.'tsunami' no! ti prego, Revelli, anche tu? no,no, no..
a me il libro di Revelli non è piaciuto per nulla. come mi permetto di dire una cosa simile? Revelli??? ma se l'ho letto negli anni, l'ho ascoltato più volte, come posso? che mi sta succedendo? prima di tutto, mi aspettavo un'analisi più 'calda', è un linguaggio troppo freddo, che a me crea sempre
... (continue)
a me il libro di Revelli non è piaciuto per nulla. come mi permetto di dire una cosa simile? Revelli??? ma se l'ho letto negli anni, l'ho ascoltato più volte, come posso? che mi sta succedendo? prima di tutto, mi aspettavo un'analisi più 'calda', è un linguaggio troppo freddo, che a me crea sempre ed in ogni caso, un senso di spaesamento..mi allontana, per così dire. ma non è solo il senso di freddo che ho avuto per tutta la lettura, è che avrei preferito un libro percorso più da domande che da risposte, anche se poste onestamente.insomma, io l'ho letto come un pensiero assertivo e (forse) senza speranza. mah,è vero che sto scrivendo sotto l'effetto della neve e del gelo di questo brutto inverno lunghissimo politicamente e meteorologicamtne, e che forse condiziona il mio giudizio, tanto da farmi quasi pensare di 'annullare' il commento e rimandare a chissà..alla 'primavera'?? una cosa è certa, Revelli mi ha proprio deluso.intanto non mi piace il titolo: Beckett o un campo di calcio?io credo, visto che l'autore non ne faun riferimento esplicito, sia ancora una volta la metafora calcistica che va tanto di moda e che detesto profondamente! tutto troppo semplificato, un libro che avrebbe avuto bisogno di più pagine, di sicuro!! e che però nasce,io credo, dalla profonda sfiducia nel presente e quindi in un futuro,che non è possibile sapere come prefigurarlo.. no, io non ci sto per nulla.è una visione della vita che non mi riguarda, non ne sono mai stata affascinata nemmeno nei momenti peggiori,e tantomeno ora.scrivo questo commento molto rabberciato, perchè fra poche ore sapremo in che disastro è finito questo paese, oppure nell'unica possibilità di opporre un'idea di cambiamento,anche se per me molto povera! sto girando intorno al punto fisso della mia vita: a chi dovrei'delegare' le mie scelte? io vedo, come ho già scritto, una galleria di Uomini, prepotenti, arroganti e tanto più sono arroganti, urlanti e più piacciono! a me no! ho sempre lottato contro di essi(che fossero anche dirigenti di sezione di un'organizzazione extraparlamentare di tanti anni fa..),e ciò che mi rende veramente tanto in ansia, è la dimenticanza e quindi la semplicazione, e ancora di più la mancanza di studio e di conoscenza: è mai possibile che basti davvero miscelare idee anche contrastanti, farne un 'prodotto' vendibile sul mercato della politica? mescolare parole, idee, annullare destra e sinistra, la cosa importante comunque è che ci sia sempre un Capo.. il successo di Grillo io me lo spiego così, e per questo mi fa rabbia la sinistra a cui appartengo abbia permesso che si appropriasse di pensieri, di lotte, di decenni e decenni di azioni 'popolari' di movimenti buttandole dal palco di una piazza come se fossero solo opera sua..il mito dell'UOMO seduttivo, Padre assoluto, il Capo che decide( ma parla di 'popolo'deliberante) che gioca sul 'non esserci'(ha annunciato la prossima sua sparizione, o me lo sono inventato?, ma essendo Padrone del simbolo del movimento,difficilmente potrà abbandonare la sua 'missione')ancora è forte, forse fortissimo, e sta proprio ancora qui tutto il mio rifiuto totale! è stupefacente come nessuno abbia fatto notare che il linguaggio 'guerresco'('siete accerchiati'e 'siamo in guerra' 'arrendetevi',ecc..)e l'uso di parole come 'democrazia diretta'(..difatti 'dretta' da chi?) siano di per sè incompatibili, e l'uso forsennato di una parola terribile come 'tsunami' evocatrice di morte e disperazione(anche Revelli la usa..), di corpi sepolti sotto le macerie, di miseria, di un futuro lontanissimo di ripresa della vita,ecc. è una parola che non posso che detestare!,ma non solo, c'è inevitabilmente anche l'antico e sempre verde maschilismo di chi considera le donne capaci solo se 'hanno le palle'!!!!!!!!!!!!!!!!!!! vorrei scrivere ancorae ancora. vorrei trascrivere le belle parole che ho avuto in questi giorni da persone amiche e anche dalla mia vicina 80enne,(bersaniana ora e PCI fin che c'è stato)accompagnandola ieri al seggio:'" Grillo? ma se è un comico? o questa?? ci mancava anche il comico, tanto se ne ha avuti pochi..'"(detto in fiorentino è più divertente!) ritorno a Revelli.. è stato per me un pugno nello stomaco, sto pensando a qualcosa di più di queste righe, semplificate e quindi poverissime, ma sono qui come tutti ad attendere lo spoglio delle schede.......
Avviso ai naviganti: mare in tempesta, tenere saldo il timone, non perdere la rotta.
