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By Heinrich Böll -
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- Dov'eri, Adamo? (181)
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- E non disse nemmeno una parola / Racconti umoristici e satirici / Opinioni di un clown / La mia musa
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By Heinrich Böll -
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Finished on Sep 5, 2012 




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Finished on Oct 25, 2012 




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- Il nano e la bambola (272)
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E non disse nemmeno una parola
Appena l'ho finito di leggere, mi sono venute in mente solo quattro parole: cinema e poesia, lo sguardo e la voce.niente altro.continue)
Capivo benissimo che tutto stava dentro lo 'sguardo': lo specchio, i volti, persone(i soggetti)che camminano, si incontrano in una città tedesca ancora con le ferite della ... (
Appena l'ho finito di leggere, mi sono venute in mente solo quattro parole: cinema e poesia, lo sguardo e la voce.niente altro.
Capivo benissimo che tutto stava dentro lo 'sguardo': lo specchio, i volti, persone(i soggetti)che camminano, si incontrano in una città tedesca ancora con le ferite della guerra..niente da fare, non riuscivo ad andare oltre ad appunti mentali.E ho rimandato il commento(come ho rimandato,sbagliando!, per decenni la lettura di Boll), sapendo però che non avrei mollato, prima o poi l'avrei scritto.
la 'materia'(non solo il contenuto)del libro continuava a bollirmi dentro: ricordi di altre letture,ma sopratutto il Cinema!scene di film, dialoghi che ricordo a memoria, interpretazioni del 'passato che non passa'..
l'ho riletto una seconda volta, ho capito e ora scrivo.
sono andata a cercare se ne fosse stato tratto un film..stranamente, da quello che mi risulta fino ad ora(ma la ricerca continua), sono stati fatti film su altri romanzi di Boll, ma non su 'E non disse nemmeno una parola'..eppure, per me, è un' romanzo dello sguardo'(definizione che invento sul momento) ovvero è 'l'occhio' che racconta, si interroga guardando fuori di sè(la realtà dove si muove l'azione), e dentro di sè(allo specchio): i due protagonisti vivono due vite separate, ma usano le stesse parole(la polvere per Kate,è il nemico con cui lotta ogni giorno e per Fred è quella che respira,ed è "la povertà") guardano le stesse cose, si amano e si sono sposati per "per fare la colazione insieme" e "per andare insieme alla fiera"..gioco di specchi? direi di si.
ma andiamo con ordine.sono tante le cose che ho da dire, che ho paura di perdere il filo.
dunque,il cinema è dentro il racconto: sia Fred che Kate vedono, in momenti diversi(ma sempre all'interno dell'unità di tempo, ossia la domenica e il lunedi) uscire gli spettatori dalla sala cinematografica, e Fred, nell'ultimo dialogo con la moglie, annovera il cinema tra i suoi amori..può darsi che sia solo un piccolo omaggio ad una grande passione di Boll, non lo so, ma certamente, io credo,che non siano accenni superflui, hanno un senso.
come difatto, ha un senso la'tecnica' cinematografica fin dall'inizio del racconto:Fred lascia i soldi nella busta(un marito che abbandona la famiglia, 'deve' dare i soldi),e solo quando la porterà al ciabattino Wagner,scopriamo il motivo del suo abbandono: non è per un'altra donna,è per il peso insopportabile della 'povertà', che lo fa diventare cattivo, tanto da picchiare i figli.
tutto allora cambia. tutto si svolge secondo un'altra traiettoria,una prospettiva molto attraente,non scontata, pesantemente vera (e tragicamente attuale!!).ed ecco allora il primo specchio,quello del chiosco, dove Fred si vede solo, ma a fianco di altri uomini(il teatrino dei burattini) troppo simili a lui?: non ce la fa, deve scappare.
inizia così la domenica del 'viandante' alla ricerca dei soldi per pagare l'albergo, per incontrare Kate..una via crucis, ancora segnata da sguardi in altri specchi,in cui l'immagine si frantuma e si riproduce all'infinto("un povero omarino"), in una città grigia, sporca,tra le rovine di quella guerra finita da poco, ma che, pur nominandola appena(è interessante proprio,secondo me, il solo accennarla da parte di Boll), è presente nella mente e nel cuore di Fred e di Kate..ma la vivono in modo del tutto diverso.
pur condividendo il dolore immenso per la morte dei due gemelli, Fred si nasconde o nasconde,ricorda la macelleria della guerra, enumera i morti, ama il loro silenzio, ma non racconta.
