Quale il confine tra l'essere semplicemente creature viventi e l'essere invece "persona"? Quale lo spartiaque tra un'esitenza libera nelle scelte ed una già preimpostata? La risposta per Ishiguro sembra essere nell'infanzia, nelle scoperte bisbigliate e agognate, negli affetti genuini e smalizi
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Quale il confine tra l'essere semplicemente creature viventi e l'essere invece "persona"? Quale lo spartiaque tra un'esitenza libera nelle scelte ed una già preimpostata? La risposta per Ishiguro sembra essere nell'infanzia, nelle scoperte bisbigliate e agognate, negli affetti genuini e smaliziati, nel riconoscersi e conoscersi nell'altro; perchè c'è un posto dove vanno a finire i ricordi, persino le vecchie cassette.
Malinconico senza scadere in un inutile dramma, delicato ma denso, un libro che non può non coinvolgere.
Quale il confine tra l'essere semplicemente creature viventi e l'essere invece "persona"? Quale lo spartiaque tra un'esitenza libera nelle scelte ed una già preimpostata?continue)
La risposta per Ishiguro sembra essere nell'infanzia, nelle scoperte bisbigliate e agognate, negli affetti genuini e smalizi ... (
Quale il confine tra l'essere semplicemente creature viventi e l'essere invece "persona"? Quale lo spartiaque tra un'esitenza libera nelle scelte ed una già preimpostata?
La risposta per Ishiguro sembra essere nell'infanzia, nelle scoperte bisbigliate e agognate, negli affetti genuini e smaliziati, nel riconoscersi e conoscersi nell'altro; perchè c'è un posto dove vanno a finire i ricordi, persino le vecchie cassette.
Malinconico senza scadere in un inutile dramma, delicato ma denso, un libro che non può non coinvolgere.