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Cover of Fragile Things
Cover of Mary, Queen of France
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    Voto reale due e mezzo. Da come l'avevano osannato su Amazon mi aspettavo molto di più. In realtà Jean Plaidy scrive a metà tra il romanzo e il saggio storico, e alla fine ciò che ne viene fuori non è "nè zuppa nè pan bagnato". La vicenda di Mary, la sorella più piccola di Enrico VIII, e del suo tra ... (continue)

    Voto reale due e mezzo. Da come l'avevano osannato su Amazon mi aspettavo molto di più. In realtà Jean Plaidy scrive a metà tra il romanzo e il saggio storico, e alla fine ciò che ne viene fuori non è "nè zuppa nè pan bagnato". La vicenda di Mary, la sorella più piccola di Enrico VIII, e del suo travagliato amore per Charles Brandon, migliore amico di suo fratello, era uno spunto ottimo, ma sfruttato benino. Manca l'approfondimento psicologico e i dialoghi accattivanti che altre autrici di quel periodo (Robin Maxwell o Philippa Gregory) hanno saputo dare ai loro romanzi.
    ****

    Dopo la riletura alzo il punteggio a tre stellette...sono ancora convinta che l'autrice avrebbe potuto rendere un pò più accattivanti i dialoghi. La storia in sè era già molto interessante ma romanzarla giusto un pochetto non era male. e poi mi sarebbe piaciuto "leggere" gli scontri (reali) tra la sorellina di Enrico VIII e Anna Bolena. Peccato.

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    Posted on Jul 26, 2008 | Add your feedback

Cover of The Constant Princess
  • 1 person find this helpful

    Meglio lasciar perdere...

    Premetto che non sono una storica, ok i romanzi sono romanzi, i saggi storici sono saggi storici: ma questa volta Philippa Gregory ha decisamente esagerato. Già sapevo che nei suoi romanzi ogni tanto, capita che si lanci in qualche invenzione...ma passi per amor della letteratura. quando le cose son ... (continue)

    Premetto che non sono una storica, ok i romanzi sono romanzi, i saggi storici sono saggi storici: ma questa volta Philippa Gregory ha decisamente esagerato. Già sapevo che nei suoi romanzi ogni tanto, capita che si lanci in qualche invenzione...ma passi per amor della letteratura. quando le cose sono piccole ma qua...addio!

    Nessuno di noi sa cosa passasse per la testa di Caterina D'Aragona, prima moglie di Enrico VIII, ma alcune cose che ho letto proprio non ci stanno, sono fuori dal mondo!

    Il matrimonio consumato tra lei e il primo marito Arthur, fratello maggiore di Enrico, morto di tisi pochi mesi dopo. Ma quando mai?! E ovviamente lui è il principe bello, intelligente, forte ed emancipato, mentre Henry, chiaramente, è viziato, coccolato da tutti e facilmente malleabile. Sicuramente, soprattutto malleabile.

    Caterina mente in continuazione giurando di essere vergine, mente anche quando Henry, che è stato con una vergine "vera", le spiega le sue perplessità. Vabbè...facciamo finta che non sia figlia della famiglia più cattolica esistente all'epoca. Oltretutto lei si lascia vedere da un medico Moro! esilarante,visto che avrà ben visto i suoi genitori torturare e fare guerra ai Mori e agli ebrei in nome della loro religione (l'Inquisizione Spagnola non è stato uno scherzo). No, Caterina è diversa, lei è aperta verso nuove culture -__- infatti accetta subito la scissione della Chiesa che opererà suo marito anni dopo, no?!

    E non è finita: a parte il papà di Henry (Henry VII) che ha delle fregole assurde, Caterina si crogiola in continuazione per aver perso il suo amato Arthur (mi stava venendo il diabete "o amore mio, o finalmente avrò il figlio che volevamo"mio dio...), è risaputo però che con Henry (VIII) c'era del tenero, anzi, erano profondamente legati.