Kate, invece, parla,e la sua voce è forte: " io so, io non dimentico"..bellissimo 'urlo' di rabbia, per tutto il dolore, per la morte che la guerra porta con sè!
ho amato molto Kate, l'ho pedinata, l'ho ascoltata, l'ho vista,è stato impossibile perderla anche solo per un attimo. tutto il suo racconto(straordinario il brano "vedo là dentro(lo specchio) tante donne.."!!!)è quello di una donna che vive(l'immagine allo specchio in casa e poi quella di sè giovane riflessa nel volto della ragazza) e vuole vivere ancora, ed è questa capacità di sorridere e di vedere il sorriso degli altri(ancora la ragazza della baracca),di divertirsi e ridere(alla fiera gioca come una bimba), di vedere il bello dove non c'è(l'albergo),di essere sincera con se stessa,di rifiutare il ruolo di 'prostituta(cosa fa Fred per impedirlo?) che le permette di rispondere a tono alla vicina bigotta e di dire no alla riproposizione di una vita coniugale sempre identica...è proprio lei alla fine a non volere che Fred ritorni a casa, ha paura che non cambi nulla..bellissimo, ancora bellissimo!c'è molto amore,nel suo desiderio di un amore senza matrimonio..uno dei dialoghi più avvincenti che mai abbia letto!
Fred, l'altra faccia dello specchio,invece, sa di non stare vivendo, si annoia, solo i morti non annoiano, annota le frasi del Vescovo 'sciocco', ascolta al telefono il parlottare stupido dei preti,identico a quello degli ufficiali in guerra, ma è come se stesse sempre da un'altra parte, dove? non si sa e non lo sa neppure lui...
è un personaggio maschile molto ben delineato nelle sue paure, nella sua noia, e inevitabilmente poco nei suoi desideri..cosa vuole in realtà Fred?(è lui che lo doamnda a Kate, ma lo chiede a se stesso)
potrei scrivere tanto ancora sui colori..il contrasto tra il grigio, il nero e il rosso e il bianco degli striscioni..oppure ancora,la pioggia e il verde sporco dei prati invasi dai detriti e il caldo e la 'pulizia' dell'interno della baracca, il bianco della polvere dei calcinacci, il rosso delle cicogne, e via via..
potrei parlare però ancora di cinema.
lo voglio fare,e sopratutto del film che fin dalle prime pagine mi è venuto in mente:
'Germania pallida madre'(1980) di Helma Sanders, la regista femminista che mi fece scoprire con un altro sguardo, molti molti anni fa, la Germania.
ogni tanto lo rivedo,ed anche se non è perfetto, il piacere e la commozione mi prendono ogni volta, e in questo caso, io credo, che la lettura di questo romanzo di Boll, sia stata 'condizionata' dal ricordo indelebile di alcune scene, dell'ultima sopratutto!
.." Mammina apri, non lasciarmi sola, apri la porta, apri!"..là dentro c'è la madre che ha appena aperto il gas dello scaldabagno, vuole morire..ma poi,la porta si apre,la scena si sblocca,le mani accarezzano, la bimba ancora piangente abbraccia ed è abbracciata..
io credo che anche nel romanzo di Boll venga aperta alla fine una 'porta', ed è la 'decisione' di Fred di vivere, di smettere di lasciarsi occupare dalla noia(anche qui c'è fino all'ultimo il dubbio che possa suicidarsi),capisce che deve andare 'a casa'!..è superfluo dire che mi sono commossa? ma entrambi i finali,almeno per me, non sono per nulla melodrammatici, non si sa come andrà,non si chiude la storia, resta aperta la vita.
potrei scrivere ancora pagine e pagine:il romanzo di Boll(il mio primo suo romanzo) è una miniera di suggestioni(parlare dell'amore? certo!) anche quelle più inaspettate.. sono rimasta colpita dall''attualità' del romanzo: di solito non mi piace usare questo termine, ma non posso proprio farne a meno.
credo che i cumuli delle 'rovine', la fame,la povertà, lo strapotere dei 'droghieri'e della Chiesa siano di fatto realtà con cui anche oggi ognuno di noi ha a che fare, è un mondo insopportabile che impoverisce, togliendo tutto.. e allora,la pubblicità oscena di prodotti che spariranno presto(o sono già spariti, penso alle auto!)dalla vita di molti, non è la stessa delle cicogne rosse di Boll? quella "compagnia di impicati repellente"che scende lentamente, 'invade'sotto il rombo degli aereoplani(la guerra non è finita..ho rivisto la scena delle protesi attaccate ai paracaduti di 'Viaggio ad Handakar')la città..è importante che sia tedesca?
è un romanzo da rileggere, o leggere, oggi: si, io penso che Boll sia un grandissimo scrittore che ha ancora molto moltissimo da dire a tutti noi.
ho una montagna di suoi romanzi da leggere..sono molto felice!