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Cover of Big Fat Love
  • La recensione l'ho spostata nell'edizione italiana del libro ("il mio grosso grasso amore"), perchè immagino possa essere più utile. Qui posso solo dire che mi ha stupito - e un po' mi ha disturbato - il linguaggio di Sheridan, quasi elementare, fatto di frasi brevi e ripetitive, termini piani e concetti molto semplici ribaditi più volte, come se si rivolgesse a bambini piccoli o alle persone anziane che popolano il libro. ... (continue)

    La recensione l'ho spostata nell'edizione italiana del libro ("il mio grosso grasso amore"), perchè immagino possa essere più utile. Qui posso solo dire che mi ha stupito - e un po' mi ha disturbato - il linguaggio di Sheridan, quasi elementare, fatto di frasi brevi e ripetitive, termini piani e concetti molto semplici ribaditi più volte, come se si rivolgesse a bambini piccoli o alle persone anziane che popolano il libro.

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    ― Posted on Aug 18, 2008 | Add your feedback

Cover of Le vite di Miguel de Cervantes
  • 1 of 1 people find this helpful

    Un libro leggero e leggibilissimo sulla vita di Cervantes, un po' sul genere di quelli di Bill Bryson, per intendersi, conoscenza dell'argomento ma poca erudizione, tanto amore per il soggetto e qualche volo pindarico più che giustificato. A chiunque interessi la Spagna del siglo de oro ma non abbia voglia di sfogliare libroni ammuffiti... E, naturalmente, imprescindibile per chiunque abbia letto da profano il Don Chisciotte e voglia saperne di più. ... (continue)

    Un libro leggero e leggibilissimo sulla vita di Cervantes, un po' sul genere di quelli di Bill Bryson, per intendersi, conoscenza dell'argomento ma poca erudizione, tanto amore per il soggetto e qualche volo pindarico più che giustificato. A chiunque interessi la Spagna del siglo de oro ma non abbia voglia di sfogliare libroni ammuffiti... E, naturalmente, imprescindibile per chiunque abbia letto da profano il Don Chisciotte e voglia saperne di più.

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    ― Posted on Aug 6, 2008 | Add your feedback

Cover of The Grave Tattoo
  • Dopo la scoperta di un cadavere mummificato che potrebbe essere quello di Fletcher Christian, il capo degli ammutinati del Bounty, una giovane studiosa di Wordsworth torna da Londra al paesello nel Lake District alla ricerca del poema che forse Christian avrebbe ispirato al suo beniamino. Ovviamente qualcun altro vorrebbe impadronirsi del manoscritto e non si ferma davanti a nulla.
    Un po' lento e ripetitivo questo giallo inglese che ha il pregio di non essere per niente truculento e di offrire una discreta sorpresa finale. Bello il personaggio dell'amichetta nera che tenta di uscire dal ghetto londinese con la forza dell'amore per la poesia. ... (continue)

    Dopo la scoperta di un cadavere mummificato che potrebbe essere quello di Fletcher Christian, il capo degli ammutinati del Bounty, una giovane studiosa di Wordsworth torna da Londra al paesello nel Lake District alla ricerca del poema che forse Christian avrebbe ispirato al suo beniamino. Ovviamente qualcun altro vorrebbe impadronirsi del manoscritto e non si ferma davanti a nulla.
    Un po' lento e ripetitivo questo giallo inglese che ha il pregio di non essere per niente truculento e di offrire una discreta sorpresa finale. Bello il personaggio dell'amichetta nera che tenta di uscire dal ghetto londinese con la forza dell'amore per la poesia.

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    ― Posted on Jun 18, 2008 | Add your feedback

Cover of Gone to Ground
  • Uno scrittore omosessuale che si stava dedicando ad un libro su di un'attrice degli anni 50 viene trovato massacrato ferocemente in casa propria. Le ricerche della polizia sembrano orientate verso un costruttore dal passato poco pulito, nipote dell'attrice. Nel frattempo la donna poliziotto che indaga sull'omicidio viene massacrata da alcuni teppisti, mentre poco dopo anche la sorella del morto, che conduce alcune ricerche per conto proprio, subisce una misteriosa aggressione. Toccherà all'altro poliziotto sbrogliare la matassa e scoprire la verità.
    Avevo sentito parlare molto bene di Harvey ma questo giallo mi è parso piuttosto lento e inconcludente.
    Lascia intuire un intreccio fondato su cupi segreti del passato - un topos irrinunciabile ma sempre accattivante - e invece si risolve con tutt'altra cosa. Tutti i suggerimenti lanciati nel corso del racconto finiscono nel vuoto, lo scioglimento finale è deludente e non giustifica le quasi quattrocento pagine di pipponi sotto la pioggia dell'inghilterra settentrionale. Per non parlare delle noiose crisi coniugali del poliziotto maschio e delle paranoie sentimentali della poliziotta femmina. Bah. ... (continue)

