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- Il breve regno di Pipino IV (195)
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By John Steinbeck -
Finished on Nov 17, 2012 




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- La vita di Čechov (56)
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By Irene Nemirovsky -
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- Cinquanta smagliature di Gina (382)
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By Rossella Calabrò -
Finished on Nov 9, 2012 




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Non mi posso esimere. -
Dopo il grigio, il nero, il rosso, i flou e le sbavature, finalmente le smagliature.
Smagliatura n. 8
Le tetteDiciamolo subito: le tette sono come i capelli.
No, be', non significa che bisogna pettinarle, e non vuol dire nemmeno che possono presentare problemi come la forfora o le doppie punte ... (continue ) -
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Nov 9, 2012 |
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- Hotel Bosforo (645)
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By Esmahan Aykol -
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- Roquenval (185)
- Racconti d'autore, 75
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By Nina Berberova -
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By Paolo Giordano -
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- Racconti d'autore, 74
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- Diari (17)
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- Limonov (1589)
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- Le sabbie immobili (287)
- Racconti d'autore, 73
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By Giuseppe Pontiggia -
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- La preda (523)
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By Irene Nemirovsky -
Finished on Oct 28, 2012 




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Ritorno a Irène. -
C'è un tratto comune in quasi tutti i romanzi di Irène Némirovsky, e me ne accorgo solo ora che dopo parecchio tempo torno a leggerla, che non è solo quello che consente di ripercorrere immediatamente attraverso le vicende dei suoi personaggi i principali avvenimenti della sua breve esistenza, ma an ... (
continue ) -
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Oct 29, 2012 |
18 feedbacks
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- Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita
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By Tiziano Terzani -
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By Manuel Puig -
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By Enzo G. Baldoni -
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- Bicchiere pieno e altri racconti (143)
- Racconti d'autore, 72
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By John Updike -
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Il breve regno di Pipino IV
Mentre lo leggi pensi che dopo tanto impegno Steinbeck abbia voluto concedersi e regalarsi(ci) un divertissement con il quale ironizzare sulla vecchia Europa, ancora ancorata a retaggi feudali e nobiliari, e sul Nuovo Mondo, tutto improntato al corporate business, e a quanto sarebbe bello se ... (continue)
Mentre lo leggi pensi che dopo tanto impegno Steinbeck abbia voluto concedersi e regalarsi(ci) un divertissement con il quale ironizzare sulla vecchia Europa, ancora ancorata a retaggi feudali e nobiliari, e sul Nuovo Mondo, tutto improntato al corporate business, e a quanto sarebbe bello se in un ipotetico romanzo immaginario Pipino IV potesse incontrare la sovrana lettrice di Alan Bennett, e con lei intrattenersi a ragionare di monarchia, giustizia, impegno e senso del dovere.
Ma poi, quando arrivi a poche pagine dalla fine, e successivamente il finale non fa altro che confermartelo, ti accorgi che anche Pipino IV, così come tutti i protagonisti della letteratura steinbeckiana, è un uomo «di morale kantiana». Uno di quegli uomini - come già il sindaco Orden de «La luna è tramontata» o persino Ethan Hawley de «L'inverno del nostro scontento», che a «Il breve regno di Pipino IV» sono secondo me legati da un sottilissimo filo di acciaio -, che se non possono cambiare il mondo non sono disposti però ad accettare che sia il mondo a cambiare loro; anche a costo del sacrificio estremo, capaci di rinunciare a tutto, persino al successo, pur di non essere incoronati Re in un mondo che li vuole, invece, solo strumentalizzare.
E allora a Pipino Arnulf Héristal, eletto Pipino IV in un'improbabile restaurazione della monarchia nella Francia degli anni Cinquanta, dopo essersi accorto che non c'è posto in questo mondo per la purezza di intenti e che il suo destino è quello di essere solo una pedina, una testa di turco, piuttosto che un Re, non resta altro da fare che tornare a essere quello che realmente è: un uomo di morale che ama guardare le stelle.
«Il re disse: Un re può muovere un passo avanti, indietro, di fianco, in diagonale ma una testa di turco, ovvero una pedina, può fare solo un passo, alla volta, avanti.»