Bronzo, argento e oro: metalli dell’anima dei bambini, che gli insegnanti intuiscono guardandoli giocare. I bronzei saranno lavoratori, d’argento i soldati, d’oro i governanti, i filosofi, color che sanno. Questo il destino nell’educazione platonica, questa la tripartizione anche in Mastrocola per l
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Bronzo, argento e oro: metalli dell’anima dei bambini, che gli insegnanti intuiscono guardandoli giocare. I bronzei saranno lavoratori, d’argento i soldati, d’oro i governanti, i filosofi, color che sanno. Questo il destino nell’educazione platonica, questa la tripartizione anche in Mastrocola per la futura scuola della Repubblica. Forse è giusto, ma 271 pagine per arrivarci sono troppe. In mezzo l’accorata perorazione per lo studio: concentrato, solitario, disconnesso, isolato e astratto. Curiosa l’insistenza sull’astrazione nella convinzione, errata, che la letteratura ne sia palestra speciale, e che la correttezza degli apostrofi sottenda ‘struttura’. Che poi la regola sia che solo 2 su 25 studenti in prima scientifico siano sufficienti ai test d’ingresso di grammatica, porta a chiedersi che cosa sia la sufficienza, e chi mai l’abbia definita. Per fortuna alla fine del liceo il 30% ha imparato a scrivere (p.70). Sostiene in più Mastrocola che ci siano in ogni città uno o due licei che funzionano. Forse è vero, ma mai dimostrato da nessuna parte che siano “spesso privati” (p.180). Che amare la propria disciplina sia condizione necessaria per insegnarla bene, ma che sia anche sufficiente si può dubitare (p. 154), soprattutto se amarla significa non poterla trasgredire in ciò che la valica e ibrida: le altre cose, quelle che magari si possono evocare, disordinate e colorate, sull’iPad. Scrittura fluida, che si ripete, da prof..
Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione co
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Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione compreso. Per descrivere basta a e k, e qui Foster Wallace è molto bravo. Si avvita invece quando inclina al meta, ai riflessi dei pensieri sulle cose. Perché non si fermi alle sfavillanti descrizioni di piscine (Per sempre lassù) e perversioni non sappiamo. Del perché sprofondi nelle ri-flessioni reticolari neppure (Ottetto). Ci costa energia seguirlo, è costato di più a lui fare strada. Poteva volare stando a terra, strisciando la sua ironia sulle sole a, e sui pensieri che andiamo tutti facendo intorno a loro. Invece che l’astrazione, la generalità ampia e miracolosa delle sole cose.
Dio esiste o no. Se esiste è personale o no. Se è inteso come una persona, allora agisce, punisce, salva, interviene, fa miracoli. Si intromette. Poiché se si intromette lo fa a sproposito, o inadeguatamente, e non c'è ragione sufficiente per crederlo (se è onnipotente e onnisciente), Dawkins può so
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Dio esiste o no. Se esiste è personale o no. Se è inteso come una persona, allora agisce, punisce, salva, interviene, fa miracoli. Si intromette. Poiché se si intromette lo fa a sproposito, o inadeguatamente, e non c'è ragione sufficiente per crederlo (se è onnipotente e onnisciente), Dawkins può sostenere con ragioni che questa strada è chiusa. Più difficile (e neppure necessario) è escludere la possibilità di degna identificazione della divinità con la natura e in specie con le leggi del suo reggimento e sviluppo. E' il dio di Einstein, di Spinoza e di molti. Niente di personale, ma piuttosto di poetico e di estetico: la certezza che tutto è qui, anche quello che non sappiamo, che temiamo e che desideriamo. Il biologo contrasta la nozione di progetto intelligente attraverso l'ipotesi forte dell'evoluzionismo, ma non è proprio limpido nello spiegare perché le religioni poi resistano nell'evoluzione degli uomini. Alla fine siamo certi che la Bibbia non è bene venga insegnata ai bambini piccoli, né c'è ragione perché i cardinali siedano sempre in prima fila nella cerimonie laiche (nelle loro però possono).
