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Cover of Nineteen Eighty-four
Cover of Storm of Iron
  • Storm of Iron è un' energetico concentrato di azione e violenza, in pieno stile Warhammer 40k.
    Romanzo di guerra, ambientato nel lontano futuro del 41-esimo millennio, mette a confronto alcuni fra i più temibili nemici dell'Imperium, i Marine del Caos, con le difese imperiali di un pianeta, concentrate in una particolare roccaforte.
    La struttura è quella comune a gran parte dei romanzi ambientati nel mondo di Warhammer 40k: la cronaca di una guerra senza quartiere fra due fazioni che puntano all'annientamento totale dell'altra.
    Tuttavia McNeill introduce alcune interessanti varianti e utilizza una buona struttura che gli permette di lasciare in sospeso la situazione fino alle ultime pagine.
    Inusuale è soprattutto la visone dello scontro dal punto di vista di quelli che generalmente sono i "cattivi": i nemici dell'Imperium, in questo caso i Marine della legione degli Iron Warriors.
    McNeill ci cala nell'allucinato e folle mondo di questi guerrieri antichi e malvagi, impegnati in una missione infinita per portare la distruzione del Caos su tutta la galassia conosciuta.

    Alle dispute e imprese degli Iron Warriors fanno da contraltare le disavventure e gli eroismi delle forze imperiali che difendono il pianeta e così il romanzo diventa la cronaca di un lungo assedio vista dai due lati delle difese.

    Questo continuo saltare da uno schieramento all'altro impedisce di capire chi è veramente il "protagonista" di questo romanzo e permette a McNeill di arrivare ad un climax finale in cui (poco realisticamente) si affrontano gli ultimi manipoli di guerrieri senza che l'esito sia chiaramente intuibile.

    Diretto e godibile, mi ha ricordato molto un racconto di William King La risata degli dei oscuri, per come dipinge il punto di vista dei guerrieri del caos. Chiaro che il valore di un lavoro del genere interesserà solo a chi conosce e apprezza l'ambientazione di Warhammer 40k.

    Consigliato a: gli appassionati di Warhammer 40k, in particolare quelli che amano i lunghi racconti di guerra, e quelli che pensano che i migliori scritti di Dan Abnett in tema siano i romanzi degli Spettri di Gaunt.

    In sintesi: cronaca di un lungo e, ovviamente, estremamente sanguinoso assedio vissuto insieme ai Marine del Caos. ... (continue)

    Storm of Iron è un' energetico concentrato di azione e violenza, in pieno stile Warhammer 40k.
    Romanzo di guerra, ambientato nel lontano futuro del 41-esimo millennio, mette a confronto alcuni fra i più temibili nemici dell'Imperium, i Marine del Caos, con le difese imperiali di un pianeta, concentrate in una particolare roccaforte.
    La struttura è quella comune a gran parte dei romanzi ambientati nel mondo di Warhammer 40k: la cronaca di una guerra senza quartiere fra due fazioni che puntano all'annientamento totale dell'altra.
    Tuttavia McNeill introduce alcune interessanti varianti e utilizza una buona struttura che gli permette di lasciare in sospeso la situazione fino alle ultime pagine.
    Inusuale è soprattutto la visone dello scontro dal punto di vista di quelli che generalmente sono i "cattivi": i nemici dell'Imperium, in questo caso i Marine della legione degli Iron Warriors.
    McNeill ci cala nell'allucinato e folle mondo di questi guerrieri antichi e malvagi, impegnati in una missione infinita per portare la distruzione del Caos su tutta la galassia conosciuta.

    Alle dispute e imprese degli Iron Warriors fanno da contraltare le disavventure e gli eroismi delle forze imperiali che difendono il pianeta e così il romanzo diventa la cronaca di un lungo assedio vista dai due lati delle difese.