    E ancora...non è che lui le abbia messo corna in continuazione, se magari la smettiamo con questa fandonia, sarebbe anche meglio. La parte più interessante dalla nascita di Mary all'arrivo di Anna Bolena ovviamente è completamente tralasciata. Chiaro: se Caterina Henry lo poteva a malapena sopportare, perchè lei è innamorata del perduto Arthur (oddio) perchè avrebbe dovuto morire di crepacuore, distrutta dal dolore, come è successo nella realtà?! Mistero...

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    Posted on Mar 18, 2009 | Add your feedback

Cover of Coraline
Cover of The Graveyard Book
  • 7 people find this helpful

    Un pò come succedeva ne La Sposa Cadavere di Tim Burton, i morti sembrano più vivi e calorosi dei vivi stessi. Il protagonista Nobody Owens, detto Bod, vive in un cimitero, ha per genitori due simpatici fantasmi, Mr e Mrs Owens, un'amica strega (protagonista di un bellissimo episodio), una insegnant ... (continue)

    Un pò come succedeva ne La Sposa Cadavere di Tim Burton, i morti sembrano più vivi e calorosi dei vivi stessi. Il protagonista Nobody Owens, detto Bod, vive in un cimitero, ha per genitori due simpatici fantasmi, Mr e Mrs Owens, un'amica strega (protagonista di un bellissimo episodio), una insegnante lupo mannaro e un guardiano, Silas, un pò strano. E poi ci sono demoni, una confraternita di assassini un pò particolare, un mostro a tre teste e...non vi dico di più. Leggete Neil Gaiman, ma se potete fatelo in originale: i traduttori italiani devono avercela parecchio con il povero Neil, perchè da quel poco che ho visto, ne hanno combinate veramente delle belle.

    Se con Nessun Dove c'era il rischio che mi mettessi a parlare con i topini in giro per Londra, adesso potrei andare a spasso per il cimitero a fare due chiacchere con qualche saggio fantasma...

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    Posted on Feb 26, 2009 | 2 feedbacks

Cover of Letters to Erik
  • Premessa: l'autrice si immagina un ipotetico sequel de Il Fantasma dell'Opera...fin qui passi...l'hanno fatto in tanti.
    Un paio di consigli. Evitare di far diventare il libro un harmony sarebbe il caso: ok le romanticherie ma 200 pagine per l'organizzazione di un matrimonio è forse troppo anch ... (continue)

    Premessa: l'autrice si immagina un ipotetico sequel de Il Fantasma dell'Opera...fin qui passi...l'hanno fatto in tanti.
    Un paio di consigli. Evitare di far diventare il libro un harmony sarebbe il caso: ok le romanticherie ma 200 pagine per l'organizzazione di un matrimonio è forse troppo anche per i romanzetti rosa. Cercare di rendere i personaggi un pò interessanti ma sopratutto, ci sono dei precedenti, magari rispettarli non fa male. Se vogliamo metterci delle scene "sensuali", mettiamocele, ma cerchiamo di scriverle bene, mica una cosa indistinta, che poi non è nè carne nè pesce, ma solo irritante (aggettivo che userei per i due protagonisti da metà libro in poi)

    Conclusione: la prima parte è anche interessante, della seconda avrei fatto a meno. Ho letto fanfiction migliori di questo libro, dove c'era un minimo di sentimento in più.
    (ah ecco...Il libro pesa due quintali ed è scritto enorme. Se fosse stato di un carattere normale, da 500 pagine, forse che sarebbero state 200 scarse?!?)

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    Posted on Oct 3, 2008 | Add your feedback

Cover of Phantom
  • 1 person find this helpful

    learn to be lonely...