il libro di Settis l'ho 'finito',ma non l'ho chiuso. resterà sempre aperto accanto a 'Lotta di classe dopo la lotta di classe' di Gallino, due libri che vanno letti uno dopo l'altro, o anche insieme, indispensabili strumenti per farsi domande, per avere più parole, per capire 'che fare?'. 'Azione p
... (continue)
il libro di Settis l'ho 'finito',ma non l'ho chiuso. resterà sempre aperto accanto a 'Lotta di classe dopo la lotta di classe' di Gallino, due libri che vanno letti uno dopo l'altro, o anche insieme, indispensabili strumenti per farsi domande, per avere più parole, per capire 'che fare?'. 'Azione popolare' l'ho portato con me dappertutto, l'ho letto, riletto frasi e capitoli interi,e in un continuo dialogo a distanza con Settis,l'ho consigliato con forza a tanti:"leggilo, leggilo prima di andare a votare", facendo mio l'appello(così io l'ho interpretato!) dell'autore. il punto è proprio questo: l'ho letto in questo mese pre elettorale, durante il quale non mi è passato per la testa di leggere altro, tanto pesante è il bisogno di capire cosa sta succendendo e cosa ancora può succedere a questo paese! leggere Settis è stato per me respirare finalmente, uscire dalla cappa di parole vuote che mi soffocano,mi rendono nervosa e impaurita. di questo libro ho colto la profonda passione e amore,scrivere un libro così è possibile solo se ci si crede nelle cose che si scrivono, non c'è mai una distrazione o la ricerca di una scappatoria: scrivere è già politica!, è un pensiero che va alla radice, che ti spinge a smettere di lamentarti, di 'rassegnarti' alla realtà, di uscire dalla propria casa, di 'riprendersi' la politica, di ridargli senso e significato. ho buttato giù 'incipit' dai toni più diversi: da quelli leggeri('ho deciso di togliere dal mio vocabolario la parola'crescita','non ho mai creduto a libretti rossi, ma questo dalla copertina bianca ecc') a quello amarisismo e sconsolato(' non c'è più tempo, chi ascolterà l'appello di Settis? il mare è in tempesta e io ho tanta paura..'ecc.) poi ho cancellato tutto. ora ci riprovo. non so quanto e come riuscirò a scrivere, ma voglio ripetere qui l'invito a leggerlo! sono state tante e poi tante le mie riflessioni che dovrei riempire spazi infiniti o quasi, ma su una cosa voglio invitarvi a riflettere con me. io credo che il libro di Settis abbia oltre alla chiarezza, alla lucidità,alla competenza e come ho detto all'amore,il grande senso di 'responsabilità del presente ma sopratutto del futuro.non si può non essere d'accordo con lui: la nostra vita, il nostro paese, ma la Terra intera è derubata, assalita da decenni in una guerra terribile, e quello che lasceremo in eredità ai nostri figli, ai nostri nipoti, alle generazioni che verranno,se non riprenderemo la 'rotta', sarà ben poco, anzi nulla!io che non ho avuto figli, con mio grande dolore, mi sento e sono 'responsabile' di quanto dico e faccio, sapendo che non c'è un'altra strada se non quella di far sapere, di far conoscere, di far riflettere, di far si che ognuno di noi capisca che i mezzucci, le parole di chi ci vuole governare o governare ancora sono povere, talmente povere che fanno tanta paura. io ho paura e rabbia,non faccio altro che cercare di uscire dalla gabbia di un linguaggio mercantilistico, l'unico che viene usato tranquillamente e regolarmente: ..non più progetto politico, ma 'offerta'!!!!c'è stato qualcuno che si è scandalizzato? io si, eccome! io credo che questi personaggi politici hanno la responsabilità di aver infettato il linguaggio, di avere passivamente accettato le regole del Pensiero Unico, di insistere ancora nella distruzione di credibilità di ciò che rende un paese democratico o meno:simboli, parole, atteggiamenti che hanno corroso la parola democrazia', hanno reso colpevolemnte vuota una parola come Costituzione, che non mai smesso di essere attaccata, tanto che vuoi che 'valore' abbia? sono attori\venditori, pieni di sè, Capi e Padri e Salvatori ancora, con un prevaricante e oppressivo unico modello...arroganti,sicuri di essere nel giusto anche se la realtà parla da sola! quel 'poco' che viene proposto ha bisogno di ben altro, di una 'rivoluzione' culturale, di un pensiero ben definito, complesso ma semplice, profondo e serio, perchè questo paese non si 'con\ceda' ancora una volta a chi urla, a chi si ri\inventa,a chi dice bugie, a chi non parla mai di errori, di obbedienza passiva,a chi in un sol colpo fa fuori 'destra e sinistra', a chi pensa di 'azzerare' tutto con gran botti, a chi non ha capito proprio nulla e continua a sbagliare.. ora basta, mi sto agitando troppo. leggetelo, leggetelo, parliamone insieme. io ci sto. non ho detto tutto,non voglio essere fraintesa, il mio diritto a votare non lo lascio a casa. voterò,eccome! voterò a malincuore, ma lo farò, questo paese è molto più ricco di pensieri e di 'azioni popolari'di quanto pensino i maschi capilista!!in tutto un mondo ci sono milioni di donne che lottano ogni giorno, si riuniscono al di là dei confini e io so da che parte stare, con chi difende la propria vita e quella delle generazioni future..e continuerò a lottare perchè non mi darò mai per vinta!
" un giorno dopo l'altro, il tempo se ne va, le strade sempre uguali, le stesse cose(..)e la speranza ormai è un'abitudine"Tenco 1966
avevo in mente altri titoli più attinenti al libro,poi ha scelto Tenco per me: sono giorni che canto 'un giorno dopo l'altro', non so bene perchè, forse per questo senso profondo di inquietudine e di tristezza che sto vivendo? se almeno fossi soltanto annoiata!ma non lo sono..mi spaventa il silenzio
... (continue)
avevo in mente altri titoli più attinenti al libro,poi ha scelto Tenco per me: sono giorni che canto 'un giorno dopo l'altro', non so bene perchè, forse per questo senso profondo di inquietudine e di tristezza che sto vivendo? se almeno fossi soltanto annoiata!ma non lo sono..mi spaventa il silenzio, mi spaventa il conformismo, mi spaventa l'obbedienza ai riti di sempre. continuo a coltivare la speranza, ma è "ormai un'abitudine".. ho lasciato da parte i romanzi di Boll, ho fatto crescere la montagna dei libri da leggere, mi sono aggrappata invece a quei pochi che ho trovato sullo 'stato' dell'informazione, per capirci di più, per continuare a chiedermi:se e quando e chi oggi in questo paese può ancora 'leggere' la realtà e raccontarla. mentalmente in questi giorni avevo già scritto il commento al bel libro di Ramonet, bastava buttarlo giù, aggiungere o togliere qualcosa.e invece non è facile come credevo, è un piccolo libro molto complesso, che non affronta soltanto cose che sappiamo: la profonda trasformazione del ruolo del giornalista nell'epoca di Internet, della Rete,la precarietà e forse la sua sparizione,ecc, ma riformula molto bene la domanda che mi pongo ormai da tanto tempo: ci sarà ancora vita nel mondo del giornalismo? ci sarà ancora l'amore per la verità, il diritto di dirla e di leggerla? io credo che non c'entri nulla o molto poco il mio essere 'novecentesca' e quindi la fatica che ho fatto ad adeguarmi alle novità e la mia difficoltà ad 'orientarmi'..il mio quotidiano bisogno di informazione libera('libera veramente')si scontra con il silenzio incredibile (alle elezioni manca un mese!!!), sulla libertà di stampa e sul diritto all'informazione..spaventa soltanto me? prima ho usato la parola 'riti':ventanni di berlusconismo non hanno soltanto avvelenato l'aria, l'hanno tolta proprio! basta vedere, o leggere, le mille e più parole spese su una trasmissione televisiva, oppure su come Berlusconi si sia impadronito(quando mai ha smesso?è si o no ancora il Padrone?) della scena..ma perchè, mi sono chiesta, Damilano ha riso? perchè Igroia pure? nemmeno un piccolissimo gesto di ribellione al grande Buffone? .............