    Questo continuo saltare da uno schieramento all'altro impedisce di capire chi è veramente il "protagonista" di questo romanzo e permette a McNeill di arrivare ad un climax finale in cui (poco realisticamente) si affrontano gli ultimi manipoli di guerrieri senza che l'esito sia chiaramente intuibile.

    Diretto e godibile, mi ha ricordato molto un racconto di William King La risata degli dei oscuri, per come dipinge il punto di vista dei guerrieri del caos. Chiaro che il valore di un lavoro del genere interesserà solo a chi conosce e apprezza l'ambientazione di Warhammer 40k.

    Consigliato a: gli appassionati di Warhammer 40k, in particolare quelli che amano i lunghi racconti di guerra, e quelli che pensano che i migliori scritti di Dan Abnett in tema siano i romanzi degli Spettri di Gaunt.

    In sintesi: cronaca di un lungo e, ovviamente, estremamente sanguinoso assedio vissuto insieme ai Marine del Caos.

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    ― Posted on Nov 17, 2008 | Add your feedback

Cover of Temeraire
  • Degno seguito di un ottimo romanzo di esordio.

    Proseguono le avventure del capitano Laurence e del drago Temeraire con il suo equipaggio.
    Questa volta il romanzo presenta una trama più articolata, non dovendo indugiare nell'introduzione dei personaggi e dell'ambientazione, già fatta nel primo libro della saga.

    Nell'Europa di inizio '800, nel pieno delle guerre napoleoniche il capitano Laurence e Temeraire sono impegnati in un'importante missione diplomatica in Cina.
    Si torna a respirare l'avventurosa atmosfera dei romanzi di Patrick O'Brian. Il viaggio verso l'estremo oriente è lungo e avventuroso e durante la navigazione inizia a dipanarsi una strana rete di intrighi che coinvolgerà i protagonisti e gli interessi dei loro paesi, per chiarirsi soltanto nel finale in crescendo.

    Il ritmo è tenuto sempre alto grazie ai numerosi eventi lungo il percorso della nave Allegiance e l'ambientazione esotica è descritta con dovizia di particolari. Il mondo "storico con variante" inventato dalla Novik assume una maggiore profondità con la descrizione di civiltà basate sulla convivenza millenaria con gli incredibili rettili volanti che caratterizzano questa saga.
    Maggior spessore assumono i protagonisti, in particolare il drago Temeraire, che arriva veramente a maturazione (nel primo libro era solo un giovane e focoso esemplare della sua specie), mettendo spesso in difficoltà il suo stesso capitano con importanti domande circa l'atteggiamento dell'uomo verso il resto del mondo.

    Un degno seguito del primo capitolo della saga. Pur mancando della sorprendente novità che caratterizzava quest'ultimo riesce a mantenere alto il livello, aggiungendo molto alla originale ambientazione, senza dare minimamente l'impressione di riciclato.

    Consigliato a: chi apprezza i romanzi storici e non disdegna un po' di fantasia. Chi è appassionato dell'era della navigazione a vela e non storce il naso di fronte ad una ricostruzione che non è completamente "storica". Chi ha apprezzato Jonathan Strange & il signor Norrell e la ricostruzione che fa di "come sarebbe la storia se il mondo avesse un' unica variante" .

    In sintesi: divertente.

    Nota sull'inglese usato: il romanzo, come il precedente della saga, è scritto in un inglese dell' 800. E' facile trovare espressioni un po' antiche e termini desueti. Avrà qualche difficoltà di lettura chi è totalmente digiuno di termini relativi alla nautica. ... (continue)

    Proseguono le avventure del capitano Laurence e del drago Temeraire con il suo equipaggio.
    Questa volta il romanzo presenta una trama più articolata, non dovendo indugiare nell'introduzione dei personaggi e dell'ambientazione, già fatta nel primo libro della saga.

