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Roth non si smentisce e non delude mai (o quasi). Ben fatto Einaudi, che stai pubblicando anche i primi lavori di questo grande scrittore, forse il più grande del nostro tempo. Un'opera acerba, rispetto ad altre, eppure già così meticolosa e spietata nella descrizione del rapporto uomo-donna, di com ... (continue)
- — Feb 11, 2012 | Add your feedback
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La trama del matrimonio
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Eugenides scrive bene, e su questo non ci piove. La trama del matrimonio è un bel librone corposo, che per certi aspetti (non solo il numero di pagine) mi ha rituffata nelle atmosfere di Libertà di Jonathan Franzen. Perché, come in Libertà, la trama è data dal numero 3, due uomini e una donna, dai s ... (continue)
Eugenides scrive bene, e su questo non ci piove. La trama del matrimonio è un bel librone corposo, che per certi aspetti (non solo il numero di pagine) mi ha rituffata nelle atmosfere di Libertà di Jonathan Franzen. Perché, come in Libertà, la trama è data dal numero 3, due uomini e una donna, dai sentimenti che esplodono e poi si complicano e intrecciano, da una ricerca del sé che è la cifra tipica degli anni della gioventù, quando a un certo punto ci si chiede "e adesso?" e sembra tutta un'infinita possibilità e un'infinita complicazione. Ma in Franzen la trama del matrimonio alla fin fine regge, dopo tradimenti, ripensamenti, frustrazioni e dubbi il lieto finale è garantito, e tiriamo tutti un sospiro di sollievo assistendo alla felicità consapevole dei protagonisti, adulti. In Eugenides tutto questo non accade, forse perché le vicende narrate occupano un arco temporale di meno anni, e quindi il finale è sospeso, i personaggi ancora in via di definizione, l'amarezza forse maggiore, molti sviluppi (tranne quelli esclusi dall'autore e dai suoi protagonisti) ancora possibili. Franzen ci lascia, insomma, con uomini e donne formati in tutto e per tutto (o quasi), che hanno imboccato le loro stade professionali, che hanno famiglia, figli e tutto il resto. Eugenides, invece, si ferma prima, quando le strade e i loro bivi sono ancora molteplici e le personalità, per quanto delineate, ancora in ricerca…
Bella la descrizione dei personaggi, con le loro pulsioni e ossessioni a guidarne i caratteri. Che siano i romanzi ottocenteschi, le religioni o la scienza (unita a un consumo smodato – e necessario – di litio), Madeleine, Mitchell e Leonard vivono di passioni forti, di grandi pulsioni intellettuali. Sono come tutti ci siamo sentiti o avremmo voluto sentirci in una certa fase della nostra vita, quella dell'"e adesso?". Bello il confronto fra il romanzo che stiamo leggendo, le vicende di questo trio imperfetto (perché 3 non è il numero perfetto), e i romanzi che appassionano la protagonista, dove la trama del matrimonio aveva un suo senso, tanto da essere esattamente ciò di cui parlare. Detto ciò, avverto una qualche mancanza. Un senso d'insoddisfazione, seppur molto tenue, che forse è dato dall'assenza di espressioni memorabili, incisive, quelle che fanno di un bel romanzo un gran romanzo. Ne ho annotata una soltanto, di queste, che recita «Ogni lettera è una lettera d'amore» e che mi sembra verissima.
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