Bella biografia È citata in bibliografia anche "storia di un operaio napoletano" di Salvatore Cacciapuoti, personaggio chiave del comunismo napoletano, presente in Mistero Napoletano di Ermanno Rea
un libro di memorie composito che abbraccia le età di una vita intera, vissuta per gli altri. Mario Palermo è stato tante cose, ma ha avuto una sola anima e sempre la schiena diritta. Figlio della borghesia napoletana memore della rivoluzione del 1799 di cui ha portato avanti i valori, ha incarnato
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un libro di memorie composito che abbraccia le età di una vita intera, vissuta per gli altri. Mario Palermo è stato tante cose, ma ha avuto una sola anima e sempre la schiena diritta. Figlio della borghesia napoletana memore della rivoluzione del 1799 di cui ha portato avanti i valori, ha incarnato l'ideale del gentiluomo d'antiche maniere dedito al soccorso degli ultimi; nato in Via Duomo è stato al centro di una napoletanità d'altri tempi, in cui vigeva il culto della famiglia, sopravvivendo i Lari, il rispetto per la parola data ed un'operosità fattiva, concludente; lo vediamo allievo della Nunziatella, Sottotenente della Fanteria nel Primo conflitto Mondiale, su cui ha scritto pagine non meno vibranti di quelle di Emilio Lussu, organizzatore dell'Associazione degli Invalidi di guerra ( a riguardo noto una discrasia tra la pagina relativa a Mario Palermo su Wikipedia che lo dà come invalido di guerra mentre non ne trovo menzione in queste sue memorie)e, a partire dal 1930, uno dei più vivaci esponenti del Partito Comunista Italiano a Napoli insieme ad altri colleghi avvocati ed a esponenti politici di successive generazioni, come Maurizio Valenzi che nel libro "C'è Togliatti" edito da Sellerio nel 1995 condivide gli stessi ricordi: la scissione del pci napoletano con conseguente doppia sezione, Palermo ed altri aprirono una sede del partito a Montesanto perchè nel partito non concepivano una politica eterodiretta, ma perseguivano una vera linea democratica all'interno del comunismo italiano ed internazionale. Mario Palermo fu inoltre uomo di governo, sottosegretario alla Guerra, nel primo governo democratico dopo la caduta di mussolini del 1943 e poi senatore fino al 1968. Ricorda un aneddoto amaro ma divertente, ad ogni modo istruttivo: quando era sottosegretario il suo studio di avvocato in Via dei Mille era pieno di gente postulante le più disparate richieste, quando invece fu estromesso da De Gasperi dal governo, nel 1947, nessuno lo conosceva più e c'era chi gli negava il saluto, questo nella Napoli qualunquista e protolaurina. Icastiche sono altresì le pagine che descrivono l'assalto della plebaglia monarchica contro la sede centrale del PCI senza che nessuno intervenisse per ore, parole che rimandano alla mente l'assalto del popolino contro il Palazzo dei Filomarino, attuale palazzo Giusso, durante la Rivoluzione napoletana del 1799, in cui perirono i fratelli Filomarino. Acutamente l'autore nota come le forze reazionarie si siano servite delle masse cittadine ed affamate per fare una politica che andasse a danno proprio degli ultimi, che sono da compiangere perchè due volte vittime, della superstizione e della oppressione, del finto paternalismo. Toccanti sono i ricordi di Giovanni Amendola che lo voleva candidato per le sue liste negli anni 20 e di Enrico De Nicola. grande giurista, galantuomo ed amico di famiglia, con Benedetto Croce, invece, non ci fu empatia.
Pasolini è morto 7 anni dopo di Cristo ma 7 anni prima della sua fine, doveva morire nel 1968 ma è morto nel 1975 nella notte tra il primo ed il 2 novembre, ha perseguito una morte puramente intellettuale!