    Nell'Europa di inizio '800, nel pieno delle guerre napoleoniche il capitano Laurence e Temeraire sono impegnati in un'importante missione diplomatica in Cina.
    Si torna a respirare l'avventurosa atmosfera dei romanzi di Patrick O'Brian. Il viaggio verso l'estremo oriente è lungo e avventuroso e durante la navigazione inizia a dipanarsi una strana rete di intrighi che coinvolgerà i protagonisti e gli interessi dei loro paesi, per chiarirsi soltanto nel finale in crescendo.

    Il ritmo è tenuto sempre alto grazie ai numerosi eventi lungo il percorso della nave Allegiance e l'ambientazione esotica è descritta con dovizia di particolari. Il mondo "storico con variante" inventato dalla Novik assume una maggiore profondità con la descrizione di civiltà basate sulla convivenza millenaria con gli incredibili rettili volanti che caratterizzano questa saga.
    Maggior spessore assumono i protagonisti, in particolare il drago Temeraire, che arriva veramente a maturazione (nel primo libro era solo un giovane e focoso esemplare della sua specie), mettendo spesso in difficoltà il suo stesso capitano con importanti domande circa l'atteggiamento dell'uomo verso il resto del mondo.

    Un degno seguito del primo capitolo della saga. Pur mancando della sorprendente novità che caratterizzava quest'ultimo riesce a mantenere alto il livello, aggiungendo molto alla originale ambientazione, senza dare minimamente l'impressione di riciclato.

    Consigliato a: chi apprezza i romanzi storici e non disdegna un po' di fantasia. Chi è appassionato dell'era della navigazione a vela e non storce il naso di fronte ad una ricostruzione che non è completamente "storica". Chi ha apprezzato Jonathan Strange & il signor Norrell e la ricostruzione che fa di "come sarebbe la storia se il mondo avesse un' unica variante" .

    In sintesi: divertente.

    Nota sull'inglese usato: il romanzo, come il precedente della saga, è scritto in un inglese dell' 800. E' facile trovare espressioni un po' antiche e termini desueti. Avrà qualche difficoltà di lettura chi è totalmente digiuno di termini relativi alla nautica.

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    ― Posted on Oct 17, 2008 | Add your feedback

Cover of The Imperial Infantryman's Uplifting Primer
  • 1 of 1 people find this helpful

    Even with our deaths, we serve the Emperor

    Un folle esperimento di meta-libro. Questo Primer è in realtà un manualetto che viene fornito alle Guardie Imperiali dell'ambientazione fantasy/sci-fi di Warhammer 40k.
    E' divertentissimo immergersi nell'assolutismo dell'Imperium, governato da una religione onnipresente e da un regime che tiene a freno con un corto guinzaglio tutti i suoi componenti.

    Un po' caro il prezzo per un libro così piccolo, ma l'edizione è davvero curata.

    Incomprensibile per chi non sia addentro all'ambientazione.

    Consigliato a: gli appassionati dell'ambientazione di Warhammer 40k

    In sintesi: "Remember, you are being watched" ... (continue)

    Un folle esperimento di meta-libro. Questo Primer è in realtà un manualetto che viene fornito alle Guardie Imperiali dell'ambientazione fantasy/sci-fi di Warhammer 40k.
    E' divertentissimo immergersi nell'assolutismo dell'Imperium, governato da una religione onnipresente e da un regime che tiene a freno con un corto guinzaglio tutti i suoi componenti.

    Un po' caro il prezzo per un libro così piccolo, ma l'edizione è davvero curata.

    Incomprensibile per chi non sia addentro all'ambientazione.

    Consigliato a: gli appassionati dell'ambientazione di Warhammer 40k

    In sintesi: "Remember, you are being watched"

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    ― Posted on Sep 5, 2008 | Add your feedback

Cover of Banewreaker
Cover of Temeraire
Cover of Choke
  • Un'allegra compagnia di svitati

    Con il suo solito stile scarno e diretto (mi ricorda Bukowski) Palahniuk propone un nuovo viaggio fra personaggi ai bordi dell'umanità.