    Volendo trovare un difetto a questo romanzo si potrebbe dire che l'unico è che non è mai stato tradotto per il pubblico italiano e per quello anglofono è rimasto fuori catalogo per anni.
    Se è stato ristampato recentemente dobbiamo solo ringraziare il successo del film di Joel Schumacher (basat ... (continue)

    Volendo trovare un difetto a questo romanzo si potrebbe dire che l'unico è che non è mai stato tradotto per il pubblico italiano e per quello anglofono è rimasto fuori catalogo per anni.
    Se è stato ristampato recentemente dobbiamo solo ringraziare il successo del film di Joel Schumacher (basato sul musical di Andrew Lloyd Webber).
    "Phantom" non è però una riscrittura del classico di Leroux, è un completamento dell'opera francese. L'intento non è certo di giustificare i crimini di Erik, ma di renderlo umano, non solo il Fantasma. Un uomo con un passato, una storia, dei sentimenti, dei tormenti interiori e un unico desiderio: quello di poter essere amato almeno una volta nella vita, di non essere chiamato mostro solo per colpa del suo volto sfigurato, nato genio, diventato architetto, illusionista, scienziato ma sopratutto musicista.

    Una rilettura del classico davvero interessante, complimenti anche per aver dato dignità non solo a Erik ma anche alla donna che gli ha fatto conoscere amore: Christine Daee. Brava!

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    Posted on Sep 8, 2008 | Add your feedback

Cover of Wideacre
  • 1 person find this helpful

    Wideacre è per Beatrice quello che Tara era per Rossella O'Hara: non solo una casa,dei terreni, ma la vita stessa. Beatrice impara fin da piccola, i prati, i campi, conosce ogni persona che vive per e grazie a Wideacre.
    Purtroppo il destino le tira un brutto colpo mancino, o meglio, l'epoca in ... (continue)

    Wideacre è per Beatrice quello che Tara era per Rossella O'Hara: non solo una casa,dei terreni, ma la vita stessa. Beatrice impara fin da piccola, i prati, i campi, conosce ogni persona che vive per e grazie a Wideacre.
    Purtroppo il destino le tira un brutto colpo mancino, o meglio, l'epoca in cui vive. Beatrice è una donna del 1800, che ha ben pochi diritti, ma soprattutto non può certo ereditare (a farlo sarà il fratello Henry, pupillo della madre, prima, e del padre, quando tornerà dal college, giovane, forte e bello come dovrebbe essere un proprietario terriero). Philippa Gregory, che ha dato in seguito vita a personaggi come Jane Bolena, Anna di Cleves, Caterina Howard, prende spunto dalla sua creazione più meglio evocata, la splendida Anna Bolena. Se una lottava per divenire regina d'Inghilterra, Beatrice lotta per divenire padrona di Wideacre. Entrambe sfruttano la loro bellezza e sensualità (bravissima la Gregory che non diventa mai volgare), ma Beatrice si spingerà molto più in là di Anna, dove non c'è punto di ritorno. E il destino ci insegna che non è mai bene tirare troppo la corda. Speriamo che l'improvviso successo dei romanzi Tudor ci porti anche la ristampa di questa sorprendente prima opera.

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    Posted on Sep 2, 2008 | 1 feedback

Cover of Breaking Dawn
  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Finally...

    E un'altra saga si conclude. Di certo la Mayer non ha fatto penare i suoi fan per molto tempo come tanti altri autori dello stesso genere, o forse sono io che ho preso la lettura di Twilight e fratelli molto più alla leggera.

    Premetto che sono un pochettino fuori target d'età,
    probabilm ... (continue)

    E un'altra saga si conclude. Di certo la Mayer non ha fatto penare i suoi fan per molto tempo come tanti altri autori dello stesso genere, o forse sono io che ho preso la lettura di Twilight e fratelli molto più alla leggera.

    Premetto che sono un pochettino fuori target d'età,
    probabilmente se avessi avuto 15 anni mi sarei innamorata follemente del protagonista, Edward, e di tutte le intricate vicende della sua storia d'amore con Bella (che finalmente ha fatto un bel salto, mi ero un pò stufata, dopo ben 3 libri, della sua ingenuità e tonteria). Purtroppo 15 anni non li ho e perciò non riesco ad apprezzare i romanzi così tanto come vedo fanno tanti ragazzi in rete.

