ATTUALMENTE NON FINITO. TENGO E AOMAME NON VI SOPPORTO PIU'. A 200 PAGINE DALLA FINE VI ABBANDONO PER UN PO'.
... IN LETTURA ...
Sei un incubo. Continui a ripetere le stesse, identiche cose da pagine e pagine... Per favore, abbi pietà e facci entrare un po' di azione in questa storia! Questa terz
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ATTUALMENTE NON FINITO. TENGO E AOMAME NON VI SOPPORTO PIU'. A 200 PAGINE DALLA FINE VI ABBANDONO PER UN PO'.
... IN LETTURA ...
Sei un incubo. Continui a ripetere le stesse, identiche cose da pagine e pagine... Per favore, abbi pietà e facci entrare un po' di azione in questa storia! Questa terza parte è incredibile!
Quando inizi a leggere un romanzo – o un racconto – di Murakami devi accettare sin da subito che stai per leggere qualcosa che sfugge alla realtà. È come una clausola di un contratto: sì, leggimi, ti dice il libro, però ricorda che tutto ciò che leggerai sarà onirico, surreale, strano. Onirico. Surr
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Quando inizi a leggere un romanzo – o un racconto – di Murakami devi accettare sin da subito che stai per leggere qualcosa che sfugge alla realtà. È come una clausola di un contratto: sì, leggimi, ti dice il libro, però ricorda che tutto ciò che leggerai sarà onirico, surreale, strano. Onirico. Surreale. Strano. Certo, come posso definire altrimenti il genere dei romanzi che scrive Murakami? Ecco, non lo so. Non è un giallo – ma c’è un killer in gonnella! Eh, ho capito, ma NON è un giallo. Non è un romanzo d’amore – ma c’è una storia d’amore bellissima tra i protagonisti della storia, Aomame e Tengo! Lo so, ma NON è un romanzo d’amore. Non è un romanzo d’avventura – anche se ce n’è parecchia. Non è un romanzo sociale, né di evasione, né filosofico, né storico, né western (!), né biografico… Allora, che diamine, ma cosa scrive Murakami? Forse, per lui bisognerebbe coniare il termine per un nuovo filone letterario, onirico, surreale, strano, insomma. Chi ci vede leggere un mattone di circa 1000 pagine in tutto e ci chiede ‘Cosa leggi?’ viene difficile spiegare lui la trama. Ho cercato di raccontarla al mio fidanzato, è rimasto un po’ confuso. Ma sarò io che ho raccontato male o è il romanzo che è proprio strano? Ma di cosa parla questa roba, si può sapere?
Aomame è un killer in gonnella che uccide uomini che hanno inflitto pesanti violenze alle donne. È un sicario assunto da una misteriosa signora che cura donne e ragazze vittime di violenze. Una notte Aomame resta intrappolata in tangenziale e il sibillino taxista le suggerisce di passare da una scala d’emergenza che nessuno conosce. Aomame ci passa e da quel momento la sua esistenza cambia. Tengo è un giovane professore di matematica col pallino della scrittura, nonostante sia molto amico di un editor un po’ suonato, non è ancora riuscito a pubblicare. L’editor però ha in serbo una sorpresa per Tengo: non è che hai voglia di riscrivere un romanzo? È molto bello, ma la ragazza l’ha scritto in maniera terribile. Tengo accetta e riscrive La crisalide d’aria, il romanzo d’esordio di Fukaeri, una diciassettenne abbastanza inquietante. Quando Aomame accetta di passare nella scala della tangenziale, la sua vita cambia. Quando Tengo accetta di riscrivere La crisalide d’aria, la sua vita cambia. Aomame accetta di uccidere il Leader di una setta che violenta delle bimbe di 10 anni. Tengo scopre che Fukaeri ha vissuto davvero il mondo che ha raccontato nella Cristalide d’aria. Aomame e Tengo, che per una vita si sono cercati, ora forse si possono ritrovare. Ma non in un mondo normale, non nel mondo solito. Nel mondo di 1Q84, dove brillano due lune, dove i Little People costruiscono inquietanti crisalidi d’aria e dove nulla è come sembra.
