... già basterebbe come commento. Però vorrei dire che comunque io i libri di Coso Marra non li ho letti, ma se qualcheduno mi addimandasse secondo te come sono i libri di Coso Marra? Io arrisponderei: così. Però con Napoli al posto di Londra. (quindi forse so' pure un po' meglio)
... già basterebbe come commento. Però vorrei dire che comunque io i libri di Coso Marra non li ho letti, ma se qualcheduno mi addimandasse secondo te come sono i libri di Coso Marra? Io arrisponderei: così. Però con Napoli al posto di Londra. (quindi forse so' pure un po' meglio)
PS: scrittori che mettete i disegnini simpatici nei libri per far capire meglio le cose siccome un'immagine vale mille parole oppure che vi credete che siamo tutti un poco cerebrolesi, mi avete smesso di essere simpatici più o meno dalla quarta liceo, quando ho pensato che i disegnini nei libri non erano un gesto creativo e rivoluzionario, ma piuttosto una cosa che dovrebbe essere vietata a chiunque abbia completato il ciclo della scuola dell'obbligo.
Stravedo per Camilleri. Ma di questo libro l'unica cosa che si salva (tra la trama scontatissima e il cattivaccio il cui tratteggio psicologico ricorda quelli miserrimi di Faletti) è il commento in copertina di Salvatore Silvano Nigro: che però pure lui, per difendere l'indifendibile, stavolta ha do
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Stravedo per Camilleri. Ma di questo libro l'unica cosa che si salva (tra la trama scontatissima e il cattivaccio il cui tratteggio psicologico ricorda quelli miserrimi di Faletti) è il commento in copertina di Salvatore Silvano Nigro: che però pure lui, per difendere l'indifendibile, stavolta ha dovuto rema' con il metalinguaggio come solo i letterati sanno fare.
Questo libro l'ho ridotto praticamente a una chiavica. Nel senso che la copertina è tutta stropicciata, lorda, dietro c'è pure un buco che arriva fino alla rilegatura. Che voi mo direte: embè? Ma io dico, ragionate: com'è possibile che un libro dalla rilegatura tanto ben fatta (e di questo sia reso
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Questo libro l'ho ridotto praticamente a una chiavica. Nel senso che la copertina è tutta stropicciata, lorda, dietro c'è pure un buco che arriva fino alla rilegatura. Che voi mo direte: embè? Ma io dico, ragionate: com'è possibile che un libro dalla rilegatura tanto ben fatta (e di questo sia reso gran merito alla Elliot, che cura veramente bene le sue edizioni) sia diventato così uno shkifo? Questa cosa si spiega solo con lunghi viaggi in valigia, in borsa, cadute nella metro, cadute dal letto di notte, permanenze in bagno con elevato tasso di condensa notturna. Insomma significa che ci ho messo 'na vita, a leggerlo. Mo voi potreste pensare due cose: o è il libro che è pesante assai, o sono io che sono una scarpara ignorante. Io penso entrambe le cose: che sono scarpara ignorante si evince dal fatto che ogni tre pagine dovevo andare a cercarmi una parola sul vocabolario, tipo "omiletico", che io mi domando se e quando mai la userò nella mia vita futura da dottoressa addormigente; che questo libro è pesante non si evince da niente, tranne dalle pagine e pagine di quelle che io non definirei altrimenti che colossali pippe mentali, che se - mettiamo - questa tizia protagonista di cui non sappiamo neanche il nome fosse stata una mia amica o la mia vicina di casa e sul pianerottolo avesse cominciato ad attaccare con uno di quei sermoni io immantinente l'avrei presa a scuppuloni in faccia. Per essere sincera, comunque, qualche orecchia a questo libro pure gliel'ho fatta, in quanto dei brani mi sembravano contenere riflessioni interessanti, però tutto il resto intorno era ampiamente risparmiabile. Nel senso che a leggerlo mi sono scassata la uallera come poche volte in vita mia. Cioè: persino un atlante di anatomia patologica è più avvincente.
Normanra', veramente, la prossima volta se vuoi scrivere un soporifero saggio accademico scrivi un soporifero saggio accademico, non fare finta che hai scritto un romanzo e invece di nascosto mi stai appioppando un soporifero saggio accademico.