da quando ho riletto Fracassi, sono andata spesso su in soffitta a ritrovare i miei 'tesori', annate di riviste sparite, articoli di quotidiani ingialliti, ma ancora leggibili,raccolti quando ancora..decenni fa! mi ha fatto tanto effetto sfogliarli, leggere qua e là.addosso mi è venuta una grande tristezza, come se quel mondo davvero non esistesse più. e invece deve esistere, deve esserci uno sguardo che parli, che racconti ancora, con la stessa competenza, la stessa cura e passione.. mi mancano tutte le mie riviste('la terra vista dala luna', 'Avvenimenti', le più amate!), davvero oggi mi sento tanto più povera e anche più indifesa. del libro di Ramonet, e della 'traduzione'(ottima!!) di Sullo voglio dire solo questo: vi ho trovato l'intelligenza, la professionalità di un giornalista che ha ancora speranza di cambiare questo mondo.
il mio non è un commento, è il ringraziamento a Fracassi, uno dei più grandi giornalisti italiani!
luoghi a me molto cari stanno sparendo: muoiono le librerie, muoiono le edicole.sta morendo un mondo in cui sono cresciuta e..invecchiata. non so farmene una ragione, anche se so benissimo i motivi per cui sta avvenendo questo stillicidio della libertà di informazione e del diritto alla cultura..
... (continue)
luoghi a me molto cari stanno sparendo: muoiono le librerie, muoiono le edicole.sta morendo un mondo in cui sono cresciuta e..invecchiata. non so farmene una ragione, anche se so benissimo i motivi per cui sta avvenendo questo stillicidio della libertà di informazione e del diritto alla cultura.. ma non sono stupida, non rimpiango un mondo 'perfetto', la libertà d'opinione e l'accesso alla cultura è sempre stata rivendicata perchè soggetta a limitazioni, a privazioni o a vere e proprie 'guerre' di annientamento. quanto stiamo vivendo ormai da decenni è l'assalto concentrico, feroce a quegli spazi di libertà di idee, di pensiero critico che hanno lottato per resistere. oggi il paesaggio è di rovine. rovine dappertutto. il percorso è accidentato e richiede davvero coraggio trovare un varco tra i macigni che intralciano il cammino. delle librerie, dell'editoria in generale, scriverò sui libri di Shiffrin, ora voglio parlare del libro di Fracassi.un piccolo grande, grandissimo libro che permise a moltissimi di 'scoprire'il mondo dell'informazione, nei suoi risvolti più intollerabili e nel 'predire' il nostro presente. rileggendolo, mi sono ricordata quando venne a presentarlo qui a Firenze: sala piena, domande intelligenti, un'atmosfera bella, calda(questa si che la rimpiango!), non solo per addetti ai lavori, ma per chi aveva a cuore la propria e la libertà di tutti di informarsi e di informare. ad Avvenimenti, la rivista fondata da Fracassi nel 1988, sono talmente legata che le annate sono ancora nella mia soffitta.avevo pensato di regararla alla mia biblioteca preferita, ma mancano dei numeri..e allora me la tengo, so di averla, so che posso rileggerla, e farla leggere a chi vuole ri\scoprire una lettura della realtà che dette vita ad un vero movimento..'l'altra Italia' si chiamava,qualcuno se lo ricorda? se mi chiedessero" cosa leggevi negli anni '90?", ecco risponderei cosi:" Il Manifesto' e Avvenimenti", quest'ultima è stata la mia compagna di viaggio per un decennio, fino alla sua morte" oggi non ho compagni di viaggio, per la prima volta in vita mia, non so più quale quotidiano leggere..mi era piaciuto molto il tentativo di 'Pubblico', ma non ce l'ha fatta, ha dovuto chiudere, come altri quotidiani di sinistra. e il punto è proprio questo: 'resiste' ancora in Italia un quotidiano di snistra? non voglio eludere le risposte a chi mi parla de Il Manifesto, oppure dell'Unità, so benissimo che ci sono e che li leggo anche,(come pure La Repubblica e il Fatto), ma il mio è il desiderio, ed è fortissimo, di un pensiero critico che esca ogni giorno e che ogni giorno possa acquistarlo in edicola! lo so, avrei da scrivere tanto per non restare nel vago, ma in questo momento il mio ricordo di Avvenimenti e di questo splendido, insostituibile e 'imprescindibile' libro di Fracassi, la sua rilettura è stata davvero sconvolgente,anche se me lo ricordavo benissimo!, mi fa pensare a quanto è andato perduto, a quanta energia ci vuole per spezzare il monopolio, quella coltre grigia che copre l'informazione, il conformismo di pensieri e di parole('ci metto la faccia', il sali\scendi in politica, 'ma di cosa stiamo parlando?'.Agenda si, Agenda no,la mia è più bella della tua,'assolutamente si, assolutamente no'.. la collana di 'perle' del cattivo linguaggio giornalistico è lunghissima!). non sarà che sono sotto l'effetto del 'ritorno' massiccio e violento della presenza in video e sui giornali di Berlusconi? si! ed è per questo che mi chiedo: a che punto è la notte? dove sono i giornalisti? ma sopratutto, siamo davvero sicuri che basti quella piccola voce di dissenso che ogni tanto 'buca' il video o scrive articoli anche intelligenti? a me no, non basta.in tutta la mia vita ho ricercato e continuo a cercare un giornalismo che si possa definire tale, e cioè libero da padroni, libero da ogni compromesso, libero di usare le parole, che restano sempre e comunque delle 'pietre' per edificare qualcosa che resti nel tempo.. invito tutti a ricercare il libro, leggetelo! è una pietra miliare nella storia del giornalismo italiano, così io lo lessi e così l'ho riletto. potrei finire con un amen..ma si, perchè no? amen.
