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Davvero interessante.
Leggo qua
http://www.anobii.com/books/012dcdf5c90e2a3bf0/
(alla voce «Colore») che le conclusioni di questo studio del 1969 (l’esistenza di universali semantici per quanto riguarda i termini di colore e di una sequenza evolutiva nell’elaborazione di questi termi ... (continue)
Davvero interessante.
Leggo qua
http://www.anobii.com/books/012dcdf5c90e2a3bf0/
(alla voce «Colore») che le conclusioni di questo studio del 1969 (l’esistenza di universali semantici per quanto riguarda i termini di colore e di una sequenza evolutiva nell’elaborazione di questi termini) sono state confermate da studi più recenti. Al di là di questo, è affascinante vedere da vicino i metodi di una ricerca scientifica nel campo delle scienze umane e la “lentezza”, la “prudenza”, l’“attenzione” nel trarre conclusioni.
Notevoli gli squarci di “vecchia ricerca”, con l’intreccio di buffi pregiudizi e strabilianti conclusioni: «si efectivamente la percepción de los colores se ha obtenido de modo gradual, el hombre de provenir podrá percibir los colores que come el ultravioleta son hoy invisibles y cuya existencia sólo conocemos por las propiedades químicas que poseen», sosteneva nel 1924 Carlos Cuervo Marquez, citato a p. 79. Come dire che i “superpoteri” sono teorizzati a partire dall’analisi delle nostre limitate capacità… ;-)
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