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Cover of Incubus Dreams
Cover of Cerulean Sins
  • 3 of 3 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Mi ha piacevolmente sorpreso aprire questo romanzo e ritrovare Anita alle prese con un cliente per il suo lavoro di animatrice, una cosa che non succedeva da non so più quanti libri. Ho auspicato un ritorno alle origini, e quasi (quasi) non sono stato deluso, perché il libro contiene tutti gli elementi chiave che identificavano i primi romanzi del ciclo: strane richieste di zombie da resuscitare, politica vampiresca, RPIT e indagini varie, e la versione da ninfomane di Anita non solo è presente in una parte decisamente ridotta del romanzo, ma per metà del tempo è perfino giustificata da qualcosa di più sensato di "è colpa di Raina" o "è colpa dell'ardeur" o "è colpa del fatto che sono una maiala mannara ma non lo ammetterò mai". Da notare anche un certo miglioramento nelle scene di sesso, che se per metà sono ai limiti del grottesco (c'è un punto in cui, dopo una descrizione veramente ridicola, Anita afferma che "la cosa era meno erotica di quanto sembrasse descrivendola", e io mi sono ritrovato a domandarmi come potesse esserlo senza iniziare a valutare usando i numeri negativi), per un'altra parte sono quantomeno più lineari (e in realtà anche più spinte del solito). Fatto sta che non sono il fulcro del romanzo, è questo fatto in sé è decisamente tutto valore aggiunto.
    Anche il finale mi ha sorpreso, più che altro perché non me lo aspettavo. Nel senso che continuavo a ripetermi che era impossibile che fosse già finito perché c'erano ancora delle cose da risolvere. A conti fatti, poi, non c'erano, ma mi è rimasta la sensazione di incompletezza, forse anche perché il romanzo è alquanto più breve della media e la fine è un po' sbrigativa (non "tirata via" come in altri casi, semplicemente molto rapida).
    Molto apprezzabile la scena verso la fine con Van Anders, che si sintetizza in:
    "Adesso mi dirai di non muovermi altrimenti spari?"
    "No." <BANG>
    ^__^

    In termini generali, un romanzo molto più apprezzabile di quelli immediatamente precedenti, forse un po' "leggero" su alcuni fronti (l'interazione tra Anita e i cattivi di turno è quasi inesistente), ma interessante su altri. Certo Dolph sta diventando sempre meno Dolph, ma se non altro per lui c'è una involuzione coerente che non ha niente a che fare con le psicosi flash di Richard, e c'è un'interminabile scena con Asher in cui per tutto il tempo non si può evitare di continuare a chiedersi perché Anita non gli restituisca lei l'energia necessaria visto che sa farlo benissimo avendo imparato da Izpapalotl, ma sono cose a cui si può passare sopra.

    L'angolo del pignolo (che non può mai mancare...)
    - come già in Narcissus in Chains, viene ripetuto che Anita aveva la stessa regola di Richard sul non consentire a nessuno di nutrirsi di lei, e Anita arriva ad affermare di non aver mai dato sangue a un vampiro volontariamente, il che è assolutamente FALSO! L'ha già dato a Jean-Claude (in Bloody Bones), ad Asher (in Blue Moon) e a Damian (in Narcissus in Chains). E in quanto alla regola, Jean-Claude si è nutrito da lei (anche se non di sangue) già in Burnt Offerings
    - appena incontrata Musette, Anita capisce che la vampira non è in grado di capire se qualcuno sta dicendo la verità. Verso la fine del romanzo poi non fa altro che lagnarsi con Jean-Claude perché se dovesse dirle che ha fatto sesso con Asher lei capirebbe che è una bugia (a parte che poi nemmeno lo è se non per lei stessa, visto che lei non considera sesso quello che hanno fatto... e ce ne vuole per non considerarlo tale!) e Jean-Claude le dà pure corda. ... (continue)

