«Era già l'ora che volge il disìo ai navicanti e 'ntenerisce il core lo dì c'han detto ai dolci amici addio»
Pereira abita in Rua da Saudade e proprio lì dimora la nostalgia del pentimento. Quella tristezza palpabile per qualcosa di passato mista a un sentimento di speranza per ciò che deve ancora venire evoca qui l'integrità di un animo che prende consapevolezza della Storia. Tutto magicamente tinteggiat
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Pereira abita in Rua da Saudade e proprio lì dimora la nostalgia del pentimento. Quella tristezza palpabile per qualcosa di passato mista a un sentimento di speranza per ciò che deve ancora venire evoca qui l'integrità di un animo che prende consapevolezza della Storia. Tutto magicamente tinteggiato dal sole che allieta con il suo oro l'affascinante Lisbona, dagli angoli di silenzio e dai colori vitali, dalla musica struggente, dall'odore di pesce grigliato, dagli scorci pittoreschi. C'è ancora tanto bisogno di saudade.
Accadde che un giorno d’autunno una consapevolezza nuova – ma maturata negli anni – mi rivelasse che l’essere due in modi nuovi (vale a dire, pur senza quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere che per molto tempo ci aveva uniti) fosse la chiave per costituire una unità invincibile.
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Accadde che un giorno d’autunno una consapevolezza nuova – ma maturata negli anni – mi rivelasse che l’essere due in modi nuovi (vale a dire, pur senza quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere che per molto tempo ci aveva uniti) fosse la chiave per costituire una unità invincibile. Decisi che questo libro sarebbe stato il dono di quella consapevolezza che ti avrei fatto trovare, al momento giusto, sulla soglia di casa. Ma quel momento non arrivò mai. E leggere adesso di questo invincibile «essere due» ha un sapore amaro. Ma forse è un bene che il momento giusto non sia mai arrivato.. queste pagine restituiscono con troppa crudezza il nostro sentire individuale.. il nostro essere due non avrebbe saputo assorbirlo. La crudeltà della verità è un vaso che a un certo punto non siamo più riusciti ad aprire. La verità cruda, crudele, cinica e desolante è nelle parole di questa storia che racconta di tante storie. Certo, ogni storia è diversa ma tutte le storie si assomigliano. E questa storia ci assomiglia. Tranne che nel finale.
Allegoria che riproduce la tragi-comica ‘vita’ - mette in scena una umanità che assomiglia molto alla nostra. Protagonista non è la Morte bensì l’essere umano. Sono gli esseri umani, in virtù delle rappresentazioni che hanno di dio – ergo in nome di una religione, qualunque essa sia – a strumentaliz
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Allegoria che riproduce la tragi-comica ‘vita’ - mette in scena una umanità che assomiglia molto alla nostra. Protagonista non è la Morte bensì l’essere umano. Sono gli esseri umani, in virtù delle rappresentazioni che hanno di dio – ergo in nome di una religione, qualunque essa sia – a strumentalizzare la morte attribuendole certe sembianze e certi caratteri. Sono loro a bramare di sfuggire alla sua forbice spietata. Il loro anelito di immortalità viene qui attuato dal narratore supremo che, ahimè - come Zeus con Titone – omette di affiancare al dono anche l’eterna giovinezza. E l’immortalità scortata da decadimento e senescenza genera mali peggiori di quelli causati dalla naturale accettazione disarmata della morte. Di questi mali il narratore riferisce con solita eleganza e accuratezza minuziosa. Ma è l’altra porzione del racconto a destare maggiore incanto: quella in cui ci si avventura in un viaggio anomalo con l’intento di scandagliare le riflessioni della morte – con la m minuscola. L’opera 25 numero 9 in sol bemolle maggiore di Chopin – insieme al tenero cane che le sale in grembo – seduce la morte, ne agita l’animo mostrandone l’umana natura - ovvero la necessaria esistenza negli accadimenti della vita - e ci fa strada verso un finale sublime.
