A proposito di non sapere di non sapere, da cui il titolo. Consideriamo di sapere tutto e di essere un pilota lanciato contro un altro in una gara in cui, se entrambi vanno diritto nessuno vince perché muoiono, mentre vince chi si scansa per ultimo. Secondo Barrow (cap. 86) l’altro vincerà sempre,
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A proposito di non sapere di non sapere, da cui il titolo. Consideriamo di sapere tutto e di essere un pilota lanciato contro un altro in una gara in cui, se entrambi vanno diritto nessuno vince perché muoiono, mentre vince chi si scansa per ultimo. Secondo Barrow (cap. 86) l’altro vincerà sempre, per quanto ignorante, se sa che voi, gli onniscienti, sapete tutto: deciderà di andare sempre diritto. Ma questo è sbagliato: se sono onnisciente, so anche che l’altro sa che so, e quindi so anche come agirà lui sapendo di me. Dunque non avrò gareggiato mai, e mai perso, o morirò, e mai perso, se decidessi altrimenti. Il limite (if any) all'onniscienza non è la sconfitta, ma l'inazione o la morte. Chi sa può astenersi, come il dio antico fa sempre, al più giocando a dadi coi bambini, o prendendosi la croce. Libro brutto e inessenziale, che mostra in aggiunta i noiosi conti.
Molto lo sapevamo già (da lui). Notevole l'elenco di persone che Rampini ha conosciuto e ascoltato. Incerto quanto poi sia rilevante. Per uno che gira il mondo, che è sferico, "alla mia sinistra" diventa al più una direzione, non una posizione.
Quando un vecchio desidera nella carne una giovane, in ipotesi incline, si dà che la giovine: a. si stancherebbe presto; b. gli altri direbbero che si è venduta se il vecchio è ricco, che scema se è povero; c. presto si purificherebbe tra braccia coeve, con gelosia, patita in anticipo, dal vecchio.
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Quando un vecchio desidera nella carne una giovane, in ipotesi incline, si dà che la giovine: a. si stancherebbe presto; b. gli altri direbbero che si è venduta se il vecchio è ricco, che scema se è povero; c. presto si purificherebbe tra braccia coeve, con gelosia, patita in anticipo, dal vecchio. Calcolo costi - benefici: meglio di no. Niente di nuovo qui, in Amore e vecchiaia, salvo il parere, falso, che "l'amicizia ha più illusioni dell'amore". Un merito è aver posto il tema, che ciascun vecchio vorrà poi al caso risolvere a modo suo (tanto l'errore dura poco). Anche Chateaubriand - è il pregio - non si dilunga.
Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione co
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Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione compreso. Per descrivere basta a e k, e qui Foster Wallace è molto bravo. Si avvita invece quando inclina al meta, ai riflessi dei pensieri sulle cose. Perché non si fermi alle sfavillanti descrizioni di piscine (Per sempre lassù) e perversioni non sappiamo. Del perché sprofondi nelle ri-flessioni reticolari neppure (Ottetto). Ci costa energia seguirlo, è costato di più a lui fare strada. Poteva volare stando a terra, strisciando la sua ironia sulle sole a, e sui pensieri che andiamo tutti facendo intorno a loro. Invece che l’astrazione, la generalità ampia e miracolosa delle sole cose.
100 cose essenziali che non sapevate di non sapere
A proposito di non sapere di non sapere, da cui il titolo. Consideriamo di sapere tutto e di essere un pilota lanciato contro un altro in una gara in cui, se entrambi vanno diritto nessuno vince perché muoiono, mentre vince chi si scansa per ultimo. Secondo Barrow (cap. 86) l’altro vincerà sempre, ... (continue)
A proposito di non sapere di non sapere, da cui il titolo. Consideriamo di sapere tutto e di essere un pilota lanciato contro un altro in una gara in cui, se entrambi vanno diritto nessuno vince perché muoiono, mentre vince chi si scansa per ultimo. Secondo Barrow (cap. 86) l’altro vincerà sempre, per quanto ignorante, se sa che voi, gli onniscienti, sapete tutto: deciderà di andare sempre diritto. Ma questo è sbagliato: se sono onnisciente, so anche che l’altro sa che so, e quindi so anche come agirà lui sapendo di me. Dunque non avrò gareggiato mai, e mai perso, o morirò, e mai perso, se decidessi altrimenti. Il limite (if any) all'onniscienza non è la sconfitta, ma l'inazione o la morte. Chi sa può astenersi, come il dio antico fa sempre, al più giocando a dadi coi bambini, o prendendosi la croce.
Libro brutto e inessenziale, che mostra in aggiunta i noiosi conti.
1Q84
Le prime 150 leggi, le altre 550 ridi.
Alla mia Sinistra
Molto lo sapevamo già (da lui). Notevole l'elenco di persone che Rampini ha conosciuto e ascoltato. Incerto quanto poi sia rilevante. Per uno che gira il mondo, che è sferico, "alla mia sinistra" diventa al più una direzione, non una posizione.
Amore e vecchiaia
Quando un vecchio desidera nella carne una giovane, in ipotesi incline, si dà che la giovine: a. si stancherebbe presto; b. gli altri direbbero che si è venduta se il vecchio è ricco, che scema se è povero; c. presto si purificherebbe tra braccia coeve, con gelosia, patita in anticipo, dal vecchio. ... (continue)
Quando un vecchio desidera nella carne una giovane, in ipotesi incline, si dà che la giovine: a. si stancherebbe presto; b. gli altri direbbero che si è venduta se il vecchio è ricco, che scema se è povero; c. presto si purificherebbe tra braccia coeve, con gelosia, patita in anticipo, dal vecchio. Calcolo costi - benefici: meglio di no.
Niente di nuovo qui, in Amore e vecchiaia, salvo il parere, falso, che "l'amicizia ha più illusioni dell'amore". Un merito è aver posto il tema, che ciascun vecchio vorrà poi al caso risolvere a modo suo (tanto l'errore dura poco). Anche Chateaubriand - è il pregio - non si dilunga.
Brevi interviste con uomini schifosi
Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione co ... (continue)
Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione compreso. Per descrivere basta a e k, e qui Foster Wallace è molto bravo. Si avvita invece quando inclina al meta, ai riflessi dei pensieri sulle cose. Perché non si fermi alle sfavillanti descrizioni di piscine (Per sempre lassù) e perversioni non sappiamo. Del perché sprofondi nelle ri-flessioni reticolari neppure (Ottetto). Ci costa energia seguirlo, è costato di più a lui fare strada. Poteva volare stando a terra, strisciando la sua ironia sulle sole a, e sui pensieri che andiamo tutti facendo intorno a loro. Invece che l’astrazione, la generalità ampia e miracolosa delle sole cose.