Diciamolo Augias scrive bene, non c'è che dire, eppure ogni volta mi perdo.
Quando la mia mente vaga altrove invece di rimanere dentro le pagine (ed è già la seconda volta che succede con uno dei suoi libri) allora vuo dire che c'è qualcosa che non va. Sarà il linguaggio troppo ricercato, troppo ri
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Diciamolo Augias scrive bene, non c'è che dire, eppure ogni volta mi perdo.
Quando la mia mente vaga altrove invece di rimanere dentro le pagine (ed è già la seconda volta che succede con uno dei suoi libri) allora vuo dire che c'è qualcosa che non va. Sarà il linguaggio troppo ricercato, troppo ridondeggiante?
Sono riuscito ad arrivare in fondo, e sull'ultima pagina un grosso punto interrogativo...
Questo va di diritto in mezzo ai miei libri preferiti delle favole che avevo da bambino. Quelli con gli acquarelli che guardavo a bocca aperta passandovi sopra le dita per vedere se vi rimaneva del colore. Quelli che leggevo con il lenzuolo in testa, di notte, con la pila furtivo furtivo.
Questo va di diritto in mezzo ai miei libri preferiti delle favole che avevo da bambino. Quelli con gli acquarelli che guardavo a bocca aperta passandovi sopra le dita per vedere se vi rimaneva del colore. Quelli che leggevo con il lenzuolo in testa, di notte, con la pila furtivo furtivo.
Questi racconti sono una scatola di vetro trasparente piena di biglie colorate ognuna diversa dalle altre.
Sono piccoli film di avventure sparsi nelle stanze del mondo. Quelli dove i bambini si vestono da pirati e innalzano bandiere fatti con le federe prese dai loro letti e le bimbe hanno trecce bionde e si muovono di notte con i barattoli pieni di lucciole per illuminare il cammino.
Storia vera dell'autore che affronta la disabilità di suo figlio. E parla di zoppi, cieci, muti scardinando tutto il linguaggio perbenista e corretto che vorrebbe fare di un disabile un normale di segno contrario.
Profonda analisi psicologica delle nostre relazioni. Soprattut
... (continue)
Un libro intelligente
Storia vera dell'autore che affronta la disabilità di suo figlio. E parla di zoppi, cieci, muti scardinando tutto il linguaggio perbenista e corretto che vorrebbe fare di un disabile un normale di segno contrario.
Profonda analisi psicologica delle nostre relazioni. Soprattutto il compromesso con noi stessi. La battaglia del linguaggio, la falsificazione dello stesso per adattarci, per salvare, per essere chi non siamo.
The Complete Stories
Masterpieces.
"What we lost when she died is bitter. What we have is astonishing: the stories burn brighter then ever, and strike deeper"
L'ultima primavera
Diciamolo Augias scrive bene, non c'è che dire, eppure ogni volta mi perdo.
Quando la mia mente vaga altrove invece di rimanere dentro le pagine (ed è già la seconda volta che succede con uno dei suoi libri) allora vuo dire che c'è qualcosa che non va. Sarà il linguaggio troppo ricercato, troppo ri ... (continue)
Diciamolo Augias scrive bene, non c'è che dire, eppure ogni volta mi perdo.
Quando la mia mente vaga altrove invece di rimanere dentro le pagine (ed è già la seconda volta che succede con uno dei suoi libri) allora vuo dire che c'è qualcosa che non va. Sarà il linguaggio troppo ricercato, troppo ridondeggiante?
Sono riuscito ad arrivare in fondo, e sull'ultima pagina un grosso punto interrogativo...
Senza storie
Questo va di diritto in mezzo ai miei libri preferiti delle favole che avevo da bambino. Quelli con gli acquarelli che guardavo a bocca aperta passandovi sopra le dita per vedere se vi rimaneva del colore. Quelli che leggevo con il lenzuolo in testa, di notte, con la pila furtivo furtivo.
Questi ra ... (continue)
Questo va di diritto in mezzo ai miei libri preferiti delle favole che avevo da bambino. Quelli con gli acquarelli che guardavo a bocca aperta passandovi sopra le dita per vedere se vi rimaneva del colore. Quelli che leggevo con il lenzuolo in testa, di notte, con la pila furtivo furtivo.
Questi racconti sono una scatola di vetro trasparente piena di biglie colorate ognuna diversa dalle altre.
Sono piccoli film di avventure sparsi nelle stanze del mondo. Quelli dove i bambini si vestono da pirati e innalzano bandiere fatti con le federe prese dai loro letti e le bimbe hanno trecce bionde e si muovono di notte con i barattoli pieni di lucciole per illuminare il cammino.
Tutto inventato eppure tutto vero.
Che goduria leggere Luisa Ruggio :)
Il vecchio e il mare
Questo è uno dei libri più belli mai letti. Lo lessi quando avevo 20 anni, poi lo rilessi. E ora l'ho letto.
Questo è IL libro sul mare. E sulla vita. E non vi è altro da aggiungere. Almeno per un uomo.
Sei stelle, un capolavoro.
Nati due volte
Un libro intelligente
Storia vera dell'autore che affronta la disabilità di suo figlio. E parla di zoppi, cieci, muti scardinando tutto il linguaggio perbenista e corretto che vorrebbe fare di un disabile un normale di segno contrario.
Profonda analisi psicologica delle nostre relazioni. Soprattut ... (continue)
Un libro intelligente
Storia vera dell'autore che affronta la disabilità di suo figlio. E parla di zoppi, cieci, muti scardinando tutto il linguaggio perbenista e corretto che vorrebbe fare di un disabile un normale di segno contrario.
Profonda analisi psicologica delle nostre relazioni. Soprattutto il compromesso con noi stessi. La battaglia del linguaggio, la falsificazione dello stesso per adattarci, per salvare, per essere chi non siamo.
Molto intelligente. E ironico.