Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo appare
... (continue)
Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo apparentemente distinti. Tema interessante, attuale, certo, ma in sostanza ripetuto per più di 200 pagine allo stesso modo.
Avendo conosciuto Saramago a partire dal suo splendore in cecità e saggio sulla lucidità, non ho potuto non notare la differenza con questo libro. Gli strumenti linguistici sono gli stessi, ma estremamente più grezzi, poco affinati. Il suo caratteristico modo di scrivere, con poca punteggiatura e co
... (continue)
Avendo conosciuto Saramago a partire dal suo splendore in cecità e saggio sulla lucidità, non ho potuto non notare la differenza con questo libro. Gli strumenti linguistici sono gli stessi, ma estremamente più grezzi, poco affinati. Il suo caratteristico modo di scrivere, con poca punteggiatura e con lunghi periodi, qui diventa fonte di complessità non dovuta e la storia si sviluppa poco, solo nella seconda parte, e a tratti troppo rapidamente. Cosa rimane di questo libro dunque? senza dubbio un'idea molto originale, un punto di partenza per riflessioni sulla morte che non valichino i limiti della leggerezza.
Un libro di immagini, un libro di sensi palpabili. Stupisce la scrittura piena di fotogrammi fluidi e intrecciati l'uno con l'altro. Stupisce meno la storia: un giallo prevedibile e poco accattivante. Eppure è un libro degno di nota nel complesso, perchè immerge il lettore nella fantasia delle sue s
... (continue)
Un libro di immagini, un libro di sensi palpabili. Stupisce la scrittura piena di fotogrammi fluidi e intrecciati l'uno con l'altro. Stupisce meno la storia: un giallo prevedibile e poco accattivante. Eppure è un libro degno di nota nel complesso, perchè immerge il lettore nella fantasia delle sue scene. Salvo diventare, quelle stesse scene, parte di una storia troppo reale e scontata.
Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito
... (continue)
Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito di genere "fantastico", perchè la sua fantasia si cala in modo tremendo ed angosciante nella nostra realtà.
non è stato il libro che ha calamitato la mia attenzione come mai prima non è stato il libro che mi ha rivelato qualcosa che ignoravo eppure ha avuto un notevole peso, riassumendo in maniera ottimale le implicazioni delle scelte di una società più o meno reale più di 1984 questo libro
... (continue)
non è stato il libro che ha calamitato la mia attenzione come mai prima non è stato il libro che mi ha rivelato qualcosa che ignoravo eppure ha avuto un notevole peso, riassumendo in maniera ottimale le implicazioni delle scelte di una società più o meno reale più di 1984 questo libro ha carpito l'essenza del consumismo attuale consumismo emotivo, oltre che economico più di 1984 ha previsto la reale evoluzione del capitalismo eppure "il nuovo mondo" non è riuscito a sollevarsi dall'impressione iniziale che mi ha dato; quella di saggio sociologico, più che di avvincente romanzo in questo stesso senso si indirizza la seconda parte del volume: "ritorno al nuovo mondo" raccolta di saggi dello stesso autore che, rileggendo il suo scritto dopo 20 anni, sottolinea come le sue previsioni si siano avverate in buona parte cosa rimane dunque di questo libro? in me rimane la sensazione che il mondo descritto, un mondo di droghe senza effetti collaterali, di impulsi soddisfatti istantaneamente, di felicità ingabbiata nella stabilità, ma anche di eugenetica e taciti soprusi, non sia il peggiore dei mondi se Huxley voleva farmi odiare il mondo senza istinti che ha immaginato, non ci è riuscito anzi mi ha portato a pensare che, da certi punti di vista, quel mondo è persino accettabile e ora mi/vi chiedo: e se fosse preferibile?
Lotta di classe
Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo appare ... (continue)
Una stessa storia vista da prospettive di personaggi diversi. Atmosfere romane vagamente pasoliniane. Il tutto immerso costantemente nell'alienazione del mondo del precariato. Idee originali talora, ma essenzialmente molto ripetitivo. Prospettive solo apparentemente diverse di personaggi solo apparentemente distinti. Tema interessante, attuale, certo, ma in sostanza ripetuto per più di 200 pagine allo stesso modo.
