Le tre stelle le merita per come è stato scritto: sebbene "curato" da due giornalisti (uno collaboratore de Il Giornale, l'altro collaboratore de Il Sole 24 Ore), lo stile non è proprio il massimo, anzi, in diversi punti risulta anche un poco scadente.
Diversa, invece, la valutazione sul contenuto.
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Le tre stelle le merita per come è stato scritto: sebbene "curato" da due giornalisti (uno collaboratore de Il Giornale, l'altro collaboratore de Il Sole 24 Ore), lo stile non è proprio il massimo, anzi, in diversi punti risulta anche un poco scadente.
Diversa, invece, la valutazione sul contenuto. E' la cosiddetta "altra campana", ovvero la versione del dirigente che era al comando del Settimo Nucleo Sperimentale, quel nucleo di poliziotti creato appositamente per quell'evento. Altre informazioni in merito a questo nucleo si possono rintracciare anche nel libro "Acab", di Carlo Bonini (altro giornalista, collaboratore de La Repubblica), e tutte convergono nel descrivere questo Nucleo come altamente addestrato e specializzato, quindi adeguatamente preparato anche a forti sollecitazioni fisiche e psicologiche. Cosa a cui non erano egualmente preparati molti altri nuclei presenti a Genova.
Ma non è questa la cosa che più dovrebbe saltare agli occhi. La cosa che dovrebbe risultare più stridente, è il fatto che le condanne riguardano quanto erano materialmente presenti a quella disgraziata irruzione, e a pochissimi altri, mentre quanti da cui quegli ordini partivano, sono stati assolti. Oppure dovrebbe risultare "strana" la velocità nello scaricare parte di quei poliziotti, lasciandoli in pasto a chi chiedeva di vederli marcire in carcere, dovrebbero risultare strane le varie relazioni dei poliziotti del Settimo, che parlano di "soccorsi mentre altri continuavano il pestaggio". Possibili siano tutte menzogne? Menzogna il poliziotto accoltellato? Menzogna il referto di un poliziotto col polso rotto? Altri referti ancora di diversi altri poliziotti con ferite e contusioni? L'ordine di ritirata di un funzionario del Settimo, rivolto ai suoi uomini e sentito da tutti, che sembra non importare a nessuno?
Spesso si dice che sono i piccoli dettagli che danno la caratterizzazione ad un quadro. Ecco, in questo caso temo che molti dettagli, da ambo le parti, siano stati volutamente ignorati (in qualsiasi livello, anche quello mediatico/giornalistico), per una malriposta fretta nel trovare, incolpare e punire qualcuno.
Un reportage nudo e crudo, difficile da digerire ma anche solo da affrontare.
Tutti siamo abituati a guardare al mondo degli ultras, ma dalla parte degli ultras stessi. Infatti, in questo modo si hanno libri, film, reportage direttamente dalle curve. Mai nessuno che avesse analizzato questo mondo p
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Un reportage nudo e crudo, difficile da digerire ma anche solo da affrontare.
Tutti siamo abituati a guardare al mondo degli ultras, ma dalla parte degli ultras stessi. Infatti, in questo modo si hanno libri, film, reportage direttamente dalle curve. Mai nessuno che avesse analizzato questo mondo partendo dalla parte opposta. O meglio, mai nessuno che lo abbia fatto in modo critico, veramente aperto, senza grosse censure. E gli stralci di conversazioni sul forum interno della Polizia, ne sono un esempio.
Il libro, ancor più del film da cui è tratto, è un pugno nello stomaco che ti lascia senza fiato, che te lo spezza il fiato. E' un libro che racconta di odio, che ti fa respirare (quasi) quell'odio che descrive, che arriva perfino a risvegliare quella piccola parte d'odio che resta addormentata e accucciata dentro di te.
Ma soprattutto un libro che prova a mettere ognuno di fronte ad un grande problema, mai risolto, ma che non potrà mai essere rivolto: ed è la violenza, quella piccola particela d'odio che è in ogni essere umano. E nelle capacità di ognuno, di saper incanalare tutto in modo positivo. O almeno, si spera.
Il libro non è male, analizza le problematiche legate allo sfruttamento dell'acqua in maniera abbastanza chiara. Forse, l'unica cosa che non mi ha permesso di apprezzato meglio, é il suo (a mio avviso) centralismo sull'India, con sporadiche puntate su situazioni di altre nazioni. Una migliore vision
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Il libro non è male, analizza le problematiche legate allo sfruttamento dell'acqua in maniera abbastanza chiara. Forse, l'unica cosa che non mi ha permesso di apprezzato meglio, é il suo (a mio avviso) centralismo sull'India, con sporadiche puntate su situazioni di altre nazioni. Una migliore visione d'insieme, avrebbe probabilmente aiutato il libro ad esser maggiormente fruibile.
Diaz
Le tre stelle le merita per come è stato scritto: sebbene "curato" da due giornalisti (uno collaboratore de Il Giornale, l'altro collaboratore de Il Sole 24 Ore), lo stile non è proprio il massimo, anzi, in diversi punti risulta anche un poco scadente.
