-
Libri Italia…
-
-
-
- Barbablù (216)
-
By Amélie Nothomb -
Not Started
-
-
-
-
- Le vergini suicide (4114)
-
By Jeffrey Eugenides -
Reading
-
-
-
-
- La famiglia Karnowski (142)
-
By Israel J. Singer -
Reading 




-
-
-
-
- La trama del matrimonio (1711)
-
By Jeffrey Eugenides -
Finished
-
-
Perchè Eugenides è così bravo?3 people find this helpful -
Dopo Middlesex, un'altra conferma della bravura di Eugenides. La sua scrittura, così semplice, fluida eppure mai banale (e a questo riguardo vorrei spendere anche due parole di encomio per la bravissima traduttrice, Katia Bagnoli, che come tutti i traduttori di talento non fa assolutamente notare i ... (
continue ) -
—
Apr 7, 2013 |
1 feedback
-
-
-
-
- Atti mancati (18)
-
By Matteo Marchesini -
Finished 




-
-




-
L'unica cosa che mi è piaciuta di questo libro è che è ambientato a Bologna, tra l'altro prevalentemente nel quartiere in cui sono cresciuta... Per il resto l'ho trovato totalmente privo di anima, scritto in maniera pretenziosa, pieno di inutili aggettivi e senza scopo.
-
—
Mar 30, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Oh... (16)
-
By Philippe Djian -
Not Started
-
-
-
-
- Un anno sognato pericolosamente (32)
-
By Slavoj Zizek -
Finished 




-
-
Un anno sognato pericolosamente
3 people find this helpful 



Politica è il nome della distanza dell'economia da sè stessa -
"L'economico senza il nucleo politico ex-timo (la lotta di classe) sarebbe una matrice sociale positiva di sviluppo...d'altra parte, una politica pura, decontaminata dall'economico non è meno ideologica: il volgare economicismo e l'idealismo ideologico politico sono due facce della stessa medaglia.. ... (
continue ) -
—
Mar 21, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Quel che resta della vita (113)
-
By Zeruya Shalev -
Finished 




-
-
1 person find this helpful 



La vita è una sola -
Un'anziana donna morente al cui capezzale si alternano i due figli, Dina e Avner, persone apparentemente finite, svuotate, senza sogni... E invece pian piano emerge il loro desiderio di riscatto, di riprendere in mano la propria vita e farne un capolavoro. È un inno alla vita, all'amore in tutte le ... (
continue ) -
—
Mar 25, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Paradiso e inferno (394)
-
By Jón Kalman Stefánsson -
Finished 




-
-
-
-
- La donna di scorta (1058)
-
By Diego De Silva -
Finished 




-
-
-
-
- Mancarsi (1003)
-
By Diego De Silva -
Finished 




-
-
2 people find this helpful 



Chirurgia dell'anima -
De Silva è un abilissimo chirurgo: con le sue parole incide la carne e ti seziona l'anima. La apre e ci guarda dentro, senza veli e senza filtri, mettendo a nudo la vera essenza dei sentimenti, la nobiltà e la meschinità, insomma la nostra fragilità umana. Un grande.
-
—
Jan 25, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Vita e destino (1557)
-
By Vasilij Grossman -
Not Started
-
-
-
-
- Venti corpi nella neve (394)
- Il commissario Serra indaga a Case Rosse
-
By Giuliano Pasini -
Finished 




-
-




-
Questa è una bellissima e tristissima storia che secondo me avrebbe meritato di essere sviluppata meglio, dando maggior spessore ai protagonisti e più spazio allo sfondo storico. Si legge volentieri ma ti lascia con una sensazione di potenziale inespresso.
-
—
Jan 10, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Libri (25)
- e contro il tarlo inimico
-
By Roberto Roversi -
Reference 




-
-




-
un gioiello!
-
—
Dec 20, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- L'uomo che amava Dickens e altri racconti (28)
-
By Evelyn Waugh -
Not Started
-
La famiglia Karnowski
A volte ti capita d'imbatterti in un grande romanzo, probabilmente un capolavoro, e allora ti domandi: cos'è di preciso a renderlo tale? Sono le storie che vi sono raccontate? Probabilmente no, visto che si tratta di una saga familiare come tante altre, fatta di sogni, delusioni, grandi passioni, in ... (continue)
A volte ti capita d'imbatterti in un grande romanzo, probabilmente un capolavoro, e allora ti domandi: cos'è di preciso a renderlo tale? Sono le storie che vi sono raccontate? Probabilmente no, visto che si tratta di una saga familiare come tante altre, fatta di sogni, delusioni, grandi passioni, ingiustizie, amori non corrisposti e ideali mal riposti. Allora sarà lo stile, ti dici. Ma anche quello, se lo vai ad analizzare attentamente, ti appare certamente fresco, immediato, contemporaneo, senza fronzoli o ricercatezze, talvolta persino troppo semplice e scorrevole (merito anche della bravissima traduttrice, Anna Linda Callow). Sarà la cornice storica, l'alba del novecento, periodo pregno di attese e belle speranze ma in cui avverti distintamente i prodromi di future sciagure, come l'aria elettrica e umida che ti assale prima di un forte temporale. Però anche questa l'hai incontrata altre volte, in tanti bei romanzi ambientati in quell'epoca. Forse saranno i personaggi, così finemente cesellati e così veri, che ti pare di averli già conosciuti in qualche vita precedente. David Karnowski, il capostipite che abbandona lo shtetl polacco in cui è nato alla ricerca di un riscatto sociale a Berlino, così odiosamente rigido e sicuro dei propri principi, saldamente ancorato alla convinzione che "bisogna essere ebrei in casa e uomini in strada" per avere successo; Georg il figlio, così affascinante, caparbio e passionale, che incarna il vertice dell'ascesa sociale della famiglia, diventando medico e sposando una gentile, e infine Jegor, il nipote, che per sfuggire alla persecuzione nazista fuggirà a New York e porterà alle estreme conseguenze le contraddizioni insite nella famiglia. E le protagoniste femminili, così fragili e sottomesse come Lea, la moglie di David, oppure così inaspettatamente moderne e volitive come Elsa, il grande amore di Georg. Nuovi amici che andranno ad aggiungersi agli altri già incontrati nei bellissimi romanzi che hai letto nella tua vita. La verità è che ciò che rende un romanzo un capolavoro è l'insieme di tutte queste cose e di tante altre ancora, apparentemente piccole e insignificanti ma che, come i singoli elementi di un'orchestra, sono fondamentali per la perfetta esecuzione della sinfonia. E questo romanzo di Israel J. Singer, fratello del premio Nobel Isaac B., rimasto nell'ombra ma non per questo meno bravo, ha tutte le carte in regola per essere definito un capolavoro. Ora non ci resta che rileggere "La famiglia Moskat" per decidere quale dei due fosse il migliore.