«Kiefer's global heft since the 1980s (years before Richter) has assured his status as a figure who has consistently helped to define the ideas and approaches that most matter in contemporary art. Through his mournful and monumental paintings, sculptures, books and large scale intallations, Kiefer a
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«Kiefer's global heft since the 1980s (years before Richter) has assured his status as a figure who has consistently helped to define the ideas and approaches that most matter in contemporary art. Through his mournful and monumental paintings, sculptures, books and large scale intallations, Kiefer addresses the issues of our times - war, energy, religion and politics - as well as broader historical themes. His sophisticated handling of multiple media reveals a profound understanding of how people communicate in a globally interrelated world».
«Noi andavamo quasi ogni sabato in quel suo magnifico studio di via Monforte e seguivamo passo passo il suo arrovellarsi e le sue geniali invenzioni. Così vedemmo nascere i tagli. Fontana aveva fatto un quadro giocato sull'azzurro, che mi piaceva molto e glielo chiesi. Egli lo trovava ancora incompl
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«Noi andavamo quasi ogni sabato in quel suo magnifico studio di via Monforte e seguivamo passo passo il suo arrovellarsi e le sue geniali invenzioni. Così vedemmo nascere i tagli. Fontana aveva fatto un quadro giocato sull'azzurro, che mi piaceva molto e glielo chiesi. Egli lo trovava ancora incompleto e vuoto, voleva aggiungere qualcosa e non sapeva cosa. Finalmente un sabato lo trovammo con i tagli, che erano i personaggi del paesaggio».
«Ogni ragazzo ha una fuga dentro il cuore e il sistema più sicuro che conosce per scappare da se stesso è invaghirsi di chi non fa per lui (...). "Fai bei sogni", si era raccomandata la mamma. E invece io li stavo imbruttendo uno dopo l'altro. Mi sarebbe piaciuto iscrivermi a Lettere o a Scienze pol
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«Ogni ragazzo ha una fuga dentro il cuore e il sistema più sicuro che conosce per scappare da se stesso è invaghirsi di chi non fa per lui (...). "Fai bei sogni", si era raccomandata la mamma. E invece io li stavo imbruttendo uno dopo l'altro. Mi sarebbe piaciuto iscrivermi a Lettere o a Scienze politiche per tentare l'avventura del giornalismo, ma mio padre non aveva mai smesso di coltivare certi suoi progetti napoleonici. Mi vedeva laureato in Economia e poi condottiero d'impresa. Non difesi il mio sogno, per la semplice ragione che non lo ascoltavo più. I sogni sono radicati nell'anima e la mia era fuori servizio (...). Ma la responsabilità di quell'errore fu soltanto mia. Avevo scelto l'università e la ragazza sbagliate per timore di inseguire i miei sogni. Era scontato che andassi a sbattere.
"Io posso essere felice" intonò il coro. "Sei d'accordo?" mi incalzò il Che. "In astratto sì. Ma la vita non è un mantra per buontemponi. Nello stomaco di tutti galleggia un'ingiustizia che abbiamo subito e che consideriamo inaccettabile. La prova dell'inesistenza di un disegno superiore che, se ci fosse, non avrebbe mai potuto permetterla. Per sopravvivere al dolore siamo stati costretti a costruirci una corazza di cinismo che ci protegge dalla verità." "Quanti anni hai?" "Quasi trenta". "É l'età dei primi bilanci. So cosa provi, ci sono passato. Hai la sensazione di aver vissuto lungo un piano inclinato che ti ha portato sin qui. Come se tu fossi il prodotto di scelte che non sono state influenzate da te, ma da chi ti stava intorno. Sei cresciuto con una madre ingombrante?" "Piuttosto ingombrante, sì" mentii, ma neppure troppo.
Sapevo da sempre com'era morta, ma avevo deciso da subito di non volerlo sapere. Sarebbe stato troppo. E forse lo era anche adesso. (...) L'intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire, per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.»
«Camminiano l'uno accanto all'altra. Cammoniamo l'uno accanto all'altra, noi tre: io, Anuska, e la separazione.