    Mi ha piacevolmente sorpreso aprire questo romanzo e ritrovare Anita alle prese con un cliente per il suo lavoro di animatrice, una cosa che non succedeva da non so più quanti libri. Ho auspicato un ritorno alle origini, e quasi (quasi) non sono stato deluso, perché il libro contiene tutti gli elementi chiave che identificavano i primi romanzi del ciclo: strane richieste di zombie da resuscitare, politica vampiresca, RPIT e indagini varie, e la versione da ninfomane di Anita non solo è presente in una parte decisamente ridotta del romanzo, ma per metà del tempo è perfino giustificata da qualcosa di più sensato di "è colpa di Raina" o "è colpa dell'ardeur" o "è colpa del fatto che sono una maiala mannara ma non lo ammetterò mai". Da notare anche un certo miglioramento nelle scene di sesso, che se per metà sono ai limiti del grottesco (c'è un punto in cui, dopo una descrizione veramente ridicola, Anita afferma che "la cosa era meno erotica di quanto sembrasse descrivendola", e io mi sono ritrovato a domandarmi come potesse esserlo senza iniziare a valutare usando i numeri negativi), per un'altra parte sono quantomeno più lineari (e in realtà anche più spinte del solito). Fatto sta che non sono il fulcro del romanzo, è questo fatto in sé è decisamente tutto valore aggiunto.
    Anche il finale mi ha sorpreso, più che altro perché non me lo aspettavo. Nel senso che continuavo a ripetermi che era impossibile che fosse già finito perché c'erano ancora delle cose da risolvere. A conti fatti, poi, non c'erano, ma mi è rimasta la sensazione di incompletezza, forse anche perché il romanzo è alquanto più breve della media e la fine è un po' sbrigativa (non "tirata via" come in altri casi, semplicemente molto rapida).
    Molto apprezzabile la scena verso la fine con Van Anders, che si sintetizza in:
    "Adesso mi dirai di non muovermi altrimenti spari?"
    "No." <BANG>
    ^__^

    In termini generali, un romanzo molto più apprezzabile di quelli immediatamente precedenti, forse un po' "leggero" su alcuni fronti (l'interazione tra Anita e i cattivi di turno è quasi inesistente), ma interessante su altri. Certo Dolph sta diventando sempre meno Dolph, ma se non altro per lui c'è una involuzione coerente che non ha niente a che fare con le psicosi flash di Richard, e c'è un'interminabile scena con Asher in cui per tutto il tempo non si può evitare di continuare a chiedersi perché Anita non gli restituisca lei l'energia necessaria visto che sa farlo benissimo avendo imparato da Izpapalotl, ma sono cose a cui si può passare sopra.

    L'angolo del pignolo (che non può mai mancare...)
    - come già in Narcissus in Chains, viene ripetuto che Anita aveva la stessa regola di Richard sul non consentire a nessuno di nutrirsi di lei, e Anita arriva ad affermare di non aver mai dato sangue a un vampiro volontariamente, il che è assolutamente FALSO! L'ha già dato a Jean-Claude (in Bloody Bones), ad Asher (in Blue Moon) e a Damian (in Narcissus in Chains). E in quanto alla regola, Jean-Claude si è nutrito da lei (anche se non di sangue) già in Burnt Offerings
    - appena incontrata Musette, Anita capisce che la vampira non è in grado di capire se qualcuno sta dicendo la verità. Verso la fine del romanzo poi non fa altro che lagnarsi con Jean-Claude perché se dovesse dirle che ha fatto sesso con Asher lei capirebbe che è una bugia (a parte che poi nemmeno lo è se non per lei stessa, visto che lei non considera sesso quello che hanno fatto... e ce ne vuole per non considerarlo tale!) e Jean-Claude le dà pure corda.

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    ― Posted on Sep 11, 2008 | Add your feedback