Murakami qui dà fondo a tutte le sue visioni, crea un mondo spaventoso e inquietante, lo scrittore nipponico non si risparmia affatto. Non risparmia parole, gesti, immagini, suggestioni. E ti trascina come il vortice di un tifone verso la conclusione della saga.
Chi di voi sa quanti sono i parchi e le riserve naturali presenti oggi in Piemonte? Questa potrebbe sembrare la domanda di una maestra destinata alla sua classe, ma quanti di voi lettori di Piemonte Parchi saprebbe rispondere correttamente? Fermi, fermi…! Prima di indossare gli scarponi e seguire gl
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Chi di voi sa quanti sono i parchi e le riserve naturali presenti oggi in Piemonte? Questa potrebbe sembrare la domanda di una maestra destinata alla sua classe, ma quanti di voi lettori di Piemonte Parchi saprebbe rispondere correttamente? Fermi, fermi…! Prima di indossare gli scarponi e seguire gli itinerari del libro che vi proponiamo questo mese, raccontiamo un po’ di storia sulla tradizione dei parchi. La Regione Piemonte ha da sempre posto l’accento sulla salvaguardia della natura e sulla protezione del territorio; pioniera sin dagli albori, dato che il primo Parco Nazionale italiano, quello del Gran Paradiso, fu istituito il 3 dicembre del 1922, quando Re Vittorio Emanuele II donò allo Stato italiano i circa 2.100 ettari della sua riserva di caccia. Lo scopo principe dell’istituzione del Parco del Gran Paradiso era la protezione dello stambecco, specie fortemente minacciata dalla caccia e dal bracconaggio. Il Piemonte non solo ha il primato del primo Parco Nazionale, ha anche quello sulla prima legge quadro regionale in materia di Parchi e Riserve Naturali, che risale al 1975. L’istituzione dei primi parchi regionali avvenne a partire dal 1978, quando vennero creati i parchi delle Lame del Sesia, dell’Alpe Veglia, del Ticino, della Mandria, del Bosco del Vaj. E questi furono solo i primi di una lunga serie che abbraccia gli anni successivi. Gli anni Settanta furono molto importanti in materia ambientale, perché in questo periodo ci fu una comune presa di coscienza del rispetto per la natura e un crescente interesse verso l’ecologia; infatti, proprio in questi anni videro la luce le associazioni ambientaliste e le riviste specializzate in divulgazione naturalistica. È grazie a questa volontà di far conoscere i temi cari all’ambiente, soprattutto ai ragazzi, che nel 1983 nacque la rivista che state leggendo proprio ora: il nostro Piemonte Parchi. Dal 1975, anno della prima legge quadro piemontese, sono cambiate molte cose. Oggi, a quella norma è succeduta la nuova legge regionale sulle aree protette entrata in vigore il 1° gennaio 2012. La nuova norma prevede una riduzione degli enti di gestione, accorpandoli tra loro se in territori adiacenti, ma introduce anche una politica di promozione e di sviluppo turistico del territorio e della natura, oltre che a mantenere ben viva la politica di conservazione dell’ambiente. Quindi, la nostra domanda iniziale, quante sono le aree protette in Piemonte? Ci sono 2 Parchi Nazionali (Gran Paradiso e Val Grande), 8 parchi della Provincia di Torino e 63 aree protette regionali. Da sole, queste ultime, coprono una superficie di circa 210.000 ettari e interessano 274 Comuni piemontesi. La realtà dei parchi piemontesi è varia e molto differenziata, interessa ambienti montuosi alpini e appenninici, collinari, zone umide, di pianura e i Sacri Monti. Questo appena elencato è il criterio scelto dall’Autore per suddividere i percorsi proposti nel libro. Gli itinerari sono descritti da una breve introduzione geografica e naturalistica, e per ognuno vi è una