Ascolta il rumore del flauto di canna, Com'esso dolente lamenta il distacco.
"Che cosa stai bisbligliando, Ahmet?" "C'è un grande poeta, un mistico, ma grande davvero. Mevlana. É
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«Camminiano l'uno accanto all'altra. Cammoniamo l'uno accanto all'altra, noi tre: io, Anuska, e la separazione.
Ascolta il rumore del flauto di canna, Com'esso dolente lamenta il distacco.
"Che cosa stai bisbligliando, Ahmet?" "C'è un grande poeta, un mistico, ma grande davvero. Mevlana. É un suo distico." Lo tradussi in russo per Auska. Le spiegai anche il suo significato mistico: il flauto è fatto di canna, è tagliato dal canneto. Per questo quando lo si suona, lamenta la separazione. L'uomo è una parte dell'universale, cioè di Dio, dal quale è stato strappato, separato, e di questo distacco si lamenta l'uomo, cioè il poeta».
«A trentacinque anni ancora ferma sulla soglia. Bastava guardarlo attentamente, Gaetano, per capire che non era adatto a lei, che non erano adatti. Non erano all'altezza dell'impresa che intendevano compiere. Due velleitari pieni di buchi emotivi. Si erano annusati ben bene nell'arco di poche ore. C
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«A trentacinque anni ancora ferma sulla soglia. Bastava guardarlo attentamente, Gaetano, per capire che non era adatto a lei, che non erano adatti. Non erano all'altezza dell'impresa che intendevano compiere. Due velleitari pieni di buchi emotivi. Si erano annusati ben bene nell'arco di poche ore. Convinti di riempire ogni buco con la sola forza del pensiero. Il germe della distruzione albergava già in quella esaltazione. Due timidi asfaltati di rivalse che si palleggiano una sola mitomania, quella della loro unione. Un micidiale esempio di coppia contemporanea».
Anselm Kiefer
«Kiefer's global heft since the 1980s (years before Richter) has assured his status as a figure who has consistently helped to define the ideas and approaches that most matter in contemporary art. Through his mournful and monumental paintings, sculptures, books and large scale intallations, Kiefer a ... (continue)
«Kiefer's global heft since the 1980s (years before Richter) has assured his status as a figure who has consistently helped to define the ideas and approaches that most matter in contemporary art. Through his mournful and monumental paintings, sculptures, books and large scale intallations, Kiefer addresses the issues of our times - war, energy, religion and politics - as well as broader historical themes. His sophisticated handling of multiple media reveals a profound understanding of how people communicate in a globally interrelated world».
Casa-Museo Boschi Di Stefano
«Noi andavamo quasi ogni sabato in quel suo magnifico studio di via Monforte e seguivamo passo passo il suo arrovellarsi e le sue geniali invenzioni. Così vedemmo nascere i tagli. Fontana aveva fatto un quadro giocato sull'azzurro, che mi piaceva molto e glielo chiesi. Egli lo trovava ancora incompl ... (continue)
«Noi andavamo quasi ogni sabato in quel suo magnifico studio di via Monforte e seguivamo passo passo il suo arrovellarsi e le sue geniali invenzioni. Così vedemmo nascere i tagli. Fontana aveva fatto un quadro giocato sull'azzurro, che mi piaceva molto e glielo chiesi. Egli lo trovava ancora incompleto e vuoto, voleva aggiungere qualcosa e non sapeva cosa. Finalmente un sabato lo trovammo con i tagli, che erano i personaggi del paesaggio».
