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Meditazioni non cartesiane -
Non una recensione. Un resoconto piuttosto di un'esperienza (in corso) che la lettura del libro, accanto ad altro, ha sollecitato. Finché dura ... Se qualcosa permane di quel che noi facciamo ...
Respirare. Con la pancia. Sentire il respiro. Qui ed ora. Sospendere i pensieri. O meglio: appenderli co ... (continue ) -
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Feb 14, 2013 |
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Ascetismo metropolitano. L'inquieta religiosità dei non credenti




Democratizzazione dell’ascesi -
Gli eroi oggi? Tutti o quasi tutti! Questo il senso di una mostra, presso la GAM di Torino nel 2011, che aveva invitato diversi artisti contemporanei a sviluppare, con le loro opere, il tema classico dell’eroe ma nella cornice del presente. La stessa operazione, di democratizzazione di esperienze d ... (
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Dec 12, 2012 |
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Un soffio di libertà -
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Di questa eccezione si prende cura l'autrice, Elena Loewental, traduttrice, narratrice e, in questo caso, saggista. Non per definirla ma per descriverla. Almeno per quel che si può. Qui ... (continue ) -
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Jan 7, 2013 |
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In incognito
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Le neuroscienze hanno seppellito definitivamente la presunzione, coltivata da filosofie e religioni, di un Io che sottomette e organizza impulsi per liberarsi leggero nell'empireo della spiritualità. Qualunque sia il nome che di volta in volta gli si dava e gli si dà: anima, spirito, (auto)coscienza, Io Penso, appercezione trascendentale, ecc.
La detronizzazione dell'Io fa scorgere così la complessità materiale della mente, il suo radicarsi nelle attività neuronali del cervello e il suo articolarsi, pertanto, nei tanti programmi che, in automatico, questa o quella sezione del cervello svolge.
Meglio parlare di moltitudini di io. Piuttosto. Ciascun io per conto proprio. Oppure spesso in rivalità per contendersi il successo della propria modalità operativa rispetto ad una sollecitazione dell'ambiente. In questa prospettiva la coscienza, sempre in ritardo (tra l'altro) rispetto ai programmi che spingono all'azione, è risultato recente del processo evolutivo della specie: essa ignora gran parte degli automatismi del cervello e, quando va bene, rende possibile il passaggio tra un programma e l'altro, a volte scegliendo il software più adatto alla situazione.
Come il quotidiano del mattino riporta un sommario dei fatti (innumerevoli) del giorno prima, cosi la coscienza porta in superficie solo il poco che serve per rispondere agli stimoli dell'ambiente ma il grosso è fatto dai sottosistemi, l'insieme dei quali costituisce il nostro pilota automatico. Da cui siamo determinati ma sempre nell'intersezione tra eredità biologica ed apprendimento in situazione.
Quello di David Eagleman, autore della "Vita segreta della mente" non si configura, d'altra parte, come semplice riduzionismo della mente al cervello ma come considerazione aperta e dinamica del cervello: difatti ciò che importa è la sua esposizione all'esperienza attraverso la quale si forma mutando, anche, caratteristiche interne.
In tale prospettiva perde la sua aura il tema del libero arbitrio: non esiste, difatti, spazio (consistente) di discrezionalità e decisione, gettati come siamo nell'incrocio tra i geni e dimensionamento degli stessi nell'ambiente.
Meglio pensare a una catena di cause ed effetti, in alternativa, dentro cui maturano le scelte: molto spesso risultato di istinti, emozioni, pensieri concorrenti. Di cui noi siamo per nulla consapevoli. E dei quali diamo una versione retrospettiva comoda e compiacente con le nostre illusioni, quasi che ex pluribus potessimo fare un'unità.
Di ciò dovrebbe tener conto anche il sistema giuridico quando valuta l'intenzionalità di un reato e ragiona sulle pene da comminare. Che vanno viste, secondo l'autore, non nell'ottica (astratta) della punizione ma in quella (realistica) della plasticità dello sviluppo cerebrale sulla quale la sentenza del giudice dovrebbe puntare, per modificare nel futuro i comportamenti e prevenirli .
In conclusione, il saggio di Eagleman è un contributo onesto e realistico che le neuroscienze offrono alla comprensione dei comportamenti umani, sia negli aspetti di normalità sia in quelli di patologia.