chiara carta con le informazioni di base per organizzare l’escursione in tutta sicurezza e nel rispetto dell’ambiente; tutti i percorsi proposti sono corredati da schede di approfondimento che trattano i temi peculiari della zona considerata (naturalistici, geologici, storici o culturali), arricchiti da bellissime fotografie e dai disegni naturalistici dell’artista Cristina Girard. Proprio perché la realtà dei parchi piemontesi è molteplice, le escursioni nei 30 itinerari proposti possono essere svolte in ogni stagione in tutti i periodi dell’anno, sono alla portata di tutti e rispettano ogni esigenza. Adesso sì, potete allacciarvi gli scarponi e a partire con il libro nello zaino; basterà semplicemente scegliere con quale escursione entrare nel cuore verde del Piemonte. (da una mia recensione sulla rubrica di PiemonteParchi, rivista istituzionale della Regione Piemonte)
Dopo 4 mesi dalla mia personale delusione di '1Q84', riprendo tra le mani un romanzo di Murakami Haruki. Inizio con la lettura, subito un po' titubante ma poi man mano che scorro le pagine vengo assorbita totalmente dalla vicenda. Queasta è la storia di Hajime, figlio unico di una coppia di giappone
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Dopo 4 mesi dalla mia personale delusione di '1Q84', riprendo tra le mani un romanzo di Murakami Haruki. Inizio con la lettura, subito un po' titubante ma poi man mano che scorro le pagine vengo assorbita totalmente dalla vicenda. Queasta è la storia di Hajime, figlio unico di una coppia di giapponesi piuttosto anonimi; alle scuole medie, all'età di 12 anni, Hajime incontra una bambina, Shimamoto, anch'essa figlia unica, con la quale instaura un'amicizia che sembra essere molto forte e duratura. Invece, con la scelta di quale scuola superiore frequentare, le strade dei due ragazzi si dividono inesorabilmente. Iniziano gli anni dell'adolescenza per Hajime, lo studio intenso, le ragazze e le prime esperienze sessuali. Hajime ha diverse ragazze al liceo, ma quella con la quale trascorre più tempo assieme è Izumi. Eppure, sembra che dagli errori del passato Hajime non impari, infatti dopo il liceo lascia Izumi e si iscrive all'università di Tokyo, mentre Izumi resta al paese. Hajime si laurea e trova un lavoro mediocre in una casa editrice; la sua vita la dipinge come un disastro, si sente molto solo benchè abbia spesso rapporti occasionali con le ragazze. Casualmente, durante una gita in una giornata piovosa incontra Yukiko, una donna destinata a diventare la moglie e in seguito la madre delle sue due figlie. Grazie all'aiuto economico del suocero, Hajime apre due locali jazz, perchè la musica è una sua grande passione. La sua vita sembra ora aver preso un'ottima piega: è ricco, fa un lavoro che gli piace, ha una bella moglie e due splendide figlie. Ma... il passato è sempre in agguato e una notte nel suo locale jazz incontra Shimamoto. La donna suscita nel cuore di Hajime dei sentimenti contrastanti ed è così felice di averla incontrata che accetta di accompagnarla in un parco fluviale per compiere una missione importante. Durante questa gita,Hajime si accorge di quanto ami e desideri Shimamoto. Ma è disposto a rinunciare alla sua vita per un capriccio? Per l'amore che prova per Shimamoto vale la pena sacrificare il suo lavoro e la sua famiglia? Murakami in questo romanzo molto realista analizza gli aspetti di come un evento lasciato in sospeso in passato possa ripresentarsi in futuro, quando meno ce lo aspettiamo, e possa sconvolgere nel bene o nel male le nostre esistenze.
1Q84
ATTUALMENTE NON FINITO.
TENGO E AOMAME NON VI SOPPORTO PIU'. A 200 PAGINE DALLA FINE VI ABBANDONO PER UN PO'.