Cover of Narcissus in Chains (Anita Blake, Vampire Hunter
  • 5 of 5 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Questo libro è, almeno finora, il romanzo di Anita Blake con il maggior numero di licantropi diversi, e credo che per ognuno di essi ci sia almeno un buco nella trama... @__@
    Ma andiamo con ordine, quello che accade nel romanzo è...
    ... dunque...
    ... fatemici pensare...
    ... praticamente niente!
    La trama principale, che pure non è malvagia ma in concreto si fa fatica a definirla una trama vera e propria, si concentra all'inizio e alla fine del libro, con qualche accenno anche altrove ma nulla più. Quello che rimane, e parliamo di oltre due terzi del romanzo, è incentrato sulla nuova scusa che la Hamilton procura ad Anita per voler andare a letto con qualunque uomo disponibile (come se non volesse farlo già prima da tre o quattro romanzi a questa parte), sul fatto che potrebbe diventare un leopardo mannaro (chi ci crede alzi la mano), e su come tra una cosa e l'altra faccia sesso o preliminari con chiunque le capiti a tiro. Sullo sfondo, sì, c'è una trama, che però sembra sia stata messa lì tanto per giustificare il fatto che sia stato scritto il romanzo e non lo si sia intitolato "Anita nel paese delle pornomeraviglie" (titolo che sarebbe ingiustificabile comunque, perché non c'è davvero niente che meravigli nelle scene di "sesso" della Hamilton: se almeno avessero un minimo di mordente potrebbe valere la pena di leggerle, ma per il 90% del tempo causano sbadigli a ripetizione, e quando non lo fanno è solo perché si sta cercando di capire chi esattamente sta facendo cosa...).
    Le assurdità di Anita stessa o comunque del romanzo non si contano, solo a memoria cito:
    - Anita che dice di aver incontrato solo un altro master che abbia un secondo modo di cibarsi oltre al sangue, Colin (e Izpapalotl dove la mettiamo? E sì che se la ricorda molto bene a quanto pare!)
    - le rivelazioni di Obsidian Butterfly che vengono completamente smentite (Anita "finalmente" capisce in quel libro che poiché la base secondaria di potere di Jean-Claude è il sesso, se lei gli si nega gli toglie potere, tuttavia in questo libro scopriamo che Jean-Claude non ha mai usato il sesso con lei per nutrirsi, quindi alla fine non gli stava negando un accidente a prescindere dal fatto che andasse a letto con lui o meno...)
    - Anita che dice che non chiederebbe mai a Damian di andare a letto con lei (solo che l'ha già fatto, in Blue Moon)
    - Anita che dice di non essere più lupa del clan di Richard quando in realtà ancora lo è (Richard l'ha reinstaurata nel ruolo, e anche se hanno litigato non ha detto niente in proposito di scaricarla per l'ennesima volta)
    - Richard, che nell'arco di un romanzo "ha abbracciato la sua bestia", "oh ma perché non abbraccia la sua bestia" "finalmente aveva abbracciato la sua bestia" "non riuscirà mai a convivere con la sua bestia", e ma decitidi che cavolo!!! !___!
    - Chimera il panwere, un caso rarissimo di licantropo contagiato da più tipi di licantropia che hanno attecchito tutti, e dunque è leone, orso, lupo e serpente e... oooops... e il fatto che i serpenti mannari non siano contagiosi spiegato proprio in questo libro che fine ha fatto??? E tra l'altro, come fa Chimera ad essere Boone? Va bene che può trasformarsi in diversi animali, ma che genere di licantropia gli consente di mutarsi in un altro essere umano???
    - l'intera faccenda dell'ardeur, gestita malissimo dall'inizio alla fine e apparentemente sviluppata a braccio come capitava... perché, premesso che onestamente non riesco a capire come qualcuno che si ciba tramite il sesso possa fare sesso e non nutrirsi (io che mi cibo mangiando non riesco a immaginare un modo di mangiare senza nutrirmi, a meno di mettermi a mangiare cartone, ma presumo che l'equivalente per un incubo sia la bambola gonfiabile, e per quante cose Anita possa essere, questa non è ancora inclusa, anche se non mi sentirei di escluderla dagli sviluppi futuri), abbiamo:
    -- Micah che neanche si accorge che Anita si "ciba" di lui durante il rapporto (anche se più avanti, improvvisamente, sa tutto dell'ardeur senza che nessuno gli abbia detto niente...)
    -- Nathaniel, Jason e compagnia bella che pure non si accorgono di nulla (e notare che fin qui nessuno ha subito il minimo effetto negativo dall'aver funto da spuntino... non un po' di debolezza, stanchezza, niente, assolutamente niente)
    -- Richard a cui viene la pelle d'oca (anche lui non ha effetti negativi, per quanto l'effetto non dichiarato sia quello di renderlo psicopatico a quanto pare, mah!)
    -- Chimera che addirittura lo sente senza neanche essere parte in causa! @__@
    -- l'epilogo in cui viene detto en passant che effettivamente nutrirsi sempre della stessa persona la ucciderebbe, ma che in concreto non trova riscontro in niente di quanto è accaduto nel resto del romanzo

    Ma nonostante tutto la cosa peggiore del romanzo è sicuramente Richard che diventa psicotico, completamente psicotico! Fa una cosa e poi afferma l'esatto contrario, dice una cosa e poi fa l'esatto contrario, e all'ultimo si fa pure venire le manie suicide, Sì, capisco che ad avere a che fare con Anita Blake si possa subire questo e altro, ma per favore, consigliategli un analista. Uno bravo!
    Sinceramente fatico a credere che si possa rovinare un personaggio in questo modo perché questa non è evoluzione, è incoerenza pura. Mi domando se la Hamilton si sia ispirata a qualche uomo della sua vita che poi l'ha mollata e su cui ha scaricato tutta la sua frustrazione rovinando il personaggio modellato su di lui, perché non riesco a trovare altre spiegazioni di questi cambiamenti improvvisi e ingiustificati.