Le intermittenze della morte
Avendo conosciuto Saramago a partire dal suo splendore in cecità e saggio sulla lucidità, non ho potuto non notare la differenza con questo libro. Gli strumenti linguistici sono gli stessi, ma estremamente più grezzi, poco affinati. Il suo caratteristico modo di scrivere, con poca punteggiatura e co ... (continue)
Avendo conosciuto Saramago a partire dal suo splendore in cecità e saggio sulla lucidità, non ho potuto non notare la differenza con questo libro. Gli strumenti linguistici sono gli stessi, ma estremamente più grezzi, poco affinati. Il suo caratteristico modo di scrivere, con poca punteggiatura e con lunghi periodi, qui diventa fonte di complessità non dovuta e la storia si sviluppa poco, solo nella seconda parte, e a tratti troppo rapidamente. Cosa rimane di questo libro dunque? senza dubbio un'idea molto originale, un punto di partenza per riflessioni sulla morte che non valichino i limiti della leggerezza.
Il paradiso degli orchi !! SCHEDA DOPPIA !!
Un libro di immagini, un libro di sensi palpabili. Stupisce la scrittura piena di fotogrammi fluidi e intrecciati l'uno con l'altro. Stupisce meno la storia: un giallo prevedibile e poco accattivante. Eppure è un libro degno di nota nel complesso, perchè immerge il lettore nella fantasia delle sue s ... (continue)
Un libro di immagini, un libro di sensi palpabili. Stupisce la scrittura piena di fotogrammi fluidi e intrecciati l'uno con l'altro. Stupisce meno la storia: un giallo prevedibile e poco accattivante. Eppure è un libro degno di nota nel complesso, perchè immerge il lettore nella fantasia delle sue scene. Salvo diventare, quelle stesse scene, parte di una storia troppo reale e scontata.
Le uova fatali
Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito ... (continue)
Uno scrittore che non sembra appartenere alla prima metà del novecento. Delle idee che appartengono più al nostro modo drammatico di vivere la scienza, che al positivismo ancora imperante all'epoca. Uno scrittore che ha saputo quindi vedere lontano. Un libro che non può essere semplicemente definito di genere "fantastico", perchè la sua fantasia si cala in modo tremendo ed angosciante nella nostra realtà.
Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo
non è stato il libro che ha calamitato la mia attenzione come mai primacontinue)
non è stato il libro che mi ha rivelato qualcosa che ignoravo
eppure ha avuto un notevole peso, riassumendo in maniera ottimale le implicazioni delle scelte di una società più o meno reale
più di 1984 questo libro ... (
non è stato il libro che ha calamitato la mia attenzione come mai prima
non è stato il libro che mi ha rivelato qualcosa che ignoravo
eppure ha avuto un notevole peso, riassumendo in maniera ottimale le implicazioni delle scelte di una società più o meno reale
più di 1984 questo libro ha carpito l'essenza del consumismo attuale
consumismo emotivo, oltre che economico
più di 1984 ha previsto la reale evoluzione del capitalismo
eppure "il nuovo mondo" non è riuscito a sollevarsi dall'impressione iniziale che mi ha dato; quella di saggio sociologico, più che di avvincente romanzo
in questo stesso senso si indirizza la seconda parte del volume: "ritorno al nuovo mondo"
raccolta di saggi dello stesso autore che, rileggendo il suo scritto dopo 20 anni, sottolinea come le sue previsioni si siano avverate in buona parte
cosa rimane dunque di questo libro?
in me rimane la sensazione che il mondo descritto, un mondo di droghe senza effetti collaterali, di impulsi soddisfatti istantaneamente, di felicità ingabbiata nella stabilità, ma anche di eugenetica e taciti soprusi, non sia il peggiore dei mondi
se Huxley voleva farmi odiare il mondo senza istinti che ha immaginato, non ci è riuscito
anzi
mi ha portato a pensare che, da certi punti di vista, quel mondo è persino accettabile
e ora mi/vi chiedo: e se fosse preferibile?