Mettiamo che siate una giovane fanciulla, inesperta delle cose del mondo, e che colui che si fregia d'essere il vostro compagno decida - per ragioni diverse e forse addirittura contrastanti - di farsi carico dell'impegno di rendervi edotta riguardo a certi moventi, o a certi dettami, che rego
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Mettiamo che siate una giovane fanciulla, inesperta delle cose del mondo, e che colui che si fregia d'essere il vostro compagno decida - per ragioni diverse e forse addirittura contrastanti - di farsi carico dell'impegno di rendervi edotta riguardo a certi moventi, o a certi dettami, che regolano le dinamiche relazionali in ogni società che si rispetti. Come potrete non essere grata a costui, soprattutto allorquando vi troviate a considerare che, in effetti, egli provvede a questa vostra - come dire? - scolarizzazione tramite sistematici doni provenienti, come attesta l'involto che li contiene, dalla libreria della Stazione Termini? E' esattamente in virtù di tale gratitudine che dovrete perdonargli la codardia, la viltà, il suo farsi schermo di parole altrui pur di non essere il diretto artefice del progressivo incrinarsi della vostra gioviale ingenuità. Egli delega, già, delega a un grazioso tomo dalla copertina color pastello* il compito di dilettarvi - laddove quest'onere spetterebbe a lui e a lui solo, seppur con facoltà di dedicarcisi con ogni parte della sua intera anatomia - e di dirozzarvi, così come quello di condurvi per mano per quei sentieri ascosi che sono le passioni che governano l'animo umano, e le misure e i giudizi che ne conseguono. Ma non potrete biasimarlo per questa debolezza passeggera: d'altronde homo sum, humani nihil a me alienum puto . Anche se siete femminuccia.
Libro che non ti ho capito, ti volevo mettere due stelline perché sei scritto in un modo piatto che non ti voglio dire quant'è piatto, tipo piatto come la Terra prima che qualche eretico che meritava il rogo ma che non l'ha avuto saltasse su a dire che la Terra non è piatta ma è tonda. (siccome son
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Libro che non ti ho capito, ti volevo mettere due stelline perché sei scritto in un modo piatto che non ti voglio dire quant'è piatto, tipo piatto come la Terra prima che qualche eretico che meritava il rogo ma che non l'ha avuto saltasse su a dire che la Terra non è piatta ma è tonda. (siccome sono arguta, è per dirvi che in questo libro ci sono sia fatti di eresia, sia fatti di una certa rilevanza cosmologica) Ti volevo mettere pure due stelline per la tragica rimanenza male di trovarmi tra le mani una fetecchia di libro fantasy là dove pensavo che ci sarebbe stato tutta una melma di significati in cui poter sguazzare dentro. Insomma ti volevo mettere due stelline.
Libro che non ti ho capito, poi la notte ho fatto gli incubi e non so se è stato per colpa della pizza rustica col broccolo romanesco che tendeva a ripropormisi sullo stomaco, oppure per via della tua vena distopica-apocalittica-queste cose qua, che insomma io non sono mai stata brava a trovare i Nomi alle cose, e tendo sempre a furtare i nomi dati dagli altri. Nel dubbio, ti ho ripensato, e in effetti mi piace l'idea di scegliere come voce narrante una cosa antipatica, per quell'effetto che un po' ti vuoi immedesimare e un po' però anche ti sta sul cacchio e quindi è un processo travagliato che come ci insegnano i psicologi dietro ogni travaglio si nasconde una grande ricompensa (travaglio con la T piccola). Mi piacciono pure questi libri che vanno di moda mo tipo immaginiamoci una società dove comandano le femmine, in questo libro non è che proprio comandano, ma pretizzano, quindi è come se comandassero in ogni caso. Infatti poi tu libro ci insegni che non è che siccome lo yang da solo fa i danni allora lo yin da solo è meglio, e allora a un certo punto li capovolgi, poi li fai accoppiare e mettere insieme, e il risultato netto è che uno dice basta yin e basta yang mi avete scocciato tutti e due, voi, le vostre pippe di genere e gli assolutismi. A questo punto ti volevo mettere quattro stelline perché oh, insomma, bravo libro che hai saputo nascondere tutti questi sottotesti in quel piattume stilistico e quell'avvicendarsi rapido di vicende che poi sono le cose che caratterizzano ogni buon libro da Moccia in su.
Ma la verità, libro, è che io non ti ho capito tutto per bene, secondo me qualcosa m'è scappato, e la domanda che si pone a questo punto è: la colpa è mia che sono stupida e mi faccio scappare le cose da sotto al naso? oppure la colpa è tua che non ti sei fatto capire?
Nel dubbio, io ti ho messo tre stelline perché in medio stat virtus e infatti la campana di Gauss ce lo conferma. (ho fatto finta che anche io volevo mettere dei sottotesti in questa recensione, ma non sono brava a fare questi fatti. Scusatemi molto.)
Il piacere di soffrire
... già basterebbe come commento.
Però vorrei dire che comunque io i libri di Coso Marra non li ho letti, ma se qualcheduno mi addimandasse secondo te come sono i libri di Coso Marra?