Fai bei sogni
«Ogni ragazzo ha una fuga dentro il cuore e il sistema più sicuro che conosce per scappare da se stesso è invaghirsi di chi non fa per lui (...). "Fai bei sogni", si era raccomandata la mamma. E invece io li stavo imbruttendo uno dopo l'altro. Mi sarebbe piaciuto iscrivermi a Lettere o a Scienze pol ... (continue)
«Ogni ragazzo ha una fuga dentro il cuore e il sistema più sicuro che conosce per scappare da se stesso è invaghirsi di chi non fa per lui (...). "Fai bei sogni", si era raccomandata la mamma. E invece io li stavo imbruttendo uno dopo l'altro. Mi sarebbe piaciuto iscrivermi a Lettere o a Scienze politiche per tentare l'avventura del giornalismo, ma mio padre non aveva mai smesso di coltivare certi suoi progetti napoleonici. Mi vedeva laureato in Economia e poi condottiero d'impresa. Non difesi il mio sogno, per la semplice ragione che non lo ascoltavo più. I sogni sono radicati nell'anima e la mia era fuori servizio (...). Ma la responsabilità di quell'errore fu soltanto mia. Avevo scelto l'università e la ragazza sbagliate per timore di inseguire i miei sogni. Era scontato che andassi a sbattere.
"Io posso essere felice" intonò il coro.
"Sei d'accordo?" mi incalzò il Che.
"In astratto sì. Ma la vita non è un mantra per buontemponi. Nello stomaco di tutti galleggia un'ingiustizia che abbiamo subito e che consideriamo inaccettabile. La prova dell'inesistenza di un disegno superiore che, se ci fosse, non avrebbe mai potuto permetterla. Per sopravvivere al dolore siamo stati costretti a costruirci una corazza di cinismo che ci protegge dalla verità."
"Quanti anni hai?"
"Quasi trenta".
"É l'età dei primi bilanci. So cosa provi, ci sono passato. Hai la sensazione di aver vissuto lungo un piano inclinato che ti ha portato sin qui. Come se tu fossi il prodotto di scelte che non sono state influenzate da te, ma da chi ti stava intorno. Sei cresciuto con una madre ingombrante?"
"Piuttosto ingombrante, sì" mentii, ma neppure troppo.
Sapevo da sempre com'era morta, ma avevo deciso da subito di non volerlo sapere. Sarebbe stato troppo. E forse lo era anche adesso.
(...) L'intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire, per non guarire. Perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.»
Gran bella cosa è vivere, miei cari!
«Camminiano l'uno accanto all'altra. Cammoniamo l'uno accanto all'altra, noi tre: io, Anuska, e la separazione.
Ascolta il rumore del flauto di canna,
Com'esso dolente lamenta il distacco.
"Che cosa stai bisbligliando, Ahmet?"continue)
"C'è un grande poeta, un mistico, ma grande davvero. Mevlana. É ... (
«Camminiano l'uno accanto all'altra. Cammoniamo l'uno accanto all'altra, noi tre: io, Anuska, e la separazione.
Ascolta il rumore del flauto di canna,
Com'esso dolente lamenta il distacco.
"Che cosa stai bisbligliando, Ahmet?"
"C'è un grande poeta, un mistico, ma grande davvero. Mevlana. É un suo distico."
Lo tradussi in russo per Auska. Le spiegai anche il suo significato mistico: il flauto è fatto di canna, è tagliato dal canneto. Per questo quando lo si suona, lamenta la separazione. L'uomo è una parte dell'universale, cioè di Dio, dal quale è stato strappato, separato, e di questo distacco si lamenta l'uomo, cioè il poeta».
Nessuno si salva da solo
«A trentacinque anni ancora ferma sulla soglia.continue)
Bastava guardarlo attentamente, Gaetano, per capire che non era adatto a lei, che non erano adatti. Non erano all'altezza dell'impresa che intendevano compiere. Due velleitari pieni di buchi emotivi. Si erano annusati ben bene nell'arco di poche ore. C ... (
«A trentacinque anni ancora ferma sulla soglia.
Bastava guardarlo attentamente, Gaetano, per capire che non era adatto a lei, che non erano adatti. Non erano all'altezza dell'impresa che intendevano compiere. Due velleitari pieni di buchi emotivi. Si erano annusati ben bene nell'arco di poche ore. Convinti di riempire ogni buco con la sola forza del pensiero. Il germe della distruzione albergava già in quella esaltazione. Due timidi asfaltati di rivalse che si palleggiano una sola mitomania, quella della loro unione. Un micidiale esempio di coppia contemporanea».