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- Goodbye, Columbus (43)
- By Philip Roth
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- Disegnare il vento (169)
- L'ultimo viaggio del capitano Salgari
- By Ernesto Ferrero
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Finished on Feb 10, 2012





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- Verderame (384)
- By Michele Mari
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Finished on Feb 4, 2012





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Chi lotta con i mostri deve stare attento a non diventare anche lui un mostro. E se guarderai a lungo nell’abisso, anche l’abisso guarderà dentro di te (da “Al di là del bene e del male“, Friedrich W. Nietzsche).
Sinuoso. Ecco come si può sinteticamente raccontare questo Verderame di Mari. Un ragazz ... (continue) - — Feb 4, 2012 | 8 feedbacks
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- Il grande mistero (33)
- By Tomas Tranströmer
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Finished on Feb 1, 2012





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Haiku e poesie brevi dall'ultima raccolta di Transtromer. Colpisce l'essenzialità, il processo di riduzione chimico fisica che egli ha esercitato sul pensiero poetico. Rimangono parole brevi, frasi accennate. Incisioni che non hanno più riferimenti temporali, come le rune sulla pietra, coperte dal m ... (continue)
- — Feb 2, 2012 | 3 feedbacks
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- Un mondo di cospiratori (314)
- By Mordecai Richler
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Finished on Jan 28, 2012





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“..Arrivai che pioveva a dirotto, e c’era una lunga fila per i taxi. L’addetto alla fila cercò di rabbonirci.
-E’ sempre così, il mercoledì-
-Oggi è martedì- dissi io.”..
Da Broadsides. Reviews and Opinions Adelphi ha selezionato alcuni testi provenienti da fonti disparate, articoli su Playboy, f ... (continue) - — Jan 29, 2012 | 1 feedback
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- Il ragazzo e la colomba (108)
- By Meir Shalev
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Finished on Jan 24, 2012





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L’opera 61 di L. van Beethoven inizia con cinque brevi ed ovattati colpi di timpano, una pulsazione di cinque semiminime che percorre come un battito inquietante tutto il primo movimento. Lasciando l’introitus delle prime due pagine, il secondo paragrafo di questo meraviglioso libro di Meir Shalev ... (continue)
- — Jan 25, 2012 | 6 feedbacks
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- Winesburg, Ohio (475)
- By Sherwood Anderson
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Finished on Jan 13, 2012





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Colpiscono, i personaggio di Winesburg, Ohio. Essi si muovono come comparse di un mondo che sfugge loro. Scorrono come una sequenza lenta di immagini, scatti seppiati, fotografie di una cittadina. Sfumano, si dissolvono, riappaiono. Winesburg, Ohio, cittadina fatta di case piccole, di baracche tra i ... (continue)
- — Jan 16, 2012 | 7 feedbacks
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- La scena perduta (151)
- By Abraham Yehoshua
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Finished on Dec 31, 2011





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Il selciato umido della sera che fronteggia la grandiosità della Cattedrale di Santiago de Compostela accoglie gli ospiti nell’oscurità densa e ventosa della notte. L’anziano regista Moses e la sua compagna attrice entrano così, in una inquadratura da bianco e nero di un tempo, nella breve retrospe ... (continue)
- — Jan 3, 2012 | 8 feedbacks
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- Un doppio sospetto (166)
- By Arnaldur Indriđason
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Finished on Dec 27, 2011





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Una caratteristica delle storie narrate finora da Indridason era l’accentramento, il fare capo alla intorta figura di Erlendur come perno per la doppia azione, quella del filone centrale dell’inchiesta e quella privata oscura, che agita le anime di chi allo stesso Erlendur è prossimo. Se ne discost ... (continue)
- — Jan 2, 2012 | 1 feedback
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- After Dark (2826)
- By Haruki Murakami
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Finished on Dec 12, 2011





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Quanto è lunga una notte? Lo possono dire quelli che di notte lavorano, quelli che non possono o non riescono a dormire. Lo possono raccontare quelli che si inoltrano nella notte come attraverso un varco stesso nella vita. Già, la vita è epidermicamente sole, luce; la notte è ombra, oscurità e atte ... (continue)
- — Dec 13, 2011 | 6 feedbacks
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- Chernobyl (87)
- By Francesco M. Cataluccio
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Finished on Nov 23, 2011





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Vicino a Porta Ticinese c'è una gelateria meritevole di visita. Alle sue pareti quadri informali molto particolari. Tecnica mista su MDF.... Alcuni catturano, colori astratti, senso di smarrimento.. Chiedo chi sia l'autore. Scopro che l'autore è Tullio Forgione ed il progetto si chiama Città di Prip ... (continue)
- — Dec 9, 2011 | 2 feedbacks
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- Giobbe (2012)
- Romanzo di un uomo semplice
- By Joseph Roth
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Finished on Oct 31, 2011