    In sostanza, questo romanzo è seriamente candidato alla palma di peggiore del ciclo nella mia classifica personale. ... (continue)

    Questo libro è, almeno finora, il romanzo di Anita Blake con il maggior numero di licantropi diversi, e credo che per ognuno di essi ci sia almeno un buco nella trama... @__@
    Ma andiamo con ordine, quello che accade nel romanzo è...
    ... dunque...
    ... fatemici pensare...
    ... praticamente niente!
    La trama principale, che pure non è malvagia ma in concreto si fa fatica a definirla una trama vera e propria, si concentra all'inizio e alla fine del libro, con qualche accenno anche altrove ma nulla più. Quello che rimane, e parliamo di oltre due terzi del romanzo, è incentrato sulla nuova scusa che la Hamilton procura ad Anita per voler andare a letto con qualunque uomo disponibile (come se non volesse farlo già prima da tre o quattro romanzi a questa parte), sul fatto che potrebbe diventare un leopardo mannaro (chi ci crede alzi la mano), e su come tra una cosa e l'altra faccia sesso o preliminari con chiunque le capiti a tiro. Sullo sfondo, sì, c'è una trama, che però sembra sia stata messa lì tanto per giustificare il fatto che sia stato scritto il romanzo e non lo si sia intitolato "Anita nel paese delle pornomeraviglie" (titolo che sarebbe ingiustificabile comunque, perché non c'è davvero niente che meravigli nelle scene di "sesso" della Hamilton: se almeno avessero un minimo di mordente potrebbe valere la pena di leggerle, ma per il 90% del tempo causano sbadigli a ripetizione, e quando non lo fanno è solo perché si sta cercando di capire chi esattamente sta facendo cosa...).
    Le assurdità di Anita stessa o comunque del romanzo non si contano, solo a memoria cito:
    - Anita che dice di aver incontrato solo un altro master che abbia un secondo modo di cibarsi oltre al sangue, Colin (e Izpapalotl dove la mettiamo? E sì che se la ricorda molto bene a quanto pare!)
    - le rivelazioni di Obsidian Butterfly che vengono completamente smentite (Anita "finalmente" capisce in quel libro che poiché la base secondaria di potere di Jean-Claude è il sesso, se lei gli si nega gli toglie potere, tuttavia in questo libro scopriamo che Jean-Claude non ha mai usato il sesso con lei per nutrirsi, quindi alla fine non gli stava negando un accidente a prescindere dal fatto che andasse a letto con lui o meno...)
    - Anita che dice che non chiederebbe mai a Damian di andare a letto con lei (solo che l'ha già fatto, in Blue Moon)
    - Anita che dice di non essere più lupa del clan di Richard quando in realtà ancora lo è (Richard l'ha reinstaurata nel ruolo, e anche se hanno litigato non ha detto niente in proposito di scaricarla per l'ennesima volta)
    - Richard, che nell'arco di un romanzo "ha abbracciato la sua bestia", "oh ma perché non abbraccia la sua bestia" "finalmente aveva abbracciato la sua bestia" "non riuscirà mai a convivere con la sua bestia", e ma decitidi che cavolo!!! !___!
    - Chimera il panwere, un caso rarissimo di licantropo contagiato da più tipi di licantropia che hanno attecchito tutti, e dunque è leone, orso, lupo e serpente e... oooops... e il fatto che i serpenti mannari non siano contagiosi spiegato proprio in questo libro che fine ha fatto??? E tra l'altro, come fa Chimera ad essere Boone? Va bene che può trasformarsi in diversi animali, ma che genere di licantropia gli consente di mutarsi in un altro essere umano???
    - l'intera faccenda dell'ardeur, gestita malissimo dall'inizio alla fine e apparentemente sviluppata a braccio come capitava... perché, premesso che onestamente non riesco a capire come qualcuno che si ciba tramite il sesso possa fare sesso e non nutrirsi (io che mi cibo mangiando non riesco a immaginare un modo di mangiare senza nutrirmi, a meno di mettermi a mangiare cartone, ma presumo che l'equivalente per un incubo sia la bambola gonfiabile, e per quante cose Anita possa essere, questa non è ancora inclusa, anche se non mi sentirei di escluderla dagli sviluppi futuri), abbiamo:
    -- Micah che neanche si accorge che Anita si "ciba" di lui durante il rapporto (anche se più avanti, improvvisamente, sa tutto dell'ardeur senza che nessuno gli abbia detto niente...)
    -- Nathaniel, Jason e compagnia bella che pure non si accorgono di nulla (e notare che fin qui nessuno ha subito il minimo effetto negativo dall'aver funto da spuntino... non un po' di debolezza, stanchezza, niente, assolutamente niente)
    -- Richard a cui viene la pelle d'oca (anche lui non ha effetti negativi, per quanto l'effetto non dichiarato sia quello di renderlo psicopatico a quanto pare, mah!)
    -- Chimera che addirittura lo sente senza neanche essere parte in causa! @__@
    -- l'epilogo in cui viene detto en passant che effettivamente nutrirsi sempre della stessa persona la ucciderebbe, ma che in concreto non trova riscontro in niente di quanto è accaduto nel resto del romanzo

