Negli ultimi giorni ho letto un libro che mi ha fatto un effetto strano. Il libro è Ready Player One di Ernest Cline. Un tizio che intanto aveva già il mio massimo rispetto per aver scritto il film Fanboys e che si è guadagnato un sacco di punti in più quando ho scoperto che in garage ha una DeLorea
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Negli ultimi giorni ho letto un libro che mi ha fatto un effetto strano. Il libro è Ready Player One di Ernest Cline. Un tizio che intanto aveva già il mio massimo rispetto per aver scritto il film Fanboys e che si è guadagnato un sacco di punti in più quando ho scoperto che in garage ha una DeLorean. Cioè… Quella DeLorean. Che poi è anche l’unica, vabbeh....
Quando negli anni 90 leggiucchiai qualche numero di Bone intuivo il capolavoro in filigrana, ma devo ammettere che poi non avendolo seguito con costanza ci avevo capito poco. Oggi che ho tra le mani 1300 pagine di graphic novel integrale e organica, ho capito. Come dice Gaiman, Bone è un po' Carl Ba
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Quando negli anni 90 leggiucchiai qualche numero di Bone intuivo il capolavoro in filigrana, ma devo ammettere che poi non avendolo seguito con costanza ci avevo capito poco. Oggi che ho tra le mani 1300 pagine di graphic novel integrale e organica, ho capito. Come dice Gaiman, Bone è un po' Carl Barks, un po' Tolkien e dunque, come appassionato di entrambi, non posso che gradire moltissimo. Jeff Smith costruisce le tavole e le gag in modo magistrale, si prende i suoi tempi per creare figure incredibili e sognanti come il grande drago rosso o le stupide, stupide creature ratto, e quando arriva la principessa Thorn siamo già dentro la magia e non possiamo più stupirci di nulla. Eppure Bone è un lungo romanzo di formazione, enciclopedico quanto il Moby Dick tanto amato da Fone Bone e profondo quanto le innumerevoli sotto trame aperte da ognuno dei personaggi in gioco. Pesa un quintale, questo volumone, ma una volta aperto non riuscirete più a posarlo.
Ancora più utile del precedente "Uscire dalla paura" (alla cui recensione rimando). Pochi libri hanno la capacità di far capire delle cose su sé stessi e le relazioni con gli altri. Questo è uno di quelli. Molto interessante, e soprattutto si fa divorare. A meno che siate un po' resistenti all'intro
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Ancora più utile del precedente "Uscire dalla paura" (alla cui recensione rimando). Pochi libri hanno la capacità di far capire delle cose su sé stessi e le relazioni con gli altri. Questo è uno di quelli. Molto interessante, e soprattutto si fa divorare. A meno che siate un po' resistenti all'introspezione. In quel caso ogni paragrafo vi sembrerà complicato come un canto dantesco...
Questo è un libro che ogni amante dell'horror degno di questo nome deve tenere sul comodino (o su un altarino appositamente allestito). Non è facilissimo da reperire, ma è un saggio ben documentato e a volte di densa lettura in cui si procede di pari passo a confrontare la storia del cinema horror a
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Questo è un libro che ogni amante dell'horror degno di questo nome deve tenere sul comodino (o su un altarino appositamente allestito). Non è facilissimo da reperire, ma è un saggio ben documentato e a volte di densa lettura in cui si procede di pari passo a confrontare la storia del cinema horror americano e le diverse evoluzioni della religione e della spiritualità in America, dai padri pellegrini ai predicatori televisivi di oggi. Capitoli fondamentali quello sull'Esorcista e sul Presagio, ma non mancano trattazioni approfondite e molto acute della saga dei non morti di Romero e dell'opera di Carpenter. Una volta finito questo libro, vi sembrerà non soltanto di aver ripercorso la galleria di mostri cui siete tanto affezionati, ma anche di aver capito qualcosa in più sul mondo...
Mah, che devo dire. La serie di Twilight fa parte di quei piaceri un po' colpevoli. La scrittura, di volume in volume è sempre più degna di un libro "Collezione Harmony". Ma vogliamo tirar merda sugli Harmony solo perché sono "popolari"? Direi proprio di no. Hanno una loro precisa funzione. Come la
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Mah, che devo dire. La serie di Twilight fa parte di quei piaceri un po' colpevoli. La scrittura, di volume in volume è sempre più degna di un libro "Collezione Harmony". Ma vogliamo tirar merda sugli Harmony solo perché sono "popolari"? Direi proprio di no. Hanno una loro precisa funzione. Come la Settimana Enigmistica, o le riviste pornografiche. Tornando a Breaking Dawn, è innegabile che la storia sia un po' coinvolgente. Vuoi vedere come va a finire (tanto finisce bene, è ovvio, ma quell'happily ever after te lo fa sudare per quasi 700 pagine). Insomma, come alle volte si guardano strani film per la TV rimanendone affascinati, la stessa cosa vale per i libri della Meyer, che se non sono scritti bene sono comunque scritti in modo da far presa sul loro target (molte ripetizioni, grandi giri di parole e uno pseudo flusso di coscienza a volte ipnotico). Personaggi archetipici, improbabili e divertenti invenzioni e - in questo ultimo volume - scene di sesso a più non posso. Ma le scene di sesso sono sempre suggerite, accennate e interrotte sul più bello (così vuole il genere). Se cercate sesso vampiresco, meglio la serie di Sookie Stackhouse (da cui l'interessante serial True Blood). Se godete semplicemente di un'avventura a volte stiracchaita e sempre molto sognante, va benissimo anche Breaking Dawn. Sperando che ne traggano un film solo e non DUE...