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Sei un incubo. Continui a ripetere le stesse, identiche cose da pagine e pagine... Per favore, abbi pietà e facci entrare un po' di azione in questa storia! Questa terz ... (continue)
ATTUALMENTE NON FINITO.
TENGO E AOMAME NON VI SOPPORTO PIU'. A 200 PAGINE DALLA FINE VI ABBANDONO PER UN PO'.
... IN LETTURA ...
Sei un incubo. Continui a ripetere le stesse, identiche cose da pagine e pagine... Per favore, abbi pietà e facci entrare un po' di azione in questa storia! Questa terza parte è incredibile!
1Q84
Quando inizi a leggere un romanzo – o un racconto – di Murakami devi accettare sin da subito che stai per leggere qualcosa che sfugge alla realtà. È come una clausola di un contratto: sì, leggimi, ti dice il libro, però ricorda che tutto ciò che leggerai sarà onirico, surreale, strano.continue)
Onirico. Surr ... (
Quando inizi a leggere un romanzo – o un racconto – di Murakami devi accettare sin da subito che stai per leggere qualcosa che sfugge alla realtà. È come una clausola di un contratto: sì, leggimi, ti dice il libro, però ricorda che tutto ciò che leggerai sarà onirico, surreale, strano.
Onirico. Surreale. Strano.
Certo, come posso definire altrimenti il genere dei romanzi che scrive Murakami? Ecco, non lo so. Non è un giallo – ma c’è un killer in gonnella! Eh, ho capito, ma NON è un giallo.
Non è un romanzo d’amore – ma c’è una storia d’amore bellissima tra i protagonisti della storia, Aomame e Tengo! Lo so, ma NON è un romanzo d’amore.
Non è un romanzo d’avventura – anche se ce n’è parecchia. Non è un romanzo sociale, né di evasione, né filosofico, né storico, né western (!), né biografico…
Allora, che diamine, ma cosa scrive Murakami? Forse, per lui bisognerebbe coniare il termine per un nuovo filone letterario, onirico, surreale, strano, insomma.
Chi ci vede leggere un mattone di circa 1000 pagine in tutto e ci chiede ‘Cosa leggi?’ viene difficile spiegare lui la trama.
Ho cercato di raccontarla al mio fidanzato, è rimasto un po’ confuso. Ma sarò io che ho raccontato male o è il romanzo che è proprio strano? Ma di cosa parla questa roba, si può sapere?
Aomame è un killer in gonnella che uccide uomini che hanno inflitto pesanti violenze alle donne. È un sicario assunto da una misteriosa signora che cura donne e ragazze vittime di violenze. Una notte Aomame resta intrappolata in tangenziale e il sibillino taxista le suggerisce di passare da una scala d’emergenza che nessuno conosce. Aomame ci passa e da quel momento la sua esistenza cambia.
Tengo è un giovane professore di matematica col pallino della scrittura, nonostante sia molto amico di un editor un po’ suonato, non è ancora riuscito a pubblicare. L’editor però ha in serbo una sorpresa per Tengo: non è che hai voglia di riscrivere un romanzo? È molto bello, ma la ragazza l’ha scritto in maniera terribile. Tengo accetta e riscrive La crisalide d’aria, il romanzo d’esordio di Fukaeri, una diciassettenne abbastanza inquietante.
Quando Aomame accetta di passare nella scala della tangenziale, la sua vita cambia.
Quando Tengo accetta di riscrivere La crisalide d’aria, la sua vita cambia.
Aomame accetta di uccidere il Leader di una setta che violenta delle bimbe di 10 anni.
Tengo scopre che Fukaeri ha vissuto davvero il mondo che ha raccontato nella Cristalide d’aria.
Aomame e Tengo, che per una vita si sono cercati, ora forse si possono ritrovare. Ma non in un mondo normale, non nel mondo solito. Nel mondo di 1Q84, dove brillano due lune, dove i Little People costruiscono inquietanti crisalidi d’aria e dove nulla è come sembra.
