Seimila chilometri a piedi per conquistarsi la Libertà
Auf, fine della corsa: India. Ho letto il romanzo di Rawicz col fiato sospeso, ho corso a fianco a lui dalle gelide steppe della Siberia, attraverso il torrido deserto di Gobi, arrancando per superare la catena dell'Himalaya e giungere finalmente in India. Il romanzo è indubbiamente scritto bene, il
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Auf, fine della corsa: India. Ho letto il romanzo di Rawicz col fiato sospeso, ho corso a fianco a lui dalle gelide steppe della Siberia, attraverso il torrido deserto di Gobi, arrancando per superare la catena dell'Himalaya e giungere finalmente in India. Il romanzo è indubbiamente scritto bene, il testo è leggero e scorrevole, è un buon intreccio ricco sia di dialoghi che di descrizioni. Ciò che mi lascia un po' perplessa è la verdicità della vicenda. Insomma, è davvero possibile che sei uomini siano scappati da un gulag siberiano con questa facilità, trovando addirittura complicità con la moglie di uno dei capi del campo di prigionia? E abbiano davvero attraversato il deserto del Gobi quasi senz'acqua né cibo? E abbiano attraversato la catena dell'Himalaya senza l'attrezzatura adeguata? Forse la risposta è sì: la disperazione si manifesta in questo modo quando vuoi salvarti la pellaccia. Può darsi che di base la vicenda sia vera ma poi l'autore abbia sfumato un po' alcuni episodi per renderli più interessanti all'immaginazione dei lettori. Se invece la vicenda è vera ed è andata esattamente come il tenente Rawicz ha fedelmente riportato, beh, allora complimenti per la rocambolesca fuga. Ammetto di non capire cosa significa libertà, perché a me non l'hanno mai tolta.
"Stalin mi aveva portato via la casa e mio padre e ora si era preso anche il mio compleanno"
Un bellissimo romanzo, intenso, commovente e scritto in modo chiaro e fluido. Sono stata felice di indignarmi per ciò che la bravissima signora Sepetys ha scritto, semplicemente perchè non conoscevo nulla delle torture e delle prigioni dei gulag siberiani. Finalmente un romanzo dove si parla anche d
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Un bellissimo romanzo, intenso, commovente e scritto in modo chiaro e fluido. Sono stata felice di indignarmi per ciò che la bravissima signora Sepetys ha scritto, semplicemente perchè non conoscevo nulla delle torture e delle prigioni dei gulag siberiani. Finalmente un romanzo dove si parla anche di questi orrori, troppo spesso dimenticati dalla gente. Do 4 stelline solo per via del finale... troppo veloce, una conclusione troppo veloce e un Epilogo che lascia intendere cosa possa essere successo in quasi dieci anni me che non spiega bene tutto.
C’è qualcosa che non mi convince. Il romanzo della Sebold ‘Amabili resti’ è scritto bene, in modo scorrevole e l’ho divorato in pochi giorni; la trama è abbastanza originale: un serial killer americano – perché, diciamocela tutta, gli USA sono la patria dei serial killer – che veste il ruolo del per
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C’è qualcosa che non mi convince. Il romanzo della Sebold ‘Amabili resti’ è scritto bene, in modo scorrevole e l’ho divorato in pochi giorni; la trama è abbastanza originale: un serial killer americano – perché, diciamocela tutta, gli USA sono la patria dei serial killer – che veste il ruolo del perfetto vicino di casa, che costruisce case di bambole e oscuri antri per seviziare e uccidere le sue piccole vittime vive vicino a Susie Salomon – come il pesce, mi raccomando – protagonista del romanzo. Così, per un’innata curiosità, Susie entra nella tana dell’assassino e non ne esce più. No, scusate: diciamolo bene, esce dalla tana, sì, ma morta, anzi, a pezzi. Lo spirito di Susie allora sale in Cielo, un Cielo tutto suo che si inventa lei, e da lassù la ragazza segue lo svolgimento dell’indagine della sua morte. E da qui in poi sfilano in passerella poliziotti fichi che fanno innamorare le madri delle vittime, sorelle ribelli, compagni di classe estraniati dalla morte della vittima, padri che vanno fuori di testa (ma chi non lo andrebbe, se un cane ci riportasse indietro il gomito di nostra figlia?): insomma gli apparenti ingredienti del classico thriller americano. L’originalità dovrebbe essere quella che la storia è narrata da Susie stessa, la vittima. Ma a pagina 50 e qualcosa volevo mollare. Mi pareva scialbo e piatto, se dici tutto all’inizio come fai ad andare avanti ancora per 345 pagine? Ho resistito, anche perché mi spiace lasciare i romanzi così in sospeso. Ammetto che qualche colpo di scena c’è stato, mi ha appassionato quando si scopre appunto che il signor Harvey non ha assassinato solo Susie ma anche altre ragazzine e donne; ammetto che la storia sia scritta bene, scorra via fluida come il sangue di Susie quando Harvey la fa a pezzi; ammetto che siano belli i risvolti psicologici dei personaggi dopo l’assassinio. Ma c’è qualcosa che non mi convince del tutto. Forse avrei dato più spazio alle indagini e forse avrei evitato che Susie si materializzasse nel corpo della sua amica Ruth per baciare nuovamente Ray. Forse non mi convince che non riesca a identificare il romanzo in un genere classico: questa originalità del racconto da parte della vittima sembra più fantascienza che thriller. È comunque un buon romanzo di evasione, da leggere sotto l’ombrellone, ma non è uno di quei romanzi che lasciano emozioni o ricordi particolari. Tuttavia è un romanzo discreto che di certo non rileggerei.