Meglio se Carofiglio avesse applicato la sua quinta parola: la scelta. In particolare e al caso ignorando col silenzio il consiglio di Gramsci, che odia gli indifferenti. Non avrebbe così rovinato le sue considerazioni su (almeno) due parole in esame, vergogna e giustizia, chiamando ossessivamente i
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Meglio se Carofiglio avesse applicato la sua quinta parola: la scelta. In particolare e al caso ignorando col silenzio il consiglio di Gramsci, che odia gli indifferenti. Non avrebbe così rovinato le sue considerazioni su (almeno) due parole in esame, vergogna e giustizia, chiamando ossessivamente in causa l'attuale presidente del consiglio pro tempore italiano. Si può scegliere, per dignità, per disintossicarsi, di ignorare per due minuti il succitato. Oppure si può scegliere, se proprio disturba, di lanciargli contro una copia del Duomo non a 6, ma a 600 m/s.
Roba buona, colorata. Poco digeribile sui cubottaedri e lor complicazioni stellate, ma notevole nell'annunciare che forse il grande Archimede prima andava a spanne e poi si ingegnava sulla dimostrazione. Peccato se la prenda sempre di più con i filosofi (all'inizio era più incerto), anche se i teore
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Roba buona, colorata. Poco digeribile sui cubottaedri e lor complicazioni stellate, ma notevole nell'annunciare che forse il grande Archimede prima andava a spanne e poi si ingegnava sulla dimostrazione. Peccato se la prenda sempre di più con i filosofi (all'inizio era più incerto), anche se i teoremi di Talete li fa girare bene... Gli dà fastidio la fava di Pitagora, ammira Wallis, non denigra né Frege né Kripke, ma infierisce su Hobbes e Cusano: Odi-freddi. Però incanta che, avendo fatto il Tecnico, chiarisca sempre col greco. Limata qualche lunetta polemica, si presta (o si compra) come libro di testo per ciò che avremmo potuto capire prima di essere rimandati. Molto gradevoli le istanze architettoniche e pittoriche della geometria, pensieri a colori. La battuta sul seno è ovvia: 2/3 di Stella Octangula in meno.
Togliamo il disturbo
Bronzo, argento e oro: metalli dell’anima dei bambini, che gli insegnanti intuiscono guardandoli giocare. I bronzei saranno lavoratori, d’argento i soldati, d’oro i governanti, i filosofi, color che sanno. Questo il destino nell’educazione platonica, questa la tripartizione anche in Mastrocola per l ... (continue)
Bronzo, argento e oro: metalli dell’anima dei bambini, che gli insegnanti intuiscono guardandoli giocare. I bronzei saranno lavoratori, d’argento i soldati, d’oro i governanti, i filosofi, color che sanno. Questo il destino nell’educazione platonica, questa la tripartizione anche in Mastrocola per la futura scuola della Repubblica. Forse è giusto, ma 271 pagine per arrivarci sono troppe. In mezzo l’accorata perorazione per lo studio: concentrato, solitario, disconnesso, isolato e astratto. Curiosa l’insistenza sull’astrazione nella convinzione, errata, che la letteratura ne sia palestra speciale, e che la correttezza degli apostrofi sottenda ‘struttura’. Che poi la regola sia che solo 2 su 25 studenti in prima scientifico siano sufficienti ai test d’ingresso di grammatica, porta a chiedersi che cosa sia la sufficienza, e chi mai l’abbia definita. Per fortuna alla fine del liceo il 30% ha imparato a scrivere (p.70).
Sostiene in più Mastrocola che ci siano in ogni città uno o due licei che funzionano. Forse è vero, ma mai dimostrato da nessuna parte che siano “spesso privati” (p.180). Che amare la propria disciplina sia condizione necessaria per insegnarla bene, ma che sia anche sufficiente si può dubitare (p. 154), soprattutto se amarla significa non poterla trasgredire in ciò che la valica e ibrida: le altre cose, quelle che magari si possono evocare, disordinate e colorate, sull’iPad.
Scrittura fluida, che si ripete, da prof..
