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- Una certa ambiguità (74)
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- Enigma (132)
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- Libro 3: Ottobre-dicembre
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By Haruki Murakami -
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By Clifford A. Pickover -
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- Milioni di milioni (1622)
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By Marco Malvaldi -
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- Il manoscritto di Brodie (1900)
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By Jorge Luis Borges -
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- Tre volte all'alba (3131)
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By Alessandro Baricco -
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1Q84
Da giovane ho letto "Shogun", di Clavell. Mi colpì, in quel libro, l'affermazione che nella lingua giapponese (forse solo in quella medievale, però, chissà) non esistesse un termine che potesse ragionevolmente tradurre la parola "amore".continue)
Sospetto che Murakami, giapponese amante dell'occidente, abbia ... (
Da giovane ho letto "Shogun", di Clavell. Mi colpì, in quel libro, l'affermazione che nella lingua giapponese (forse solo in quella medievale, però, chissà) non esistesse un termine che potesse ragionevolmente tradurre la parola "amore".
Sospetto che Murakami, giapponese amante dell'occidente, abbia letto anche lui Clavell, e abbia deciso di vendicarsi. E di vendicarsi alla giapponese, pure: in maniera decisamente esagerata e assolutista. In 1Q84 abbiamo elfi come nel Signore degli Anelli, Immacolate Concezioni come nella Bibbia, mondi paralleli come nella più hard delle science-fiction, serial-killer dalle gambe stupende come in James Bond, sette religiose che neppure Scientology, animali che parlano come in Esopo, e naturalmente fantasmi che bussano alla porta già da quando sono in coma, per guadagnare tempo sulla dipartita. Nel contempo, non c'è nessun vero cattivo, i personaggi migliori del libro ammazzano qualcuno e si continua voler loro bene, e perfino gli spioni brutti maniaci e deformi, quando tirano il calzino, lasciano un po' di rimpianto.
Tutte robe del tutto incredibili.
Ma Murakami non è scemo, e sa che che doveva per forza mettercele, tutte queste cose qui: perchè il protagonista vero del romanzo e un amore così sfacciato, impossibile, incredibile e irreale che risulta esagerato perfino in un guazzabuglio di esagerazioni fantastiche come quelle che ha tirato in ballo.
Date retta a me: è solo che era arrabbiato per quella storia che ha detto Clavell, che in giapponese non esiste la parola "amore".
Resta il fatto che il maledetto muso giallo è proprio bravo, se mi ha tenuto incollato al suo libro. Perché, incredibile dictu, in questo "Libro tre", nonostante le possibilità strafantastiche che infarciscono la trama, non succede quasi niente. C'è sempre quasi solo della gente chiusa in casa, che si rifiuta di aprire la porta anche quando qualcuno bussa. Eppure, il muso giallo mi ha tenuto col suo libro in mano finché non è finito.
Deve essere bravo, allora.