"Slavik abbracciò la madre, sprofondò il viso nel fazzoletto logoro che lei aveva in testa e singhiozzò. - No, adesso no, - disse la vecchia. Ora va tutto bene...Sono venuta. Accarezzò il figlio sulla testa dai capelli rasati quasi a zero. - Non hai freddo senza capelli? Dov'è il tuo berretto? Il de
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"Slavik abbracciò la madre, sprofondò il viso nel fazzoletto logoro che lei aveva in testa e singhiozzò. - No, adesso no, - disse la vecchia. Ora va tutto bene...Sono venuta. Accarezzò il figlio sulla testa dai capelli rasati quasi a zero. - Non hai freddo senza capelli? Dov'è il tuo berretto? Il detenuto che le si stringeva addosso emanava un acre sentore carcerario, ma anche attraverso di esso riusciva a farsi strada, come una polla sorgiva, tenue, un rivolo appena distinguibile, l'odore a lei ben noto del figlio. Si frugò nelle tasche della sua lunga gonna spiegazzata dal viaggio e ne tirò fuori una manciata di caramelle appiccicose che mise nel palmo di Slavik". (La madre p.38)
"Riguardo al detto «Ogni poeta è maestro di se stesso», quanto più ognuno sa di poesia, tanto meglio. Credo che ognuno debba scrivere poesia se lo vuole; i più lo fanno. Credo che ognuno possa sapere abbastanza di musica per suonare GOD BLESS OUR HOME sull'armonium, ma non credo che ognuno debba dar
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"Riguardo al detto «Ogni poeta è maestro di se stesso», quanto più ognuno sa di poesia, tanto meglio. Credo che ognuno debba scrivere poesia se lo vuole; i più lo fanno. Credo che ognuno possa sapere abbastanza di musica per suonare GOD BLESS OUR HOME sull'armonium, ma non credo che ognuno debba dare concerti o stampare i propri peccati. La padronanza di qualsiasi arte è lavoro di tutta una vita.Non dovrei distinguere fra il «dilettante» e il «professionista». O piuttosto assai spesso dovrei fare una distinzione in favore del dilettante, ma dovrei certo distinguere fra il dilettante e il competente.É certo che il caos presente durerà finchè non si sia riusciti a fare inghiottire al dilettante, a forza di prediche, l'Arte della poesia, finchè tutti non capiscano in tal modo che la poesia è un'arte e non un passatempo; finchè tutti non capiscano la tecnica, la tecnica di superficie e la tecnica di contenuto, in modo che i dilettanti smetteranno i loro tentativi di eclissare i maestri". (p.911-912)
Tenero,brillante e straordinariamente sincero questo libro sulla vecchiaia, ("quando il principale obiettivo di una persona dovrebbe essere continuare a vivere arrecando il minimo disturbo a sè e agli altri),scritto da una novantenne Diana Athill.
"Il Pari ora la forfex spalancò per afferrare il riccio, e per tagliarlo la chiuse: [...]le due punte la sacra ciocca staccano, congiunte, dal bel capo in eterno...Ecco un bagliore scoccare dai suoi occhi, urla d'orrore van lacerando i cieli spaventati. [...] «All'armi, all'armi» grida la fer
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"Il Pari ora la forfex spalancò per afferrare il riccio, e per tagliarlo la chiuse: [...]le due punte la sacra ciocca staccano, congiunte, dal bel capo in eterno...Ecco un bagliore scoccare dai suoi occhi, urla d'orrore van lacerando i cieli spaventati. [...] «All'armi, all'armi» grida la ferina virago, e come un fulmine si scaglia alla pugna. Comincia la battaglia, e tutti van schierandosi in partiti. Scattan ventagli, frusciano vestiti, schioccano dure stecche di balena. [...] La ressa fu fatale a un beau e a uno stolto: uno morì in metafora, uno in canto. [...] Mirate, ora Belinda con furore s'avventa sul Barone, ed un bagliore insolito ha negli occhi; nè ha paura lui di affrontare quella lotta dura, perchè non brama altro che spirare sul nemico. Ma lei riuscì a domare questo lord così forte e così ardito usando solo il pollice ed un dito.
"La mia tesi è che il linguaggio del mito poetico anticamente usato nel Mediterraneo e nell'Europa settentrionale fosse una lingua magica in stretta relaione con cerimonie religiose in onore della dea-Luna ovvero della Musa, alcune delle quali risalenti all'età paleolitica; e che esso resta a tutt'o
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"La mia tesi è che il linguaggio del mito poetico anticamente usato nel Mediterraneo e nell'Europa settentrionale fosse una lingua magica in stretta relaione con cerimonie religiose in onore della dea-Luna ovvero della Musa, alcune delle quali risalenti all'età paleolitica; e che esso resta a tutt'oggi la lingua della vera poesia - «vera» nel senso nostalgico moderno di «originale non suscettibile di miglioramento, e non un surrogato». (p.14)
Per non dimenticare
"Slavik abbracciò la madre, sprofondò il viso nel fazzoletto logoro che lei aveva in testa e singhiozzò.continue)
- No, adesso no, - disse la vecchia. Ora va tutto bene...Sono venuta.