Io arrisponderei: così. Però con Napoli al posto di Londra.
(quindi forse so' pure un po' meglio)
PS: scrittori ch ... (continue)
... già basterebbe come commento.
Però vorrei dire che comunque io i libri di Coso Marra non li ho letti, ma se qualcheduno mi addimandasse secondo te come sono i libri di Coso Marra?
Io arrisponderei: così. Però con Napoli al posto di Londra.
(quindi forse so' pure un po' meglio)
PS: scrittori che mettete i disegnini simpatici nei libri per far capire meglio le cose siccome un'immagine vale mille parole oppure che vi credete che siamo tutti un poco cerebrolesi, mi avete smesso di essere simpatici più o meno dalla quarta liceo, quando ho pensato che i disegnini nei libri non erano un gesto creativo e rivoluzionario, ma piuttosto una cosa che dovrebbe essere vietata a chiunque abbia completato il ciclo della scuola dell'obbligo.
La caccia al tesoro
Stravedo per Camilleri. Ma di questo libro l'unica cosa che si salva (tra la trama scontatissima e il cattivaccio il cui tratteggio psicologico ricorda quelli miserrimi di Faletti) è il commento in copertina di Salvatore Silvano Nigro: che però pure lui, per difendere l'indifendibile, stavolta ha do ... (continue)
Stravedo per Camilleri. Ma di questo libro l'unica cosa che si salva (tra la trama scontatissima e il cattivaccio il cui tratteggio psicologico ricorda quelli miserrimi di Faletti) è il commento in copertina di Salvatore Silvano Nigro: che però pure lui, per difendere l'indifendibile, stavolta ha dovuto rema' con il metalinguaggio come solo i letterati sanno fare.
Accoppiamenti
Questo libro l'ho ridotto praticamente a una chiavica. Nel senso che la copertina è tutta stropicciata, lorda, dietro c'è pure un buco che arriva fino alla rilegatura. Che voi mo direte: embè?continue)
Ma io dico, ragionate: com'è possibile che un libro dalla rilegatura tanto ben fatta (e di questo sia reso ... (
Questo libro l'ho ridotto praticamente a una chiavica. Nel senso che la copertina è tutta stropicciata, lorda, dietro c'è pure un buco che arriva fino alla rilegatura. Che voi mo direte: embè?
Ma io dico, ragionate: com'è possibile che un libro dalla rilegatura tanto ben fatta (e di questo sia reso gran merito alla Elliot, che cura veramente bene le sue edizioni) sia diventato così uno shkifo? Questa cosa si spiega solo con lunghi viaggi in valigia, in borsa, cadute nella metro, cadute dal letto di notte, permanenze in bagno con elevato tasso di condensa notturna. Insomma significa che ci ho messo 'na vita, a leggerlo. Mo voi potreste pensare due cose: o è il libro che è pesante assai, o sono io che sono una scarpara ignorante.
Io penso entrambe le cose: che sono scarpara ignorante si evince dal fatto che ogni tre pagine dovevo andare a cercarmi una parola sul vocabolario, tipo "omiletico", che io mi domando se e quando mai la userò nella mia vita futura da dottoressa addormigente; che questo libro è pesante non si evince da niente, tranne dalle pagine e pagine di quelle che io non definirei altrimenti che colossali pippe mentali, che se - mettiamo - questa tizia protagonista di cui non sappiamo neanche il nome fosse stata una mia amica o la mia vicina di casa e sul pianerottolo avesse cominciato ad attaccare con uno di quei sermoni io immantinente l'avrei presa a scuppuloni in faccia.
Per essere sincera, comunque, qualche orecchia a questo libro pure gliel'ho fatta, in quanto dei brani mi sembravano contenere riflessioni interessanti, però tutto il resto intorno era ampiamente risparmiabile. Nel senso che a leggerlo mi sono scassata la uallera come poche volte in vita mia. Cioè: persino un atlante di anatomia patologica è più avvincente.
Normanra', veramente, la prossima volta se vuoi scrivere un soporifero saggio accademico scrivi un soporifero saggio accademico, non fare finta che hai scritto un romanzo e invece di nascosto mi stai appioppando un soporifero saggio accademico.