    Uno scrittore omosessuale che si stava dedicando ad un libro su di un'attrice degli anni 50 viene trovato massacrato ferocemente in casa propria. Le ricerche della polizia sembrano orientate verso un costruttore dal passato poco pulito, nipote dell'attrice. Nel frattempo la donna poliziotto che indaga sull'omicidio viene massacrata da alcuni teppisti, mentre poco dopo anche la sorella del morto, che conduce alcune ricerche per conto proprio, subisce una misteriosa aggressione. Toccherà all'altro poliziotto sbrogliare la matassa e scoprire la verità.
    Avevo sentito parlare molto bene di Harvey ma questo giallo mi è parso piuttosto lento e inconcludente.
    Lascia intuire un intreccio fondato su cupi segreti del passato - un topos irrinunciabile ma sempre accattivante - e invece si risolve con tutt'altra cosa. Tutti i suggerimenti lanciati nel corso del racconto finiscono nel vuoto, lo scioglimento finale è deludente e non giustifica le quasi quattrocento pagine di pipponi sotto la pioggia dell'inghilterra settentrionale. Per non parlare delle noiose crisi coniugali del poliziotto maschio e delle paranoie sentimentali della poliziotta femmina. Bah.

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    ― Posted on May 15, 2008 | 1 feedback

Cover of First Casualty, The
  • 1917, Douglas Kingsley, brillante ispettore della polizia londinese, condannato per aver rifiutato di rispondere alla chiamata alle armi, ritenendo la guerra "illogica", viene recuperato dalla galera, dove sta passando un pessimo quarto d'ora, per risolvere un imbarazzante caso di omicidio. Sarà fatto passare per morto e, nei panni di un ufficiale della polizia militare, dovrà scoprire se veramente il Visconte di Abercrombie, famosissimo poeta militare e valoroso combattente, è stato ucciso dal soldato comunista Hopkins. L'indagine lo costringerà a vivere i momenti peggiori della terza battaglia di Ypres ed a scoprire di persona il volto mostruoso della guerra ma si renderà conto anche che le storture della società britannica non si limitano al fronte, che è solo una questione di "scala".
    Alla fine, in un certo modo, giustizia sarà fatta e l'apparente nonsenso dell'indagine su un omicidio mentre si sta svolgendo la più spaventosa ed insensata strage di massa della storia, troverà una sua giustificazione morale.

    Un filmone, più che un giallo. E' evidente che l'autore ragiona in termini cinematografici, il suo protagonista, più che un personaggio è un "ruolo".
    Non manca niente, ogni particolare della Grande guerra è descritto minuziosamente, illustrato senza sconti.
    Certo, l'inverosimiglianza sta nel manico, in questa sintesi cinematografica della guerra: in tre giorni il protagonista si confronta con tutti gli aspetti del conflitto: Il fango, le trincee, i pidocchi, la morte, i cadaveri, le bombe, le buche, lo shock da granata, le tradotte, le galere, le contrapposte motivazioni ideologiche, gli assalti alla baionetta, i topi, il cibo, le infermerie, i bombardamenti, gli asini, i cavalli, le suffragette, l'alimentazione forzata, gli irlandesi, i comunisti, l'omosessualità, Sigfried Sassoon e la disillusione e il fiore della gioventù, i militari ottusi e gli ufficiali che dividono la sorte dei loro uomini, la solidarietà fra commilitoni, gli ammutinamenti, gli atti di eroismo, le ferite al ventre, la codardia, l'indifferenza alla morte propria e altrui, la stanchezza e la follia che prende durante gli assalti, la morte di chi viene sepolto dal fango, le piume bianche, i veri eroi e i pazzi criminali.
    Però, con tutti i limiti di un libro di genere, forse costruito a tavolino, il romanzo è avvincente, persino sincero, sicuramente appassionante ed istruttivo.
    Unputdownable, come dice la copertina.
    Complimenti a Ben Elton, che si è documentato benissimo, forse attingendo un po' troppo alla letteratura dell'epoca, ma ha saputo scrivere un romanzo senz'altro divulgativo ma profondamente umano, con le idee "giuste" al posto "giusto", intriso dell'etica, tutta inglese, della solidarietà, del non abbandonare il proprio compagno in qualsiasi situazione. ... (continue)

    1917, Douglas Kingsley, brillante ispettore della polizia londinese, condannato per aver rifiutato di rispondere alla chiamata alle armi, ritenendo la guerra "illogica", viene recuperato dalla galera, dove sta passando un pessimo quarto d'ora, per risolvere un imbarazzante caso di omicidio. Sarà fatto passare per morto e, nei panni di un ufficiale della polizia militare, dovrà scoprire se veramente il Visconte di Abercrombie, famosissimo poeta militare e valoroso combattente, è stato ucciso dal soldato comunista Hopkins. L'indagine lo costringerà a vivere i momenti peggiori della terza battaglia di Ypres ed a scoprire di persona il volto mostruoso della guerra ma si renderà conto anche che le storture della società britannica non si limitano al fronte, che è solo una questione di "scala".
    Alla fine, in un certo modo, giustizia sarà fatta e l'apparente nonsenso dell'indagine su un omicidio mentre si sta svolgendo la più spaventosa ed insensata strage di massa della storia, troverà una sua giustificazione morale.

