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letteratura …
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- La qualità della vita (58)
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By Paolo Marasca -
Finished
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Chiedo scusa per l’invasione, ma come Dio vuole Michele Marcon di “Finzioni” ce l’ha fatta! “Le affinità alchemiche” è stato compreso e còlto nell’essenziale, con una fluidità e naturalezza sorprendenti!
Michele Marcon: questo ragazzo è un genio, accidenti!
protemporehttp://www.finzionimagazine.it/libri/brioches/gaia-coltorti-le-affinita-alchemiche/
Ciau! Credo di aver capito meglio, adesso, cos’ha di tanto strano “Le affinità alchemiche”, e perché sembra così difficile da afferrare. Se ti interessa, con il titolo “Gesù, fate postmoderna luce!”, ne parlo qui:
http://www.facebook.com/leAffinitaAlchemiche
complimenti per "La qualità della vita", un gran bel libro, non riesco ad andare a restituirlo in biblioteca :/
: )
Ti disturbo perché ho visto che hai apprezzato molto il 'Don Chisciotte', io ne ho scritto una riflessione qua: http://liotroblog.com/2011/10/15/artefici-e-artifici-una-riflessione-sul-don-chisciotte/
La qualità della vita
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MimìFinirlo l'ho finito :)
L'ho scritto io questo romanzo. Quindi lo faccio recensire ad Emidio "Mimì" Clementi, amico, scrittore e voce dei Massimo Volume:
(p.s.: per un ritardo di distribuzione, sarà nelle librerie dal 19 maggio)
"Ci sono storie dalla trama solida e inattaccabile, in cui tutti gli e ... (continue)
Finirlo l'ho finito :)
L'ho scritto io questo romanzo. Quindi lo faccio recensire ad Emidio "Mimì" Clementi, amico, scrittore e voce dei Massimo Volume:
(p.s.: per un ritardo di distribuzione, sarà nelle librerie dal 19 maggio)
"Ci sono storie dalla trama solida e inattaccabile, in cui tutti gli elementi sono sistemati al posto giusto e niente è lasciato al caso. Altre invece sembrano nutrirsi dell’incongruenza del mondo, non sentono l’esigenza di far tornare i conti a ogni costo, ma con sguardo dolente e sorpreso si insinuano tra le pieghe della realtà, portano alla luce attimi che la banalità del quotidiano ci impedisce di vedere. E’ il genere di storia che preferisco e ‘La qualità della vita’ è senza dubbio tra queste. All’apparenza non c’è nulla di straniante: una stazione di provincia, un incontro casuale, una Milano che fatica a farsi amare, una morte improvvisa, un amore perduto. Eppure –come in una tela di Vermeer– ogni situazione appare di colpo sotto una luce nuova, inattesa. E forse è questo ciò di cui un lettore ha più di tutto bisogno: essere preso per mano e vedere –non al di là della superficie delle cose, ma attraverso di essa"