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All books
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Drachenfels [Warhammer]
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Finished
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Finished (re-read) on Feb 5, 2008
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The Tolkien Reader
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By J.R.R. Tolkien
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Finished
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Dragonmech
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By Joseph Goodman, Niklas Janssen, Sean Glenn
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Finished
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Planes of Conflict (Advanced Dungeons & Dragons, 2nd Edition
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Planescape, Campaign Expansion/2615)
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By Colin McComb, TSR Inc, Bruce Nesmith, …
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Finished
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Planes of Chaos (Advanced Dungeons & Dragons, 2nd Edition
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Planescape, Campaign Expansion/2603)
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By Wolfgang Baur, Lester Smith
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Finished
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Hellbound
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The Blood War (AD&D/Planescape)
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By Colin McComb
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Finished
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Planescape Campaign Setting
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(Advanced Dungeons & Dragons)
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By David "Zeb" Cook
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Finished
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In the Cage
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A Guide to Sigil (AD&D/Planescape)
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By Wolfgang Baur, Rick Swan
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Finished
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The Monster Hunter's Handbook (1)
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The Ultimate Guide to Saving Mankind from Vampires, Zombies, Hellhounds, and Other Mythical Beasts
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By Ibrahim Amin
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Finished
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The Lord of the Rings (166)
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(Illustrated Edition)
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By J.R.R. Tolkien
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Finished
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Warhammer Fantasy Roleplay
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A Grim World of Perilous Adventure
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By Richard Priestly, Richard Halliwell
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Finished
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[...]Drachenfels, oltre che il titolo del romanzo, è il titolo di un'opera teatrale in cinque atti, più un prologo e un epilogo, per sei ore di durata, che Detlef Sierck, un ambiziosissimo giovane drammaturgo (nonchè scrittore, regista, compositore, attore, in una parola, la sua, genio), accetta di comporre e mettere in scena su richiesta di un nobile. Drachenfels è anche il nome, mai pronunciato ma al massimo sussurrato, di Constant Drachenfels, il Grande Incantatore: stregone, necromante immortale, una specie di incrocio tra Dracula, Voldemort e Gengis Khan, una tremenda presenza che da secoli e secoli incombe sull'Impero come una maledizione. Per due volte è stato sconfitto: la prima dal divino Sigmar, dio patrono dell'Impero; ma una volta non è mai abbastanza per ogni cattivo che si rispetti, e Constant Drachenfels non fa eccezione: la sua seconda sconfitta (quella definitiva?) fu solo venticinque anni fa, per mano di un giovane cavaliere, Oswald von Konigswald - lo stesso che, adesso, chiede a Sierck di mettere in scena le sue gesta. Sierck accetta di buon grado (anche perchè è l'unico modo per uscire dal carcere dova si trova in seguito al clamoroso fallimento della sua opera precedente)... e qui iniziano i suoi guai. Perchè von Konigswald vuole un'opera monumentale, da presentare all'Imperatore e ai più potenti nobili dell'Impero, e vuole, come palcoscenico, proprio il castello di Drachenfels: un luogo opprimente, maledetto, dove ben presto cominciano a succedere orribili incidenti e nessuno sembra in grado di riposare - neanche i morti. Costantemente in bilico tra l'ironia e l'orrore, tra lo splatter e il grottesco, Drachenfels è un romanzo teatrale: il suo protagonista, Detlef, non è un giovane mago alla scuola di magia, nè un cupo guerriero malinconico dal misterioso passato, ma un attore sovrappeso e vagamente megalomane; la storia non è il viaggio della compagnia guerriero-mago-elfo-eccetera per distruggere l'artefatto dell'oscuro signore, ma la messa in scena di un'opera teatrale, con la scelta degli attori, i dialoghi, le prove, gli incontri con i sopravvissuti della vera avventura, la sconfitta di Drachenfels, quello vero, venticinque anni prima. E' un romanzo di personaggi, più che di azione: Yeovil mette in scena dozzine di comparse, riuscendo a caratterizzarle tutte magari solo con una frase o un aggettivo, e a dare vita al Vecchio Mondo (l'ambientazione del gioco di ruolo in cui si svolge il romanzo), non tanto con la presenza di mostri o draghi o nani o elfi - ma con i riferimenti continui ai suoi grandi scrittori, alle sue opere letterarie, agli intrighi politici e alle vicende di corte, ai culti e alle superstizioni, alle leggende e alle favole - in cui il terribile incantatore è ormai diventato una specie di babau per i bambini capricciosi. Ben diverso da quello che il povero Detlef si troverà ad affrontare sul palcoscenico... e fuori.