    Un filmone, più che un giallo. E' evidente che l'autore ragiona in termini cinematografici, il suo protagonista, più che un personaggio è un "ruolo".
    Non manca niente, ogni particolare della Grande guerra è descritto minuziosamente, illustrato senza sconti.
    Certo, l'inverosimiglianza sta nel manico, in questa sintesi cinematografica della guerra: in tre giorni il protagonista si confronta con tutti gli aspetti del conflitto: Il fango, le trincee, i pidocchi, la morte, i cadaveri, le bombe, le buche, lo shock da granata, le tradotte, le galere, le contrapposte motivazioni ideologiche, gli assalti alla baionetta, i topi, il cibo, le infermerie, i bombardamenti, gli asini, i cavalli, le suffragette, l'alimentazione forzata, gli irlandesi, i comunisti, l'omosessualità, Sigfried Sassoon e la disillusione e il fiore della gioventù, i militari ottusi e gli ufficiali che dividono la sorte dei loro uomini, la solidarietà fra commilitoni, gli ammutinamenti, gli atti di eroismo, le ferite al ventre, la codardia, l'indifferenza alla morte propria e altrui, la stanchezza e la follia che prende durante gli assalti, la morte di chi viene sepolto dal fango, le piume bianche, i veri eroi e i pazzi criminali.
    Però, con tutti i limiti di un libro di genere, forse costruito a tavolino, il romanzo è avvincente, persino sincero, sicuramente appassionante ed istruttivo.
    Unputdownable, come dice la copertina.
    Complimenti a Ben Elton, che si è documentato benissimo, forse attingendo un po' troppo alla letteratura dell'epoca, ma ha saputo scrivere un romanzo senz'altro divulgativo ma profondamente umano, con le idee "giuste" al posto "giusto", intriso dell'etica, tutta inglese, della solidarietà, del non abbandonare il proprio compagno in qualsiasi situazione.

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    ― Posted on Apr 14, 2008 | Add your feedback

Cover of Easter 1916
  • Uno studio sull'Easter Rising - la rivolta della Pasqua 1916 a Dublino - moderno e approfondito, anche se un po' freddino. L'autore trascura gli aneddoti e l'agiografia, concentrandosi sugli aspetti politici della vicenda, dando ampio spazio all'analisi della gestione della crisi irlandese da parte dell'amministrazione britannica. Minore è invece l'attenzione rivolta agli scontri della fatidica settimana che ha trasformato il centro di Dublino in un cumulo di macerie fumanti.
    Nella visione dell'autore, i dettagli della rivolta sono tutto sommato irrilevanti rispetto alle sue conseguenze strettamente politiche.

    Insomma, chi cerca il mito o una cronaca minuto per minuto dei combattimenti, una descrizione dei momenti "epici" o vuole crogiolarsi nella cronaca delle fucilazioni centellinate giorno per giorno, è meglio che legga il classico di Max Caulfield...O che si ascolti i Wolfe Tones.
    Ma se si vogliono capire le correnti e la realtà politica irlandese dell'epoca, al di fuori dell'agiografia da pub questo è il libro giusto. Forse un po' troppo "distaccato" per una materia così intrisa di leggenda. Solo per appassionati, of course! ... (continue)

    Uno studio sull'Easter Rising - la rivolta della Pasqua 1916 a Dublino - moderno e approfondito, anche se un po' freddino. L'autore trascura gli aneddoti e l'agiografia, concentrandosi sugli aspetti politici della vicenda, dando ampio spazio all'analisi della gestione della crisi irlandese da parte dell'amministrazione britannica. Minore è invece l'attenzione rivolta agli scontri della fatidica settimana che ha trasformato il centro di Dublino in un cumulo di macerie fumanti.
    Nella visione dell'autore, i dettagli della rivolta sono tutto sommato irrilevanti rispetto alle sue conseguenze strettamente politiche.

    Insomma, chi cerca il mito o una cronaca minuto per minuto dei combattimenti, una descrizione dei momenti "epici" o vuole crogiolarsi nella cronaca delle fucilazioni centellinate giorno per giorno, è meglio che legga il classico di Max Caulfield...O che si ascolti i Wolfe Tones.
    Ma se si vogliono capire le correnti e la realtà politica irlandese dell'epoca, al di fuori dell'agiografia da pub questo è il libro giusto. Forse un po' troppo "distaccato" per una materia così intrisa di leggenda. Solo per appassionati, of course!