Il re dei confessori
Presto ne scriverò una recensione
Giorgio Napolitano. La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale
Bella biografia
È citata in bibliografia anche "storia di un operaio napoletano" di Salvatore Cacciapuoti, personaggio chiave del comunismo napoletano, presente in Mistero Napoletano di Ermanno Rea
Memorie di un comunista napoletano
un libro di memorie composito che abbraccia le età di una vita intera, vissuta per gli altri. Mario Palermo è stato tante cose, ma ha avuto una sola anima e sempre la schiena diritta. Figlio della borghesia napoletana memore della rivoluzione del 1799 di cui ha portato avanti i valori, ha incarnato ... (continue)
un libro di memorie composito che abbraccia le età di una vita intera, vissuta per gli altri. Mario Palermo è stato tante cose, ma ha avuto una sola anima e sempre la schiena diritta. Figlio della borghesia napoletana memore della rivoluzione del 1799 di cui ha portato avanti i valori, ha incarnato l'ideale del gentiluomo d'antiche maniere dedito al soccorso degli ultimi; nato in Via Duomo è stato al centro di una napoletanità d'altri tempi, in cui vigeva il culto della famiglia, sopravvivendo i Lari, il rispetto per la parola data ed un'operosità fattiva, concludente; lo vediamo allievo della Nunziatella, Sottotenente della Fanteria nel Primo conflitto Mondiale, su cui ha scritto pagine non meno vibranti di quelle di Emilio Lussu, organizzatore dell'Associazione degli Invalidi di guerra ( a riguardo noto una discrasia tra la pagina relativa a Mario Palermo su Wikipedia che lo dà come invalido di guerra mentre non ne trovo menzione in queste sue memorie)e, a partire dal 1930, uno dei più vivaci esponenti del Partito Comunista Italiano a Napoli insieme ad altri colleghi avvocati ed a esponenti politici di successive generazioni, come Maurizio Valenzi che nel libro "C'è Togliatti" edito da Sellerio nel 1995 condivide gli stessi ricordi: la scissione del pci napoletano con conseguente doppia sezione, Palermo ed altri aprirono una sede del partito a Montesanto perchè nel partito non concepivano una politica eterodiretta, ma perseguivano una vera linea democratica all'interno del comunismo italiano ed internazionale. Mario Palermo fu inoltre uomo di governo, sottosegretario alla Guerra, nel primo governo democratico dopo la caduta di mussolini del 1943 e poi senatore fino al 1968. Ricorda un aneddoto amaro ma divertente, ad ogni modo istruttivo: quando era sottosegretario il suo studio di avvocato in Via dei Mille era pieno di gente postulante le più disparate richieste, quando invece fu estromesso da De Gasperi dal governo, nel 1947, nessuno lo conosceva più e c'era chi gli negava il saluto, questo nella Napoli qualunquista e protolaurina. Icastiche sono altresì le pagine che descrivono l'assalto della plebaglia monarchica contro la sede centrale del PCI senza che nessuno intervenisse per ore, parole che rimandano alla mente l'assalto del popolino contro il Palazzo dei Filomarino, attuale palazzo Giusso, durante la Rivoluzione napoletana del 1799, in cui perirono i fratelli Filomarino. Acutamente l'autore nota come le forze reazionarie si siano servite delle masse cittadine ed affamate per fare una politica che andasse a danno proprio degli ultimi, che sono da compiangere perchè due volte vittime, della superstizione e della oppressione, del finto paternalismo. Toccanti sono i ricordi di Giovanni Amendola che lo voleva candidato per le sue liste negli anni 20 e di Enrico De Nicola. grande giurista, galantuomo ed amico di famiglia, con Benedetto Croce, invece, non ci fu empatia.
Quei maniaci chiamati collezionisti
Ottimo, piccolo ma intenso
Pasolini e la morte
Pasolini è morto 7 anni dopo di Cristo ma 7 anni prima della sua fine, doveva morire nel 1968 ma è morto nel 1975 nella notte tra il primo ed il 2 novembre, ha perseguito una morte puramente intellettuale!