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Quando Joseph Roth dà alle stampe Giobbe ha ancora meno di un decennio da vivere e lentamente ma inesorabilmente il suo mondo sta cambiando, andando alla deriva rispetto al suo mitizzare la composta e statica “sicurezza, imperiale e cattolica, dell’Impero Asburgico. In Giobbe (Hiob) egli racconta Me ... (continue)
- — Nov 2, 2011 | 6 feedbacks
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- Il sorriso dei gabbiani (15)
- By Kristín Marja Baldursdóttir
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Finished on Oct 24, 2011





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Difficile aggiungere qualcosa che abbia un senso dopo quanto hanno scritto esaustivamente OdV e Silvia. Rimane solo di condividere con loro ed altri potenziali lettori il piacere di una vicenda che, profondamente radicata nella terra d'Islanda a me cara, riesce a coniugare una patina noir fittizia a ... (continue)
- — Oct 25, 2011 | 3 feedbacks
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- Il treno (966)
- By Georges Simenon
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Finished on Oct 9, 2011





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Cosa è il treno? Cosa è per Simenon? Perchè ricorre nella sua sterminata produzione? Questa domanda è quella che sinuosamente cerca una risposta oltre al fascino della lettura. Salire sul treno significa divenirne oggetto trasportato, passivo essere umano che va da una destinazione ad un’altra, vi s ... (continue)
- — Oct 9, 2011 | 7 feedbacks
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- Il libro dell'estate (255)
- By Tove Jansson
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Finished on Sep 26, 2011





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L’ineffabile dilatarsi del tempo nell’isola.
Chi: la Nonna, le gambe malferme ed un bastone, un cappello ed i suoi libri; Sofia, bambina o ragazzina, alla soglia dell’età difficile, tra la curiosità e la noia, manchevole di quello che manca ad una bambina tra una donna anziana che non è la madre e ... (continue) - — Sep 29, 2011 | 8 feedbacks
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Disegnare il vento
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Capita non di rado che, quando mi vengano richieste contemporanee ed altrettanto “urgenti”, sbotti ricordando di non essere mica la Dea Kali. In quell’istante mi sorride nella mente l’illustrazione di un libro salgariano della mia infanzia con le molteplici braccia della dea in minacciose pose mentr ... (continue)
Capita non di rado che, quando mi vengano richieste contemporanee ed altrettanto “urgenti”, sbotti ricordando di non essere mica la Dea Kali. In quell’istante mi sorride nella mente l’illustrazione di un libro salgariano della mia infanzia con le molteplici braccia della dea in minacciose pose mentre i suoi invasati adoratori dagli occhi spiritati si agitano d’intorno.
Per questo motivo, scorto il bell’invito di Sidner in anobii, mi sono accostato a questo ottimo romanzo di Ernesto Ferrero. La tecnica, molto simile a quella di Mari in Rosso Floyd, mescola fatti e note biografiche, insuffla vita al personaggio Salgari e concede al medesimo di vivere e morire, di raccontare e raccontarsi, nel breve spazio che le 183 bianche pagine einaudiane consentono. Ferrero lascia che a parlare siano i figli, la moglie, i conoscenti ed il personaggio di Angiolina, la giovane desiderosa di carpire il segreto della scrittura e quella dell’uomo Salgari. Nasce così un omaggio elegante e dalla scrittura piena che riesce a riprendere l’uomo che seppe versare un universo di storie direttamente dalla sua fantasia, che seppe viaggiare e far viaggiare tutti i lettori senza allontanarsi neppure da se stesso. Le ombre, soprattutto le ombre, che turbarono e perseguitarono lo scrittore ricevono il dovuto e corrusco spessore. I tratti con cui Ferrero riesce a sbalzare la figura rimandano a quello di molte classiche illustrazioni delle edizioni salgariane. Disegnare il vento è il romanzo di chi ha nella avventura e nel demone della scrittura affidato totalmente la propria ed altrui vita, in essa dissolvendosi non senza macerazione e tormento. E’ forse un omaggio alla scrittura stessa laddove questa sia non solo mestiere ma autentico desiderio di trasfondere sogni e miraggi sulla carta. Angiolina, cui l’autore affida il compito di legare le narrazioni in un flusso di ammirazione e comprensione umana, adombra probabilmente il motore stesso del sentimento che ha mosso Ferrero. “ Il capitano che sto raccontando -dice- non è più l’ometto avvolto nella nuvola di fumo che porto a passeggiare sull’argine.. Si sta tramutando in un personaggio mio, al tempo stesso vero e inventato, al punto che nemmeno io saprei dire dove comincia uno e finisce l’altro”.
Disegnare il vento è una operazione difficile ed una brava maestra sa che i suoi alunni potranno scegliere due modi: o disegnare come negli antichi cartigli una bocca con le guance enfiate per soffiare, oppure tracciare gli effetti che il vento induce, le chiome degli alberi piegate, i capelli scompigliati, l’erba che si fa mare impetuoso, le onde montante a spuma che si rompono alle coste.
Ferrero sa che disegnare il vento è in questa seconda opzione: significa disegnare un intero paesaggio, scrivere una storia. Ed una volta che hai cominciato non puoi più fermarti. E forse è questa la grande avventura.
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