mattina stessa di quel Natale di tanti anni fa.
E poi ricordo una professoressa del liceo che con i suoi dannati ‘libri-da-leggere-a-tutti-i-costi’ aveva tentato di scardinare in me (in noi) il magnifico e prezioso seme della nostra Voglia di Leggere. E così, ecco gli obblighi: per martedì, leggete i Promessi Sposi fino al capitolo 45. Voglio la scheda-capitolo, i commenti e rispondete a queste domande che sto facendo girare per la comprensione del testo.
No! Tu professore non puoi obbligarmi! Sai che cosa ho fatto? Per la prima volta ho letto di malavoglia, e il mio piacere e la mia passione sono svaniti nell’Obbligo di Leggere. Sai che cosa ho fatto ai Promessi Sposi quando ho terminato l’ultima riga? Ha messo le ali e qualcuno l’ha ritrovato in giardino, tutto sporco di terra ed erba (poverello) mentre il mio cane curioso cercava di capire se si poteva mangiare: Zorro non mangiarlo, ti sarebbe indigesto come lo è stato per me.
Ma nonostante gli obblighi di leggere cose che mai nella mia vita avrei letto di spontanea volontà (Due di Due, i Promessi Sposi, la Coscienza di Zeno…) qualche libro che tu professore mi hai consigliato ammetto che mi sia piaciuto, come il bellissimo ‘Il fu Mattia Pascal’ e ‘Il giovane Holden’. Ti sei salvato, professore, anzi mi sono salvata io e ho salvato la mia passione per la lettura.
Ogni volta che entro in una libreria vorrei portare a casa tutti i volumi e vorrei avere il tempo per dedicare a tutti i personaggi il loro giusto momento di gloria. Vorrei viaggiare in America con Faulkner, vorrei andare a Parigi con Hemingway, vorrei vedere il Giappone sotto la guida di Murakami e vorrei aver conosciuto quella grandissima giornalista che è Oriana Fallaci.
Per me i libri sono piccoli universi in formato tascabile, con loro non ti puoi annoiare e loro ti faranno sempre compagnia. Portali in montagna, portali al mare, portali a vedere Firenze, loro sono curiosi e contenti di vedere il mondo. Porta i tuoi libri preferiti mentre aspetti il dentista, ti faranno compagnia. Porta il libro mentre vai a prendere il sole al fiume. Portali agli eventi di bookcrossing,a loro piace viaggiare di borsa in borsa, di cuore in cuore, amano rallegrare il prossimo intrattenendolo con le proprie storie. Porta un libro in dono ad un amico, soprattutto se il libro ti è piaciuto tanto e tu vuoi davvero bene al tuo amico.
Regala libri: è come regalare piccoli mondi di fantasia tascabili.
Il magnifico e prezioso seme della lettura in me è sbocciato ed è diventato un fiore stupendo, grazie alle splendide persone che mi hanno aiutata a diventare quello che oggi sono, ovvero un’appassionata lettrice.
Se niente importa
Terminato in una manciata di giorni, questo interessante documento sullo stato degli allevamenti intensivi americani (con qualche digressione sui metodi di pesca industriali) è stata davvero una lettura appassionata e utile. Non nascondo le difficoltà della lettura, sopratutto quando si parla di tor ... (continue)
Terminato in una manciata di giorni, questo interessante documento sullo stato degli allevamenti intensivi americani (con qualche digressione sui metodi di pesca industriali) è stata davvero una lettura appassionata e utile. Non nascondo le difficoltà della lettura, sopratutto quando si parla di torture agli animali negli allevamenti industriali, ma nel complesso merita 5 stelle.
Foer non mira assolutamente a convertire al vegetarianesimo o al veganesimo i suoi lettori, ma mira a informare i consumatori e a renderli più consapevoli. Foer non vuole che gli americani smettano di mangiare carne e uova o latte, ma che diventino più consapevoli di cosa (o chi) sta nel loro piatto. Poi, è ovvio, se le persone visitassero un allevamento industriale o un mattatoio, smetterebbero subito di mangiare animali, ma questa è un'altra storia.
Foer ci ha impiegato 3 anni per documentarsi prima di scrivere questo libro; infatti, è un ottimo esempio di inchiesta giornalistica e saggio scientifico accessibile a tutti. Non posso che consigliarlo ad altri lettori, se vogliono diventare consumatori più consapevoli.
"Quando i coloni americani scatenarono la rivolta del tè a Boston, misero in moto delle forze così potenti da creare una nuova nazione. Decidere che cosa mangiare (e che cosa rifiutare) è l'atto fondante della produzione e del consumo che determina tutti gli altri. Scegliere vegetale o animale, agroindustria o fattoria a gestione famigliare, non cambia il mondo di per sé, ma insegnare a noi stessi, ai nostri figli, alla comunità in cui viviamo e alla nostra nazione a optare per la coscienza invece che per la comodità può farlo. Una delle maggiori opportunità di vivere i nostri valori - o di tradirli - sta ne cibo che mettiamo nei nostri piatti. E vivremo o tradiremo i nostri valori non solo come individui ma anche come nazioni."
