Interessante spaccato della realtà editoriale italiana, abilmente impostato da Di Stefano sulle reminiscenze di tempi in cui c'era la magia dell'ispirazione coccolata dall'instancabile collaborazione fra editor ed autore; il tutto contrapposto all'oggi, dove la mancanza di tempo, curiosità e passion
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Interessante spaccato della realtà editoriale italiana, abilmente impostato da Di Stefano sulle reminiscenze di tempi in cui c'era la magia dell'ispirazione coccolata dall'instancabile collaborazione fra editor ed autore; il tutto contrapposto all'oggi, dove la mancanza di tempo, curiosità e passione, sembra rendere molto meno interessante questo intricato mondo. Ma davvero il passato fu così soave?
L'infelicità è costantemente alla ricerca di compagnia
E' una frase racchiusa nelle prime pagine del libro. In molti hanno tentato di fare il verso all'incipit di "Anna Karenina", che divide il mondo in due grandi gruppi: i felici e gli infelici, facendoci subito sperare che questi ultimi, sebbene meno fortunati, siano decisamente più interessanti, poi
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E' una frase racchiusa nelle prime pagine del libro. In molti hanno tentato di fare il verso all'incipit di "Anna Karenina", che divide il mondo in due grandi gruppi: i felici e gli infelici, facendoci subito sperare che questi ultimi, sebbene meno fortunati, siano decisamente più interessanti, poiché ciascuno infelice a modo suo. Pochi autori però erano riusciti a trasformare la dovuta riverenza per Tolstoj nella chiave di lettura di tutto il loro romanzo. Koch ci rassicura con il grande russo e poi ci immerge in una semplice verità: la relatività della colpa. Credere fortemente nella "giustezza" delle proprie azioni le rende di per sé esenti da colpa. Il libro di Koch ci spinge al pensiero, al dubbio, a guardare la realtà che ci circonda con occhi differenti.
Leggendo questa attenta raccolta si delinea il carattere dell'autrice,l'attenzione ai particolari, ai fonemi mai secondari, al ritmo e alla descrizione dolce e piacevolmente dolente. Il mio preferito è il racconto da cui prende il titolo la raccolta di racconti e in cui l'immaginazione domina solert
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Leggendo questa attenta raccolta si delinea il carattere dell'autrice,l'attenzione ai particolari, ai fonemi mai secondari, al ritmo e alla descrizione dolce e piacevolmente dolente. Il mio preferito è il racconto da cui prende il titolo la raccolta di racconti e in cui l'immaginazione domina solerte.
Troppi Giovanni, eppure mai abbastanza. Scorre limpida questa raccolta, spronando la mente a viaggiare e a non desistere. Da leggere a piccole dosi, come gli antichi rimedi della nonna, per scovare l'armonia.
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Interessante spaccato della realtà editoriale italiana, abilmente impostato da Di Stefano sulle reminiscenze di tempi in cui c'era la magia dell'ispirazione coccolata dall'instancabile collaborazione fra editor ed autore; il tutto contrapposto all'oggi, dove la mancanza di tempo, curiosità e passion ... (continue)
Interessante spaccato della realtà editoriale italiana, abilmente impostato da Di Stefano sulle reminiscenze di tempi in cui c'era la magia dell'ispirazione coccolata dall'instancabile collaborazione fra editor ed autore; il tutto contrapposto all'oggi, dove la mancanza di tempo, curiosità e passione, sembra rendere molto meno interessante questo intricato mondo.
Ma davvero il passato fu così soave?
La cena
E' una frase racchiusa nelle prime pagine del libro.continue)
In molti hanno tentato di fare il verso all'incipit di "Anna Karenina", che divide il mondo in due grandi gruppi: i felici e gli infelici, facendoci subito sperare che questi ultimi, sebbene meno fortunati, siano decisamente più interessanti, poi ... (
E' una frase racchiusa nelle prime pagine del libro.
In molti hanno tentato di fare il verso all'incipit di "Anna Karenina", che divide il mondo in due grandi gruppi: i felici e gli infelici, facendoci subito sperare che questi ultimi, sebbene meno fortunati, siano decisamente più interessanti, poiché ciascuno infelice a modo suo.
Pochi autori però erano riusciti a trasformare la dovuta riverenza per Tolstoj nella chiave di lettura di tutto il loro romanzo.
Koch ci rassicura con il grande russo e poi ci immerge in una semplice verità: la relatività della colpa. Credere fortemente nella "giustezza" delle proprie azioni le rende di per sé esenti da colpa.
Il libro di Koch ci spinge al pensiero, al dubbio, a guardare la realtà che ci circonda con occhi differenti.
L'isola di Paris
Leggendo questa attenta raccolta si delinea il carattere dell'autrice,l'attenzione ai particolari, ai fonemi mai secondari, al ritmo e alla descrizione dolce e piacevolmente dolente. Il mio preferito è il racconto da cui prende il titolo la raccolta di racconti e in cui l'immaginazione domina solert ... (continue)
Leggendo questa attenta raccolta si delinea il carattere dell'autrice,l'attenzione ai particolari, ai fonemi mai secondari, al ritmo e alla descrizione dolce e piacevolmente dolente. Il mio preferito è il racconto da cui prende il titolo la raccolta di racconti e in cui l'immaginazione domina solerte.
Mille volte me
Troppi Giovanni, eppure mai abbastanza.
Scorre limpida questa raccolta, spronando la mente a viaggiare e a non desistere.
Da leggere a piccole dosi, come gli antichi rimedi della nonna, per scovare l'armonia.
Ogni cosa è illuminata
Sincero e difficile, forse da farti innamorare proprio perchè respingente e disarmante.