    Ma nonostante tutto la cosa peggiore del romanzo è sicuramente Richard che diventa psicotico, completamente psicotico! Fa una cosa e poi afferma l'esatto contrario, dice una cosa e poi fa l'esatto contrario, e all'ultimo si fa pure venire le manie suicide, Sì, capisco che ad avere a che fare con Anita Blake si possa subire questo e altro, ma per favore, consigliategli un analista. Uno bravo!
    Sinceramente fatico a credere che si possa rovinare un personaggio in questo modo perché questa non è evoluzione, è incoerenza pura. Mi domando se la Hamilton si sia ispirata a qualche uomo della sua vita che poi l'ha mollata e su cui ha scaricato tutta la sua frustrazione rovinando il personaggio modellato su di lui, perché non riesco a trovare altre spiegazioni di questi cambiamenti improvvisi e ingiustificati.

    In sostanza, questo romanzo è seriamente candidato alla palma di peggiore del ciclo nella mia classifica personale.

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    ― Posted on Aug 29, 2008 | 5 feedbacks

Cover of Obsidian Butterfly (Anita Blake, Vampire Hunter
  • 2 of 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Anita deve prepararsi a una missione in trasferta quando Edward reclama il pagamento del favore che gli deve (per aver ucciso Ashley in "The Killing Dance") chiedendo il suo aiuto per risolvere una serie di sanguinosi omicidi.
    Si ritrova così a vedere alcuni aspetti di Edward che non conosceva, e a fare squadra con un'insolita guardia del corpo e un serial killer misogino (che ovviamente non smette per un secondo di stuzzicare), nonché a fare la conoscenza di un interessante e interessato detective e di una vasta schiera di personaggi più o meno rilevanti, non ultima la master di Albuquerque, Itzpapalotl (o Obsidian Butterfly).
    Per una volta è piacevole ritrovarsi in un'ambientazione diversa dal solito, con la quasi totale assenza di Jean Claude e Richard e con Anita che non è tentata di andare a letto con ogni individuo di sesso maschile che incontra (con molti sì, ma non con tutti) e non si struscia praticamente con nessuno (cosa che non accadeva da almeno quattro o cinque romanzi).
    La trama è lineare, anche se a tratti si perde e lascia parecchi fili sciolti che avrebbero bisogno di essere riannodati (ad esempio l'incantesimo che in qualche modo ha scacciato l'assassino dalla casa di una delle vittime viene menzionato e poi completamente dimenticato, non si sa che fine abbia fatto Nicky Baco né tantomeno la sua creatura, e qualche altro dettaglio qua e là) e non manca qualche incongruenza (per dirne una, il cattivo di turno, che tanto per cambiare ha qualche problemino mentale - leggasi: è scemo - cura Anita perché ha bisogno di lei viva per sostituire Nicky e il motivo per cui gli serve viva è... ucciderla?)
    Due motivi per i quali vale sicuramente la pena leggere il libro sono il tratteggio dei lati nascosti (perfino a lui!) di Edward e la possibilità, più unica che rara, di vedere Anita fare a qualcuno il tipo di discorso che solitamente deve essere fatto a lei ("Non uccidiamo nessuno" "Nessuno?" "Nessuno" "E se provano loro a ucciderci?" "In quel caso va bene").
    In ogni caso direi migliore di diversi tra i libri precedenti, anche se non all'altezza di Resti Mortali. ... (continue)