(L'Accademia della Fuffa, 5 febbraio 2008) ... (continue)
[...]Drachenfels, oltre che il titolo del romanzo, è il titolo di un'opera teatrale in cinque atti, più un prologo e un epilogo, per sei ore di durata, che Detlef Sierck, un ambiziosissimo giovane drammaturgo (nonchè scrittore, regista, compositore, attore, in una parola, la sua, genio), accetta di comporre e mettere in scena su richiesta di un nobile. Drachenfels è anche il nome, mai pronunciato ma al massimo sussurrato, di Constant Drachenfels, il Grande Incantatore: stregone, necromante immortale, una specie di incrocio tra Dracula, Voldemort e Gengis Khan, una tremenda presenza che da secoli e secoli incombe sull'Impero come una maledizione. Per due volte è stato sconfitto: la prima dal divino Sigmar, dio patrono dell'Impero; ma una volta non è mai abbastanza per ogni cattivo che si rispetti, e Constant Drachenfels non fa eccezione: la sua seconda sconfitta (quella definitiva?) fu solo venticinque anni fa, per mano di un giovane cavaliere, Oswald von Konigswald - lo stesso che, adesso, chiede a Sierck di mettere in scena le sue gesta. Sierck accetta di buon grado (anche perchè è l'unico modo per uscire dal carcere dova si trova in seguito al clamoroso fallimento della sua opera precedente)... e qui iniziano i suoi guai. Perchè von Konigswald vuole un'opera monumentale, da presentare all'Imperatore e ai più potenti nobili dell'Impero, e vuole, come palcoscenico, proprio il castello di Drachenfels: un luogo opprimente, maledetto, dove ben presto cominciano a succedere orribili incidenti e nessuno sembra in grado di riposare - neanche i morti. Costantemente in bilico tra l'ironia e l'orrore, tra lo splatter e il grottesco, Drachenfels è un romanzo teatrale: il suo protagonista, Detlef, non è un giovane mago alla scuola di magia, nè un cupo guerriero malinconico dal misterioso passato, ma un attore sovrappeso e vagamente megalomane; la storia non è il viaggio della compagnia guerriero-mago-elfo-eccetera per distruggere l'artefatto dell'oscuro signore, ma la messa in scena di un'opera teatrale, con la scelta degli attori, i dialoghi, le prove, gli incontri con i sopravvissuti della vera avventura, la sconfitta di Drachenfels, quello vero, venticinque anni prima. E' un romanzo di personaggi, più che di azione: Yeovil mette in scena dozzine di comparse, riuscendo a caratterizzarle tutte magari solo con una frase o un aggettivo, e a dare vita al Vecchio Mondo (l'ambientazione del gioco di ruolo in cui si svolge il romanzo), non tanto con la presenza di mostri o draghi o nani o elfi - ma con i riferimenti continui ai suoi grandi scrittori, alle sue opere letterarie, agli intrighi politici e alle vicende di corte, ai culti e alle superstizioni, alle leggende e alle favole - in cui il terribile incantatore è ormai diventato una specie di babau per i bambini capricciosi. Ben diverso da quello che il povero Detlef si troverà ad affrontare sul palcoscenico... e fuori.
(L'Accademia della Fuffa, 5 febbraio 2008)
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