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- Naturalia, artificialia e mirabilia
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By Erskine Caldwell





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By J. R. Moehringer
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- The Sharing of Land and Landscapes for Sustainability
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By Dr. Mark Everard
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- Quando l'imperatore era un dio (170)
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By Paul Auster





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- La stanza intelligente (47)
- La conoscenza come proprietà della rete
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By David Weinberger
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- La rivoluzione dell'informazione (22)
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By Luciano Floridi
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La rivoluzione dell'informazione
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Meravigliosamente chiaro???? -
È da un po' che frequento questo nuovo "filone" sui libri che trattano della nuova informazione, che dal cartaceo si trasferisce altrove. Finora non mi ero manco sentita così stupida, o arretrata. Ma il libro di Floridi è riuscito nell'impresa. L'aletta recita: «Oggi viviamo e lavoriamo letteralment ... (
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Apr 28, 2013 |
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- L'invenzione della solitudine (1062)
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By Paul Auster
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2 people find this helpful 



Più che del contenuto è del mezzo, che vi parlerò -
Secondo alcune analisi i "lettori forti" consumano sempre più libri in e-book che nel tradizionale formato cartaceo. Io mi colloco in questa categoria, e dell'acquisto di libri in formato e-pub apprezzo, essenzialmente, la comodità di poter rovistare on line (anche nell'orario di chiusura delle libr ... (
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Apr 26, 2013 |
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- Io vivo nel futuro (63)
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By Nick Bilton





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- Cambiamo tutto! (43)
- La rivoluzione degli innovatori
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By Riccardo Luna





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- Tenera è la notte (4845)
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By Francis Scott Fitzgerald





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- La scimmia che vinse il Pulitzer (56)
- Personaggi, avventure e (buone) notizie dal mondo dell'informazione
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By Nicola Bruno, Raffaele Mastrolonardo
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La scimmia che vinse il Pulitzer
3 people find this helpful 



Otto ricette per comunicare, e farlo alla grande -
C'era una volta il giornalismo... E adesso? L'adesso ce lo racconta "La scimmia che vinse il Pulitzer", un saggio (ma anche un romanzo!) sui personaggi, le avventure e le (buone) notizie dal futuro dell'informazione. E lo fa attraverso le parole: 1) "precisione", con Bill Adair e PolitiFact; 2) "vel ... (
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Apr 13, 2013 |
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- Butcher's Crossing (238)
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By John Williams
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4 people find this helpful 



Nelle pianure estreme -
Vien naturale, fin troppo, mettere in relazione "Butcher's Crossing" con "Stoner". Due libri, magnifici, di uno stesso autore, che Fazi ci ha fortunatamente regalato in traduzione a cinquant'anni circa dalla pubblicazione originale. Invece, mentre lo leggevo, io "BC" l'ho messo piuttosto in relazion ... (
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Apr 13, 2013 |
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- Il grande male (256)
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By David B.





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- Il posto dei miracoli (178)
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By Grace McCleen
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4 people find this helpful 



O mamma... -
Ho sempre "difeso" Einaudi di fronte a quanti sostengono il lento e irreversibile decadimento di un editore che, un tempo, non si sarebbe azzardato a pubblicare certe cose. La mia linea è semplice: Einaudi pubblica tuttora grandi autori. E ci metto dentro Roth, Franzen, Murakami, Coetzee, buona part ... (
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Apr 3, 2013 |
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- Il web e l'arte della manutenzione della notizia (32)
- Il giornalismo digitale in italia
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By Alessandro Gazoia
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Il web e l'arte della manutenzione della notizia
Il web e le "delizie" della colonna di destra1 person find this helpful -
Il titolo è noioso (per me), ma il libro non lo è per nulla. Disponibile solo in e-book, un saggio veloce, che analizza diversi aspetti della comunicazione sul web (e in Italia) oggi. Tra questioni come fine del giornalismo routinario, media tradizionali e nativi digitali e, soprattutto, la magia de ... (
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Mar 25, 2013 |
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Quando l'imperatore era un dio
«Il cartello era apparso durante la notte. (…) Era scritto in caratteri piccoli e scuri. In certi punti minuscoli». Questo è l’incipit del romanzo di Otsuka, pubblicato in Italia a dieci anni dall’edizione originale sull’onda del successo di Venivamo tutte per mare. E il cartello in questione riguar ... (continue)
«Il cartello era apparso durante la notte. (…) Era scritto in caratteri piccoli e scuri. In certi punti minuscoli». Questo è l’incipit del romanzo di Otsuka, pubblicato in Italia a dieci anni dall’edizione originale sull’onda del successo di Venivamo tutte per mare. E il cartello in questione riguarda l’ordine di evacuazione n. 19, emanato dopo Pearl Harbor dal presidente Roosvelt ai danni dei giapponesi residenti in America. Una dramma a lungo taciuto, che colpì più di 110.000 uomini, donne e bambini costretti ad abbandonare le proprie case e le proprie vite per essere ricollocati in campi di detenzione.
Otsuka lo racconta con uno stile privo di enfasi, apparentemente freddo, preciso. Non dà nomi ai protagonisti, elevandoli a simboli di una vicenda collettiva. Ogni capitolo del romanzo è affidato alla voce di uno dei componenti della famiglia. La partenza dagli agi di Berkeley, California, lasciandosi dietro tutto il superfluo, animali inclusi, è vista con gli occhi della donna. Il lungo viaggio fino a Topaz, Utah, su un treno polveroso e stipato, procede al ritmo dei pensieri della bambina. Il campo, «una città di baracche rivestite di carta catramata dentro una recinzione di filo spinato», e gli oltre tre anni di incubi che lo accompagnano, restituisce il punto di vista del bambino.
A una voce corale è affidato il resoconto del ritorno, della mancanza di prospettive e della disillusione: pur avendo riconquistato la libertà, chi ha «capelli neri, pelle gialla, occhi a mandorla» ha il volto crudele del nemico e non può riappropriarsi della vita di un tempo. È invisibile nel 1945, come aveva cessato di esistere nel 1942. E il ritorno del padre, un uomo completamente diverso che «non disegnava per noi, non ci leggeva le storie, non ci costruiva i trampoli», non fa altro che acuire il senso di deprivazione. Finché l’essere andati via non diventa un ricordo sempre più lontano.