Storie ciniche
Mettiamo che siate una giovane fanciulla, inesperta delle cose del mondo, e che colui che si fregia d'essere il vostro compagno decida - per ragioni diverse e forse addirittura contrastanti - di farsi carico dell'impegno di rendervi edotta riguardo a certi moventi, o a certi dettami, che rego ... (continue)
Mettiamo che siate una giovane fanciulla, inesperta delle cose del mondo, e che colui che si fregia d'essere il vostro compagno decida - per ragioni diverse e forse addirittura contrastanti - di farsi carico dell'impegno di rendervi edotta riguardo a certi moventi, o a certi dettami, che regolano le dinamiche relazionali in ogni società che si rispetti. Come potrete non essere grata a costui, soprattutto allorquando vi troviate a considerare che, in effetti, egli provvede a questa vostra - come dire? - scolarizzazione tramite sistematici doni provenienti, come attesta l'involto che li contiene, dalla libreria della Stazione Termini?
E' esattamente in virtù di tale gratitudine che dovrete perdonargli la codardia, la viltà, il suo farsi schermo di parole altrui pur di non essere il diretto artefice del progressivo incrinarsi della vostra gioviale ingenuità. Egli delega, già, delega a un grazioso tomo dalla copertina color pastello* il compito di dilettarvi - laddove quest'onere spetterebbe a lui e a lui solo, seppur con facoltà di dedicarcisi con ogni parte della sua intera anatomia - e di dirozzarvi, così come quello di condurvi per mano per quei sentieri ascosi che sono le passioni che governano l'animo umano, e le misure e i giudizi che ne conseguono.
Ma non potrete biasimarlo per questa debolezza passeggera: d'altronde homo sum, humani nihil a me alienum puto .
Anche se siete femminuccia.
* ... esiste, il grigio pastello, ve'?
Il libro segreto delle cose sacre
Libro che non ti ho capito, ti volevo mettere due stelline perché sei scritto in un modo piatto che non ti voglio dire quant'è piatto, tipo piatto come la Terra prima che qualche eretico che meritava il rogo ma che non l'ha avuto saltasse su a dire che la Terra non è piatta ma è tonda.continue)
(siccome son ... (
Libro che non ti ho capito, ti volevo mettere due stelline perché sei scritto in un modo piatto che non ti voglio dire quant'è piatto, tipo piatto come la Terra prima che qualche eretico che meritava il rogo ma che non l'ha avuto saltasse su a dire che la Terra non è piatta ma è tonda.
(siccome sono arguta, è per dirvi che in questo libro ci sono sia fatti di eresia, sia fatti di una certa rilevanza cosmologica)
Ti volevo mettere pure due stelline per la tragica rimanenza male di trovarmi tra le mani una fetecchia di libro fantasy là dove pensavo che ci sarebbe stato tutta una melma di significati in cui poter sguazzare dentro.
Insomma ti volevo mettere due stelline.
Libro che non ti ho capito, poi la notte ho fatto gli incubi e non so se è stato per colpa della pizza rustica col broccolo romanesco che tendeva a ripropormisi sullo stomaco, oppure per via della tua vena distopica-apocalittica-queste cose qua, che insomma io non sono mai stata brava a trovare i Nomi alle cose, e tendo sempre a furtare i nomi dati dagli altri.
Nel dubbio, ti ho ripensato, e in effetti mi piace l'idea di scegliere come voce narrante una cosa antipatica, per quell'effetto che un po' ti vuoi immedesimare e un po' però anche ti sta sul cacchio e quindi è un processo travagliato che come ci insegnano i psicologi dietro ogni travaglio si nasconde una grande ricompensa (travaglio con la T piccola).
Mi piacciono pure questi libri che vanno di moda mo tipo immaginiamoci una società dove comandano le femmine, in questo libro non è che proprio comandano, ma pretizzano, quindi è come se comandassero in ogni caso.
Infatti poi tu libro ci insegni che non è che siccome lo yang da solo fa i danni allora lo yin da solo è meglio, e allora a un certo punto li capovolgi, poi li fai accoppiare e mettere insieme, e il risultato netto è che uno dice basta yin e basta yang mi avete scocciato tutti e due, voi, le vostre pippe di genere e gli assolutismi.
A questo punto ti volevo mettere quattro stelline perché oh, insomma, bravo libro che hai saputo nascondere tutti questi sottotesti in quel piattume stilistico e quell'avvicendarsi rapido di vicende che poi sono le cose che caratterizzano ogni buon libro da Moccia in su.
Ma la verità, libro, è che io non ti ho capito tutto per bene, secondo me qualcosa m'è scappato, e la domanda che si pone a questo punto è:
la colpa è mia che sono stupida e mi faccio scappare le cose da sotto al naso?
oppure
la colpa è tua che non ti sei fatto capire?
Nel dubbio, io ti ho messo tre stelline perché in medio stat virtus e infatti la campana di Gauss ce lo conferma.
(ho fatto finta che anche io volevo mettere dei sottotesti in questa recensione, ma non sono brava a fare questi fatti. Scusatemi molto.)