Diversa, invece, la valutazione sul contenuto. ... (continue)
Le tre stelle le merita per come è stato scritto: sebbene "curato" da due giornalisti (uno collaboratore de Il Giornale, l'altro collaboratore de Il Sole 24 Ore), lo stile non è proprio il massimo, anzi, in diversi punti risulta anche un poco scadente.
Diversa, invece, la valutazione sul contenuto.
E' la cosiddetta "altra campana", ovvero la versione del dirigente che era al comando del Settimo Nucleo Sperimentale, quel nucleo di poliziotti creato appositamente per quell'evento. Altre informazioni in merito a questo nucleo si possono rintracciare anche nel libro "Acab", di Carlo Bonini (altro giornalista, collaboratore de La Repubblica), e tutte convergono nel descrivere questo Nucleo come altamente addestrato e specializzato, quindi adeguatamente preparato anche a forti sollecitazioni fisiche e psicologiche.
Cosa a cui non erano egualmente preparati molti altri nuclei presenti a Genova.
Ma non è questa la cosa che più dovrebbe saltare agli occhi. La cosa che dovrebbe risultare più stridente, è il fatto che le condanne riguardano quanto erano materialmente presenti a quella disgraziata irruzione, e a pochissimi altri, mentre quanti da cui quegli ordini partivano, sono stati assolti.
Oppure dovrebbe risultare "strana" la velocità nello scaricare parte di quei poliziotti, lasciandoli in pasto a chi chiedeva di vederli marcire in carcere, dovrebbero risultare strane le varie relazioni dei poliziotti del Settimo, che parlano di "soccorsi mentre altri continuavano il pestaggio". Possibili siano tutte menzogne? Menzogna il poliziotto accoltellato? Menzogna il referto di un poliziotto col polso rotto? Altri referti ancora di diversi altri poliziotti con ferite e contusioni? L'ordine di ritirata di un funzionario del Settimo, rivolto ai suoi uomini e sentito da tutti, che sembra non importare a nessuno?
Spesso si dice che sono i piccoli dettagli che danno la caratterizzazione ad un quadro. Ecco, in questo caso temo che molti dettagli, da ambo le parti, siano stati volutamente ignorati (in qualsiasi livello, anche quello mediatico/giornalistico), per una malriposta fretta nel trovare, incolpare e punire qualcuno.
ACAB
Un reportage nudo e crudo, difficile da digerire ma anche solo da affrontare.
Tutti siamo abituati a guardare al mondo degli ultras, ma dalla parte degli ultras stessi. Infatti, in questo modo si hanno libri, film, reportage direttamente dalle curve. Mai nessuno che avesse analizzato questo mondo p ... (continue)
Un reportage nudo e crudo, difficile da digerire ma anche solo da affrontare.
Tutti siamo abituati a guardare al mondo degli ultras, ma dalla parte degli ultras stessi. Infatti, in questo modo si hanno libri, film, reportage direttamente dalle curve. Mai nessuno che avesse analizzato questo mondo partendo dalla parte opposta. O meglio, mai nessuno che lo abbia fatto in modo critico, veramente aperto, senza grosse censure. E gli stralci di conversazioni sul forum interno della Polizia, ne sono un esempio.
Il libro, ancor più del film da cui è tratto, è un pugno nello stomaco che ti lascia senza fiato, che te lo spezza il fiato. E' un libro che racconta di odio, che ti fa respirare (quasi) quell'odio che descrive, che arriva perfino a risvegliare quella piccola parte d'odio che resta addormentata e accucciata dentro di te.
Ma soprattutto un libro che prova a mettere ognuno di fronte ad un grande problema, mai risolto, ma che non potrà mai essere rivolto: ed è la violenza, quella piccola particela d'odio che è in ogni essere umano. E nelle capacità di ognuno, di saper incanalare tutto in modo positivo. O almeno, si spera.
Un destino ridicolo
Un romanzo bellissimo, quasi lirico. Commovente.
Divorato in pochissimi giorni.
Le guerre dell'acqua
Il libro non è male, analizza le problematiche legate allo sfruttamento dell'acqua in maniera abbastanza chiara. Forse, l'unica cosa che non mi ha permesso di apprezzato meglio, é il suo (a mio avviso) centralismo sull'India, con sporadiche puntate su situazioni di altre nazioni. Una migliore vision ... (continue)
Il libro non è male, analizza le problematiche legate allo sfruttamento dell'acqua in maniera abbastanza chiara. Forse, l'unica cosa che non mi ha permesso di apprezzato meglio, é il suo (a mio avviso) centralismo sull'India, con sporadiche puntate su situazioni di altre nazioni. Una migliore visione d'insieme, avrebbe probabilmente aiutato il libro ad esser maggiormente fruibile.
Come pecore in mezzo ai lupi
Bello, complesso, tremendamente attuale.
Un'altra piccola chicca di questa collana, che è da non perdere.