Hanno detto di questo romanzo che è sorprendente, delicato, strambo, incantevole, surreale, irritante, intelligente, ironico, onirico, bizzarro, metafisico... Io riesco a sorridere ogni volta che ne rileggo qualche stralcio. È uno di quei libri che ti restano dentro per sempre.
"Il libraio" di Régis de Sá Moreira è un libro magico. Uno di quei libriccini capaci di farci sognare. Un libro dedicato a chi ama leggere, a chi è capace di perdersi ancora dentro un libro, a chi naviga tra una storia e l'altra portandosi dietro un bagaglio intenso e impalpabile di vite altre. In
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"Il libraio" di Régis de Sá Moreira è un libro magico. Uno di quei libriccini capaci di farci sognare. Un libro dedicato a chi ama leggere, a chi è capace di perdersi ancora dentro un libro, a chi naviga tra una storia e l'altra portandosi dietro un bagaglio intenso e impalpabile di vite altre. In una città qualunque, in una libreria tra le tante vive un libraio un po' speciale. Tra un libro e una tisana, il libraio accoglie i clienti più disparati: da Jacques il Fatalista, alle ragazze affette dalla sindrome da ultima pagina; dai testimoni di Geova agli interrogativi esistenziali; dalle coppiette che parlano in coppiettolese alla gran dama in nero... Lo stile è frizzante, brioso, leggero. L'atmosfera ricorda per certi versi i film Tim Burton, per altri il celebre Favoloso mondo di Amélie. Ma in realtà si tratta di un libro insolito, diverso, originale. Consigliato a tutti, e soprattutto a tutti coloro che AMANO perdersi in un libro.
Intenso, sconvolgente, scritto "orribilmente" bene. La storia - quella di un ragazzo, anzi un giovane uomo autistico che vive una vicenda familiare intricata - è solo (solo?) un pretesto per strappare il lettore dalla sua confortevole poltrona e trascinarlo nei panni scomodi di un uomo-bambino isola
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Intenso, sconvolgente, scritto "orribilmente" bene. La storia - quella di un ragazzo, anzi un giovane uomo autistico che vive una vicenda familiare intricata - è solo (solo?) un pretesto per strappare il lettore dalla sua confortevole poltrona e trascinarlo nei panni scomodi di un uomo-bambino isolato dal mondo. Una scrittura densa di metafore inedite e sconcertanti che scorrono come stelle cadenti regalandoci attimi di meraviglioso stupore. Non si può che rimanere col naso per aria ad aspettare la prossima passare.
“L'Uomo-Uccello oggi non vola”. Ed è così che si sente il protagonista di questo romanzo, in piedi sul cornicione della finestra del suo appartamento al quinto piano, in attesa che arrivi l’ispirazione per il suicidio. Ma l'Uomo-Uccello non vola mai, inchiodato a un presente che lo vede quotidianame
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“L'Uomo-Uccello oggi non vola”. Ed è così che si sente il protagonista di questo romanzo, in piedi sul cornicione della finestra del suo appartamento al quinto piano, in attesa che arrivi l’ispirazione per il suicidio. Ma l'Uomo-Uccello non vola mai, inchiodato a un presente che lo vede quotidianamente affacciato sulla morte, incapace tuttavia di un atto di estremo coraggio. Insieme a lui una combriccola di bizzarri personaggi tutti alla ricerca del migliore dei suicidi possibili, tutti destinati a un inevitabile fallimento. Una storia acidula, a metà tra il grottesco e l’ilare, da leggere tutta d’un fiato per passare un momento di puro godimento in compagnia di un ottimo libro.
Storie di sesso e di ringhiera è come uno di quei bei film italiani in bianco e nero, come un Fellini o un De Sica d’annata. Perché racconta l’Italia, quella un po’ sgangherata della case di frontiera, quella che vive in un non-luogo oltre il quale si intravede solo il margine sfuocato di un altrove
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Storie di sesso e di ringhiera è come uno di quei bei film italiani in bianco e nero, come un Fellini o un De Sica d’annata. Perché racconta l’Italia, quella un po’ sgangherata della case di frontiera, quella che vive in un non-luogo oltre il quale si intravede solo il margine sfuocato di un altrove irraggiungibile. Anime alla deriva. Così si potrebbero definire i personaggi che animano questo romanzo. Si affannano tutti alla disperata conquista di una normalità che non appartiene loro, in movimento perpetuo verso una sfuggente chimera. Maria insegue il suo dirimpettaio. Pietro rincorre le fantasie erotiche dell’amico Gino. Le prostitute Gessica e Marion cantano nel coro della chiesa rincorrendo un’innocenza perduta. Originalità, brio, leggerezza, sono tutte caratteristiche che permettono alla scrittrice di sciogliere le fila di una storia avvincente, capace di mostrarci un mondo che, una volta varcata la soglia, non si ha più voglia di abbandonare. E a fine lettura si ha solo una voglia: ricominciare. Un libro per tutti coloro che non hanno paura di addentare storie deliziose, dal retrogusto un po’ amaro.