Accarezzò il figlio sulla testa dai capelli rasati quasi a zero.
- Non hai freddo senza capelli? Dov'è il tuo berretto?
Il de ... (
"Slavik abbracciò la madre, sprofondò il viso nel fazzoletto logoro che lei aveva in testa e singhiozzò.
- No, adesso no, - disse la vecchia. Ora va tutto bene...Sono venuta.
Accarezzò il figlio sulla testa dai capelli rasati quasi a zero.
- Non hai freddo senza capelli? Dov'è il tuo berretto?
Il detenuto che le si stringeva addosso emanava un acre sentore carcerario, ma anche attraverso di esso riusciva a farsi strada, come una polla sorgiva, tenue, un rivolo appena distinguibile, l'odore a lei ben noto del figlio. Si frugò nelle tasche della sua lunga gonna spiegazzata dal viaggio e ne tirò fuori una manciata di caramelle appiccicose che mise nel palmo di Slavik". (La madre p.38)
Opere scelte
"Riguardo al detto «Ogni poeta è maestro di se stesso», quanto più ognuno sa di poesia, tanto meglio. Credo che ognuno debba scrivere poesia se lo vuole; i più lo fanno. Credo che ognuno possa sapere abbastanza di musica per suonare GOD BLESS OUR HOME sull'armonium, ma non credo che ognuno debba dar ... (continue)
"Riguardo al detto «Ogni poeta è maestro di se stesso», quanto più ognuno sa di poesia, tanto meglio. Credo che ognuno debba scrivere poesia se lo vuole; i più lo fanno. Credo che ognuno possa sapere abbastanza di musica per suonare GOD BLESS OUR HOME sull'armonium, ma non credo che ognuno debba dare concerti o stampare i propri peccati.
La padronanza di qualsiasi arte è lavoro di tutta una vita.Non dovrei distinguere fra il «dilettante» e il «professionista». O piuttosto assai spesso dovrei fare una distinzione in favore del dilettante, ma dovrei certo distinguere fra il dilettante e il competente.É certo che il caos presente durerà finchè non si sia riusciti a fare inghiottire al dilettante, a forza di prediche, l'Arte della poesia, finchè tutti non capiscano in tal modo che la poesia è un'arte e non un passatempo; finchè tutti non capiscano la tecnica, la tecnica di superficie e la tecnica di contenuto, in modo che i dilettanti smetteranno i loro tentativi di eclissare i maestri". (p.911-912)
Da qualche parte verso la fine
Tenero,brillante e straordinariamente sincero questo libro sulla vecchiaia, ("quando il principale obiettivo di una persona dovrebbe essere continuare a vivere arrecando il minimo disturbo a sè e agli altri),scritto da una novantenne Diana Athill.
Il ratto del ricciolo
"Il Pari ora la forfex spalancòcontinue)
per afferrare il riccio, e per tagliarlo
la chiuse: [...]le due punte
la sacra ciocca staccano, congiunte,
dal bel capo in eterno...Ecco un bagliore
scoccare dai suoi occhi, urla d'orrore
van lacerando i cieli spaventati.
[...]
«All'armi, all'armi» grida la fer ... (
"Il Pari ora la forfex spalancò
per afferrare il riccio, e per tagliarlo
la chiuse: [...]le due punte
la sacra ciocca staccano, congiunte,
dal bel capo in eterno...Ecco un bagliore
scoccare dai suoi occhi, urla d'orrore
van lacerando i cieli spaventati.
[...]
«All'armi, all'armi» grida la ferina
virago, e come un fulmine si scaglia
alla pugna. Comincia la battaglia,
e tutti van schierandosi in partiti.
Scattan ventagli, frusciano vestiti,
schioccano dure stecche di balena.
[...]
La ressa fu fatale a un beau e a uno stolto:
uno morì in metafora, uno in canto.
[...]
Mirate, ora Belinda con furore
s'avventa sul Barone, ed un bagliore
insolito ha negli occhi; nè ha paura
lui di affrontare quella lotta dura,
perchè non brama altro che spirare
sul nemico. Ma lei riuscì a domare
questo lord così forte e così ardito
usando solo il pollice ed un dito.
La dea bianca
"La mia tesi è che il linguaggio del mito poetico anticamente usato nel Mediterraneo e nell'Europa settentrionale fosse una lingua magica in stretta relaione con cerimonie religiose in onore della dea-Luna ovvero della Musa, alcune delle quali risalenti all'età paleolitica; e che esso resta a tutt'o ... (continue)
"La mia tesi è che il linguaggio del mito poetico anticamente usato nel Mediterraneo e nell'Europa settentrionale fosse una lingua magica in stretta relaione con cerimonie religiose in onore della dea-Luna ovvero della Musa, alcune delle quali risalenti all'età paleolitica; e che esso resta a tutt'oggi la lingua della vera poesia - «vera» nel senso nostalgico moderno di «originale non suscettibile di miglioramento, e non un surrogato». (p.14)