Un lungo apologo sulla responsabilita' e sulla colpa. Nella Gerusalemme degli attentati suicidi, una emigrata, da un non meglio precisato paese dell'est, rimane uccisa da un'esplosione. Il cadavere per lunghi giorni non viene ne' identificato ne' reclamato. E' il responsabile delle risorse umane del
... (continue)
Un lungo apologo sulla responsabilita' e sulla colpa. Nella Gerusalemme degli attentati suicidi, una emigrata, da un non meglio precisato paese dell'est, rimane uccisa da un'esplosione. Il cadavere per lunghi giorni non viene ne' identificato ne' reclamato. E' il responsabile delle risorse umane dell'azienda presso cui la donna lavorava con un'umile mansione, dopo una singolare modalita' di ingaggio, a occuparsi della questione. Arriva a provare un tale senso di colpa per il destino crudele e beffardo della vittima da prendere su di sé la responsabilita' del periglioso rimpatrio della salma. Aveva assunto a suo tempo la donna, ha convissuto nella stessa azienda, ma di lei nulla sa realmente e nulla si ricorda. La morte, tanto piu' se improvvisa e ingiusta, diventa cosi' responsabilita' collettiva, tutti sono chiamati a rendere testimonianza. Le colpe e le omissioni non sono mai troppo piccole o trascurabili e le occasioni di riscatto troppo difficili. Appare chiaro che tutta l'attenzione posta nel romanzo per la carita' verso la defunta, sottinde la necessita' della cura per il prossimo, per il vicino, quale che sia la distanza sociale, culturare o religiosa.
Il responsabile delle risorse umane
Un lungo apologo sulla responsabilita' e sulla colpa.continue)
Nella Gerusalemme degli attentati suicidi, una emigrata, da un non meglio precisato paese dell'est, rimane uccisa da un'esplosione.
Il cadavere per lunghi giorni non viene ne' identificato ne' reclamato.
E' il responsabile delle risorse umane del ... (
Un lungo apologo sulla responsabilita' e sulla colpa.
Nella Gerusalemme degli attentati suicidi, una emigrata, da un non meglio precisato paese dell'est, rimane uccisa da un'esplosione.
Il cadavere per lunghi giorni non viene ne' identificato ne' reclamato.
E' il responsabile delle risorse umane dell'azienda presso cui la donna lavorava con un'umile mansione, dopo una singolare modalita' di ingaggio, a occuparsi della questione.
Arriva a provare un tale senso di colpa per il destino crudele e beffardo della vittima da prendere su di sé la responsabilita' del periglioso rimpatrio della salma. Aveva assunto a suo tempo la donna, ha convissuto nella stessa azienda, ma di lei nulla sa realmente e nulla si ricorda.
La morte, tanto piu' se improvvisa e ingiusta, diventa cosi' responsabilita' collettiva, tutti sono chiamati a rendere testimonianza.
Le colpe e le omissioni non sono mai troppo piccole o trascurabili e le occasioni di riscatto troppo difficili.
Appare chiaro che tutta l'attenzione posta nel romanzo per la carita' verso la defunta, sottinde la necessita' della cura per il prossimo, per il vicino, quale che sia la distanza sociale, culturare o religiosa.