"mi dispiace che siano state pronunciate così tante parole e che voi ancora non abbiate capito"Maria Alekhina del gruppo Pussy Riot
un mese fa ho ricevuto questo messaggio dal mio amico anobiano Frabe:" si, leggilo Lilly!a te questa Jennifer non può sfuggire(perchè è donna e perchè ci mette pure l'impegno politico, dentro).."gli ho dato retta, ho lasciato per un po' Boll(voglio leggerlo tutto e sono solo a metà!)e ho letto il li
... (continue)
un mese fa ho ricevuto questo messaggio dal mio amico anobiano Frabe:" si, leggilo Lilly!a te questa Jennifer non può sfuggire(perchè è donna e perchè ci mette pure l'impegno politico, dentro).."gli ho dato retta, ho lasciato per un po' Boll(voglio leggerlo tutto e sono solo a metà!)e ho letto il libro della Dubois. Frabe ha centrato i veri motivi per i quali avrei dovuto leggerlo e sopratutto perchè mi potesse piacere.così è stato,ma devo dire subito che ho fatto un po' fatica ad entrare dentro il linguaggio scacchistico(eppure è un linguaggio molto usato, anche in politica:'scacchiere internazionale', 'scacco matto' 'la mossa del cavallo'ecc)e credo che questo sia dovuto al fatto che io non capisco nulla degli scacchi. non ho mai imparato, nonostante abbia avuto un padre scacchista di un certo livello, ho un fratello e cugini e amici che giocano regolarmente ed un nipote che da piccolo viaggiava con la scacchiera sottobraccio.. a me, in fin dei conti, è sempre apparso un mondo 'a parte', molto maschile, misterioso e lontano. ogni tanto mi ricordo di essere stata a guardare, osservavo attenta,ma quelle 'mosse' mi restavano del tutto incomprensibili e sopratutto però mi colpiva il silenzio.un gioco fatto di silenzio, è un gioco? a quanto pare si, ma il succo non sta qui, ma nella guerra simulata tra i due concorrenti che muovono le pedine,che sia il Re o la Regina o le Torri,come fossero su un campo di battaglia. sarà per questo motivo? o forse molto più realisticamente per il tempo lunghissimo con cui si 'muove'il gioco, che me ne andavo quasi subito, annoiata e anche infastidita? l'ho dovuto dire, perchè tutta la storia del gioco e del campione in realtà mi ha attirato poco, mi ha invece preso moltissimo tutto il resto e cioè l'incredibile bravura di questa giovane scrittrice americana, che di sicuro renderà rabbiosi e invidiosi scrittori e scrittrici, anche quelli non 'giovani'come lei! ed è senz'altro Irina la protagonista che preferisco tra i due, non ho nessun dubbio:scegliere la prima persona, far riafforare con lucidità e semplictà pensieri ed emozioni così forti e così, mi permetto di scriverlo, 'tragicamente veri', tanto da farmi fermare spesso a rileggere le frasi, è, io credo, la prova di grande, grande maturità! e poi, comporre la figura del Campione di scacchi, ricostrurne la storia non era difficilissimo, mentre invece Irina è un personaggio molto complesso e alla fine, nella logica che detesto, è la 'vincente'. ora sento subito le critiche, ma io la penso proprio così.Se c'è qualcosa che lei può dire al giocatore russo e anche a tutti,è nella sua scelta di 'vivere' fino a che le sarà permesso. credo anche che qui stia la risposta alla domanda del padre: cosa permette di vivere, sapendo che saremo sconfitti? cosa ti fa andare avanti, nonostante tutto e tutti? la risposta non è facile, non può esserlo: Irina sceglie di vivere non da eroina, di vivere però dentro la Storia,dentro il paese, questa Russia di Putin terribile, oscena!,dove cerca di non essere una 'pedina' qualsiasi! forse la mia lettura è troppo 'di parte', non lo so, ma sono anni e anni che mi chiedo come sia possibile che uomini viscidi come serpenti, assassini e torturatori, abbracciati ad altri come lui('l'amico italiano'..che orrore!!)siano ancora al potere,siano il Potere! ho letto i libri di Anna Politkovskaja, ho pianto per il suo assassinio insieme alle mie amiche del gruppo '2001 donne per la pace', abbiamo cercato in piazza di parlare come lei, di usare le sue parole, un lavoro entusiasmante e tristissimo al tempo stesso..il mondo di Putin è spaventoso,riproduce le stesse torture e le stesse discriminazioni di sempre: mi piacerebbe avere un gruppo per ritornare in piazza con le parole bellissime di Maria Alekhina..chissà? ritorno al libro della Dubois. romanzo che ha qualche zona d'ombra,qualche personaggio un po' troppo tirato via,qualche incongruenza, ma io sono troppo odiosa, lo so, ma resta di fatto tutto il mio stupore per come abbia potuto scrivere, così giovane, un romanzo tanto pieno di splendide immagini e parole: "Non vi chiedo di credere che vinceremo. vi chiedo di immaginare che sia possibile",Aleksander pag. 402.... potrei e forse dovrei scrivere ancora, ma non mi riesce. voglio solo aggiungere la bellissima, a mio parere, idea di far vivere il campione all'interno di un appartamento di ricchi, con la moquette bianca(?), dalle ampie vetrate, sopra e lontano dalla città..una bolla di sapone, una bolla d'aria, qualcosa da cui dovrà uscire per continuare a vivere, fino a che gli sarà permesso. ah, mi ha colpito moltissimo lo squallore degli esterni, lo sporco, il grigio..metafora di un mondo in rovina? metafora di una realtà che spazia al di là dei confini e arriva fino qua, da noi?forse.
un invito: se non lo conoscete, andate a cercare il film 'Insalata russa' diYouri Mamine(1994), delizioso, interessante, intelligente!lo vidi in anteprima al Festival del cinema di Città di Castello, comprai subito la cassetta e l'ho fatto girare tra i miei amici. consiglio di guardarlo attentamente, fin dalla prima scena: osservate i quadretti appesi nella sala dei professori e le scritte nel corridoio della scuola............ e poi..basta così.