    Anita deve prepararsi a una missione in trasferta quando Edward reclama il pagamento del favore che gli deve (per aver ucciso Ashley in "The Killing Dance") chiedendo il suo aiuto per risolvere una serie di sanguinosi omicidi.
    Si ritrova così a vedere alcuni aspetti di Edward che non conosceva, e a fare squadra con un'insolita guardia del corpo e un serial killer misogino (che ovviamente non smette per un secondo di stuzzicare), nonché a fare la conoscenza di un interessante e interessato detective e di una vasta schiera di personaggi più o meno rilevanti, non ultima la master di Albuquerque, Itzpapalotl (o Obsidian Butterfly).
    Per una volta è piacevole ritrovarsi in un'ambientazione diversa dal solito, con la quasi totale assenza di Jean Claude e Richard e con Anita che non è tentata di andare a letto con ogni individuo di sesso maschile che incontra (con molti sì, ma non con tutti) e non si struscia praticamente con nessuno (cosa che non accadeva da almeno quattro o cinque romanzi).
    La trama è lineare, anche se a tratti si perde e lascia parecchi fili sciolti che avrebbero bisogno di essere riannodati (ad esempio l'incantesimo che in qualche modo ha scacciato l'assassino dalla casa di una delle vittime viene menzionato e poi completamente dimenticato, non si sa che fine abbia fatto Nicky Baco né tantomeno la sua creatura, e qualche altro dettaglio qua e là) e non manca qualche incongruenza (per dirne una, il cattivo di turno, che tanto per cambiare ha qualche problemino mentale - leggasi: è scemo - cura Anita perché ha bisogno di lei viva per sostituire Nicky e il motivo per cui gli serve viva è... ucciderla?)
    Due motivi per i quali vale sicuramente la pena leggere il libro sono il tratteggio dei lati nascosti (perfino a lui!) di Edward e la possibilità, più unica che rara, di vedere Anita fare a qualcuno il tipo di discorso che solitamente deve essere fatto a lei ("Non uccidiamo nessuno" "Nessuno?" "Nessuno" "E se provano loro a ucciderci?" "In quel caso va bene").
    In ogni caso direi migliore di diversi tra i libri precedenti, anche se non all'altezza di Resti Mortali.

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    ― Posted on Jul 25, 2008 | 3 feedbacks

Cover of Mostly Harmless
Cover of So Long, and Thanks for All the Fish
  • 1 of 1 people find this helpful

    Gradevole, ma un po' scarso dal versante sia umoristico che "cerebrale". Ha alcune belle trovate che però sembrano restare un po' fini a loro stesse, e gli sviluppi più interessanti si concentrano verso la fine, senza per altro risolvere quasi nessuno degli interrogativi che vengono sollevati precedentemente. ... (continue)

    Gradevole, ma un po' scarso dal versante sia umoristico che "cerebrale". Ha alcune belle trovate che però sembrano restare un po' fini a loro stesse, e gli sviluppi più interessanti si concentrano verso la fine, senza per altro risolvere quasi nessuno degli interrogativi che vengono sollevati precedentemente.

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    ― Posted on Jun 20, 2008 | Add your feedback

Cover of Blue Moon
  • 4 of 4 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Dispersivo

    Il tono di questo libro mi ha ricordato l'atmosfera de Il Circo dei Dannati, tanta di quella carne al fuoco da non esserci più piatti in cui metterla.
    Ci sono moltissimi eventi che alla fine dei conti non hanno niente in comune, elementi di trama e personaggi che sembrano importanti e finiscono per essere liquidati in due righe, e una conclusione tirata per i capelli. Alla fine il fulcro della vicenda sembra essere Anita che vuole fare sesso con chiunque incolpando di questo il munin di Rayna (secondo me la verità è che Anita è una licantropa anche se non vuole ammetterlo: una maiala mannara! :-P)
    Da notare come i cattivi della situazione, che alla fine dei conti compaiono pochissimo e vengono eliminati praticamente dietro le quinte, facciano tutto il possibile per assicurarsi che Anita ce l'abbia a morte con loro e cerchi di ammazzarli, come se dovessero farlo per contratto visto che non c'è uno straccio di buona ragione per il loro comportamento. Soprattutto quello di Niley, che cavolo: ti hanno predetto che se ti metti contro Anita morirai, e tu ci credi, quindi cosa fai? Ti metti contro Anita con tutto l'impegno! Geniale, non c'è che dire.
    Nel complesso, il romanzo è, appunto, un po' troppo dispersivo, e non rende come diversi dei precedenti. Se qualcosa è degno di nota è Mrs. Zeeman, che avendone l'opportunità potrebbe fare concorrenza ad Anita stessa in quanto a essere la tipa tosta della situazione. ... (continue)

    Il tono di questo libro mi ha ricordato l'atmosfera de Il Circo dei Dannati, tanta di quella carne al fuoco da non esserci più piatti in cui metterla.
    Ci sono moltissimi eventi che alla fine dei conti non hanno niente in comune, elementi di trama e personaggi che sembrano importanti e finiscono per essere liquidati in due righe, e una conclusione tirata per i capelli. Alla fine il fulcro della vicenda sembra essere Anita che vuole fare sesso con chiunque incolpando di questo il munin di Rayna (secondo me la verità è che Anita è una licantropa anche se non vuole ammetterlo: una maiala mannara! :-P)
    Da notare come i cattivi della situazione, che alla fine dei conti compaiono pochissimo e vengono eliminati praticamente dietro le quinte, facciano tutto il possibile per assicurarsi che Anita ce l'abbia a morte con loro e cerchi di ammazzarli, come se dovessero farlo per contratto visto che non c'è uno straccio di buona ragione per il loro comportamento. Soprattutto quello di Niley, che cavolo: ti hanno predetto che se ti metti contro Anita morirai, e tu ci credi, quindi cosa fai? Ti metti contro Anita con tutto l'impegno! Geniale, non c'è che dire.
    Nel complesso, il romanzo è, appunto, un po' troppo dispersivo, e non rende come diversi dei precedenti. Se qualcosa è degno di nota è Mrs. Zeeman, che avendone l'opportunità potrebbe fare concorrenza ad Anita stessa in quanto a essere la tipa tosta della situazione.

