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Cover of The Puzzling Adventures of Dr. Ecco
  • Enigmi di tipo fondamentalmente algoritmico

    Dennis Shasha, l'autore di questo libro della collana Sfide Matematiche, è stato uno dei tenutari della rubrica dei giochi matematici sullo Scientific American: una garanzia, insomma. Questo è il suo primo primo libro con protagonista il dottor Jacob Ecco, omnieuristico, e il suo amico e narratore p ... (continue)

    Dennis Shasha, l'autore di questo libro della collana Sfide Matematiche, è stato uno dei tenutari della rubrica dei giochi matematici sullo Scientific American: una garanzia, insomma. Questo è il suo primo primo libro con protagonista il dottor Jacob Ecco, omnieuristico, e il suo amico e narratore professor Scarlet che, a differenza dello sherlockiano Watson, non è un sempliciotto e collabora attivamente alla risoluzione dei problemi. Gli enigmi presentati sono generalmente di tipo algoritmico - Shasha è professore di Computer Science e collabora con l'IBM - di difficoltà variabile ma mai eccessiva; spesso poi vengono presentati dando un aiutino più o meno chiaro ma comunque esplicito per trovare la migliore via di attacco al problema.
    La prima edizione di questo libro che io posseggo (adesso lo si trova in una ristampa della benemerita Dover) aveva anche un "concorso omnieuristico": dieci crittogrammi che una volta risolti davano altrettanti problemi da risolvere a loro volta. Confesso che non ho mai tentato di decrittarli :-)

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    Posted on Mar 9, 2009 | Add your feedback

Cover of Professor Stewart's Cabinet of Mathematical Curiosities
Cover of Five-Minute Mathematics
  • Come raccontare la matematica su un quotidiano

    Invidia. Tanta invidia. Tra il 2003 e il 2005 il quotidiano tedesco Die Welt ha ospitato una rubrica settimanale dal nome "cinque minuti di matematica" (Fünf Minuten Mathematik); cento brevissimi articoli raccolti in questo libro. L'invidia è naturalmente al pensiero che almeno all'estero qua ... (continue)

    Invidia. Tanta invidia. Tra il 2003 e il 2005 il quotidiano tedesco Die Welt ha ospitato una rubrica settimanale dal nome "cinque minuti di matematica" (Fünf Minuten Mathematik); cento brevissimi articoli raccolti in questo libro. L'invidia è naturalmente al pensiero che almeno all'estero qualcuno abbia pensato che si puo parlare di matematica su un giornale, mentre in Italia la cosa è impossibile, e purtroppo non credo proprio che un libro come questo verrà nemmeno tradotto. Qui si tratta più che altro di divulgazione matematica, prendendo spesso a spunto le cose di tutti i giorni come le probabilità di vincere al lotto tedesco (probabilità molto maggiori di quelle del Superenalotto, per la cronaca). Dimostrazioni chiaramente non ce ne sono, e le formule sono spesso tralasciate, probabilmente perché si spaventano anche i lettori tedeschi. Se devo fare un appunto, i capitoletti mi sembrano spesso terminare di colpo e in tono minore; ma ad ogni modo siamo sempre a un prodotto che noi ce lo sogniamo.

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    Posted on Mar 25, 2009 | Add your feedback

Cover of A Damp Squid
Cover of Math Hysteria
Cover of Entertaining Mathematical Puzzles
  • problemini facili, ma vale la pena leggerlo per le spiegazioni

    Già prima di tenere la sua famosissima rubrica sullo Scientific American, Martin Gardner pubblicava problemini matematici su varie altre riviste: nulla di strano, visto che in fin dei conti la sua professione era quella di giornalista.
    Molti dei problemi di questo libriccino ad esempio apparve ... (continue)

    Già prima di tenere la sua famosissima rubrica sullo Scientific American, Martin Gardner pubblicava problemini matematici su varie altre riviste: nulla di strano, visto che in fin dei conti la sua professione era quella di giornalista.
    Molti dei problemi di questo libriccino ad esempio apparvero nella rubrica On the Light Side in "Science World". I problemi presentati sono tutti molto semplici, e alla portata anche dei lettori convinti di non essere portati per la matematica. Ma come capita sempre con Gardner, la parte migliore è la spiegazione dei problemi stessi: non solo una guida passo passo alla soluzione, ma anche una visione più ampia che fa capire come non è affatto vero che un problema sia sterile e fine a sé stesso. Insomma un libro che, anche se con quasi mezzo secolo di vita, meriterebbe una traduzione.

