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Frustrazione, solitudini, alienazione. Lingua tagliente e ricercata. In venti chilometri si può perdere e mai più ritrovare l'anima. Il mio concittadino ha lasciato una dolente fessura, delicata ma spregiudicata.
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Aug 26, 2010 |
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Quando la notte
Ho appena finito di leggere il libro. Una bella storia. Lo stile della Comencini è un po' ostico, va detto. Credo tuttavia che letteratura, o anche solo buona narrativa, sia anche soprattutto la capacità di immaginare storie, di creare dei profili, di dare corpo, materia e sangue a uomini e donne, a ... (continue)
Ho appena finito di leggere il libro. Una bella storia. Lo stile della Comencini è un po' ostico, va detto. Credo tuttavia che letteratura, o anche solo buona narrativa, sia anche soprattutto la capacità di immaginare storie, di creare dei profili, di dare corpo, materia e sangue a uomini e donne, ai loro tormenti ma anche alla straordinaria risorsa che hanno e avranno sempre di potersi concedere totalmente, di potersi trasformare per amore. L'amore per un figlio, per il padre, per una donna, per un uomo. Credo che questa storia, questa bella, intensa storia, con questi protagonisti che restano non facilmente dimenticabili (quante volte, invece, ci capita di leggere un libro, un romanzo, soprattutto, e dopo un mese averlo dimenticato completamente?!) possa essere ulteriormente valorizzata da una riletura cinematografica.
Quando la notte è infatti una storia originale, certamente, e Manfred, Marina, Luna e tutti i suoi personaggi sono approfonditi con delicatezza e notevole sensibilità. Lo stile non è eccellente, anzi. Soprattutto all'inizio si fatica a capire subito i cambi di scenari e di situazioni, i tempi, persino chi parla e con chi. Ma l'amore che scorre, i silenzi, le attese, la tensione, i pensieri, l'intreccio fra senso di colpa, desiderio, responsabilità, sogno, segreti, attrazione, la natura così materica, i corpi che si avvicinano e si respingono ti restano dentro, c'è poco da fare. Forse la Comencini non scrive divinamente (non è la Mazzantini, tanto per intenderci), ma ha il cinema nella penna, credo.
Sono certo che nel film tratto da questo testo Filippo Timi saprà restituirci Manfred come nessun altro potrebbe, con tutte le sfaccettature possibili di un carattere così apparentemente semplice eppure dotato di una complessità, di una forza e di una tenerezza quasi irraggiungibili. E mi fido di Filippo quando dice che la Pandolfi nel ruolo di Marina è perfetta. Diversamente non l'avrei creduto.