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    ― Posted on Jun 30, 2008 | 2 feedbacks

Cover of Burnt Offerings (Anita Blake, Vampire Hunter
  • 4 of 5 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    SuperAnita

    Una cosa che non viene mai disattesa nei romanzi dedicati ad Anita Blake è il fatto che la nostra eroina finirà per uscirne più potente (e con più etichette... risvegliante, negromante, lupa, nimir-ra, ...) di quanto fosse all'inizio.
    Questo libro, sebbene faccia eccezione su altre cose che pure sono classiche della serie, non si esime dal regalarle qualche altra caratteristica e potere, al punto da metterla a pari livello con un membro del famigerato concilio dei vampiri (che, detto tra noi, sembrano comunque essere assai più peculiari che non potenti).
    A parte questo, va notata la presenza di numerosi nuovi personaggi nell'Anitaverse, tra cui Asher - un tempo legatissimo a Jean-Claude e ora suo acerrimo nemico - la cui esistenza era stata già resa nota nel libro precedente. Peccato che il suo centenario odio nei confronti del master di Saint Louis sembri cessare di punto in bianco nell'epilogo del romanzo senza neanche uno straccio di spiegazione decente.

    Un libro nel complesso meno godibile di alcuni dei precedenti, con una trama alquanto ridotta all'osso e allungata in eventi tutto sommato trascurabili. La parte forse più interessante è l'approfondimento del rapporto tra Anita e Richard dopo che lei l'ha lasciato, scegliendo Jean-Claude al suo posto.
    Non manca, anche in questo, la classica incongruenza quando ad un certo punto Anita accusa Richard di avere in qualche modo influenzato la sua scelta a causa del suo essere un boy scout e non aver fatto sesso con lei... solo che è stata lei a non voler fare sesso con lui, non il contrario, quindi che voleva, che la violentasse? (Anche se, come dice lei stessa proprio in questo libro, non si può violentare una persona consenziente, e lei di sicuro lo sarebbe stata se lui ci avesse provato...) ... (continue)

    Una cosa che non viene mai disattesa nei romanzi dedicati ad Anita Blake è il fatto che la nostra eroina finirà per uscirne più potente (e con più etichette... risvegliante, negromante, lupa, nimir-ra, ...) di quanto fosse all'inizio.
    Questo libro, sebbene faccia eccezione su altre cose che pure sono classiche della serie, non si esime dal regalarle qualche altra caratteristica e potere, al punto da metterla a pari livello con un membro del famigerato concilio dei vampiri (che, detto tra noi, sembrano comunque essere assai più peculiari che non potenti).
    A parte questo, va notata la presenza di numerosi nuovi personaggi nell'Anitaverse, tra cui Asher - un tempo legatissimo a Jean-Claude e ora suo acerrimo nemico - la cui esistenza era stata già resa nota nel libro precedente. Peccato che il suo centenario odio nei confronti del master di Saint Louis sembri cessare di punto in bianco nell'epilogo del romanzo senza neanche uno straccio di spiegazione decente.

    Un libro nel complesso meno godibile di alcuni dei precedenti, con una trama alquanto ridotta all'osso e allungata in eventi tutto sommato trascurabili. La parte forse più interessante è l'approfondimento del rapporto tra Anita e Richard dopo che lei l'ha lasciato, scegliendo Jean-Claude al suo posto.
    Non manca, anche in questo, la classica incongruenza quando ad un certo punto Anita accusa Richard di avere in qualche modo influenzato la sua scelta a causa del suo essere un boy scout e non aver fatto sesso con lei... solo che è stata lei a non voler fare sesso con lui, non il contrario, quindi che voleva, che la violentasse? (Anche se, come dice lei stessa proprio in questo libro, non si può violentare una persona consenziente, e lei di sicuro lo sarebbe stata se lui ci avesse provato...)