Chissà i tuoi gatti – cara Wislawa - soli nell’appartamento vuoto dove la lampada non brilla più. Chissà quella fogliolina rimasta sul ramo nudo a cullarsi nella bufera. Chissà quegli innamorati felici, sfuggiti alla leggerezza del vivere e del morire – sono gli stessi dal cuore in gola arruffato co
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Chissà i tuoi gatti – cara Wislawa - soli nell’appartamento vuoto dove la lampada non brilla più. Chissà quella fogliolina rimasta sul ramo nudo a cullarsi nella bufera. Chissà quegli innamorati felici, sfuggiti alla leggerezza del vivere e del morire – sono gli stessi dal cuore in gola arruffato come un passero? Chissà quella stazione – paradiso perduto della probabilità – dove vedo assenze e baci mancati. Chissà l’eco di quel silenzio a Jaslo – si cantava con la terra in bocca. Chissà quel verde, quelle acque fonde accanto al bosco, ora color smeraldo, ora color zaffiro, ora nere – che non si fermano dinnanzi alla tua tristezza. Chissà come si fa a scrivere a quel modo – allegro ma non troppo – della vita rigogliosa che regala pigne. Ho poggiato i piedi sullo scalino che mi hai offerto e ora vedo oltre il muro - con sguardo diverso. Desidero che la compagnia discreta e silente dei tuoi versi semplici scorti tutti i miei viaggi.
E' stato ilsegretodelbosco a suggerirmi questa piccola perla, creatura di un uomo sensibile. 'Ma cosa sta mai cianciando', starete senz'altro pensando. 'Ilsegretodelbosco, così annotato, è il titolo di un lettore anobiiano', ecco svelato l'intrigo! 'Che sia così tanto mirabile codesto racconto da
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E' stato ilsegretodelbosco a suggerirmi questa piccola perla, creatura di un uomo sensibile. 'Ma cosa sta mai cianciando', starete senz'altro pensando. 'Ilsegretodelbosco, così annotato, è il titolo di un lettore anobiiano', ecco svelato l'intrigo! 'Che sia così tanto mirabile codesto racconto da pungolare l'inventiva e farle scegliere un tale titolo nobiliare? Devo assolutamente scoprirlo' pensai. E così lessi. Se siete curiosi e sognate di sentirvi ancora (o imprimis) fanciulli e poter conversare con il bosco e le sue creature, non perdete altro tempo!
Sostiene Pereira
Pereira abita in Rua da Saudade e proprio lì dimora la nostalgia del pentimento.continue)
Quella tristezza palpabile per qualcosa di passato mista a un sentimento di speranza per ciò che deve ancora venire evoca qui l'integrità di un animo che prende consapevolezza della Storia.
Tutto magicamente tinteggiat ... (
Pereira abita in Rua da Saudade e proprio lì dimora la nostalgia del pentimento.
Quella tristezza palpabile per qualcosa di passato mista a un sentimento di speranza per ciò che deve ancora venire evoca qui l'integrità di un animo che prende consapevolezza della Storia.
Tutto magicamente tinteggiato dal sole che allieta con il suo oro l'affascinante Lisbona, dagli angoli di silenzio e dai colori vitali, dalla musica struggente, dall'odore di pesce grigliato, dagli scorci pittoreschi.
C'è ancora tanto bisogno di saudade.
Due
Accadde che un giorno d’autunno una consapevolezza nuova – ma maturata negli anni – mi rivelasse che l’essere due in modi nuovi (vale a dire, pur senza quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere che per molto tempo ci aveva uniti) fosse la chiave per costituire una unità invincibile. ... (continue)
Accadde che un giorno d’autunno una consapevolezza nuova – ma maturata negli anni – mi rivelasse che l’essere due in modi nuovi (vale a dire, pur senza quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere che per molto tempo ci aveva uniti) fosse la chiave per costituire una unità invincibile. Decisi che questo libro sarebbe stato il dono di quella consapevolezza che ti avrei fatto trovare, al momento giusto, sulla soglia di casa. Ma quel momento non arrivò mai. E leggere adesso di questo invincibile «essere due» ha un sapore amaro. Ma forse è un bene che il momento giusto non sia mai arrivato.. queste pagine restituiscono con troppa crudezza il nostro sentire individuale.. il nostro essere due non avrebbe saputo assorbirlo. La crudeltà della verità è un vaso che a un certo punto non siamo più riusciti ad aprire. La verità cruda, crudele, cinica e desolante è nelle parole di questa storia che racconta di tante storie. Certo, ogni storia è diversa ma tutte le storie si assomigliano. E questa storia ci assomiglia. Tranne che nel finale.
