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Cover of Locke
  • Locke (6)
  • Two Treatises of Government Student edition (Cambridge Texts in the History of Political Thought)
  • By John Locke
  • Reading since Sep 25, 2009
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Cover of Teach Yourself French Book
Cover of Class and Class Conflict in an Industrial Society
  • Dahrendorf è morto, quando ero quasi a metà del suo libro.

    La prima parte è dedicata alla critica della teoria della lotta di classe di Marx. E' una critica stringente e inesorabile. La lotta di classe e la seguente rivoluzione proletaria preconizzate da Marx non ci sono state, nè ci saranno, ... (continue)

    Dahrendorf è morto, quando ero quasi a metà del suo libro.

    La prima parte è dedicata alla critica della teoria della lotta di classe di Marx. E' una critica stringente e inesorabile. La lotta di classe e la seguente rivoluzione proletaria preconizzate da Marx non ci sono state, nè ci saranno, nè ci potevano essere per ragioni precise ed oggettive. Dahrendorf le elenca una ad una. Io le ho riportate nelle note.

    Al tempo stesso, rapporti di dominazione economica si sono verificati anche nei paesi "realmente socialisti". Infatti, non è, come pensava Marx, la proprietà legale del capitale a separare capitalisti e proletari, ma il suo effettivo controllo. Nell'Europa dell'est, ai capitalisti si sono sostituiti i burocrati di partito.

    Da qui prende le mosse la seconda parte del libro, la meno convincente. Dahrendorf sostiene che il concetto di classe è ancora euristicamente utile, ma va ridefinito come i raggruppamenti contrapposti di chi, all'interno di "un'associazione imperativamente coordinata" (cioè in cui c'è qualcuno che comanda: lo stato, l'impresa, la bocciofila), ha il potere e chi no. Le classi sono sempre due all'interno di ogni associazione e con sempre contrapposti interessi. Il conflitto che ne consegue è il motore (endogeno) del cambiamento sociale. Se entro tutte le principale associazioni chi comanda e chi ubbidisce sono gli stessi il conflitto acquisirà intensità, perchè il costo di perdere sarà maggiore.

    Non convince l'idea che la contrapposizione sociale nasca dalla divisione del potere. Questo è, piuttosto, un mezzo con cui ottenere la realizzazione di interessi particolari. Ad alcuni, così mi pare, viene delegato il potere per realizzare questi interessi.

    Ipotizzando, come fa Dahrendorf, che il potere sia effettivamente un gioco a somma zero (chi ha il potere da una parte e chi non lo ha dall'altra) non ci sarebbe nessun conflitto. Com'è possibile lottare senza avere almeno una briciola di potere? All'opposto, se il potere fosse equamente ripartito tra tutti i membri dell'associazione, non sarebbe possibile alcuna regolazione del conflitto: ci sarebbe solo guerra civile.

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    Posted on Aug 2, 2009 | Add your feedback

Cover of The New Wine of Dominican Spirituality
  • La spiritualità domenicana è cosa sfuggente, come lo può essere solo in un ordine libero, dove tutto è finalizzato all'annuncio della Parola.

    Murray, però, ci prova lo stesso . Ci offre un percorso attraverso gli scritti delle prime generazioni dei predicatori intorno e intorno ai temi della f ... (continue)

    La spiritualità domenicana è cosa sfuggente, come lo può essere solo in un ordine libero, dove tutto è finalizzato all'annuncio della Parola.

    Murray, però, ci prova lo stesso . Ci offre un percorso attraverso gli scritti delle prime generazioni dei predicatori intorno e intorno ai temi della felicità, dello studio e della predicazione.

    La conclusione è sorprendente: i domenicani come un ordine ebbro della parola di Dio e disinibito nella predicazione.

    chissà se è vero...

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    Posted on Mar 16, 2009 | Add your feedback

Cover of Sing a New Song
  • E' una raccolta di lettere, articoli e conferenze. Radcliffe pare abbia scritto solo quello.