    Il libro è divertente e volgare, pieno delle strane idee che l'autore sembra partorire di continuo. Alcune invenzioni strappano la risata, altre sorprendono, altre fanno male al solo immaginarle.

    Un buon passatempo non scevro di sorprese sparse qua e là. Capitoli corti e poche righe inutili: l'autore possiede il dono della sintesi, quasi scomparso ultimamente (quasi non si vedono più romanzi sotto le 300 pagine).

    Manca della forza distruttrice del suo Fight Club, ma è comunque un tuffo nella mente con lo stesso accompagnatore svitato.

    Un romanzo che probabilmente perde parte della sua forza se letto in versione tradotta.

    Consigliato a: chi ride per un rutto a tavola.

    In una parola: scoppiato. ... (continue)

    Con il suo solito stile scarno e diretto (mi ricorda Bukowski) Palahniuk propone un nuovo viaggio fra personaggi ai bordi dell'umanità.

    Il libro è divertente e volgare, pieno delle strane idee che l'autore sembra partorire di continuo. Alcune invenzioni strappano la risata, altre sorprendono, altre fanno male al solo immaginarle.

    Un buon passatempo non scevro di sorprese sparse qua e là. Capitoli corti e poche righe inutili: l'autore possiede il dono della sintesi, quasi scomparso ultimamente (quasi non si vedono più romanzi sotto le 300 pagine).

    Manca della forza distruttrice del suo Fight Club, ma è comunque un tuffo nella mente con lo stesso accompagnatore svitato.

    Un romanzo che probabilmente perde parte della sua forza se letto in versione tradotta.

    Consigliato a: chi ride per un rutto a tavola.

    In una parola: scoppiato.

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    ― Posted on Aug 28, 2008 | Add your feedback

Cover of Ravenor Rogue
Cover of American Gods
Cover of Xenocide
Cover of Fight Club
  • Fuori dal meccanismo

    Dopo un periodo di forte stress i protagonisti si rendono conto di essere prigionieri del perverso meccanismo dell'economia consumistica. Da qui in poi sperimentano la selvaggia forza dell'uomo libero. E' un crescendo di caos e sperimentazione, con colpi duri alle pareti che la società moderna ci mette intorno per limitarci e controllarci.

    Lo stile è moderno, scarno e brutale, senza concessioni al "letterale".

    Divertente e diretto, rapido e sintetico, Palahniuk scrive un sorprendente romanzo di avventura moderno, che per alcuni è diventato un cult e che ha fatto riflettere molti altri.

    Consigliato a: chi si è stancato di essere un ingranaggio nel meccanismo, chi ama le sorprese.

    In una parola: spiazzante.

    Nota: questo romanzo non è piaciuto alle mie amiche. Probabilmente, visti i temi, esercita molto più fascino sui lettori di sesso maschile. ... (continue)

    Dopo un periodo di forte stress i protagonisti si rendono conto di essere prigionieri del perverso meccanismo dell'economia consumistica. Da qui in poi sperimentano la selvaggia forza dell'uomo libero. E' un crescendo di caos e sperimentazione, con colpi duri alle pareti che la società moderna ci mette intorno per limitarci e controllarci.

    Lo stile è moderno, scarno e brutale, senza concessioni al "letterale".

    Divertente e diretto, rapido e sintetico, Palahniuk scrive un sorprendente romanzo di avventura moderno, che per alcuni è diventato un cult e che ha fatto riflettere molti altri.

    Consigliato a: chi si è stancato di essere un ingranaggio nel meccanismo, chi ama le sorprese.

    In una parola: spiazzante.

    Nota: questo romanzo non è piaciuto alle mie amiche. Probabilmente, visti i temi, esercita molto più fascino sui lettori di sesso maschile.

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    ― Posted on Aug 28, 2008 | Add your feedback

Cover of The Ringworld Engineers

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