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    ― Posted on May 26, 2008 | 3 feedbacks

Cover of Life, the Universe and Everything
  • 0 of 1 people find this helpful

    Per il momento si piazza saldamente al secondo posto tra i libri della Guida Galattica per Autostoppisti. Non l'ho trovato all'altezza del primo, che probabilmente non è raggiungibile da nessuno dei successivi, ma è notevolmente migliore del secondo, forse anche per il fatto di avere una trama vera e propria che viene portata avanti dall'inizio alla fine. ... (continue)

    Per il momento si piazza saldamente al secondo posto tra i libri della Guida Galattica per Autostoppisti. Non l'ho trovato all'altezza del primo, che probabilmente non è raggiungibile da nessuno dei successivi, ma è notevolmente migliore del secondo, forse anche per il fatto di avere una trama vera e propria che viene portata avanti dall'inizio alla fine.

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    ― Posted on May 21, 2008 | Add your feedback

Cover of The Killing Dance
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    *** This comment contains spoilers! ***

    Un libro abbastanza fuori dai canoni rispetto ai precedenti della serie, in cui il lavoro di Anita come risvegliante viene completamente messo da parte e quello come esperta della RPIT compare a malapena. La trama è abbastanza bilanciata tra le vicende di vampiri e licantropi e segue un filo logico coerente senza gli sbalzi che si vedono spesso negli altri libri, con un finale che non è tirato via ma ben guidato.
    Alcune delle scelte di Anita nel libro sono piuttosto discutibili, ma del resto lei è la prima ad affermare "Non ho mai detto di essere coerente", per cui in quest'ottica le sue decisioni sono accettabili.
    Non manca, ovviamente, la classica incongruenza: Anita prima afferma che la licantropia di stampo felino è estremamente meno contagiosa rispetto alle altre, e che una tigre mannara potrebbe farti a pezzetti senza per questo contagiarti, poi sul finale dice di essere stata incredibilmente fortunata a non essere stata contagiata dopo le ferite riportate nello scontro con Gabriel, e che forse potrebbe essere immune a causa dei marchi. Pronto?!? Gabriel è un leopardo mannaro, i leopardi fino a prova contraria sono felini, quindi le chance di essere contagiata erano risibili per sua stessa ammissione!!!
    Da notare anche l'incredibile stupidità di Gabriel che consente ad Anita di affrontarlo armata quando è in suo potere (e quella ancora più incredibile di Raina che lo lascia fare, soprattutto dopo che Cassandra le ha detto che Anita è più forte di quanto lei creda). Sarebbe stato molto più credibile se Anita si fosse liberata/salvata solo grazie ai marchi e non con l'aiuto della pura idiozia dei suoi principali avversari! ... (continue)

    Un libro abbastanza fuori dai canoni rispetto ai precedenti della serie, in cui il lavoro di Anita come risvegliante viene completamente messo da parte e quello come esperta della RPIT compare a malapena. La trama è abbastanza bilanciata tra le vicende di vampiri e licantropi e segue un filo logico coerente senza gli sbalzi che si vedono spesso negli altri libri, con un finale che non è tirato via ma ben guidato.
    Alcune delle scelte di Anita nel libro sono piuttosto discutibili, ma del resto lei è la prima ad affermare "Non ho mai detto di essere coerente", per cui in quest'ottica le sue decisioni sono accettabili.
    Non manca, ovviamente, la classica incongruenza: Anita prima afferma che la licantropia di stampo felino è estremamente meno contagiosa rispetto alle altre, e che una tigre mannara potrebbe farti a pezzetti senza per questo contagiarti, poi sul finale dice di essere stata incredibilmente fortunata a non essere stata contagiata dopo le ferite riportate nello scontro con Gabriel, e che forse potrebbe essere immune a causa dei marchi. Pronto?!? Gabriel è un leopardo mannaro, i leopardi fino a prova contraria sono felini, quindi le chance di essere contagiata erano risibili per sua stessa ammissione!!!
    Da notare anche l'incredibile stupidità di Gabriel che consente ad Anita di affrontarlo armata quando è in suo potere (e quella ancora più incredibile di Raina che lo lascia fare, soprattutto dopo che Cassandra le ha detto che Anita è più forte di quanto lei creda). Sarebbe stato molto più credibile se Anita si fosse liberata/salvata solo grazie ai marchi e non con l'aiuto della pura idiozia dei suoi principali avversari!

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    ― Posted on May 22, 2008 | 2 feedbacks

Cover of The Restaurant at the End of the Universe
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    Gradevole da leggere, ma meno del precedente, soprattutto perché è vagamente inconcludente.

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    ― Posted on May 2, 2008 | Add your feedback

Cover of The Hitchhiker's Guide to the Galaxy

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