Murakami qui dà fondo a tutte le sue visioni, crea un mondo spaventoso e inquietante, lo scrittore nipponico non si risparmia affatto. Non risparmia parole, gesti, immagini, suggestioni.
E ti trascina come il vortice di un tifone verso la conclusione della saga.
A mio figlio all'alba del terzo millennio
Un testo che dovrebbe far riflettere e scuotere un po' le nostre coscenze in termini ambientali.
Consigliato!
A piedi nei parchi. 30 itinerari nelle aree protette del Piemonte
Chi di voi sa quanti sono i parchi e le riserve naturali presenti oggi in Piemonte? Questa potrebbe sembrare la domanda di una maestra destinata alla sua classe, ma quanti di voi lettori di Piemonte Parchi saprebbe rispondere correttamente?continue)
Fermi, fermi…! Prima di indossare gli scarponi e seguire gl ... (
Chi di voi sa quanti sono i parchi e le riserve naturali presenti oggi in Piemonte? Questa potrebbe sembrare la domanda di una maestra destinata alla sua classe, ma quanti di voi lettori di Piemonte Parchi saprebbe rispondere correttamente?
Fermi, fermi…! Prima di indossare gli scarponi e seguire gli itinerari del libro che vi proponiamo questo mese, raccontiamo un po’ di storia sulla tradizione dei parchi.
La Regione Piemonte ha da sempre posto l’accento sulla salvaguardia della natura e sulla protezione del territorio; pioniera sin dagli albori, dato che il primo Parco Nazionale italiano, quello del Gran Paradiso, fu istituito il 3 dicembre del 1922, quando Re Vittorio Emanuele II donò allo Stato italiano i circa 2.100 ettari della sua riserva di caccia. Lo scopo principe dell’istituzione del Parco del Gran Paradiso era la protezione dello stambecco, specie fortemente minacciata dalla caccia e dal bracconaggio.
Il Piemonte non solo ha il primato del primo Parco Nazionale, ha anche quello sulla prima legge quadro regionale in materia di Parchi e Riserve Naturali, che risale al 1975. L’istituzione dei primi parchi regionali avvenne a partire dal 1978, quando vennero creati i parchi delle Lame del Sesia, dell’Alpe Veglia, del Ticino, della Mandria, del Bosco del Vaj. E questi furono solo i primi di una lunga serie che abbraccia gli anni successivi.
Gli anni Settanta furono molto importanti in materia ambientale, perché in questo periodo ci fu una comune presa di coscienza del rispetto per la natura e un crescente interesse verso l’ecologia; infatti, proprio in questi anni videro la luce le associazioni ambientaliste e le riviste specializzate in divulgazione naturalistica. È grazie a questa volontà di far conoscere i temi cari all’ambiente, soprattutto ai ragazzi, che nel 1983 nacque la rivista che state leggendo proprio ora: il nostro Piemonte Parchi.
Dal 1975, anno della prima legge quadro piemontese, sono cambiate molte cose. Oggi, a quella norma è succeduta la nuova legge regionale sulle aree protette entrata in vigore il 1° gennaio 2012. La nuova norma prevede una riduzione degli enti di gestione, accorpandoli tra loro se in territori adiacenti, ma introduce anche una politica di promozione e di sviluppo turistico del territorio e della natura, oltre che a mantenere ben viva la politica di conservazione dell’ambiente.
Quindi, la nostra domanda iniziale, quante sono le aree protette in Piemonte? Ci sono 2 Parchi Nazionali (Gran Paradiso e Val Grande), 8 parchi della Provincia di Torino e 63 aree protette regionali. Da sole, queste ultime, coprono una superficie di circa 210.000 ettari e interessano 274 Comuni piemontesi.
La realtà dei parchi piemontesi è varia e molto differenziata, interessa ambienti montuosi alpini e appenninici, collinari, zone umide, di pianura e i Sacri Monti.