    E' però una lettura avvincente in ogni singola riga, condita con humour inglese, anitconformismo e una grande passione per cristo, la chiesa e l'ordine dei domenicani.

    le pagine migliori sono que ... (continue)

    E' una raccolta di lettere, articoli e conferenze. Radcliffe pare abbia scritto solo quello.

    E' però una lettura avvincente in ogni singola riga, condita con humour inglese, anitconformismo e una grande passione per cristo, la chiesa e l'ordine dei domenicani.

    le pagine migliori sono quelle sulla verità (come al solito e come potrebbe essere altrimenti) e quelle sull'identità religiosa.

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    Posted on Jan 4, 2009 | Add your feedback

Cover of According to John
  • Introduzione al vangelo di Giovanni, ormai datata.
    10 capitoli. I primi 5 utili per capire il contesto in cui si svolge il vangelo. Gli ultimi 5 si perdono a dimostrare l'autenticità di Giovanni. Superflui.

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    Posted on Oct 14, 2008 | Add your feedback

Cover of Peter Pan
  • 2 people find this helpful

    La storia di Peter Pan è una storia che mi lega da un gruppo di amici dell'Università: una piccolo rivista ciclostilata e firmata dai protagonisti fantastici del racconto di Barrie.

    Io, per la cronaca, ero il Capitano Giacomo Uncino - parmenideo, ossessionato da un coccodrillo che gli ricordav ... (continue)

    La storia di Peter Pan è una storia che mi lega da un gruppo di amici dell'Università: una piccolo rivista ciclostilata e firmata dai protagonisti fantastici del racconto di Barrie.

    Io, per la cronaca, ero il Capitano Giacomo Uncino - parmenideo, ossessionato da un coccodrillo che gli ricordava il passare del tempo.

    Ora ho finalmente letto la storia originale. La nostra storia si è invece mischiata con altre storie. Pietro si è sposato con una fata turc(hin)a. Campanellino pure, ma con un pirata dello spazio - io lo sapevo che la sbarbina pendeva dalla parte giusta, nonostante tutto - e ora ha pure una bambina (mi auguro non troppo sperduta).

    Dal canto mio sto per finire nella pancia non di un coccodrillo, ma di una balena (e Pinocchio non c'entra, o forse sì...).. I bambini sperduti, invece, non si arrendono e cercano disperatamente di tornare sull'isola che non c'è.

    E ci sarebbero pure riusciti - per mille balene - se non fosse che la mappa disegnata da Deleuze è stramaledettamente confusa!

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    Posted on Oct 12, 2008 | Add your feedback

Cover of At the Wellspring
  • Frà John commenta versetto per versetto l'incontro di Gesù con la donna samaritana, narrato nel vangelo di Giovanni.

    Il commento è sempre puntuale ed esaustivo. Peccato che si faccia appena accenno a quell'ironia dell'episodio, che io trovo così intrigante e vicina alla mia sensibilità.

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    Frà John commenta versetto per versetto l'incontro di Gesù con la donna samaritana, narrato nel vangelo di Giovanni.

    Il commento è sempre puntuale ed esaustivo. Peccato che si faccia appena accenno a quell'ironia dell'episodio, che io trovo così intrigante e vicina alla mia sensibilità.

    Manca anche uno sguardo d'insieme che colga il senso profondo del testo, nella sua interezza.

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    Posted on Oct 4, 2008 | Add your feedback

Cover of Oliver Twist
  • Oggi i "filosofi sperimentali" sarebbe economisti del fondo monetario. La destituzione ambientale e morale descritte da Dickens si trovano invece nelle metropoli del terzo mondo. Con l'aggravante che nella Londra dell'800 almeno si produceva ricchezza.

    Un finale melenso rovina un capolavoro.

