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Simpatico, strappa più di un sorriso.
Sicuramente encomiabile il lavoro di scavo e compilazione.
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Sep 17, 2012 |
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- Signor giudice, mi sento tra l'anguria e il martello (44)
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By Antonio Di Stefano -
Finished on Sep 9, 2012 




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Signor giudice, mi sento tra l'anguria e il martello




Un caso a parte -
Fra i vari stupidari che ho letto, questo, sicuramente, è il meno "divertente".
Riso amaro, al massimo, non pensate di aprirlo e di sbellicarvi dalle risate come può essere per altre raccolte di strafalcioni.
Merita, comunque, proprio per l'amarezza di certe atmosfere. -
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Sep 9, 2012 |
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Money
Rapida premessa A: 2 stelline per le grandi aspettative disattese. Avevo letto uno stralcio di questo libro per un corso di letteratura. Uno dei pochi stralci buoni, probabilmente.continue)
Rapida premessa B: 2 stelline non certo perché sia rimasto scandalizzato dalla violenza, dal sesso e dalla volgarità ch ... (
Rapida premessa A: 2 stelline per le grandi aspettative disattese. Avevo letto uno stralcio di questo libro per un corso di letteratura. Uno dei pochi stralci buoni, probabilmente.
Rapida premessa B: 2 stelline non certo perché sia rimasto scandalizzato dalla violenza, dal sesso e dalla volgarità che pervadono il testo. Certo, non è un libro per educande.
La trama tende a perdersi, sembra pretestuosa e vuota. Non capisco se per una sorta di isomorfismo (ahahahah) fra la mente del narratore in prima persona sempre offuscata dall'alcol, se per incapacità dell'autore (la mia impressione è questa) o se per poca attenzione mia (il libro non mi ha preso come mi aspettavo).
Riferimenti metatestuali fiacchi e ripetuti.
Qualche formuletta fissa di tanto in tanto, che fa simpatia.
Ma, c***o, non si può continuare a scrivere ogni tot righe "soldi" perché il libro si chiama "Money". Ci sono modi migliori per fare emergere l'ossessione per il denaro.
Sesso e droga a manate gratuite, ma che non lasciano quasi mai il segno. Come dire? Non è come sentirsi pezzi di vomito in gola. E' come se a un robot si dicesse di vomitare liquido per ore. Divertente all'inizio ma, poi, che palle!
Qualche bella perla di esistenzialismo qua e là, ma me ne aspettavo di più.
Penosi picchi di "morale" perversa, sparsi.
L'atmosfera generale sembra quella di un b-movie anni Ottanta, ma non di quelli grossolani come un ceffone su un orecchio. Di quelli insipidi, che non vogliono dire niente, patetici.
Uno di quei libri o film che non capisci se siano geniali o delle cazzate immani. Io opto, con rammarico, per la seconda.