Un'opera esaustiva sulla visione del corpo (e del mondo) attuale, paragonata a quelle delle antiche tribù, non influenzate dalla scissione corpo/anima (e più in generale reale/equivalente generale) introdotta da Platone. Il pensiero di Galimberti entra nel solco tracciato da autori come Baudrillard
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Un'opera esaustiva sulla visione del corpo (e del mondo) attuale, paragonata a quelle delle antiche tribù, non influenzate dalla scissione corpo/anima (e più in generale reale/equivalente generale) introdotta da Platone. Il pensiero di Galimberti entra nel solco tracciato da autori come Baudrillard e Bataille nella seconda metà del secolo scorso, pur trovando elementi di innovazione e soprattutto di sintesi organica della materia trattata.
caravaggesco affresco dei mercati romani, del macabro che sudiciamente tracima da ogni orpello consunto della quotidianità dei personaggi narrati. macellai, pescivendoli, ma anche preti, suore, zingare, tutti sono ricoperti da un sudario ripugnante, che tuttavia non riduce mai la loro umanità.
Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo appare
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Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo apparentemente distinti. Tema interessante, attuale, certo, ma in sostanza ripetuto per più di 200 pagine allo stesso modo.
Parole allo specchio. Ideologie allo specchio. Un libro che attesta l'importanza della comprensione della nostra storia passata e recente per interpretare un mondo che sembra sfuggirci di mano, virando sempre di più verso l'assurdo.
Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito
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Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito di genere "fantastico", perchè la sua fantasia si cala in modo tremendo ed angosciante nella nostra realtà.
Il corpo
Un'opera esaustiva sulla visione del corpo (e del mondo) attuale, paragonata a quelle delle antiche tribù, non influenzate dalla scissione corpo/anima (e più in generale reale/equivalente generale) introdotta da Platone. Il pensiero di Galimberti entra nel solco tracciato da autori come Baudrillard ... (continue)
Un'opera esaustiva sulla visione del corpo (e del mondo) attuale, paragonata a quelle delle antiche tribù, non influenzate dalla scissione corpo/anima (e più in generale reale/equivalente generale) introdotta da Platone. Il pensiero di Galimberti entra nel solco tracciato da autori come Baudrillard e Bataille nella seconda metà del secolo scorso, pur trovando elementi di innovazione e soprattutto di sintesi organica della materia trattata.
Natura morta
caravaggesco affresco dei mercati romani, del macabro che sudiciamente tracima da ogni orpello consunto della quotidianità dei personaggi narrati. macellai, pescivendoli, ma anche preti, suore, zingare, tutti sono ricoperti da un sudario ripugnante, che tuttavia non riduce mai la loro umanità.
Lotta di classe
Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo appare ... (continue)
Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo apparentemente distinti. Tema interessante, attuale, certo, ma in sostanza ripetuto per più di 200 pagine allo stesso modo.
Il linguaggio dell'Impero
Parole allo specchio. Ideologie allo specchio. Un libro che attesta l'importanza della comprensione della nostra storia passata e recente per interpretare un mondo che sembra sfuggirci di mano, virando sempre di più verso l'assurdo.
Le uova fatali
Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito ... (continue)
Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito di genere "fantastico", perchè la sua fantasia si cala in modo tremendo ed angosciante nella nostra realtà.