Player One
Negli ultimi giorni ho letto un libro che mi ha fatto un effetto strano. Il libro è Ready Player One di Ernest Cline. Un tizio che intanto aveva già il mio massimo rispetto per aver scritto il film Fanboys e che si è guadagnato un sacco di punti in più quando ho scoperto che in garage ha una DeLorea ... (continue)
Negli ultimi giorni ho letto un libro che mi ha fatto un effetto strano. Il libro è Ready Player One di Ernest Cline. Un tizio che intanto aveva già il mio massimo rispetto per aver scritto il film Fanboys e che si è guadagnato un sacco di punti in più quando ho scoperto che in garage ha una DeLorean. Cioè… Quella DeLorean. Che poi è anche l’unica, vabbeh....
[continua su http://www.casaizzo.com/retrogaming-e-luoghi-oscuri/]
Bone
Quando negli anni 90 leggiucchiai qualche numero di Bone intuivo il capolavoro in filigrana, ma devo ammettere che poi non avendolo seguito con costanza ci avevo capito poco. Oggi che ho tra le mani 1300 pagine di graphic novel integrale e organica, ho capito. Come dice Gaiman, Bone è un po' Carl Ba ... (continue)
Quando negli anni 90 leggiucchiai qualche numero di Bone intuivo il capolavoro in filigrana, ma devo ammettere che poi non avendolo seguito con costanza ci avevo capito poco. Oggi che ho tra le mani 1300 pagine di graphic novel integrale e organica, ho capito. Come dice Gaiman, Bone è un po' Carl Barks, un po' Tolkien e dunque, come appassionato di entrambi, non posso che gradire moltissimo. Jeff Smith costruisce le tavole e le gag in modo magistrale, si prende i suoi tempi per creare figure incredibili e sognanti come il grande drago rosso o le stupide, stupide creature ratto, e quando arriva la principessa Thorn siamo già dentro la magia e non possiamo più stupirci di nulla. Eppure Bone è un lungo romanzo di formazione, enciclopedico quanto il Moby Dick tanto amato da Fone Bone e profondo quanto le innumerevoli sotto trame aperte da ognuno dei personaggi in gioco. Pesa un quintale, questo volumone, ma una volta aperto non riuscirete più a posarlo.
Fiducia e sfiducia
Ancora più utile del precedente "Uscire dalla paura" (alla cui recensione rimando). Pochi libri hanno la capacità di far capire delle cose su sé stessi e le relazioni con gli altri. Questo è uno di quelli. Molto interessante, e soprattutto si fa divorare. A meno che siate un po' resistenti all'intro ... (continue)
Ancora più utile del precedente "Uscire dalla paura" (alla cui recensione rimando). Pochi libri hanno la capacità di far capire delle cose su sé stessi e le relazioni con gli altri. Questo è uno di quelli. Molto interessante, e soprattutto si fa divorare. A meno che siate un po' resistenti all'introspezione. In quel caso ogni paragrafo vi sembrerà complicato come un canto dantesco...
Demoni e Dei
Questo è un libro che ogni amante dell'horror degno di questo nome deve tenere sul comodino (o su un altarino appositamente allestito). Non è facilissimo da reperire, ma è un saggio ben documentato e a volte di densa lettura in cui si procede di pari passo a confrontare la storia del cinema horror a ... (continue)
Questo è un libro che ogni amante dell'horror degno di questo nome deve tenere sul comodino (o su un altarino appositamente allestito). Non è facilissimo da reperire, ma è un saggio ben documentato e a volte di densa lettura in cui si procede di pari passo a confrontare la storia del cinema horror americano e le diverse evoluzioni della religione e della spiritualità in America, dai padri pellegrini ai predicatori televisivi di oggi. Capitoli fondamentali quello sull'Esorcista e sul Presagio, ma non mancano trattazioni approfondite e molto acute della saga dei non morti di Romero e dell'opera di Carpenter. Una volta finito questo libro, vi sembrerà non soltanto di aver ripercorso la galleria di mostri cui siete tanto affezionati, ma anche di aver capito qualcosa in più sul mondo...
Breaking Dawn
Mah, che devo dire. La serie di Twilight fa parte di quei piaceri un po' colpevoli. La scrittura, di volume in volume è sempre più degna di un libro "Collezione Harmony". Ma vogliamo tirar merda sugli Harmony solo perché sono "popolari"? Direi proprio di no. Hanno una loro precisa funzione. Come la ... (continue)
Mah, che devo dire. La serie di Twilight fa parte di quei piaceri un po' colpevoli. La scrittura, di volume in volume è sempre più degna di un libro "Collezione Harmony". Ma vogliamo tirar merda sugli Harmony solo perché sono "popolari"? Direi proprio di no. Hanno una loro precisa funzione. Come la Settimana Enigmistica, o le riviste pornografiche. Tornando a Breaking Dawn, è innegabile che la storia sia un po' coinvolgente. Vuoi vedere come va a finire (tanto finisce bene, è ovvio, ma quell'happily ever after te lo fa sudare per quasi 700 pagine). Insomma, come alle volte si guardano strani film per la TV rimanendone affascinati, la stessa cosa vale per i libri della Meyer, che se non sono scritti bene sono comunque scritti in modo da far presa sul loro target (molte ripetizioni, grandi giri di parole e uno pseudo flusso di coscienza a volte ipnotico). Personaggi archetipici, improbabili e divertenti invenzioni e - in questo ultimo volume - scene di sesso a più non posso. Ma le scene di sesso sono sempre suggerite, accennate e interrotte sul più bello (così vuole il genere). Se cercate sesso vampiresco, meglio la serie di Sookie Stackhouse (da cui l'interessante serial True Blood). Se godete semplicemente di un'avventura a volte stiracchaita e sempre molto sognante, va benissimo anche Breaking Dawn. Sperando che ne traggano un film solo e non DUE...