Il libraio
Hanno detto di questo romanzo che è sorprendente, delicato, strambo, incantevole, surreale, irritante, intelligente, ironico, onirico, bizzarro, metafisico... Io riesco a sorridere ogni volta che ne rileggo qualche stralcio. È uno di quei libri che ti restano dentro per sempre.
Il libraio
"Il libraio" di Régis de Sá Moreira è un libro magico. Uno di quei libriccini capaci di farci sognare. Un libro dedicato a chi ama leggere, a chi è capace di perdersi ancora dentro un libro, a chi naviga tra una storia e l'altra portandosi dietro un bagaglio intenso e impalpabile di vite altre.continue)
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"Il libraio" di Régis de Sá Moreira è un libro magico. Uno di quei libriccini capaci di farci sognare. Un libro dedicato a chi ama leggere, a chi è capace di perdersi ancora dentro un libro, a chi naviga tra una storia e l'altra portandosi dietro un bagaglio intenso e impalpabile di vite altre.
In una città qualunque, in una libreria tra le tante vive un libraio un po' speciale. Tra un libro e una tisana, il libraio accoglie i clienti più disparati: da Jacques il Fatalista, alle ragazze affette dalla sindrome da ultima pagina; dai testimoni di Geova agli interrogativi esistenziali; dalle coppiette che parlano in coppiettolese alla gran dama in nero...
Lo stile è frizzante, brioso, leggero. L'atmosfera ricorda per certi versi i film Tim Burton, per altri il celebre Favoloso mondo di Amélie. Ma in realtà si tratta di un libro insolito, diverso, originale.
Consigliato a tutti, e soprattutto a tutti coloro che AMANO perdersi in un libro.
Album da disegno
Intenso, sconvolgente, scritto "orribilmente" bene. La storia - quella di un ragazzo, anzi un giovane uomo autistico che vive una vicenda familiare intricata - è solo (solo?) un pretesto per strappare il lettore dalla sua confortevole poltrona e trascinarlo nei panni scomodi di un uomo-bambino isola ... (continue)
Intenso, sconvolgente, scritto "orribilmente" bene. La storia - quella di un ragazzo, anzi un giovane uomo autistico che vive una vicenda familiare intricata - è solo (solo?) un pretesto per strappare il lettore dalla sua confortevole poltrona e trascinarlo nei panni scomodi di un uomo-bambino isolato dal mondo.
Una scrittura densa di metafore inedite e sconcertanti che scorrono come stelle cadenti regalandoci attimi di meraviglioso stupore. Non si può che rimanere col naso per aria ad aspettare la prossima passare.
“Fa’ che Dio sia un pacco di biscotti”
La casta dei suicidi
“L'Uomo-Uccello oggi non vola”. Ed è così che si sente il protagonista di questo romanzo, in piedi sul cornicione della finestra del suo appartamento al quinto piano, in attesa che arrivi l’ispirazione per il suicidio. Ma l'Uomo-Uccello non vola mai, inchiodato a un presente che lo vede quotidianame ... (continue)
“L'Uomo-Uccello oggi non vola”. Ed è così che si sente il protagonista di questo romanzo, in piedi sul cornicione della finestra del suo appartamento al quinto piano, in attesa che arrivi l’ispirazione per il suicidio. Ma l'Uomo-Uccello non vola mai, inchiodato a un presente che lo vede quotidianamente affacciato sulla morte, incapace tuttavia di un atto di estremo coraggio. Insieme a lui una combriccola di bizzarri personaggi tutti alla ricerca del migliore dei suicidi possibili, tutti destinati a un inevitabile fallimento.
Una storia acidula, a metà tra il grottesco e l’ilare, da leggere tutta d’un fiato per passare un momento di puro godimento in compagnia di un ottimo libro.
Storie di sesso e di ringhiera
Storie di sesso e di ringhiera è come uno di quei bei film italiani in bianco e nero, come un Fellini o un De Sica d’annata. Perché racconta l’Italia, quella un po’ sgangherata della case di frontiera, quella che vive in un non-luogo oltre il quale si intravede solo il margine sfuocato di un altrove ... (continue)
Storie di sesso e di ringhiera è come uno di quei bei film italiani in bianco e nero, come un Fellini o un De Sica d’annata. Perché racconta l’Italia, quella un po’ sgangherata della case di frontiera, quella che vive in un non-luogo oltre il quale si intravede solo il margine sfuocato di un altrove irraggiungibile.
Anime alla deriva. Così si potrebbero definire i personaggi che animano questo romanzo. Si affannano tutti alla disperata conquista di una normalità che non appartiene loro, in movimento perpetuo verso una sfuggente chimera. Maria insegue il suo dirimpettaio. Pietro rincorre le fantasie erotiche dell’amico Gino. Le prostitute Gessica e Marion cantano nel coro della chiesa rincorrendo un’innocenza perduta.
Originalità, brio, leggerezza, sono tutte caratteristiche che permettono alla scrittrice di sciogliere le fila di una storia avvincente, capace di mostrarci un mondo che, una volta varcata la soglia, non si ha più voglia di abbandonare. E a fine lettura si ha solo una voglia: ricominciare.
Un libro per tutti coloro che non hanno paura di addentare storie deliziose, dal retrogusto un po’ amaro.