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L'ho trovato lento, inesistente la suspense. Molto più irritante la nipotina 'indemoniata' dell'assassino - rispetto al loro ruolo -, mi aspettavo molto, molto di più dal primo libro con la famosa Kay Scarpetta come protagonista.
- — Oct 5, 2011 | 1 feedback
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*** This comment contains spoilers! ***




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110 milioni di copie vendute, il giallo più venduto in assoluto.
Questo starebbe bene su una fascetta di quelle che adornano i libri ultimamente, se fosse necessaria una fascetta, ma non lo è. Per 'Dieci piccoli indiani' non servono troppe parole, è un romanzo che dalla sua pubblicazione - in Italia ... (continue) - — Sep 18, 2011 | Add your feedback
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22/11/'63
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Un King insolito, meno crudo, un romanzo che contiene un'infinità di sfaccettature, i temi trattati sono molteplici: riflessioni sulla storia, su fatti avvenuti realmente, dettagli di un passato che ancora ci gratta la schiena, dal razzismo alla totale chiusura verso il genere femminile, un tema mol ... (continue)
Un King insolito, meno crudo, un romanzo che contiene un'infinità di sfaccettature, i temi trattati sono molteplici: riflessioni sulla storia, su fatti avvenuti realmente, dettagli di un passato che ancora ci gratta la schiena, dal razzismo alla totale chiusura verso il genere femminile, un tema molto caro allo zio Steve che nei suoi libri ha spesso tessuto trame forti parlando di donne maltrattate, storie reali, la fantasia del nostro beniamino non sta in questo, il dramma è che l'ispirazione viene da vita vissuta. Lui chiude l'orrore in un libro e ci consegna il pacco così.
"La chiave era appesa a un pala di legno con scritto: UOMINI. Sull'altra pala c'era scritto RAGAZZE. La mia ex moglie ci sarebbe rimasta di merda, pensai, non senza compiacimento." Pag. 99
Quando, quasi un anno fa, lessi per la prima volta il tema del prossimo libro di King, rimasi un poco perplessa. E' lo scrittore in cui ho più fiducia, pertanto attesi con la solita ansia l'uscita e aprii la famigerata 'porticina', per immergermi senza pregiudizi nella nuova lettura.
Banale no?
Voglio dire: il viaggio nel passato.
Quante volte ci abbiamo pensato? Almeno una volta nella vita, a tutti è capitato di dire: "Potessi tornare indietro...".
Chissà quante 'stringhe' (citando lo zio Steve) si sarebbero generate, se per ogni 'Potessi' fosse corrisposto un salto nel passato.
"Se avessi saputo cosa mi riservava il futuro, sicuramente sarei salito a salutarla. Forse avrei anche fatto atterrare il bacio che orbitava intorno a noi da un paio di mesi. Ma, ovviamente, non sapevo. La vita è un lancio di monetina." Pag. 13
Anche la scelta di Kennedy, se vogliamo, non è niente di eccezionale, e tra le tante cose scontate - ma straordinarie - c'è anche il fatto che King con le parole, fa dei numeri da circo - tanto per non trascurare nemmeno l'elemento pagliaccio - e anche questa volta non è stato da meno, anzi: sono dell'idea che abbia proprio superato se stesso.
"Quando ti metti un costume da pagliaccio e un naso di gomma, nessuno sa come sei fatto dentro." Pag. 122
La Buca del Coniglio. Io sono un'appassionata di Alice, di Stregatti e Cappellai. Volo in quella buca ogni volta che apro un libro di King, se proprio vogliamo dirla tutta, e questa volta la buca in questione è la buca di Al, che trascina in questo incubo Jake.
Un altro scrittore, o almeno, un altro pseudo scrittore per questo romanzo, un insegnante, un uomo per nulla adatto al ruolo di eroe alla Bruce Willis, ed è ovviamente questo a rendere tutto più coinvolgente. Jake / George, con la sua storia personale, i problemi di un uomo comune: una ex moglie, una vita tranquilla, una routine, poi un volo nel passato, e non così tanto per dire: si tratta proprio di un bel scivolone, indietro di 53 anni, all'epoca delle macchine che sembrano dei grossi draghi, balli come il lindy - hop, Glenn Miller, l'assenza dei cellulari, i vestiti con quei due o tre strati di stoffa che fanno tanto bomboniera.
Jake / George deve ambientarsi ovviamente e riesce a farlo, ma fin troppo bene. Raramente ci si aspetta di trovar l'Amore - quello con la "A" maiuscola, specifichiamo - ma è chiaro che se questo ti arriva addosso, lo fa nel momento meno opportuno, altrimenti, che gusto c'è?
Così, George / Jake deve portare avanti la sua 'missione' e deve farlo con accanto Sandie: deve proteggerla da se stesso, dall'ex marito, Sandie con quel cognome che diventa presto un segnale d'allarme, per George.
"Talvolta la vita rigurgita coincidenze che nessun autore di narrativa oserebbe copiare." pag. 139
George è la sua vita di insegnante, la sua vita di fidanzato, la sua vita di spia "in erba", mentre indaga sul presunto assassino di JFK. George che vede avvicinarsi quel giorno, mentre il passato che come viene ripetuto più volte nel romanzo "è inflessibile" e proprio non vuole saperne di essere cambiato; a volte snuda i denti e cambia le carte in tavola: ti costringe a letto per una banale influenza intestinale, sfregia una donna aprendole un lato della faccia e sfigurandola a vita, o ti spacca le gambe e sfonda la testa, trasformando i tuoi ricordi in vaghissimi frammenti.
I tuoi ricordi, i tuoi preziosi ricordi che sono tutto per una persona, soprattutto in una circostanza come questa, in cui i ricordi sono la sopravvivenza.
Per tutto il tempo di lettura, mi sono domandata una cosa: Lui ce la fa, salva Kennedy, ma poi? Le conseguenze ad un atto del genere, ad un cambiamento del genere?
Siamo tutti discepoli della trilogia di 'Ritorno al futuro', ci ricordiamo bene le parole di Doc. riguardo il continuum spazio-temporale, o comunque conosciamo il famigerato 'effetto farfalla': se una cosa tanto minuscola può provocare chissà quali disastri, un gesto come questo, un possibile cambiamento di questa portata, cosa modificherà e soprattutto: come lo modificherà?
Il Re riduce tutto in poche pagine ma sufficientemente angoscianti, un panorama alla McCarthy in "The Road", scrittore che tra l'altro dovrebbe amare particolarmente.
"La storia non si ripete, ma risuona con se stessa, e di solito quella che si produce è la musica del diavolo." Pag. 675
Ho trovato il romanzo splendido, intriso di una cura particolare. Sarà stato anche il riferimento a IT, forse ci ha fatto volare indietro nel tempo, non solo per tornare all'epoca di Kennedy ma anche per ripercorrere le strade di Pennywise.
E' intimo, come lo è stato 'La storia di Lisey', è pulito, semplice, si intreccia senza stordire, scivola fluido e sono ben 761 pagine. Narra dettagli storici senza appesantire, racconta della vita del presunto assassino di JFK, te lo mostra come uomo, come figlio, come marito: fragile e folle.
Mette a nudo i vari personaggi, te li rende vicini, familiari, fa 'il gioco di King', - parafrasando un suo splendido romanzo - e ti coinvolge fino a toglierti il respiro.
E poi, un'ultima cosa: Dio ma quant'è romantico?
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