Finale di partito
a me il libro di Revelli non è piaciuto per nulla.continue)
come mi permetto di dire una cosa simile? Revelli??? ma se l'ho letto negli anni, l'ho ascoltato più volte, come posso? che mi sta succedendo?
prima di tutto, mi aspettavo un'analisi più 'calda', è un linguaggio troppo freddo, che a me crea sempre ... (
a me il libro di Revelli non è piaciuto per nulla.
come mi permetto di dire una cosa simile? Revelli??? ma se l'ho letto negli anni, l'ho ascoltato più volte, come posso? che mi sta succedendo?
prima di tutto, mi aspettavo un'analisi più 'calda', è un linguaggio troppo freddo, che a me crea sempre ed in ogni caso, un senso di spaesamento..mi allontana, per così dire.
ma non è solo il senso di freddo che ho avuto per tutta la lettura, è che avrei preferito un libro percorso più da domande che da risposte, anche se poste onestamente.insomma, io l'ho letto come un pensiero assertivo e (forse) senza speranza.
mah,è vero che sto scrivendo sotto l'effetto della neve e del gelo di questo brutto inverno lunghissimo politicamente e meteorologicamtne, e che forse condiziona il mio giudizio, tanto da farmi quasi pensare di 'annullare' il commento e rimandare a chissà..alla 'primavera'??
una cosa è certa, Revelli mi ha proprio deluso.intanto non mi piace il titolo: Beckett o un campo di calcio?io credo, visto che l'autore non ne faun riferimento esplicito, sia ancora una volta la metafora calcistica che va tanto di moda e che detesto profondamente!
tutto troppo semplificato, un libro che avrebbe avuto bisogno di più pagine, di sicuro!! e che però nasce,io credo, dalla profonda sfiducia nel presente e quindi in un futuro,che non è possibile sapere come prefigurarlo..
no, io non ci sto per nulla.è una visione della vita che non mi riguarda, non ne sono mai stata affascinata nemmeno nei momenti peggiori,e tantomeno ora.scrivo questo commento molto rabberciato, perchè fra poche ore sapremo in che disastro è finito questo paese, oppure nell'unica possibilità di opporre un'idea di cambiamento,anche se per me molto povera!
sto girando intorno al punto fisso della mia vita: a chi dovrei'delegare' le mie scelte?
io vedo, come ho già scritto, una galleria di Uomini, prepotenti, arroganti e tanto più sono arroganti, urlanti e più piacciono!
a me no! ho sempre lottato contro di essi(che fossero anche dirigenti di sezione di un'organizzazione extraparlamentare di tanti anni fa..),e ciò che mi rende veramente tanto in ansia, è la dimenticanza e quindi la semplicazione, e ancora di più la mancanza di studio e di conoscenza: è mai possibile che basti davvero miscelare idee anche contrastanti, farne un 'prodotto' vendibile sul mercato della politica? mescolare parole, idee, annullare destra e sinistra, la cosa importante comunque è che ci sia sempre un Capo..
il successo di Grillo io me lo spiego così, e per questo mi fa rabbia la sinistra a cui appartengo abbia permesso che si appropriasse di pensieri, di lotte, di decenni e decenni di azioni 'popolari' di movimenti buttandole dal palco di una piazza come se fossero solo opera sua..il mito dell'UOMO seduttivo, Padre assoluto, il Capo che decide( ma parla di 'popolo'deliberante) che gioca sul 'non esserci'(ha annunciato la prossima sua sparizione, o me lo sono inventato?, ma essendo Padrone del simbolo del movimento,difficilmente potrà abbandonare la sua 'missione')ancora è forte, forse fortissimo, e sta proprio ancora qui tutto il mio rifiuto totale!
è stupefacente come nessuno abbia fatto notare che il linguaggio 'guerresco'('siete accerchiati'e 'siamo in guerra' 'arrendetevi',ecc..)e l'uso di parole come 'democrazia diretta'(..difatti 'dretta' da chi?) siano di per sè incompatibili, e l'uso forsennato di una parola terribile come 'tsunami' evocatrice di morte e disperazione(anche Revelli la usa..), di corpi sepolti sotto le macerie, di miseria, di un futuro lontanissimo di ripresa della vita,ecc. è una parola che non posso che detestare!,ma non solo, c'è inevitabilmente anche l'antico e sempre verde maschilismo di chi considera le donne capaci solo se 'hanno le palle'!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
vorrei scrivere ancorae ancora. vorrei trascrivere le belle parole che ho avuto in questi giorni da persone amiche e anche dalla mia vicina 80enne,(bersaniana ora e PCI fin che c'è stato)accompagnandola ieri al seggio:'" Grillo? ma se è un comico? o questa?? ci mancava anche il comico, tanto se ne ha avuti pochi..'"(detto in fiorentino è più divertente!)
ritorno a Revelli.. è stato per me un pugno nello stomaco, sto pensando a qualcosa di più di queste righe, semplificate e quindi poverissime, ma sono qui come tutti ad attendere lo spoglio delle schede.......
Azione popolare
il libro di Settis l'ho 'finito',ma non l'ho chiuso. resterà sempre aperto accanto a 'Lotta di classe dopo la lotta di classe' di Gallino, due libri che vanno letti uno dopo l'altro, o anche insieme, indispensabili strumenti per farsi domande, per avere più parole, per capire 'che fare?'.continue)
'Azione p ... (
il libro di Settis l'ho 'finito',ma non l'ho chiuso. resterà sempre aperto accanto a 'Lotta di classe dopo la lotta di classe' di Gallino, due libri che vanno letti uno dopo l'altro, o anche insieme, indispensabili strumenti per farsi domande, per avere più parole, per capire 'che fare?'.