Le intermittenze della morte
***This comment contains spoilers! ***
Allegoria che riproduce la tragi-comica ‘vita’ - mette in scena una umanità che assomiglia molto alla nostra. Protagonista non è la Morte bensì l’essere umano. Sono gli esseri umani, in virtù delle rappresentazioni che hanno di dio – ergo in nome di una religione, qualunque essa sia – a strumentaliz ... (continue)
Allegoria che riproduce la tragi-comica ‘vita’ - mette in scena una umanità che assomiglia molto alla nostra. Protagonista non è la Morte bensì l’essere umano. Sono gli esseri umani, in virtù delle rappresentazioni che hanno di dio – ergo in nome di una religione, qualunque essa sia – a strumentalizzare la morte attribuendole certe sembianze e certi caratteri. Sono loro a bramare di sfuggire alla sua forbice spietata. Il loro anelito di immortalità viene qui attuato dal narratore supremo che, ahimè - come Zeus con Titone – omette di affiancare al dono anche l’eterna giovinezza. E l’immortalità scortata da decadimento e senescenza genera mali peggiori di quelli causati dalla naturale accettazione disarmata della morte. Di questi mali il narratore riferisce con solita eleganza e accuratezza minuziosa. Ma è l’altra porzione del racconto a destare maggiore incanto: quella in cui ci si avventura in un viaggio anomalo con l’intento di scandagliare le riflessioni della morte – con la m minuscola. L’opera 25 numero 9 in sol bemolle maggiore di Chopin – insieme al tenero cane che le sale in grembo – seduce la morte, ne agita l’animo mostrandone l’umana natura - ovvero la necessaria esistenza negli accadimenti della vita - e ci fa strada verso un finale sublime.
La gioia di scrivere
Chissà i tuoi gatti – cara Wislawa - soli nell’appartamento vuoto dove la lampada non brilla più.continue)
Chissà quella fogliolina rimasta sul ramo nudo a cullarsi nella bufera.
Chissà quegli innamorati felici, sfuggiti alla leggerezza del vivere e del morire – sono gli stessi dal cuore in gola arruffato co ... (
Chissà i tuoi gatti – cara Wislawa - soli nell’appartamento vuoto dove la lampada non brilla più.
Chissà quella fogliolina rimasta sul ramo nudo a cullarsi nella bufera.
Chissà quegli innamorati felici, sfuggiti alla leggerezza del vivere e del morire – sono gli stessi dal cuore in gola arruffato come un passero?
Chissà quella stazione – paradiso perduto della probabilità – dove vedo assenze e baci mancati.
Chissà l’eco di quel silenzio a Jaslo – si cantava con la terra in bocca.
Chissà quel verde, quelle acque fonde accanto al bosco, ora color smeraldo, ora color zaffiro, ora nere – che non si fermano dinnanzi alla tua tristezza.
Chissà come si fa a scrivere a quel modo – allegro ma non troppo – della vita rigogliosa che regala pigne.
Ho poggiato i piedi sullo scalino che mi hai offerto e ora vedo oltre il muro - con sguardo diverso.
Desidero che la compagnia discreta e silente dei tuoi versi semplici scorti tutti i miei viaggi.
Il segreto del Bosco Vecchio
E' stato ilsegretodelbosco a suggerirmi questa piccola perla, creatura di un uomo sensibile.continue)
'Ma cosa sta mai cianciando', starete senz'altro pensando. 'Ilsegretodelbosco, così annotato, è il titolo di un lettore anobiiano', ecco svelato l'intrigo!
'Che sia così tanto mirabile codesto racconto da ... (
E' stato ilsegretodelbosco a suggerirmi questa piccola perla, creatura di un uomo sensibile.
'Ma cosa sta mai cianciando', starete senz'altro pensando. 'Ilsegretodelbosco, così annotato, è il titolo di un lettore anobiiano', ecco svelato l'intrigo!
'Che sia così tanto mirabile codesto racconto da pungolare l'inventiva e farle scegliere un tale titolo nobiliare? Devo assolutamente scoprirlo' pensai. E così lessi.
Se siete curiosi e sognate di sentirvi ancora (o imprimis) fanciulli e poter conversare con il bosco e le sue creature, non perdete altro tempo!