    Comunque...quest'ultimo capitolo, mi è piaciuto così così... mi ha lasciata abbastanza spiazzata e stranita. Soprattutto la fine: sinceramente mi aspettavo una mattanza (probabilmente è colpa dell'ultimo Harry Potter se temo sempre che "mi" muoiano metà dei personaggi), invece tutto si è concluso molto più felicemente del previsto. In effetti c'è un sacco di tensione per circa 200 pagine dalla fine, ma poi non succede praticamente niente di significativo. La Meyer ha gabbato un pò tutti, in questo.
    Finale da Mulino Bianco a parte (che non vi sto a raccontare, ma non è peggiore dell'ultimo capitolo di Harry Potter, che pareva tratto da una fanfiction e francamente se ne faceva a meno), mi posso ritenere soddisfatta, spero che ora la Meyer si dedichi ad altri personaggi e non lucri troppo sui suoi beniamini, anche perchè ha messo un bel "The End" e non vorrei che rovinasse il tutto, inventandosi nuovi strampalati metodi per minare la ritrovata tranquillità della "nuova" famiglia Cullen.

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    Posted on Aug 28, 2008 | Add your feedback

Cover of Son of the Shadows
  • Lovely book, especially in the middle, when Liadan meets Bran and the whole time she spends with her poor sister, Niahm.

    Sadly it disappoints me at the end, probably because it was pretty predictable. I expected more tension, more "fights" between Liadan and Eamon (I found him a very intersti ... (continue)

    Lovely book, especially in the middle, when Liadan meets Bran and the whole time she spends with her poor sister, Niahm.

    Sadly it disappoints me at the end, probably because it was pretty predictable. I expected more tension, more "fights" between Liadan and Eamon (I found him a very intersting villain).
    I think the first one, The Daughter of The Forest, was far better than this, but there's another one to be read, and it often happens that the second book of a trilogy is the weakest.
    Three stars by the way, Juliet Marillier deserves all of them.

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    Posted on Aug 20, 2008 | Add your feedback

Cover of Red Seas Under Red Skies
  • 2 people find this helpful

    Prossimo, prego!

    "Richer and cleverer than everyone else!" così recita il motto dei Bastardi Gentiluomini. Più ricchi e più intelligenti di tutti gli altri. Ed è il protagonista a ricordarlo nel bel mezzo di una furibonda battaglia tra pirati. Avevamo lasciato il furbo Locke Lamora e il migliore amico Jean, frastorn ... (continue)

    "Richer and cleverer than everyone else!" così recita il motto dei Bastardi Gentiluomini. Più ricchi e più intelligenti di tutti gli altri. Ed è il protagonista a ricordarlo nel bel mezzo di una furibonda battaglia tra pirati. Avevamo lasciato il furbo Locke Lamora e il migliore amico Jean, frastornati, feriti, impoveriti, ma ancora integri nello spirito che si addice a due truffatori dediti al culto di Perelandro, il Dio dei ladri e dei Negletti. In questo secondo capitolo, a metà tra Ocean's Eleven e la saga dei Pirati dei Caraibi, i due hanno come obiettivo svuotare il caveau dello Sinspire, un casinò stile Mgm Grand. Ovviamente non andrà tutto secondo i piani, e Jean e Locke si ritroveranno ad affrontare Maghi dell'Alleanza, piratesse e pirati con ben pochi scrupoli.
    Scott Lynch ci regala un libro decisamente più maturo, conosciamo meglio i due protagonisti, rimasti ormai soli, le loro emozioni, i loro desideri, la loro lingua un pò troppo lunga. A differenza di George Martin (La Saga del Ghiaccio e del Fuoco) ha anche il pregio di regalarci dei bei personaggi femminili, forti e determinate, come le piratesse Zamira Drakasha e Ezri.
    Mancano purtroppo i flashback presenti nel primo libro, per chi sperava di saperne di più. Sembra soprattutto che Lynch si diverta a non mostrarci la a- lungo - citata Sabetha, ladra anche lei, e unico amore di Locke, smarrita da qualche parte, ma a quanto pare protagonista, finalmente, del terzo capitolo della Saga.
    Una libro da non perdersi in attesa della prossima avventura di quello che è diventato, meritatamente, uno dei miei personaggi "cartacei" preferiti.

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    Posted on Aug 8, 2008 | Add your feedback

Cover of Prufrock And Other Observations

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