'Azione popolare' l'ho portato con me dappertutto, l'ho letto, riletto frasi e capitoli interi,e in un continuo dialogo a distanza con Settis,l'ho consigliato con forza a tanti:"leggilo, leggilo prima di andare a votare", facendo mio l'appello(così io l'ho interpretato!) dell'autore.
il punto è proprio questo: l'ho letto in questo mese pre elettorale, durante il quale non mi è passato per la testa di leggere altro, tanto pesante è il bisogno di capire cosa sta succendendo e cosa ancora può succedere a questo paese! leggere Settis è stato per me respirare finalmente, uscire dalla cappa di parole vuote che mi soffocano,mi rendono nervosa e impaurita.
di questo libro ho colto la profonda passione e amore,scrivere un libro così è possibile solo se ci si crede nelle cose che si scrivono, non c'è mai una distrazione o la ricerca di una scappatoria: scrivere è già politica!, è un pensiero che va alla radice, che ti spinge a smettere di lamentarti, di 'rassegnarti' alla realtà, di uscire dalla propria casa, di 'riprendersi' la politica, di ridargli senso e significato.
ho buttato giù 'incipit' dai toni più diversi: da quelli leggeri('ho deciso di togliere dal mio vocabolario la parola'crescita','non ho mai creduto a libretti rossi, ma questo dalla copertina bianca ecc') a quello amarisismo e sconsolato(' non c'è più tempo, chi ascolterà l'appello di Settis? il mare è in tempesta e io ho tanta paura..'ecc.)
poi ho cancellato tutto.
ora ci riprovo. non so quanto e come riuscirò a scrivere, ma voglio ripetere qui l'invito a leggerlo!
sono state tante e poi tante le mie riflessioni che dovrei riempire spazi infiniti o quasi, ma su una cosa voglio invitarvi a riflettere con me. io credo che il libro di Settis abbia oltre alla chiarezza, alla lucidità,alla competenza e come ho detto all'amore,il grande senso di 'responsabilità del presente ma sopratutto del futuro.non si può non essere d'accordo con lui: la nostra vita, il nostro paese, ma la Terra intera è derubata, assalita da decenni in una guerra terribile, e quello che lasceremo in eredità ai nostri figli, ai nostri nipoti, alle generazioni che verranno,se non riprenderemo la 'rotta', sarà ben poco, anzi nulla!io che non ho avuto figli, con mio grande dolore, mi sento e sono 'responsabile' di quanto dico e faccio, sapendo che non c'è un'altra strada se non quella di far sapere, di far conoscere, di far riflettere, di far si che ognuno di noi capisca che i mezzucci, le parole di chi ci vuole governare o governare ancora sono povere, talmente povere che fanno tanta paura.
io ho paura e rabbia,non faccio altro che cercare di uscire dalla gabbia di un linguaggio mercantilistico, l'unico che viene usato tranquillamente e regolarmente: ..non più progetto politico, ma 'offerta'!!!!c'è stato qualcuno che si è scandalizzato? io si, eccome!
io credo che questi personaggi politici hanno la responsabilità di aver infettato il linguaggio, di avere passivamente accettato le regole del Pensiero Unico, di insistere ancora nella distruzione di credibilità di ciò che rende un paese democratico o meno:simboli, parole, atteggiamenti che hanno corroso la parola democrazia', hanno reso colpevolemnte vuota una parola come Costituzione, che non mai smesso di essere attaccata, tanto che vuoi che 'valore' abbia? sono attori\venditori, pieni di sè, Capi e Padri e Salvatori ancora, con un prevaricante e oppressivo unico modello...arroganti,sicuri di essere nel giusto anche se la realtà parla da sola!
quel 'poco' che viene proposto ha bisogno di ben altro, di una 'rivoluzione' culturale, di un pensiero ben definito, complesso ma semplice, profondo e serio, perchè questo paese non si 'con\ceda' ancora una volta a chi urla, a chi si ri\inventa,a chi dice bugie, a chi non parla mai di errori, di obbedienza passiva,a chi in un sol colpo fa fuori 'destra e sinistra', a chi pensa di 'azzerare' tutto con gran botti, a chi non ha capito proprio nulla e continua a sbagliare..
ora basta, mi sto agitando troppo.
leggetelo, leggetelo, parliamone insieme. io ci sto.
non ho detto tutto,non voglio essere fraintesa, il mio diritto a votare non lo lascio a casa. voterò,eccome! voterò a malincuore, ma lo farò, questo paese è molto più ricco di pensieri e di 'azioni popolari'di quanto pensino i maschi capilista!!in tutto un mondo ci sono milioni di donne che lottano ogni giorno, si riuniscono al di là dei confini e io so da che parte stare, con chi difende la propria vita e quella delle generazioni future..e continuerò a lottare perchè non mi darò mai per vinta!
L'esplosione del giornalismo
avevo in mente altri titoli più attinenti al libro,poi ha scelto Tenco per me: sono giorni che canto 'un giorno dopo l'altro', non so bene perchè, forse per questo senso profondo di inquietudine e di tristezza che sto vivendo? se almeno fossi soltanto annoiata!ma non lo sono..mi spaventa il silenzio ... (continue)
avevo in mente altri titoli più attinenti al libro,poi ha scelto Tenco per me: sono giorni che canto 'un giorno dopo l'altro', non so bene perchè, forse per questo senso profondo di inquietudine e di tristezza che sto vivendo? se almeno fossi soltanto annoiata!ma non lo sono..mi spaventa il silenzio, mi spaventa il conformismo, mi spaventa l'obbedienza ai riti di sempre.
continuo a coltivare la speranza, ma è "ormai un'abitudine"..
ho lasciato da parte i romanzi di Boll, ho fatto crescere la montagna dei libri da leggere, mi sono aggrappata invece a quei pochi che ho trovato sullo 'stato' dell'informazione, per capirci di più, per continuare a chiedermi:se e quando e chi oggi in questo paese può ancora 'leggere' la realtà e raccontarla.
mentalmente in questi giorni avevo già scritto il commento al bel libro di Ramonet, bastava buttarlo giù, aggiungere o togliere qualcosa.e invece non è facile come credevo, è un piccolo libro molto complesso, che non affronta soltanto cose che sappiamo: la profonda trasformazione del ruolo del giornalista nell'epoca di Internet, della Rete,la precarietà e forse la sua sparizione,ecc, ma riformula molto bene la domanda che mi pongo ormai da tanto tempo:
ci sarà ancora vita nel mondo del giornalismo? ci sarà ancora l'amore per la verità, il diritto di dirla e di leggerla?
io credo che non c'entri nulla o molto poco il mio essere 'novecentesca' e quindi la fatica che ho fatto ad adeguarmi alle novità e la mia difficoltà ad 'orientarmi'..il mio quotidiano bisogno di informazione libera('libera veramente')si scontra con il silenzio incredibile (alle elezioni manca un mese!!!), sulla libertà di stampa e sul diritto all'informazione..spaventa soltanto me?
prima ho usato la parola 'riti':ventanni di berlusconismo non hanno soltanto avvelenato l'aria, l'hanno tolta proprio! basta vedere, o leggere, le mille e più parole spese su una trasmissione televisiva, oppure su come Berlusconi si sia impadronito(quando mai ha smesso?è si o no ancora il Padrone?) della scena..ma perchè, mi sono chiesta, Damilano ha riso? perchè Igroia pure?
nemmeno un piccolissimo gesto di ribellione al grande Buffone?