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    Posted on Sep 20, 2008 | Add your feedback

Cover of Jesus of Nazareth
  • Questo libro ha due pregi: uno grande e uno piccolo.

    Quello piccolo è che apre una finestra sulle meditazioni personali del papa di fronte alla figura di Cristo.
    Quello grande è che mi ha fatto sentire ebreo come non mai.

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    Posted on Sep 16, 2008 | Add your feedback

Cover of The Book of Lost Tales, Part One
  • Non amo particolarmente Tolkien, ma ho trovato questo libro per caso e il suo inglese elaborato e arcaicizzante mi ha subito intrigato.

    Una lettura inaspettatamente appropriata ad una Pasqua a Taizè, soprattutto la storia "La musica degli Ainur", dove Tolkien presenta una suggestiva versione d ... (continue)

    Non amo particolarmente Tolkien, ma ho trovato questo libro per caso e il suo inglese elaborato e arcaicizzante mi ha subito intrigato.

    Una lettura inaspettatamente appropriata ad una Pasqua a Taizè, soprattutto la storia "La musica degli Ainur", dove Tolkien presenta una suggestiva versione del mito della creazione:

    1) Dio crea attraverso il canto e gli angeli lo aiutano;
    2) il male inizia quando un angelo decide di cantare la propria melodia, creando dissonanza nella sinfonia della creazione;
    3) Dio permette la dissonanza, ma la trasforma, la integra nella propria musica per produrre melodia ancora più meravigliose. E così dal freddo e dalla pioggia nasce la neve.

    Le altre storie sono meno teologiche e più noiose. Rimane sullo sfondo il tema della trasfigurazione del male, e cioè della risurrezione.

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    Posted on Sep 12, 2008 | Add your feedback

Cover of The Undercover Economist
  • 1 person find this helpful

    Tim Harford sta all'economia come Luciano De Crescenzo sta alla filosofia, con tutti i pregi e i difetti dell'opera divulgativa.

    I pregi sono il piacere della lettura, la chiarezza dell'esposizione e che, alla fine della fiera, si imparano un sacco di cose utili e/o interessanti. I difetti son ... (continue)

    Tim Harford sta all'economia come Luciano De Crescenzo sta alla filosofia, con tutti i pregi e i difetti dell'opera divulgativa.

    I pregi sono il piacere della lettura, la chiarezza dell'esposizione e che, alla fine della fiera, si imparano un sacco di cose utili e/o interessanti. I difetti sono che tutto sembra facile, ovvio, scontato. Si perde di vista la complessità del mondo.

    Il nostro economista in borghese offre una ottima versione pop di un manuale di economia. Nella foga neoliberista è abbastanza completo da fornire gli elementi per capire pure perchè le politiche economiche del Washington Consensus sono fallite. Peccato che poi si dimentichi di tirarne le giuste conclusioni.

    I punti meno chiari sono, secondo me, quelli più indicativi. Ne cito due.

    1. Il teorema di Lerner viene citato come inconfutabile prova che le tariffe sulle importazioni sono uguali a tariffe sulle esportazioni. E che questo sia necessariamente un male. Poi però il teorema non viene spiegato? Perchè? Io non sono un economista, però mi viene il dubbio che il teorema di Lerner contenga qualche assunto un po' irrealistico (soprattutto per i paesi in via di sviluppo), tipo cambio flessibile e bilancia dei pagamenti in pareggio, l'irrilevanza dei prodotti non esportabili etc.

    2. Giustamente Harford si chiede come mai il Camerun sia rimasto povero, mentre la Cina sia diventata una potenza economica. La risposta è che il Camerun è un paese corrotto, mentre la Cina ha liberalizzato. Sembra irrilevante che anche la Cina sia corrotta e che il Camerun sia un paese ad economia di mercato.

    Evidentemente anche un economista in borghese tiene famiglia e non può scontentare troppo il suo datore di lavoro. Il Financial Times.

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    Posted on Jan 18, 2008 | Add your feedback

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