Questo appena elencato è il criterio scelto dall’Autore per suddividere i percorsi proposti nel libro. Gli itinerari sono descritti da una breve introduzione geografica e naturalistica, e per ognuno vi è una chiara carta con le informazioni di base per organizzare l’escursione in tutta sicurezza e nel rispetto dell’ambiente; tutti i percorsi proposti sono corredati da schede di approfondimento che trattano i temi peculiari della zona considerata (naturalistici, geologici, storici o culturali), arricchiti da bellissime fotografie e dai disegni naturalistici dell’artista Cristina Girard. Proprio perché la realtà dei parchi piemontesi è molteplice, le escursioni nei 30 itinerari proposti possono essere svolte in ogni stagione in tutti i periodi dell’anno, sono alla portata di tutti e rispettano ogni esigenza.
Adesso sì, potete allacciarvi gli scarponi e a partire con il libro nello zaino; basterà semplicemente scegliere con quale escursione entrare nel cuore verde del Piemonte.
(da una mia recensione sulla rubrica di PiemonteParchi, rivista istituzionale della Regione Piemonte)
A sud del confine, a ovest del sole
***This comment contains spoilers! ***
Dopo 4 mesi dalla mia personale delusione di '1Q84', riprendo tra le mani un romanzo di Murakami Haruki. Inizio con la lettura, subito un po' titubante ma poi man mano che scorro le pagine vengo assorbita totalmente dalla vicenda.continue)
Queasta è la storia di Hajime, figlio unico di una coppia di giappone ... (
Dopo 4 mesi dalla mia personale delusione di '1Q84', riprendo tra le mani un romanzo di Murakami Haruki. Inizio con la lettura, subito un po' titubante ma poi man mano che scorro le pagine vengo assorbita totalmente dalla vicenda.
Queasta è la storia di Hajime, figlio unico di una coppia di giapponesi piuttosto anonimi; alle scuole medie, all'età di 12 anni, Hajime incontra una bambina, Shimamoto, anch'essa figlia unica, con la quale instaura un'amicizia che sembra essere molto forte e duratura. Invece, con la scelta di quale scuola superiore frequentare, le strade dei due ragazzi si dividono inesorabilmente. Iniziano gli anni dell'adolescenza per Hajime, lo studio intenso, le ragazze e le prime esperienze sessuali. Hajime ha diverse ragazze al liceo, ma quella con la quale trascorre più tempo assieme è Izumi. Eppure, sembra che dagli errori del passato Hajime non impari, infatti dopo il liceo lascia Izumi e si iscrive all'università di Tokyo, mentre Izumi resta al paese. Hajime si laurea e trova un lavoro mediocre in una casa editrice; la sua vita la dipinge come un disastro, si sente molto solo benchè abbia spesso rapporti occasionali con le ragazze. Casualmente, durante una gita in una giornata piovosa incontra Yukiko, una donna destinata a diventare la moglie e in seguito la madre delle sue due figlie. Grazie all'aiuto economico del suocero, Hajime apre due locali jazz, perchè la musica è una sua grande passione. La sua vita sembra ora aver preso un'ottima piega: è ricco, fa un lavoro che gli piace, ha una bella moglie e due splendide figlie. Ma... il passato è sempre in agguato e una notte nel suo locale jazz incontra Shimamoto. La donna suscita nel cuore di Hajime dei sentimenti contrastanti ed è così felice di averla incontrata che accetta di accompagnarla in un parco fluviale per compiere una missione importante. Durante questa gita,Hajime si accorge di quanto ami e desideri Shimamoto.
Ma è disposto a rinunciare alla sua vita per un capriccio? Per l'amore che prova per Shimamoto vale la pena sacrificare il suo lavoro e la sua famiglia?
Murakami in questo romanzo molto realista analizza gli aspetti di come un evento lasciato in sospeso in passato possa ripresentarsi in futuro, quando meno ce lo aspettiamo, e possa sconvolgere nel bene o nel male le nostre esistenze.