.............
da quando ho riletto Fracassi, sono andata spesso su in soffitta a ritrovare i miei 'tesori', annate di riviste sparite, articoli di quotidiani ingialliti, ma ancora leggibili,raccolti quando ancora..decenni fa! mi ha fatto tanto effetto sfogliarli, leggere qua e là.addosso mi è venuta una grande tristezza, come se quel mondo davvero non esistesse più.
e invece deve esistere, deve esserci uno sguardo che parli, che racconti ancora, con la stessa competenza, la stessa cura e passione.. mi mancano tutte le mie riviste('la terra vista dala luna', 'Avvenimenti', le più amate!), davvero oggi mi sento tanto più povera e anche più indifesa.
del libro di Ramonet, e della 'traduzione'(ottima!!) di Sullo voglio dire solo questo: vi ho trovato l'intelligenza, la professionalità di un giornalista che ha ancora speranza di cambiare questo mondo.
Sotto la notizia niente
luoghi a me molto cari stanno sparendo: muoiono le librerie, muoiono le edicole.sta morendo un mondo in cui sono cresciuta e..invecchiata.continue)
non so farmene una ragione, anche se so benissimo i motivi per cui sta avvenendo questo stillicidio della libertà di informazione e del diritto alla cultura.. ... (
luoghi a me molto cari stanno sparendo: muoiono le librerie, muoiono le edicole.sta morendo un mondo in cui sono cresciuta e..invecchiata.
non so farmene una ragione, anche se so benissimo i motivi per cui sta avvenendo questo stillicidio della libertà di informazione e del diritto alla cultura..
ma non sono stupida, non rimpiango un mondo 'perfetto', la libertà d'opinione e l'accesso alla cultura è sempre stata rivendicata perchè soggetta a limitazioni, a privazioni o a vere e proprie 'guerre' di annientamento.
quanto stiamo vivendo ormai da decenni è l'assalto concentrico, feroce a quegli spazi di libertà di idee, di pensiero critico che hanno lottato per resistere.
oggi il paesaggio è di rovine. rovine dappertutto. il percorso è accidentato e richiede davvero coraggio trovare un varco tra i macigni che intralciano il cammino.
delle librerie, dell'editoria in generale, scriverò sui libri di Shiffrin, ora voglio parlare del libro di Fracassi.un piccolo grande, grandissimo libro che permise a moltissimi di 'scoprire'il mondo dell'informazione, nei suoi risvolti più intollerabili e nel 'predire' il nostro presente. rileggendolo, mi sono ricordata quando venne a presentarlo qui a Firenze: sala piena, domande intelligenti, un'atmosfera bella, calda(questa si che la rimpiango!), non solo per addetti ai lavori, ma per chi aveva a cuore la propria e la libertà di tutti di informarsi e di informare.
ad Avvenimenti, la rivista fondata da Fracassi nel 1988, sono talmente legata che le annate sono ancora nella mia soffitta.avevo pensato di regararla alla mia biblioteca preferita, ma mancano dei numeri..e allora me la tengo, so di averla, so che posso rileggerla, e farla leggere a chi vuole ri\scoprire una lettura della realtà che dette vita ad un vero movimento..'l'altra Italia' si chiamava,qualcuno se lo ricorda?
se mi chiedessero" cosa leggevi negli anni '90?", ecco risponderei cosi:" Il Manifesto' e Avvenimenti", quest'ultima è stata la mia compagna di viaggio per un decennio, fino alla sua morte"
oggi non ho compagni di viaggio, per la prima volta in vita mia, non so più quale quotidiano leggere..mi era piaciuto molto il tentativo di 'Pubblico', ma non ce l'ha fatta, ha dovuto chiudere, come altri quotidiani di sinistra. e il punto è proprio questo: 'resiste' ancora in Italia un quotidiano di snistra? non voglio eludere le risposte a chi mi parla de Il Manifesto, oppure dell'Unità, so benissimo che ci sono e che li leggo anche,(come pure La Repubblica e il Fatto), ma il mio è il desiderio, ed è fortissimo, di un pensiero critico che esca ogni giorno e che ogni giorno possa acquistarlo in edicola!
lo so, avrei da scrivere tanto per non restare nel vago, ma in questo momento il mio ricordo di Avvenimenti e di questo splendido, insostituibile e 'imprescindibile' libro di Fracassi, la sua rilettura è stata davvero sconvolgente,anche se me lo ricordavo benissimo!, mi fa pensare a quanto è andato perduto, a quanta energia ci vuole per spezzare il monopolio, quella coltre grigia che copre l'informazione, il conformismo di pensieri e di parole('ci metto la faccia', il sali\scendi in politica, 'ma di cosa stiamo parlando?'.Agenda si, Agenda no,la mia è più bella della tua,'assolutamente si, assolutamente no'.. la collana di 'perle' del cattivo linguaggio giornalistico è lunghissima!).
non sarà che sono sotto l'effetto del 'ritorno' massiccio e violento della presenza in video e sui giornali di Berlusconi?
si! ed è per questo che mi chiedo:
a che punto è la notte?
dove sono i giornalisti?
ma sopratutto, siamo davvero sicuri che basti quella piccola voce di dissenso che ogni tanto 'buca' il video o scrive articoli anche intelligenti?
a me no, non basta.in tutta la mia vita ho ricercato e continuo a cercare un giornalismo che si possa definire tale, e cioè libero da padroni, libero da ogni compromesso, libero di usare le parole, che restano sempre e comunque delle 'pietre' per edificare qualcosa che resti nel tempo..
invito tutti a ricercare il libro, leggetelo!