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    Posted on Jan 28, 2009 | Add your feedback

Cover of Taxicab Geometry
  • Un tipo di geometria non usuale

    Il sottotitolo di questo libretto è "An Adventure in Non-Euclidean Geometry", ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lu ... (continue)

    Il sottotitolo di questo libretto è "An Adventure in Non-Euclidean Geometry", ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lungo di esse, un po' come l'immaginario collettivo pensa succeda a Torino.
    Succedono cose un po' strane: ad esempio, un "cerchio" assomiglia a un quadrato con i vertici che indicano i quattro punti cardinali, come il segnale di diritto di precedenza, e pi greco = 4, il che semplifica sicuramente la vita per ricordarsene il valore; in compenso le altre coniche sono un po' strane.
    Il testo è sicuramente per giovani studenti: non solo è categorizzato come "Juvenile literature" ma la maggior parte del testo è composto da esercizi, dove la teoria viene per così dire "recuperata". Un buon acquisto per chi ama divertirsi con i pensieri "cosa succederebbe se..."

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    Posted on Dec 25, 2008 | Add your feedback

Cover of Applied Cryptography
  • 1 person find this helpful

    Non certo una lettura leggera, ma...

    621 pagine di libro (listati esclusi, che tanto non è che vengano letti), ben densi. Non è certo una lettura di quelle da farsi prima di andare a dormire, a meno che non si soffra di insonnia forte e si cerchi qualcosa di veramente efficace.
    Però il libro merita di essere letto da cima a fondo ... (continue)

    621 pagine di libro (listati esclusi, che tanto non è che vengano letti), ben densi. Non è certo una lettura di quelle da farsi prima di andare a dormire, a meno che non si soffra di insonnia forte e si cerchi qualcosa di veramente efficace.
    Però il libro merita di essere letto da cima a fondo, e non solo usato come testo di riferimento: perché oltre ad avere una panoramica di tutti i metodi noti di crittografia e dei problemi relativi si ha anche una trattazione delle debolezze dei vari metodi, e in genere una storia non romanzata ma pratica della lotta tra chi vuole nascondere le cose e chi cerca di scoprirle.
    Inutile spiegare chi è Schneier: uno tra gli esperti principali - e più taglienti - nel campo della crittografia. Se insomma avete un interesse non solo teorico per la materia, questo libro è il migliore investimento che potete fare.

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    Posted on Nov 25, 2008 | Add your feedback

Cover of Game, Set and Math
  • 1 person find this helpful

    Forse troppi giochi di parole

    Già il titolo la dice lunga, essendo un pun su "Game, set and match": e in effetti un capitolo di questo libro è dedicato a calcolare la probabilità di vincere una partita a tennis, sapendo di avere una probabilità fissa di vincere un singolo punto. Ma in generale il libro è costellato di giochi di ... (continue)

    Già il titolo la dice lunga, essendo un pun su "Game, set and match": e in effetti un capitolo di questo libro è dedicato a calcolare la probabilità di vincere una partita a tennis, sapendo di avere una probabilità fissa di vincere un singolo punto. Ma in generale il libro è costellato di giochi di parole, che potrebbero rendere più difficile la comprensione della matematica dietro di essi. Però in generale vale la pena di leggerlo, non c'è nulla di troppo complicato e i temi sono vari e piacevoli.

    Per le miserie della traduzione italiana, verifica quanto ho scritto al riguardo: http://www.anobii.com/books/01d9d6364a5d10e4ed/

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    Posted on Oct 30, 2008 | Add your feedback

Cover of The Beatles - Complete Scores
  • 2 people find this helpful

    Quando la parola "reference" è veramente meritata

    Vidi per la prima volta questo libro nel 1990, in Giappone dove ero andato a una conferenza. Il negozio però non accettava carte di credito e non avevo yen a sufficienza, così lo lasciai là e mi morsi le dita per quattro anni. Poi la Hal Leonard acquisì i diritti per gli USA, e subito mi affrettai a ... (continue)