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    ― Posted on Apr 2, 2008 | Add your feedback

Cover of The Death of Dalziel
  • Mentre Dalziel giace in coma, gravemente ferito da una bomba, ed un gruppo di vigilantes cammuffati da templari è intenzionato ad eliminare tutti gli estremisti islamici e i loro simpatizzanti, Pascoe, malamente affiliato ad una sezione antiterrorismo di Manchester, cerca di capire chi abbia messo la bomba e chi si nasconda dietro gli pseudonimi medievali.
    Statico e prolisso, non è certo uno dei migliori della serie, l'intreccio non appassiona e si arriva in fondo solo per sapere se, alla fine, Dalziel morirà o no.
    Il che, per un giallo, è un po' pochino. ... (continue)

    Mentre Dalziel giace in coma, gravemente ferito da una bomba, ed un gruppo di vigilantes cammuffati da templari è intenzionato ad eliminare tutti gli estremisti islamici e i loro simpatizzanti, Pascoe, malamente affiliato ad una sezione antiterrorismo di Manchester, cerca di capire chi abbia messo la bomba e chi si nasconda dietro gli pseudonimi medievali.
    Statico e prolisso, non è certo uno dei migliori della serie, l'intreccio non appassiona e si arriva in fondo solo per sapere se, alla fine, Dalziel morirà o no.
    Il che, per un giallo, è un po' pochino.

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    ― Posted on Feb 7, 2008 | Add your feedback

Cover of Whiteout
  • 1 of 1 people find this helpful

    Mamma mia, che strazio... Ho scoperto ken follett per caso, perchè mi hanno regalato questo libro e i pilastri della terra... Sui pilastri ho già detto, ma questo era un thriller ed io mi aspettavo chissà cosa da questa specie di maestro precursore del genere... Invece è una lettura desolante... Sentimentalismo d'accatto, un po' di sesso, buoni sentimenti, i cattivi inevitabilmente sconfitti e tanta gente che si agita nella neve... Ecco, la neve è la sola cosa potabile... bruttissimoooo!!!! ... (continue)

    Mamma mia, che strazio... Ho scoperto ken follett per caso, perchè mi hanno regalato questo libro e i pilastri della terra... Sui pilastri ho già detto, ma questo era un thriller ed io mi aspettavo chissà cosa da questa specie di maestro precursore del genere... Invece è una lettura desolante... Sentimentalismo d'accatto, un po' di sesso, buoni sentimenti, i cattivi inevitabilmente sconfitti e tanta gente che si agita nella neve... Ecco, la neve è la sola cosa potabile... bruttissimoooo!!!!

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    ― Posted on Dec 28, 2007 | Add your feedback

Cover of The Stranger House
  • Senza Dalziel e Pascoe, un giallo meno efficace del solito. Reginald si diverte molto nel descrivere i turbamenti del seminarista spagnolo alle prese con la disinibita australiana; noi, un po' meno.

    E' però simpatica la storia parallela, ambientata agli albori del protestantesimo inglese e molto interessante la descrizione della resistenza dei cattolici sotto Elisabetta I (la "puta pelirroja" nell'immortale definizione degli spagnoli dell'epoca). ... (continue)

    Senza Dalziel e Pascoe, un giallo meno efficace del solito. Reginald si diverte molto nel descrivere i turbamenti del seminarista spagnolo alle prese con la disinibita australiana; noi, un po' meno.

    E' però simpatica la storia parallela, ambientata agli albori del protestantesimo inglese e molto interessante la descrizione della resistenza dei cattolici sotto Elisabetta I (la "puta pelirroja" nell'immortale definizione degli spagnoli dell'epoca).

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    ― Posted on Oct 17, 2007 | Add your feedback

Cover of The Fields of Grief
Cover of Night Watch
Cover of The Lincoln Lawyer
  • Un Connelly anche superiore alla media degli ultimi tempi, forse perchè aveva bisogno di liberarsi dalle costrizioni dei personaggi seriali. Bella la struttura caleidoscopica per cui il cliente continua a mutare fisionomia da innocente a colpevole a innocente e di nuovo colpevole. E comunque un lieto fine non guasta mai in un giallo, checcè se ne dica... ... (continue)

    Un Connelly anche superiore alla media degli ultimi tempi, forse perchè aveva bisogno di liberarsi dalle costrizioni dei personaggi seriali. Bella la struttura caleidoscopica per cui il cliente continua a mutare fisionomia da innocente a colpevole a innocente e di nuovo colpevole. E comunque un lieto fine non guasta mai in un giallo, checcè se ne dica...

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    ― Posted on Oct 12, 2007 | Add your feedback

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