Un thriller decisamente godibile. Il finale è un po' affrettato e indubbiamente la vicenda della setta poteva essere raccontata meglio. Spesso alcuni autori - ad esempio Ken Follett - esagerano decisamente con il numero di pagine; Gerritsen qui è troppo essenziale, un centinaio di pagine in più avre
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Un thriller decisamente godibile. Il finale è un po' affrettato e indubbiamente la vicenda della setta poteva essere raccontata meglio. Spesso alcuni autori - ad esempio Ken Follett - esagerano decisamente con il numero di pagine; Gerritsen qui è troppo essenziale, un centinaio di pagine in più avrebbero di certo fatto meritare 5 al romanzo! In ogni caso, CONSIGLIATISSIMO e... attendo con impazienza il prossimo!
Tra noi e la libertà
***This comment contains spoilers! ***
Auf, fine della corsa: India. Ho letto il romanzo di Rawicz col fiato sospeso, ho corso a fianco a lui dalle gelide steppe della Siberia, attraverso il torrido deserto di Gobi, arrancando per superare la catena dell'Himalaya e giungere finalmente in India.continue)
Il romanzo è indubbiamente scritto bene, il ... (
Auf, fine della corsa: India. Ho letto il romanzo di Rawicz col fiato sospeso, ho corso a fianco a lui dalle gelide steppe della Siberia, attraverso il torrido deserto di Gobi, arrancando per superare la catena dell'Himalaya e giungere finalmente in India.
Il romanzo è indubbiamente scritto bene, il testo è leggero e scorrevole, è un buon intreccio ricco sia di dialoghi che di descrizioni.
Ciò che mi lascia un po' perplessa è la verdicità della vicenda. Insomma, è davvero possibile che sei uomini siano scappati da un gulag siberiano con questa facilità, trovando addirittura complicità con la moglie di uno dei capi del campo di prigionia? E abbiano davvero attraversato il deserto del Gobi quasi senz'acqua né cibo? E abbiano attraversato la catena dell'Himalaya senza l'attrezzatura adeguata? Forse la risposta è sì: la disperazione si manifesta in questo modo quando vuoi salvarti la pellaccia. Può darsi che di base la vicenda sia vera ma poi l'autore abbia sfumato un po' alcuni episodi per renderli più interessanti all'immaginazione dei lettori.
Se invece la vicenda è vera ed è andata esattamente come il tenente Rawicz ha fedelmente riportato, beh, allora complimenti per la rocambolesca fuga.
Ammetto di non capire cosa significa libertà, perché a me non l'hanno mai tolta.
Avevano spento anche la luna
***This comment contains spoilers! ***
Un bellissimo romanzo, intenso, commovente e scritto in modo chiaro e fluido. Sono stata felice di indignarmi per ciò che la bravissima signora Sepetys ha scritto, semplicemente perchè non conoscevo nulla delle torture e delle prigioni dei gulag siberiani. Finalmente un romanzo dove si parla anche d ... (continue)
Un bellissimo romanzo, intenso, commovente e scritto in modo chiaro e fluido. Sono stata felice di indignarmi per ciò che la bravissima signora Sepetys ha scritto, semplicemente perchè non conoscevo nulla delle torture e delle prigioni dei gulag siberiani. Finalmente un romanzo dove si parla anche di questi orrori, troppo spesso dimenticati dalla gente.
Do 4 stelline solo per via del finale... troppo veloce, una conclusione troppo veloce e un Epilogo che lascia intendere cosa possa essere successo in quasi dieci anni me che non spiega bene tutto.
I sussurri della morte
Appassionante. Avvincente. Inquietante...
Con il colpo di scena finale!
Simon Beckett non si smentisce, mantiene il ruolo di abilissimo narratore!
Amabili resti
***This comment contains spoilers! ***
C’è qualcosa che non mi convince. Il romanzo della Sebold ‘Amabili resti’ è scritto bene, in modo scorrevole e l’ho divorato in pochi giorni; la trama è abbastanza originale: un serial killer americano – perché, diciamocela tutta, gli USA sono la patria dei serial killer – che veste il ruolo del per ... (continue)
C’è qualcosa che non mi convince. Il romanzo della Sebold ‘Amabili resti’ è scritto bene, in modo scorrevole e l’ho divorato in pochi giorni; la trama è abbastanza originale: un serial killer americano – perché, diciamocela tutta, gli USA sono la patria dei serial killer – che veste il ruolo del perfetto vicino di casa, che costruisce case di bambole e oscuri antri per seviziare e uccidere le sue piccole vittime vive vicino a Susie Salomon – come il pesce, mi raccomando – protagonista del romanzo. Così, per un’innata curiosità, Susie entra nella tana dell’assassino e non ne esce più. No, scusate: diciamolo bene, esce dalla tana, sì, ma morta, anzi, a pezzi. Lo spirito di Susie allora sale in Cielo, un Cielo tutto suo che si inventa lei, e da lassù la ragazza segue lo svolgimento dell’indagine della sua morte.
E da qui in poi sfilano in passerella poliziotti fichi che fanno innamorare le madri delle vittime, sorelle ribelli, compagni di classe estraniati dalla morte della vittima, padri che vanno fuori di testa (ma chi non lo andrebbe, se un cane ci riportasse indietro il gomito di nostra figlia?): insomma gli apparenti ingredienti del classico thriller americano. L’originalità dovrebbe essere quella che la storia è narrata da Susie stessa, la vittima. Ma a pagina 50 e qualcosa volevo mollare. Mi pareva scialbo e piatto, se dici tutto all’inizio come fai ad andare avanti ancora per 345 pagine?
Ho resistito, anche perché mi spiace lasciare i romanzi così in sospeso. Ammetto che qualche colpo di scena c’è stato, mi ha appassionato quando si scopre appunto che il signor Harvey non ha assassinato solo Susie ma anche altre ragazzine e donne; ammetto che la storia sia scritta bene, scorra via fluida come il sangue di Susie quando Harvey la fa a pezzi; ammetto che siano belli i risvolti psicologici dei personaggi dopo l’assassinio.
Ma c’è qualcosa che non mi convince del tutto. Forse avrei dato più spazio alle indagini e forse avrei evitato che Susie si materializzasse nel corpo della sua amica Ruth per baciare nuovamente Ray.
Forse non mi convince che non riesca a identificare il romanzo in un genere classico: questa originalità del racconto da parte della vittima sembra più fantascienza che thriller.
È comunque un buon romanzo di evasione, da leggere sotto l’ombrellone, ma non è uno di quei romanzi che lasciano emozioni o ricordi particolari. Tuttavia è un romanzo discreto che di certo non rileggerei.
Il silenzio del ghiaccio
***This comment contains spoilers! ***
Un thriller decisamente godibile. Il finale è un po' affrettato e indubbiamente la vicenda della setta poteva essere raccontata meglio. Spesso alcuni autori - ad esempio Ken Follett - esagerano decisamente con il numero di pagine; Gerritsen qui è troppo essenziale, un centinaio di pagine in più avre ... (continue)
Un thriller decisamente godibile. Il finale è un po' affrettato e indubbiamente la vicenda della setta poteva essere raccontata meglio. Spesso alcuni autori - ad esempio Ken Follett - esagerano decisamente con il numero di pagine; Gerritsen qui è troppo essenziale, un centinaio di pagine in più avrebbero di certo fatto meritare 5 al romanzo!
In ogni caso, CONSIGLIATISSIMO e... attendo con impazienza il prossimo!