Brevi interviste con uomini schifosi
Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione co ... (continue)
Sia a una cosa, sia k uno che pensa a, o anche il pensiero su a. Se prendi a e k, puoi cominciare a tessere la ragnatela del meta: descrivere il pensiero su a (che non è k: descrivere il pensiero su a non è il pensiero su a) e il pensiero sul pensiero di a e su chi li fa, autore della descrizione compreso. Per descrivere basta a e k, e qui Foster Wallace è molto bravo. Si avvita invece quando inclina al meta, ai riflessi dei pensieri sulle cose. Perché non si fermi alle sfavillanti descrizioni di piscine (Per sempre lassù) e perversioni non sappiamo. Del perché sprofondi nelle ri-flessioni reticolari neppure (Ottetto). Ci costa energia seguirlo, è costato di più a lui fare strada. Poteva volare stando a terra, strisciando la sua ironia sulle sole a, e sui pensieri che andiamo tutti facendo intorno a loro. Invece che l’astrazione, la generalità ampia e miracolosa delle sole cose.
L'illusione di Dio
Dio esiste o no. Se esiste è personale o no. Se è inteso come una persona, allora agisce, punisce, salva, interviene, fa miracoli. Si intromette. Poiché se si intromette lo fa a sproposito, o inadeguatamente, e non c'è ragione sufficiente per crederlo (se è onnipotente e onnisciente), Dawkins può so ... (continue)
Dio esiste o no. Se esiste è personale o no. Se è inteso come una persona, allora agisce, punisce, salva, interviene, fa miracoli. Si intromette. Poiché se si intromette lo fa a sproposito, o inadeguatamente, e non c'è ragione sufficiente per crederlo (se è onnipotente e onnisciente), Dawkins può sostenere con ragioni che questa strada è chiusa. Più difficile (e neppure necessario) è escludere la possibilità di degna identificazione della divinità con la natura e in specie con le leggi del suo reggimento e sviluppo. E' il dio di Einstein, di Spinoza e di molti. Niente di personale, ma piuttosto di poetico e di estetico: la certezza che tutto è qui, anche quello che non sappiamo, che temiamo e che desideriamo.
Il biologo contrasta la nozione di progetto intelligente attraverso l'ipotesi forte dell'evoluzionismo, ma non è proprio limpido nello spiegare perché le religioni poi resistano nell'evoluzione degli uomini.
Alla fine siamo certi che la Bibbia non è bene venga insegnata ai bambini piccoli, né c'è ragione perché i cardinali siedano sempre in prima fila nella cerimonie laiche (nelle loro però possono).
La manomissione delle parole
Meglio se Carofiglio avesse applicato la sua quinta parola: la scelta. In particolare e al caso ignorando col silenzio il consiglio di Gramsci, che odia gli indifferenti. Non avrebbe così rovinato le sue considerazioni su (almeno) due parole in esame, vergogna e giustizia, chiamando ossessivamente i ... (continue)
Meglio se Carofiglio avesse applicato la sua quinta parola: la scelta. In particolare e al caso ignorando col silenzio il consiglio di Gramsci, che odia gli indifferenti. Non avrebbe così rovinato le sue considerazioni su (almeno) due parole in esame, vergogna e giustizia, chiamando ossessivamente in causa l'attuale presidente del consiglio pro tempore italiano. Si può scegliere, per dignità, per disintossicarsi, di ignorare per due minuti il succitato. Oppure si può scegliere, se proprio disturba, di lanciargli contro una copia del Duomo non a 6, ma a 600 m/s.
C'è spazio per tutti
Roba buona, colorata. Poco digeribile sui cubottaedri e lor complicazioni stellate, ma notevole nell'annunciare che forse il grande Archimede prima andava a spanne e poi si ingegnava sulla dimostrazione. Peccato se la prenda sempre di più con i filosofi (all'inizio era più incerto), anche se i teore ... (continue)
Roba buona, colorata. Poco digeribile sui cubottaedri e lor complicazioni stellate, ma notevole nell'annunciare che forse il grande Archimede prima andava a spanne e poi si ingegnava sulla dimostrazione. Peccato se la prenda sempre di più con i filosofi (all'inizio era più incerto), anche se i teoremi di Talete li fa girare bene... Gli dà fastidio la fava di Pitagora, ammira Wallis, non denigra né Frege né Kripke, ma infierisce su Hobbes e Cusano: Odi-freddi. Però incanta che, avendo fatto il Tecnico, chiarisca sempre col greco. Limata qualche lunetta polemica, si presta (o si compra) come libro di testo per ciò che avremmo potuto capire prima di essere rimandati. Molto gradevoli le istanze architettoniche e pittoriche della geometria, pensieri a colori. La battuta sul seno è ovvia: 2/3 di Stella Octangula in meno.