E' una piccola perla questo volume curato e pubblicato dal "Gruppo Taranto" negli anni ottanta dello scorso secolo. Vi sono raccolti alcuni articoli di Vito Forleo, pubblicati su quotidiani e riviste diverse, che raccontano una Taranto per alcuni versi ormai scomparsa per sempre
Nonostante alcuni passaggi interpretativi piuttosto oscuri, che lo rendono meno scorrevole e quindi piacevole degli altri, è comunque un De Luca di grande fertilità intellettuale e culturale. Ancora un'opera bellissima di un autore a cui sono particolarmente affezionato.
Un libro-inchiesta del giovane Leogrande, di grande qualità, sul fenomeno del caporalato con i nuovi schiavi nelle campagne pugliesi e del mezzogiorno.
Ancora un ottimo libro-inchiesta di Leogrande, sul naufragio della nave albanese "Kater i Rades" affondata da una criminale azione militare italiana con il suo carico di vite umane: profughi in fuga dall'Albania in preda alla guerra civile. La scrittura è avvincente, mai noiosa cronaca. La vicenda è
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Ancora un ottimo libro-inchiesta di Leogrande, sul naufragio della nave albanese "Kater i Rades" affondata da una criminale azione militare italiana con il suo carico di vite umane: profughi in fuga dall'Albania in preda alla guerra civile. La scrittura è avvincente, mai noiosa cronaca. La vicenda è narrata inoltre anche seguendo il dipanarsi di molteplici punti di vista che non rendono dispersivo il racconto, al contrario lo arricchiscono notevolmente
E' un testo tanto più prezioso quanto datato per chi si occupa di questi problemi e, fra l'altro quasi introvabile, persino nelle biblioteche pubbliche. Il Convegno di cui il volume contiene gli atti è del 1967: ben 45 anni fa. Naturalmente da allora la linguistica e in particolare la conoscenza del
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E' un testo tanto più prezioso quanto datato per chi si occupa di questi problemi e, fra l'altro quasi introvabile, persino nelle biblioteche pubbliche. Il Convegno di cui il volume contiene gli atti è del 1967: ben 45 anni fa. Naturalmente da allora la linguistica e in particolare la conoscenza delle tante lingue di questo nostro paese ha fatto molti passi avanti. Alcune (poche) Regioni si sono dotate di Atlanti linguistici, ma da allora quasi nulla è stato fatto per salvare quella ricchezza linguistica che pian piano va svanendo con il succedersi delle generazioni e il passare del tempo. E' una perdita immensa, anche perchè, al contrario di quanto si possa pensare questa perdita impoverisce la conoscenza e la diffusione della nostra lingua nazionale. La colpa primaria, enorme, è del sistema scolastico italiano che in questo campo non è riuscito ad innovare e a modificarsi rispetto l'allarme lanciato in quel lontano 1967, rimanendo ancorata ai bisogni linguistici del precedente ventennio, quando l'Italia, appena uscita dal terribile conflitto mondiale aveva, specialmente nelle campagne tassi di analfabetismo altissimi e non aveva ancora raggiunto l'"Unità" linguistica nazionale. Già da allora si sarebbe dovuto puntare a raggiungere quell'obbiettivo esaltando la conoscenza dei tanti dialetti e non solo nell'oralità, non mortificandoli.
Poemetti municipali
E' una piccola perla questo volume curato e pubblicato dal "Gruppo Taranto" negli anni ottanta dello scorso secolo. Vi sono raccolti alcuni articoli di Vito Forleo, pubblicati su quotidiani e riviste diverse, che raccontano una Taranto per alcuni versi ormai scomparsa per sempre
E disse
Nonostante alcuni passaggi interpretativi piuttosto oscuri, che lo rendono meno scorrevole e quindi piacevole degli altri, è comunque un De Luca di grande fertilità intellettuale e culturale. Ancora un'opera bellissima di un autore a cui sono particolarmente affezionato.
Uomini e caporali
Un libro-inchiesta del giovane Leogrande, di grande qualità, sul fenomeno del caporalato con i nuovi schiavi nelle campagne pugliesi e del mezzogiorno.
Naufragio
Ancora un ottimo libro-inchiesta di Leogrande, sul naufragio della nave albanese "Kater i Rades" affondata da una criminale azione militare italiana con il suo carico di vite umane: profughi in fuga dall'Albania in preda alla guerra civile. La scrittura è avvincente, mai noiosa cronaca. La vicenda è ... (continue)
Ancora un ottimo libro-inchiesta di Leogrande, sul naufragio della nave albanese "Kater i Rades" affondata da una criminale azione militare italiana con il suo carico di vite umane: profughi in fuga dall'Albania in preda alla guerra civile. La scrittura è avvincente, mai noiosa cronaca. La vicenda è narrata inoltre anche seguendo il dipanarsi di molteplici punti di vista che non rendono dispersivo il racconto, al contrario lo arricchiscono notevolmente
Gli atlanti linguistici Problemi e risultati
E' un testo tanto più prezioso quanto datato per chi si occupa di questi problemi e, fra l'altro quasi introvabile, persino nelle biblioteche pubbliche. Il Convegno di cui il volume contiene gli atti è del 1967: ben 45 anni fa. Naturalmente da allora la linguistica e in particolare la conoscenza del ... (continue)
E' un testo tanto più prezioso quanto datato per chi si occupa di questi problemi e, fra l'altro quasi introvabile, persino nelle biblioteche pubbliche. Il Convegno di cui il volume contiene gli atti è del 1967: ben 45 anni fa. Naturalmente da allora la linguistica e in particolare la conoscenza delle tante lingue di questo nostro paese ha fatto molti passi avanti. Alcune (poche) Regioni si sono dotate di Atlanti linguistici, ma da allora quasi nulla è stato fatto per salvare quella ricchezza linguistica che pian piano va svanendo con il succedersi delle generazioni e il passare del tempo. E' una perdita immensa, anche perchè, al contrario di quanto si possa pensare questa perdita impoverisce la conoscenza e la diffusione della nostra lingua nazionale. La colpa primaria, enorme, è del sistema scolastico italiano che in questo campo non è riuscito ad innovare e a modificarsi rispetto l'allarme lanciato in quel lontano 1967, rimanendo ancorata ai bisogni linguistici del precedente ventennio, quando l'Italia, appena uscita dal terribile conflitto mondiale aveva, specialmente nelle campagne tassi di analfabetismo altissimi e non aveva ancora raggiunto l'"Unità" linguistica nazionale. Già da allora si sarebbe dovuto puntare a raggiungere quell'obbiettivo esaltando la conoscenza dei tanti dialetti e non solo nell'oralità, non mortificandoli.