Mille splendidi soli
"Mille splendidi soli" è un romanzo molto scorrevole, scritto bene e semplice da assimilare. Narra la storia di Laila e Mariam molto diverse tra loro ma unite da un drammatico destino: essere donne a Kabul. Attraverso quasi trent'anni di storia dell'Afghanistan, Hosseini dipana la vicenda epica di d ... (continue)
"Mille splendidi soli" è un romanzo molto scorrevole, scritto bene e semplice da assimilare. Narra la storia di Laila e Mariam molto diverse tra loro ma unite da un drammatico destino: essere donne a Kabul. Attraverso quasi trent'anni di storia dell'Afghanistan, Hosseini dipana la vicenda epica di due famiglie unite indossolubilmente dalla guerra e dagli eventi drammatici che fanno da sfondo. Un romanzo d'evasione molto bello. Consigliato.
Il sesso inutile
Ho letto questo reportage di Oriana Fallaci soprattutto per curiosità, in quanto donna, e poi perché la scrittrice fiorentina so che scrive benissimo e non annoia mai. In questo reportage di circa 200 pagine ho viaggiato accanto a Oriana e Duilio, alla scoperta di culture molto lontane e molto diver ... (continue)
Ho letto questo reportage di Oriana Fallaci soprattutto per curiosità, in quanto donna, e poi perché la scrittrice fiorentina so che scrive benissimo e non annoia mai. In questo reportage di circa 200 pagine ho viaggiato accanto a Oriana e Duilio, alla scoperta di culture molto lontane e molto diverse dalle nostre; il viaggio di Oriana tocca alcuni grandi paesi orientali: Pakistan, India, Malesia, Hong Kong, Giappone, per approdare infine sulle Isole Hawaii. La Fallaci vuole rispondere ad una domanda abbastanza semplice: esistono donne felici? E se sì, dove vivono? Come vivono? Così, la scrittrice incontra diverse donne, molto diverse tra loro per cultura, per lingua, razza, intelligenza o status sociale. In Pakistan assiste ad un terribile matrimonio di una sposa-bambina, costretta a sposare un uomo molto più vecchio di lei e che non conosce neppure; in India ecco lo stridente contrasto tra ricchi e poveri, ma questa è un’India dove le donne poco alla volta e pian piano iniziano ad emanciparsi; in Malesia Oriana scopre le società matriarcali delle foreste malesi, che i governi stanno cercando di annientare perché a detta loro molto pericolose. In Hong Kong, conosce le taxi-girls, ragazze che per arrotondare divertono uomini soli e su un treno Oriana incontra una donna cinese che le parla della barbara pratica della ‘fasciatura dei piedi’. In Giappone, Oriana resta perplesse dal fatto che quasi tutti i matrimoni nipponici sono combinati, o comunque privi d’amore. Sempre in Giappone, la Fallaci conosce le geishe di Kyoto, storiche figure di un Giappone oramai andato. Infine, cerca disperatamente – e senza trovarle – le ultime donne hawaiane, quelle descritte da Stevenson ne ‘I mari del Sud’, oggi definitivamente mescolate con tutti i colonizzatori delle isole stesse.
Le donne possono essere felici? “Le donne sono tutte uguali nel mondo, qualsiasi razza o clima o religione appartengano, poiché è la natura umana che è uguale”, questo si risponde Oriana.
Personalmente, a leggere alcune storie (tipo, spose-bambine o fasciatura dei piedi) mi sono indignata e ringraziavo di essere nata ‘dalla parte giusta del mondo’. Poi mi sono chiesta: ma qual è la parte giusta del mondo? Se sono cresciuta in occidente, con una certa cultura, lo devo al mio ambiente e non al mio cervello, perché se fossi nata in Giappone o in India sarei stata educata in un altro modo, e per me quello sarebbe la parte giusta del mondo. La lettura del reportage mi ha fatto capire che non esiste un qualcosa di giusto o sbagliato, ma dipende solo dal contesto. Per me può far orrore una bambina che si sposa a dieci anni oppure una moglie giapponese che lascia che il marito vada a divertirsi con la geisha, eppure fa parte del loro modo di essere, della loro educazione e della loro cultura. Posso essere o non essere d’accordo, ma non ho nessun diritto di voler cambiare il loro mondo per portarli nel mondo giusto, cioè il mio. Per esempio, io disapprovo i missionari che sono andati a distruggere la cultura dei popoli hawaiani, come descritto da Oriana. Non lo trovo giusto perché non vorrei che dall’oggi al domani arrivasse uno a dirmi che come vivo non è corretto, e quindi dovrei cambiare il mio modo di essere per conformarmi in un altro modello.
Di Oriana Fallaci ho per ora letto tre libri, ma ne leggerò altri perché le sue parole aiutano a riflettere e le storie che racconta aprono la mente di chiunque le conceda qualche minuto del proprio tempo.
Il profeta - Il giardino del profeta
Intensi dialoghi tra un profeta e un piccolo popolo che si interroga su alcuni temi della vita. Emozionante, lirico e unico, offre diversi spunti interessanti per la riflessione.
Tra 'Il profeta' e 'Il giardino del profeta' ho preferito il secondo.
"La ragione e la passione sono il timone e la vela ... (continue)
Intensi dialoghi tra un profeta e un piccolo popolo che si interroga su alcuni temi della vita. Emozionante, lirico e unico, offre diversi spunti interessanti per la riflessione.
Tra 'Il profeta' e 'Il giardino del profeta' ho preferito il secondo.
"La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è l'anima vostra. Se il timone o la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati, andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare. Poichè se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la passione è una fiamma che, incustodita, brucia sino alla sua distruzione. Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta, affinchè essa canti, e con la ragione diriga la passione, affinchè questa viva in quotidiana resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri."