Loro sono sempre Petra e Fermin, e la scrittura si srotola veloce e fa ridere e sorridere, e anche pensare, come sempre. La trama gialla invece è un po' prevedibile, ma in fondo chi se ne importa. Non è per quello che amo AGB.
sentire il corpo. vivere il corpo. descrivere il corpo che vive, che sente, che cambia, che risponde, che soffre, che non risponde, che risponde di nuovo. il nostro corpo è tutto. pennac lo sa e ne parla con la scrittura degli dei.
questo reportage della giornalista sino-americana leslie chang - unitamente a "pechino confidential" di jan wong - mi ha svelato un universo di cui ero quasi totalmente digiuna. la cina moderna - che troviamo su quasi tutti i prodotti che usiamo (made in china), che trionfa in tutti discorsi allarmi
... (continue)
questo reportage della giornalista sino-americana leslie chang - unitamente a "pechino confidential" di jan wong - mi ha svelato un universo di cui ero quasi totalmente digiuna. la cina moderna - che troviamo su quasi tutti i prodotti che usiamo (made in china), che trionfa in tutti discorsi allarmisti sulla fine del predominio occidentale, la cina che copia, la cina che produce, la cina che sfrutta, la cina che emigra, la cina comunista, la cina capitalista - non è una nazione, è un universo intero di persone che si muovono e tendono verso qualcosa.
le operaie raccontate da leslie chang, così come i suoi familiari emigrati in america decenni prima per cause apparentemente diverse ma in realtà riconducibili allo stesso primordiale istinto di migliorare le proprie esistenze, si muovono, sono alla continua ricerca di qualcosa, sono tese a raggiungere obiettivi sempre nuovi. si spaccano la schiena per un numero esagerato di ore, non hanno weekend ma solo sporadiche domeniche, dormono in camerate, sono lontani da casa, non hanno privacy, hanno stipendi pari a un decimo dei nostri, ma vanno a scuola, cambiano mille lavori, fanno carriera, imparano, si muovono, imparano a stimarsi. nella megalopoli-fabbrica di dongguan spesso i capi-reparto erano in linea di montaggio solo qualche mese prima, così come le impiegate sono riuscite a sfuggire la catena di montaggio studiando informatica la sera (o facendo finta di saperla!). sono giovani che "contano solo su sé stessi" e si reinventano ogni giorno, sradicati ma liberi di costruirsi una vita a loro misura. il salto non è solo dalla campagna alla fabbrica, perché approdati alla fabbrica sognano l'ufficio; seduti alla scrivania tendono alle vendite, all'imprenditoria, al corso d'inglese.
in una nazione dove il collettivo ha sempre avuto enorme importanza, dove ci sono masse enormi di lavoratori apparentemente omogenee, in realtà è l'individualismo estremo che prende piede e modella la realtà. non c'è traccia di moralismo nel reportage di leslie chang. racconta vite dure e difficili, non le giudica e non le compatisce ma le avvicina e cerca di capirle, e nel capirle le inscrive nella storia moderna di un paese antichissimo un tempo monolitico ma ora protagonista di una mobilità sociale incredibile.
questo emerge dal reportage, questo è il sentimento che mi ha lasciato: non un dramma umano, ma l'energia umana. non il negativo, ma il positivo. è vero, la cina ci mangerà in testa, ma non per i salari bassi o le condizioni di lavoro nelle fabbriche. ci mangerà in testa perché i cinesi del boom economico hanno fame di sviluppo. si muovono, sognano (come noi un tempo), tendono a qualcosa, foss'anche solo accumulare denaro o sfuggire la pochezza dei villaggi, mentre noi (italiani in particolare) siamo totalmente immobili nelle nostre lacrime.
e aggiungo: tutto ciò grazie o in parallelo all'emancipazione femminile. un esercito di donne che diventa indipendente e così muove una nazione.
ottima lettura se vi affascinano le biografie e la corsa estrema. marco olmo offre il suo sguardo malinconico sul mondo che cambia, sulle campagne e le fabbriche, e sul suo personalissimo modo di riscattare la sua esistenza. corre contro gli avversari, corre per arrivare primo. corre perché è vivo.
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ottima lettura se vi affascinano le biografie e la corsa estrema. marco olmo offre il suo sguardo malinconico sul mondo che cambia, sulle campagne e le fabbriche, e sul suo personalissimo modo di riscattare la sua esistenza. corre contro gli avversari, corre per arrivare primo. corre perché è vivo. corre anche un po' contro sé stesso, come tutti noi, credo.
la curiosità di scoprire la provenienza di amedeo viene tenuta viva fino in fondo, ed è pressoché l'unico motore che trascina la lettura. la trama gialla non è granché. i punti di vista dei diversi protagonisti potrebbero essere interessanti, non c'è dubbio. vengono descritti tutti i pregiudizi po
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la curiosità di scoprire la provenienza di amedeo viene tenuta viva fino in fondo, ed è pressoché l'unico motore che trascina la lettura. la trama gialla non è granché. i punti di vista dei diversi protagonisti potrebbero essere interessanti, non c'è dubbio. vengono descritti tutti i pregiudizi possibili, tutte le meschinerie e le idiozie degli italiani, del nord del centro del sud, le vite grame degli immigrati di ogni latitudine e longitudine, le loro credenze, le loro idiosincrasie, le nostre credenze, le nostre idiosincrasie. è tutto vero o almeno verosimile. però è tutto troppo stereotipato. troppo.
Gli onori di casa
***This comment contains spoilers! ***
Loro sono sempre Petra e Fermin, e la scrittura si srotola veloce e fa ridere e sorridere, e anche pensare, come sempre. La trama gialla invece è un po' prevedibile, ma in fondo chi se ne importa. Non è per quello che amo AGB.
Storia di un corpo
sentire il corpo. vivere il corpo. descrivere il corpo che vive, che sente, che cambia, che risponde, che soffre, che non risponde, che risponde di nuovo.
il nostro corpo è tutto. pennac lo sa e ne parla con la scrittura degli dei.
Operaie
questo reportage della giornalista sino-americana leslie chang - unitamente a "pechino confidential" di jan wong - mi ha svelato un universo di cui ero quasi totalmente digiuna.continue)
la cina moderna - che troviamo su quasi tutti i prodotti che usiamo (made in china), che trionfa in tutti discorsi allarmi ... (
questo reportage della giornalista sino-americana leslie chang - unitamente a "pechino confidential" di jan wong - mi ha svelato un universo di cui ero quasi totalmente digiuna.
la cina moderna - che troviamo su quasi tutti i prodotti che usiamo (made in china), che trionfa in tutti discorsi allarmisti sulla fine del predominio occidentale, la cina che copia, la cina che produce, la cina che sfrutta, la cina che emigra, la cina comunista, la cina capitalista - non è una nazione, è un universo intero di persone che si muovono e tendono verso qualcosa.
le operaie raccontate da leslie chang, così come i suoi familiari emigrati in america decenni prima per cause apparentemente diverse ma in realtà riconducibili allo stesso primordiale istinto di migliorare le proprie esistenze, si muovono, sono alla continua ricerca di qualcosa, sono tese a raggiungere obiettivi sempre nuovi.
si spaccano la schiena per un numero esagerato di ore, non hanno weekend ma solo sporadiche domeniche, dormono in camerate, sono lontani da casa, non hanno privacy, hanno stipendi pari a un decimo dei nostri, ma vanno a scuola, cambiano mille lavori, fanno carriera, imparano, si muovono, imparano a stimarsi.
nella megalopoli-fabbrica di dongguan spesso i capi-reparto erano in linea di montaggio solo qualche mese prima, così come le impiegate sono riuscite a sfuggire la catena di montaggio studiando informatica la sera (o facendo finta di saperla!).
sono giovani che "contano solo su sé stessi" e si reinventano ogni giorno, sradicati ma liberi di costruirsi una vita a loro misura. il salto non è solo dalla campagna alla fabbrica, perché approdati alla fabbrica sognano l'ufficio; seduti alla scrivania tendono alle vendite, all'imprenditoria, al corso d'inglese.
in una nazione dove il collettivo ha sempre avuto enorme importanza, dove ci sono masse enormi di lavoratori apparentemente omogenee, in realtà è l'individualismo estremo che prende piede e modella la realtà.
non c'è traccia di moralismo nel reportage di leslie chang. racconta vite dure e difficili, non le giudica e non le compatisce ma le avvicina e cerca di capirle, e nel capirle le inscrive nella storia moderna di un paese antichissimo un tempo monolitico ma ora protagonista di una mobilità sociale incredibile.
questo emerge dal reportage, questo è il sentimento che mi ha lasciato: non un dramma umano, ma l'energia umana. non il negativo, ma il positivo.
è vero, la cina ci mangerà in testa, ma non per i salari bassi o le condizioni di lavoro nelle fabbriche. ci mangerà in testa perché i cinesi del boom economico hanno fame di sviluppo. si muovono, sognano (come noi un tempo), tendono a qualcosa, foss'anche solo accumulare denaro o sfuggire la pochezza dei villaggi, mentre noi (italiani in particolare) siamo totalmente immobili nelle nostre lacrime.
e aggiungo: tutto ciò grazie o in parallelo all'emancipazione femminile. un esercito di donne che diventa indipendente e così muove una nazione.
Il corridore
ottima lettura se vi affascinano le biografie e la corsa estrema. marco olmo offre il suo sguardo malinconico sul mondo che cambia, sulle campagne e le fabbriche, e sul suo personalissimo modo di riscattare la sua esistenza.continue)
corre contro gli avversari, corre per arrivare primo. corre perché è vivo. ... (
ottima lettura se vi affascinano le biografie e la corsa estrema. marco olmo offre il suo sguardo malinconico sul mondo che cambia, sulle campagne e le fabbriche, e sul suo personalissimo modo di riscattare la sua esistenza.
corre contro gli avversari, corre per arrivare primo. corre perché è vivo. corre anche un po' contro sé stesso, come tutti noi, credo.
Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
la curiosità di scoprire la provenienza di amedeo viene tenuta viva fino in fondo, ed è pressoché l'unico motore che trascina la lettura.continue)
la trama gialla non è granché.
i punti di vista dei diversi protagonisti potrebbero essere interessanti, non c'è dubbio. vengono descritti tutti i pregiudizi po ... (
la curiosità di scoprire la provenienza di amedeo viene tenuta viva fino in fondo, ed è pressoché l'unico motore che trascina la lettura.
la trama gialla non è granché.
i punti di vista dei diversi protagonisti potrebbero essere interessanti, non c'è dubbio. vengono descritti tutti i pregiudizi possibili, tutte le meschinerie e le idiozie degli italiani, del nord del centro del sud, le vite grame degli immigrati di ogni latitudine e longitudine, le loro credenze, le loro idiosincrasie, le nostre credenze, le nostre idiosincrasie.
è tutto vero o almeno verosimile. però è tutto troppo stereotipato. troppo.