è una pietra miliare nella storia del giornalismo italiano, così io lo lessi e così l'ho riletto.
potrei finire con un amen..ma si, perchè no?
amen.
Storia parziale delle cause perse
un mese fa ho ricevuto questo messaggio dal mio amico anobiano Frabe:" si, leggilo Lilly!a te questa Jennifer non può sfuggire(perchè è donna e perchè ci mette pure l'impegno politico, dentro).."gli ho dato retta, ho lasciato per un po' Boll(voglio leggerlo tutto e sono solo a metà!)e ho letto il li ... (continue)
un mese fa ho ricevuto questo messaggio dal mio amico anobiano Frabe:" si, leggilo Lilly!a te questa Jennifer non può sfuggire(perchè è donna e perchè ci mette pure l'impegno politico, dentro).."gli ho dato retta, ho lasciato per un po' Boll(voglio leggerlo tutto e sono solo a metà!)e ho letto il libro della Dubois.
Frabe ha centrato i veri motivi per i quali avrei dovuto leggerlo e sopratutto perchè mi potesse piacere.così è stato,ma devo dire subito che ho fatto un po' fatica ad entrare dentro il linguaggio scacchistico(eppure è un linguaggio molto usato, anche in politica:'scacchiere internazionale', 'scacco matto' 'la mossa del cavallo'ecc)e credo che questo sia dovuto al fatto che io non capisco nulla degli scacchi.
non ho mai imparato, nonostante abbia avuto un padre scacchista di un certo livello, ho un fratello e cugini e amici che giocano regolarmente ed un nipote che da piccolo viaggiava con la scacchiera sottobraccio..
a me, in fin dei conti, è sempre apparso un mondo 'a parte', molto maschile, misterioso e lontano. ogni tanto mi ricordo di essere stata a guardare, osservavo attenta,ma quelle 'mosse' mi restavano del tutto incomprensibili e sopratutto però mi colpiva il silenzio.un gioco fatto di silenzio, è un gioco?
a quanto pare si, ma il succo non sta qui, ma nella guerra simulata tra i due concorrenti che muovono le pedine,che sia il Re o la Regina o le Torri,come fossero su un campo di battaglia. sarà per questo motivo? o forse molto più realisticamente per il tempo lunghissimo con cui si 'muove'il gioco, che me ne andavo quasi subito, annoiata e anche infastidita?
l'ho dovuto dire, perchè tutta la storia del gioco e del campione in realtà mi ha attirato poco, mi ha invece preso moltissimo tutto il resto e cioè l'incredibile bravura di questa giovane scrittrice americana, che di sicuro renderà rabbiosi e invidiosi scrittori e scrittrici, anche quelli non 'giovani'come lei!
ed è senz'altro Irina la protagonista che preferisco tra i due, non ho nessun dubbio:scegliere la prima persona, far riafforare con lucidità e semplictà pensieri ed emozioni così forti e così, mi permetto di scriverlo, 'tragicamente veri', tanto da farmi fermare spesso a rileggere le frasi, è, io credo, la prova di grande, grande maturità!
e poi, comporre la figura del Campione di scacchi, ricostrurne la storia non era difficilissimo, mentre invece Irina è un personaggio molto complesso e alla fine, nella logica che detesto, è la 'vincente'.
ora sento subito le critiche, ma io la penso proprio così.Se c'è qualcosa che lei può dire al giocatore russo e anche a tutti,è nella sua scelta di 'vivere' fino a che le sarà permesso. credo anche che qui stia la risposta alla domanda del padre: cosa permette di vivere, sapendo che saremo sconfitti? cosa ti fa andare avanti, nonostante tutto e tutti? la risposta non è facile, non può esserlo: Irina sceglie di vivere non da eroina, di vivere però dentro la Storia,dentro il paese, questa Russia di Putin terribile, oscena!,dove cerca di non essere una 'pedina' qualsiasi!
forse la mia lettura è troppo 'di parte', non lo so, ma sono anni e anni che mi chiedo come sia possibile che uomini viscidi come serpenti, assassini e torturatori, abbracciati ad altri come lui('l'amico italiano'..che orrore!!)siano ancora al potere,siano il Potere!
ho letto i libri di Anna Politkovskaja, ho pianto per il suo assassinio insieme alle mie amiche del gruppo '2001 donne per la pace', abbiamo cercato in piazza di parlare come lei, di usare le sue parole, un lavoro entusiasmante e tristissimo al tempo stesso..il mondo di Putin è spaventoso,riproduce le stesse torture e le stesse discriminazioni di sempre: mi piacerebbe avere un gruppo per ritornare in piazza con le parole bellissime di Maria Alekhina..chissà?
ritorno al libro della Dubois. romanzo che ha qualche zona d'ombra,qualche personaggio un po' troppo tirato via,qualche incongruenza, ma io sono troppo odiosa, lo so, ma resta di fatto tutto il mio stupore per come abbia potuto scrivere, così giovane, un romanzo tanto pieno di splendide immagini e parole: "Non vi chiedo di credere che vinceremo. vi chiedo di immaginare che sia possibile",Aleksander pag. 402....
potrei e forse dovrei scrivere ancora, ma non mi riesce. voglio solo aggiungere la bellissima, a mio parere, idea di far vivere il campione all'interno di un appartamento di ricchi, con la moquette bianca(?), dalle ampie vetrate, sopra e lontano dalla città..una bolla di sapone, una bolla d'aria, qualcosa da cui dovrà uscire per continuare a vivere, fino a che gli sarà permesso.
ah, mi ha colpito moltissimo lo squallore degli esterni, lo sporco, il grigio..metafora di un mondo in rovina? metafora di una realtà che spazia al di là dei confini e arriva fino qua, da noi?forse.
un invito: se non lo conoscete, andate a cercare il film 'Insalata russa' diYouri Mamine(1994), delizioso, interessante, intelligente!lo vidi in anteprima al Festival del cinema di Città di Castello, comprai subito la cassetta e l'ho fatto girare tra i miei amici. consiglio di guardarlo attentamente, fin dalla prima scena: osservate i quadretti appesi nella sala dei professori e le scritte nel corridoio della scuola............
e poi..basta così.