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- L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (1962)
- Arte e società di massa
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By Walter Benjamin -
Finished on Aug 7, 2009 




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- Antidoti umani (31)
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By Francesco Verso -
Finished on Jul 19, 2009 




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Un ottimo esordio -
Non mi capita spesso di leggere un romanzo talmente coinvolgente, e dalla struttura talmente elaborata da farmi rosicchiare qualche riga persino nelle pause più brevi. Questo libro fa parte di questa strettima cerchia. Il filone è palesemente, fin dalle prime pagine, quello del cyberpunk anni '80. M ... (
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Jul 28, 2009 |
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- Estetica del virtuale (31)
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By Roberto Diodato -
Finished in 2007 




Finished (re-read) on Jul 31, 2009 




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Un buon saggio rovinato dalla forma -
L'estetica del virtuale è un buon libro, molto ben sostenuto nel suo impianto da una tesi interessante ed un progetto piuttosto ambizioso: la creazione di un'ontologia del "corpo-immagine virtuale", cui Diodato da sostanza attraverso interessanti capitoli. Peccato per la scrittura eccessivamente, in ... (
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Jul 31, 2009 |
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- Constant (18)
- New Babylon, Una Citta Nomade
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By Francesco Careri -
Finished on Jul 25, 2009 




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- Agalma, n. 17 (2)
- L'arte senza opere
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Finished on Aug 3, 2009 




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- Urbanismo unitario (10)
- Antologia situazionista
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By Leonardo Lippolis -
Finished on Jul 16, 2009 




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Ottime fonti -
Sia chiaro, il testo è una raccolta di saggi con un commento, seppur pertinente e scritto bene, all'inizio del testo, ed alla fine. In parole povere, sono materiali reperibili altrove. Però questo lavoro è fatto con dovizia, e le note sono sistemate intelligentemente. Credo sia un'ottima lettura per ... (
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Jul 16, 2009 |
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- Le Corbusier (34)
- Un lirismo per l'architettura dell'era meccanicista
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By Jean-Louis Cohen -
Finished in 2005 




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- Diario (19413)
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By Anne Frank -
Finished in 2004 




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- Bauhaus 1919-1933 (261)
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By Magdalena Droste -
Not Started
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- Maniera di pensare l'urbanistica (186)
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By Le Corbusier -
Finished in 2009 




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- Le infernali macchine del desiderio (103)
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By Angela Carter -
Finished in Aug 2008 




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- Jean Nouvel (1)
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By Carlo Prati -
Finished on Jun 30, 2009 




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Strana scrittura -
Il libro è pesantemente penalizzato da un tentativo di scrittura che l'autore debba aver considerato originale. Il risultato è però uno scimmiottare i canoni futuristi, facendolo apparire semplicemente buffo. Vi è la mancanza di una tesi forte di fondo, e l'unico tentativo di dimsotrare qualcosa con ... (
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Jul 1, 2009 |
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- Coop Himmelb(l)au (15)
- Spazi atonali e ibridazione linguistica (Gli architetti)
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By Cesare De Sessa -
Finished in 2005 




Finished (re-read) on Jan 14, 2011 




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- Zaha Hadid (35)
- Eleganze dissonanti
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By Cesare De Sessa -
Finished in 2004 




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Conver-
sazion-
i sul contem-
po… -
- Conversazioni sul contemporaneo (2)
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By Cesare De Sessa, Luciana Finelli -
Finished in 2004 




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Conver-
L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
Che il testo di Benjamin sia un classico ormai non è che un dato di fatto. Occorre vedere quale sia effettivamente la sua importanza. Fermo restando che ogni disciplina ne da una lettura assai diversa, mi preme ricordare come l'autore si pone a suo agio tra la critica d'arte e l'estetica. Ad ogni mo ... (continue)
Che il testo di Benjamin sia un classico ormai non è che un dato di fatto. Occorre vedere quale sia effettivamente la sua importanza. Fermo restando che ogni disciplina ne da una lettura assai diversa, mi preme ricordare come l'autore si pone a suo agio tra la critica d'arte e l'estetica. Ad ogni modo, il saggio si compone di 5 scritti tra loro indipendenti, ma nemmeno troppo: il famoso saggio sull'opera, che da il nome a tutto il testo, "L'opera d'arte nell'epoca della riproducibilità tecnica", il compendio al primo, "Piccola storia della fotografia", il lungo ed interessante saggio su Fuchs, "Eduard Fuchs, il collezionista e lo storico", e due saggi su Brecht "Che cos'è il teatro epico" e "Commenti ad alcune liriche di Brecht". Inutile dire che è il primo saggio a valer da solo il prezzo del libro, ed identificarsi nella coscienza collettiva come il prodotto più importante della carriera di Benjamin. Anche se effettivamente, considerando la tecnicità degli altri quattro, anch'essi sono interessanti e puntuali. I commenti di Cesare Cases e Paolo Pullega estraggono giustamente dalla dimensione mitica l'autore del libro, ed è bene che sia così: in troppi si sono nutriti delle parole di Benjamin come se fosse oro colato o manna dal cielo, e capire dov'egli peccava per ingenuità, che poi è tipica di certa critica tecnofeticista, è un buon antidoto, prima di cominciare la lettura.