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A quattordici anni lessi dell'amour fou. Due settimane dopo avevo deciso: la vera vocazione dell'essere umano è l'amour fou. Che cosa significasse esattamente non lo sapevo; l'amour fou viene fornito senza un manuale di istruzioni
Suvvia, è un libretto, ma non un cattivo libro. Diffonde ... (continue)
- — Nov 26, 2009 | Add your feedback
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"Te, Cielo, dopo la Morte, solo Unico benedetto in Nientità, non luce o buio, Senzagiorno Eternità - Accogli questo, questo Salmo, da me, sgorgatomi di mano in un giorno, un po' del mio Tempo, ora dato al Niente - in lode a Te - Nient'altro che Morte
Questa è la fine, la redenzione dal Deserto, ... (continue) - — Nov 15, 2009 | Add your feedback
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Firmino
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"Fissai le parole. Non galleggiavano davanti ai miei occhi né si offuscavano. I ratti non hanno lacrime. Arido e freddo era il mondo, e le parole meravigliose. Le parole arrivederci e addio, addio e ci vediamo, pronunciate dal piccolo e dal Grande. Tornai a ripiegare il brano e lo mangiai."
... (continue)
"Fissai le parole. Non galleggiavano davanti ai miei occhi né si offuscavano. I ratti non hanno lacrime. Arido e freddo era il mondo, e le parole meravigliose. Le parole arrivederci e addio, addio e ci vediamo, pronunciate dal piccolo e dal Grande. Tornai a ripiegare il brano e lo mangiai."
Ovviamente, Firmino non è un gran libro. Scritto in maniera piuttosto scolastica, idea tra il fumettistico e l'operetta morale, niente di sorprendente. D'altra parte, un gran libro non lo leggono certo in tanti, è praticamente garantito. Ma Firmino non è un libro a cui si può voler male come se ne vuole a quelli della Santacroce, di un certo Baricco o - Dio ce ne scampi - di Moccia e Faletti. Anzi, è un libro a cui voglio bene. Mi intenerisce. Parla di come leggere sia la cosa più bella del mondo, il che è probabilmente vero, e parla anche, in modo obliquo, di come leggere renda infelici, il che è sicuramente vero, nella misura in cui è l'unica cosa bella di un mondo. Parla anche di topi, e i topi ci assomigliano in una maniera che fa pensare, alle volte, al disegno intelligente. Di libri sui libri ne ha scritti Pennac, ne ha scritti Eco, perfino Miller. Savage indovina la categoria dell'esclusione, ovvero che, a certi livelli di profondità e parafrasando Wilde, la vita o la si vive o la si legge: questa è la cosa migliore di Firmino.
Oh, chiaramente non ho seguito tutta la pantomima del plagio, che mi interessa tanto quanto un documentario di Quark sulle abitudini alimentari dei pangolini. In bianco e nero.
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