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Uno splendido modo di restare avvinti -
Ho già scritto qualcosa sul mio blog, che mi permetto di citare
http://marghimedita.blogspot.com/2012/02/amo-stephen-ki… - — Feb 7, 2012 | Add your feedback
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Storie prese nel loro scorrere, senza un chiaro inizio e spesso anche senza una conclusione. Alcune molto belle, altre meno riuscite. Comunque mi ha convinto più di Infinite Jest.
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Nessuno si salva da solo
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Leggendo questo libro oggi mi chiedevo: ma è la Mazzantini ad essere banale o lo sono le storie di separazione? Dato che amo la Mazzantini, che ha scritto dei libri davvero bellissimi, come Non ti muovere o Venuto al mondo, forse è il tema che questa volta è banale. Non dico brutto, non dico che sia ... (continue)
Leggendo questo libro oggi mi chiedevo: ma è la Mazzantini ad essere banale o lo sono le storie di separazione? Dato che amo la Mazzantini, che ha scritto dei libri davvero bellissimi, come Non ti muovere o Venuto al mondo, forse è il tema che questa volta è banale. Non dico brutto, non dico che sia scontato, dico solo che leggendo mi sembrava davvero di ripercorrere molte altre storie di amore e di separazione, tra le quali anche la mia. Questa volta la Mazzantini non è riuscita a dare una particolarità ai personaggi, che sembrano un po' troppo universali. Sarà anche che ormai di storie così ce ne sono tante, troppe. Coppie incapaci di diventare grandi, di rinunciare ad essere speciali, adolescenti non cresciuti abbastanza, figli che rimangono intrappolati in queste relazioni. L'alternanza tra ricordi dolcissimi e piccole insopportabili idiosincrasie non riesce a rendere in modo più vivido la storia, che rimane al livello di una serie di istantanee.
Chissà se è un demerito solo letterario oppure se è anche il frutto del cambiamento della condizione sociologica delle coppie attuali, che sono cambiate fortemente dagli anni cinquanta e sessanta. Oggi nell'amore di coppia si cerca la realizzazione personale, si cerca sempre di più un rispecchiamento anche narcisistico. Una volta le coppie erano il fondamento della economia familiare e si basavano sulla condizione femminile di subalternità. Erano quindi più stabili.
Il lavoro femminile e la possibilità di sganciare la sessualità dalla riproduzione ha reso i rapporti tra gli uomini e le donne più labili. Mentre i figli comunque rimangono alle madri.
Chissà se noi donne ci abbiamo davvero guadagnato. A volte non mi sembra.
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