    Vidi per la prima volta questo libro nel 1990, in Giappone dove ero andato a una conferenza. Il negozio però non accettava carte di credito e non avevo yen a sufficienza, così lo lasciai là e mi morsi le dita per quattro anni. Poi la Hal Leonard acquisì i diritti per gli USA, e subito mi affrettai a pagare gli allora 60$ necessari per farlo mio.
    Il libro, se volete, rafforza lo stereotipo dei nipponici: quattro tizi, con tanta pazienza, si sono messi a trascrivere le canzoni dei Beatles - c'è persino Revolution 9 - con tutte le parti di ciascuno strumento. Ci sono degli errori, alcuni anche marchiani, ma il risultato è strabiliante. Ho provato a suonare qualche brano a partire da queste trascrizioni, e vi garantisco che è una gioia. (sì, probabilmente occorre fotocopiare le pagine ingrandendole: ma è appunto un reference book)

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    Posted on Oct 3, 2008 | Add your feedback

Cover of Harry Potter and the Deathly Hallows
  • *** This comment contains spoilers! ***

    Ottima conclusione della saga di Harry Potter

    L'ultimo libro della saga del maghetto è fatto molto bene, non c'è che dire. Non mi sarei aspettato che la Rowling riuscisse a recuperare così tutti i fili della trama sparsi nei vari libri, comprese cose che io mi ero assolutamente dimenticato. Nelle ottocento e più pagine si parte con quella che è ... (continue)

    L'ultimo libro della saga del maghetto è fatto molto bene, non c'è che dire. Non mi sarei aspettato che la Rowling riuscisse a recuperare così tutti i fili della trama sparsi nei vari libri, comprese cose che io mi ero assolutamente dimenticato. Nelle ottocento e più pagine si parte con quella che è una classica quest, per finire con il redde rationem finale a Hogwarts tra Harry Potter e Lord Voldemort; nel corso del libro muoiono altri dei protagonisti, come del resto ci si poteva aspettare visti i libri precedenti. Se non avete ancora letto il libro, terminate qui la lettura; altrimenti potrete scoprire che il protagonista muore e poi risorge, che Snape abbia in realtà fatto il triplo gioco... per amore, e soprattutto che a vincere è l'amore, oltre che il sapere accettare il proprio destino. Personalmente non ho capito la logica di aggiungere il capitolo finale, e mi è parso che alcuni dei personaggi si siano persi per strada; ma sono delle piccolezze.

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    Posted on Apr 14, 2009 | Add your feedback

Cover of Meta Math!
  • Troppi punti esclamativi per i miei gusti!

    Gregory Chaitin si definisce un matematico quasi-empirista, filosofeggiante sulle orme di Leibnitz. Non credetegli troppo, se non per la parte filosofica. In questo libro più che di matematica si parla di metamatematica, e l'unica parte che può essere vista come empirista è data dal fatto che le dim ... (continue)

    Gregory Chaitin si definisce un matematico quasi-empirista, filosofeggiante sulle orme di Leibnitz. Non credetegli troppo, se non per la parte filosofica. In questo libro più che di matematica si parla di metamatematica, e l'unica parte che può essere vista come empirista è data dal fatto che le dimostrazioni sono generalmente evitate, e Chaitin preferisce fare dei bei riquadroni manco avesse da fare dei lucidi. Il sottotitolo del libro, "Alla ricerca di Omega", è dovuto al fatto che il culmine del libro è la definizione di Ω, il numero che codifica la probabilità che un programma scelto a caso e fatto girare con input casuale su un computer prefissato termini. Ω ha un valore ben preciso per ogni computer dato, ma è impossibile sapere quale, e non sappiamo nemmeno quanto possiamo approssimarlo: paradossalmente, pur essendo perfettamente definito, è anche perfettamente casuale. L'approccio di Chaitin è non convenzionale, riprendendo molti risultati del XX secolo in chiave informatica; a parte l'astrattezza, che uno si può aspettare, non mi è piaciuto per nulla lo stile di scrittura, troppo enfatico e pieno di parole e frasi in neretto, ma soprattutto di punti esclamativi. Si vede che io sono un matematico più sobrio.

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    Posted on Feb 2, 2009 | Add your feedback

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